Giorno: 8 Aprile 2014

Como aderisce ad Avviso pubblico

COMO COMUNE 3Baruffa in aula dopo la bocciature della proposta di Rapinese di togliere i posti auto in Comune a sindaco e Giunta, Palazzo Cernezzi aderisce all’associazione degli enti locali contro la mafia e valuta se far fare il telelavoro ai revisori dei conti.

 

Preliminari

Diverse le preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 7 aprile e molte, dell’opposizione, si sono incentrate sul fallimento del bando per la grande mostra di Villa Olmo. «È l’ennesimo fallimento di questa Giunta, di questo sindaco, di questa maggioranza – ha detto Laura Bordoli, Ncd – Sono molto preoccupata per questa mostra». La consigliera si è poi scagliata contro la gestione dell’avvicendamento a capo della polizia locale «non è stato nominato Aiello per trasparenza e ora da Monza arriva uno dei membri della commissione giudicatrice?» oltre che sulla proroga del mandato al dirigente del Distretto urbano del commercio. «Politicamente assai poco opportuno, si è saputo il mercoledì dopo la discussione, lunedì, sulla sfiducia all’assessore Introzzi» ha aggiunto Marco Butti, Gruppo misto, per, tornando alla mostra, «siamo di fronte a un danno di immagine per la città», e annunciando poi una interrogazione sul concorso per il capo della polizia locale. Naturalmente anche l’ex assessore e ideatore della grandi mostre a Villa Olmo è intervenuto sul bado andato deserto che «lascia scienza parole. La realtà ha superato ogni peggiore previsione, tutto il mondo degli operatori professionali nazionali ha giudicato un assoluto fallimento questa proposta non presentandosi al bando». Di qui l’annuncio della presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore ala Cultura Luigi Cavadini.

Presentatosi con un cuscino in aula Luca Ceruti, M5s, ha denunciato la mancanza di attività della Giunta «dall’inizio dell’anno aspettiamo una delibera». «Si sta cercando di addormentare la città – ha proseguito – cosa intende fare il sindaco per prendere le redini di questa città addormentata?»

Guido Rovi, Pd, ha voluto ringraziare il senso civico di chi ha ripulito il cippo, posto nei giardinetti di via Anzani, in ricordo del maggiore Fenoglietti, morto a Mostar, e la parte di giardino prospiciente, mentre Mario Forlano, Como civica, ha riportato la propria esperienza di partecipazione alla decima assemblea nazionale degli enti locali per la Pace e i Diritti umani dove Como è entrata a far parte della direzione nazionale anche grazie all’impegno in attività come il Progetto Gemini e Intrecci di popoli. Per ultimo Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha ricordato la pericolosità di via Varesina, dopo un incidente mortale, chiedendo un intervento e presentando una mozione a tale proposito.

 

Posteggi a Palazzo Cernezzi

La discussione è così ripresa sulla mozione di Adesso Como per l’eliminazione dei posti auto all’interno di Palazzo Cernezzi per sindaco e Giunta. Nelle dichiarazioni di voto Butti ha parlato di eliminazione di un privilegio, mentre Mario Molteni, Per Como, ha chiesto di liberare il cortile dalle auto tout court, mentre Gaddi ha allargato il discorso all’allargamento della Ztl. La mozione è stata vista in tal senso dai contrari al provvedimento che in aula hanno occupato tutti i posti a sedere e quelli in piedi per il pubblico, una quarantina poi ha assistito dalla Sala stemmi. «Io sono a Palazzo Cernezzi da 20 anni e ho ricoperto il ruolo di presidente del Consiglio e assessore e vista la mozione l’ho presa come una proposta demagogica – ha detto Gaddi –, ma dopo avere visto privatizzare i posteggi di piazza Roma, se si stravolgono le regole in modo così eccessivo, la voto per protesta». «Chi viene a Como per lavorare è in difficoltà ad accedere al centro» ha aggiunto Ceruti a cui ha fatto seguito Rapinese «avete cancellato 200 posti auto e cambiato le tariffe di quelli attorno alla Città murata, Lucini dice usate i mezzi pubblici e qui si tiene il suo posticino».

Al voto la proposta è stata bocciata dalla maggioranza, appoggiata solo dalle minoranze, astenuti sindaco, presidente del Consiglio, Franco Fragolino, e Diego Peverelli, Lega.

Qui si è scatenata la protesta del pubblico, affollatosi nell’atri d’ingresso all’aula dove ha sventolato fazzoletti bianchi e iniziato a vociare «buuu, buuu» e «a casa, a casa». Quando i vigili per permettere di proseguire la seduta hanno chiuso le porte i cori si sono intensificati con dei «vergogna, vergogna». Usciti alcuni consiglieri per parlare con i cittadini il consigliere di Paco-Sel Vincenzo Sapere ha iniziato un acceso battibecco, proseguito in aula, una volta rientrato, con un molto accalorato Peverelli. Raffreddatisi un po’ gli animi all’esterno il sindaco ha promesso agli esponenti dei commercianti un prossimo incontro per parlare della Ztl.

 

Avviso pubblico

L’assesore Marcello Iantorno ha quindi presentato l’adesione all’associazione Avviso pubblico, che avrà per il Comune un costo di cento euro al mese. Molte le perplessità dell’opposizione. Bordoli ha paura di «un ennesimo carrozzone, ci sono 6 presidenti e 20 consiglieri. Non so quanto possa essere produttiva».

L’adesione è stata difesa da più consiglieri di maggioranza tra gi altri Forlano ha dichiarato «ritengo poco opportuno fare del sarcasmo sulla criminalità organizzata» in risposta agli interventi dei due esponenti leghisti in aula, divisisi sul provvedimento, infatti per Peverelli: «Se questa mozione può fare poco, sempre meglio di niente».

Contrario al provvedimento Molteni, «non si può non essere favorevoli alla delibera, però, anche se sono solo 1.200 euro all’anno, non abbiamo soldi», «bisogna dare la priorità ai bisogni della città» ha aggiunto, mentre per Rapinese i soldi risparmiati potrebbero servire a pagare un vigile per qualche giorno in più e ha concluso, mettendo in dubbio l’utilità pratica della proposta, «questa adesione serve solo alla vostra coscienza».

Al voto la proposta è passato con il voto compatto della maggioranza, a cui si sono aggiunti Peverelli e Ceruti, astenuti Nuovo centro destra e Butti, contrari gli altri esponenti di minoranza.

 

Regolamento di contabilità

Il sindaco Mario Lucini ha quindi presentato una modifica al Regolamento di contabilità per permettere ai revisori di stare «in luoghi diversi con sistemi di telecomunicazione» tenere le sedute del Collegio e anche di partecipare alle sedute del Consiglio comunale. Una prospettiva che preoccupa l’opposizione «come faranno a controllare il Bilancio? – ha chiesto l’ex revisore del Comune Bordoli – Senza venire in sede a controllare i documenti?» «Con questa modifica al Regolamento i revisori potranno non venire mai – ha aggiunto la consigliera – quando hanno accettato l’incarico sapevano a cosa andavano incontro». Rapinese ha quindi annunciato un emendamento, alle fine della serata ne sono stati poi presentati due, per rendere obbligatorio un incontro fra revisori e consiglieri almeno una volta durante la discussione del Bilancio. Lucini ha ricordato come la riforma del 2012 ha tolto la possibilità di scelta dei revisori al Comune che ora vengono estratti a sorte dalla Prefettura all’interno di sezioni regionali. Il presidente del collegio prende 13.500 euro, mentre gli altri due consiglieri 9.000 e se devono fermarsi in città vengono pagate loro le spese per il pernottamento, la comunicazione a distanza vuole quindi essere uno strumento per risparmiare e «non è un espediente per lavorare male» ha assicurato il sindaco che ha anche aggiunto che la nuova possibilità servirà sì ad andare incontro ad eventuali esigenze dei revisori «ma saranno normalmente presenti in aula e si potrà avere la possibilità di colloquiare con loro». Data l’ora la seduta è stata quindi sospesa. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Arte accessibile

locandina webMostra di Doriam Battaglia Batt e Elena Borghi allo Spazio espositivo temporaneo, in via Vittorio Emanuele 28 a Como, organizzata dall’associazione culturale Pitturinc presentazione a cura di Alessandra Collina, inaugurazione sabato 12 aprile alle 18.30, aperta domenica 13 aprile orario dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, dal 15 aprile al 10 maggio solo su appuntamento chiamando il 335.6203697 o il 333.4341350.

Palazzo Cernezzi svende?

3 COMO COMUNEDopo le polemiche in Consiglio anche altre voci si levano contro il Piano di alienazioni del Comune di Como, si passa da quasi 7milioni a quasi 20 di introiti, ma cosa sta pensando di vendere la Giunta Lucini?

 

Dal suo insediamento in via Vittorio Emanuele II nell’estate del 2012 il centro sinistra comasco ha cercato, fra le prime cose, di fare il punto sulle proprietà comunali. L’assessorato al Patrimonio guidato da Marcello Iantorno ha reso pubblici, nel novembre dello stesso anno, diversi elenchi su quanto posseduto da Palazzo Cernezzi, al di là delle strutture scolastiche, sportive e di “servizio” (uffici comunali, vecchie sedi di circoscrizioni con annesse sale civiche).

Con un occhio attento agli affitti, che hanno visto l’emersione di diversi casi di morosità e di irregolarità nelle locazioni (come si vede dai riepiloghi messi on-line dal Comune) su cui si è intervenuto con piani di rientro e sfratti (su Villa Olmo, su Villa Geno).

Ma significativamente prima della approvazione del Bilancio, nel maggio del 2013 la Giunta Lucini approvò un primo Piano di alienazioni per il 2013-15, passato poi in aula il mese seguente (1 e 2).

Una proposta per il consigliere di opposizione Alessandro Rapinese, Adesso Como, «basata su sogni e ipotesi al momento senza senso di esistere, ideale inizio per un bilancio dai contenuti utopistici come accadeva nell’era Bruni». «I criteri seguiti nella predisposizione del Piano tutelano innanzitutto l’interesse pubblico – precisò invece Iantorno –. Gli edifici messi in vendita, infatti, sono tutti classificabili come non strumentali e necessari all’esercizio delle funzioni istituzionali dell’ente. La vendita, d’altro canto, non pregiudica in alcun modo le attività commerciali che sono salvaguardate e continueranno a lavorare regolarmente fino alla scadenza del contratto e i titolari se interessati potranno partecipare alla gara».

Con questo primo provvedimento si prevedeva di incassare 1.837.783 euro nel 2013, 3.146.645 euro nel 2014 e 1.764.511 euro nel 2015.

Più precisamente per il 2013 si intendeva vendere:

 

Indirizzo Tipologia del bene Prezzo a base d’asta
Via Milano 242 uso commerciale libero da affittanza 83.356
Via Milano 250 uso commerciale libero da affittanza 88.734
Via Milano 252 uso commerciale libero da affittanza 67.223
Via Milano 248 uso commerciale libero da affittanza 160.096
Via Milano 256 negozio parrucchiere 88.734
P.za V° Alpini/ Bellinzona farmacia con vani servizio 372.866
P.za Tessitrice bar con appartamento e box 513.335
Via De Cristoforis area scoperta mapp. 7862 Camerlata 38.758
Via per Brunate area scoperta mapp. 1059 Camerlata 24.681
L.Lario Trieste chiosco bar 400.000

 

Per il 2014

Indirizzo Tipologia del bene Prezzo a base d’asta
Via Regina 42 deposito officina 111.300
P.za S.Rocco 42 uso commerciale (negozio elettronica) 153.267
Via Milano 238 uso commerciale (ristorazione) 198.979
Via Milano 240/a uso commerciale (negozio abbigliam.) 147.890
Via Milano 258 uso commerciale (negozio alimentari) 126.378
Via S. Bernardino stabile al rustico 556.759
Via C.Cantù 53 uso commerciale (ristorante) 1.001.120
Via C.Cantù 53 uso commerciale (negozio abbigliam.) 850.952

 

Per il 2015

Indirizzo Tipologia del bene Prezzo a base d’asta
Via Natta 16/18 uso commerciale (bar) 455.243
P.za Martignoni uso commerciale (bar) 475.408
Via Conciliazione farmacia con alloggio e box 333.726
Via Milano 212/214 uso commerciale (ristorazione) 174.778
P.za S.Rocco 39 ambulatorio veterinario 201.667
Via Milano 210 uso commerciale (negozio macelleria) 123.689

 

Ma, come pronosticato da Rapinese, l’intera operazione si è insabbiata e nel marzo del 2014 si è ripreso in mano il dossier aggiornandolo con nuove perizie e un nuovo passaggio in Giunta.

Salta agli occhi subito l’importanza del nuovo Piano di alienazioni per il 2014-16 dati gli introiti: Sono previsti infatti 5.696.214 euro per il 2014, 9.702.620 euro per il 2015 e 4.385.539 euro per il 2016, per un totale di 19.784.373 euro, contro i 6.748.939 euro previsti dal primo Piano.

Sostanzialmente quanto si pensava di vendere nel 2013 è stato riproposto per il 2014, con qualche modifica. Sono state anticipate di un anno, sempre al 2014, la vendita della pizzeria kebab di via Milano 212/214 e della vicina macelleria, oltre che del veterinario di piazza S. Rocco e del comprensorio della farmacia di Tavernola. Posticipate dal 2015 al 2016 invece le vendite del deposito di via Regina, del rustico di via S. Bernardino, del ristorante e del negozio di abbigliamento di via Cesare Cantù dal 2014 al 2016, del bar di piazza Martignoni.

piano-alienazioni-como-2014-16Sono state fatte alcune lievi modifiche ai valori di alcune voci, via Milano 248 è stato rialzato da 160.096 a 180.156, mentre via De Cristoforis (area scoperta mapp. 7862 Camerlata) è stato abbassato da 38.758 a 34.882, così come via per Brunate (area scoperta mapp. 1059 Camerlata) da 24.681 a 22.213.

Le differenze più notevoli si sono avute con l’eliminazione della vendita del bar Natta all’interno di Palazzo Natta, previsto per il 2015, andando forse incontro ai malumori all’interno della maggioranza, e l’aggiunta nel 2014 dell’ ex Scuola all’aperto di via Binda 10 (base d’asta 1.729.830), dell’ex Scuola di Garzola, in via per Brunate 30 (654.511), nel 2015 (unico bene all’asta per quest’anno) dell’ex orfanotrofio ex Scuola media Baden Powell, di via Grossi 2-4/Dante (9.702.620), e nel 2016 di posti auto in via Borgovico (390.000), e dell’ex Scuola elementare di Lora (1.000.000).

In realtà il processo di dismissione del patrimonio è già iniziato, un’asta pubblica è già stata fatta per l’ex Speakeasy’s di lungolario Trieste e per tre negozi sfitti in via Milano.

Dopo la contestata (da Paco-Sel in maggioranza e dalla Cgil) privatizzazione delle farmacie comunali, di Sagnino e Muggiò, si vendono i muri di quelle, già private, di Monte Olimpino e Tavernola e si procede poi alla dismissione di strutture scolastiche ora inutilizzate, data la contrazione delle nascite, poste anche in luoghi interessanti come la Scuola all’aperto di via Binda (vedi l’intervento, del 2008, de la Città possibile qui), dove dovrebbe essere impiantata edilizia residenziale, rendendo più rada la rete di spazi comunali nei quartieri periferici, Lora e Garzola, mentre un caso a parte è l’ex Scuola media Baden Powell.

affittiLa struttura fra via Tommaso Grossi e via Dante Alighieri, ex monastero ed ex orfanotrofio maschile, è stata sede della Scuola media, chiusa all’inizio degli anni 2000, e del Centro per l’educazione degli adulti (Eda) di Como, ora in via Gramsci. Nei vari cortili sono state ospitate anche per anni la sede della Circoscrizione 5 (Como Est, Como Nord) e diverse associazioni (tra le altre l’associazione radioamatori italiani, Como 90, la storica Italia-Urss, poi Italia-Russia), alcune strutture della Cooperativa Arca, oltre che alcuni appartamenti di edilizia residenziale pubblica. Fino a poco tempo fa venne anche ospitata una chiesa ortodossa, fedele al patriarcato di Mosca, ora trasferitisi nella chiesa all’interno del parco del S. Martino.

Ora dovrebbero essere stati tutti allontanati, tranne il ristorante pizzeria al civico 2 (il cui contratto d’affitto scadrà nel 2018) e alcuni posti auto in affitto in quello stesso cortile e forse tre inquilini delle case popolari comunali (gli altri 19 appartamenti della struttura risultano inagibili).

Non è di proprietà comunale poi il fronte ferrovia, con la chiesa di S. Orsola, con vincolo monumentale (per una parte della storia della chiesa vedi il Piano delle regole del Pgt paragrafo 2.6), e l’attigua parrocchia.

Fino al primo Piano delle alienazioni tutto il comprensorio non era stato preso in considerazione per una eventuale dismissione, stante l’ipotesi della Giunta Bruni e di Univercomo, fallita, della creazione di uno Studentato universitario, per cui si speravano fondi dal ministero partita nell’estate 2011.

Si prevedeva una ristrutturazione di tutto l’edificio, salvo il lato della parrocchia e l’area del ristorante. Tra l’altro il Piano di governo del territorio (Pgt), prevede, forse a tal fine, che in caso di ristrutturazione nelle zone attigue (Telecom, ex Seminario…): «Tutti i comparti che promuoveranno gli interventi concorreranno economicamente in quota parte, da definire in fase di negoziazione, al recupero degli immobili di proprietà comunale posti all’angolo tra via Tommaso Grossi – via Dante Alighieri» (Ambito strategico dell’ex seminario).

Una prospettiva che avrebbe voluto essere organica alla implementazione del Campus universitario a S. Martino, che sembra ormai sempre più lontano, visto il mancato finanziamento da parte della Fondazione Cariplo, che porta quindi la Giunta Lucini a pensare semplicemente di ricavare dall’area, posta nel cuore della città, ben 9.702.620 euro, salvo un parere contrario della Soprintendenza.

Ora la parola spetta al Consiglio comunale che dovrà ratificare la proposta per renderla effettivamente operativa. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Trevitex-Fisac/ Il Pd favorevole all’accordo con Slunga

pd

Il Pd di Como ricorda che i problemi nascono da scelte sbagliate fatte dal centrodestra, afferma che l’intervento costituisce «un’opportunità unica e irripetibile per la riqualificazione del quartiere di Rebbio e Camerata», dichiara che non ritiene di dover porre alcuna pregiudiziale all’abbattimento della palazzina ex Fisac «preferendo destinare in via prioritaria l’importo disponibile su progetti maggiormente utili per il quartiere». Leggi il testo del comunicato.

«Il Partito Democratico della Città di Como considera l’intervento urbanistico sull’area ex Trevitex/Fisac un’opportunità unica e irripetibile per la riqualificazione del quartiere di Rebbio e Camerlata.

Nella prospettiva della futura attuazione del programma e della definizione degli accordi, il Partito Democratico, dopo un percorso condiviso con i propri consiglieri comunali e con il circolo di Como Sud, e culminato nell’Assemblea cittadina, ritiene importante esprimere le seguenti valutazioni complessive sull’intera vicenda:

• La situazione attuale del comparto ex Trevitex/Fisac è frutto delle scelte sbagliate effettuate dalla precedente amministrazione di centrodestra, inutilmente avversate all’epoca dal centrosinistra.

• Coerentemente con il ruolo di responsabilità derivante dall’essere partito di maggioranza e di governo della città, il PD auspica ora la celere conclusione di un accordo con Esselunga che possa risolvere definitivamente il problema attuale ed evitare lo sviluppo di ulteriori situazioni di degrado.

• In merito alla palazzina ex Fisac, considerati gli eccessivi costi necessari per un’eventuale ristrutturazione, l’assenza di progetti concreti sull’immobile e la presenza nella stessa zona di altri immobili pubblici che attendono una destinazione (come ad esempio la sede dell’ex circoscrizione e la ex scuola materna di Via Varesina), il PD non ritiene di dover porre alcuna pregiudiziale al suo abbattimento, preferendo destinare in via prioritaria l’importo disponibile su progetti maggiormente utili per il quartiere.

• Le opere compensative previste dall’accordo dovranno essere intese come un piano globale di riqualificazione dell’intero quartiere, che si concentri in particolare su una migliore e funzionale definizione degli spazi di uso pubblico e sulla revisione delle criticità della viabilità e della mobilità locale.

• Il PD apprezza la decisione dell’Amministrazione di indire un incontro pubblico il prossimo 16 aprile, per confrontarsi con i cittadini e le associazioni del quartiere sulla proposta preliminare per il futuro dell’area.

Esprimendo totale fiducia e sostegno alla Giunta e all’Assessore all’Urbanistica Lorenzo Spallino per il lavoro svolto, il Partito Democratico auspica che le proprie indicazioni vengano tenute in attenta considerazione nella formulazione della delibera di indirizzo che giungerà in Consiglio comunale e nella definizione delle future scelte che verranno prese dall’Amministrazione, perché la trasformazione urbana dell’area di Camerlata e Rebbio possa essere la migliore, per quanto possibile, per i cittadini e per le attività del quartiere». [Pd Como]

Paco-Sel/ Giusto intervenire nell’area Fisac-Trevitex, ma il Centro commerciale non serve

Logo-bicicletta-def-300x300Paco-Sel valuta positivamente i passi avanti compiuti per la progettazione del nuovo assetto dell’area Fisac-Trevitex, ma ribadisce che il centro commerciale previsto è inutile e dannoso. Paco-Sel è anche contraria all’abbattimento della palazzina Fisac ritenendo che non ritratti di «una questione secondaria o di principio, ma parte della definizione stessa dell’assetto urbanistico in senso pubblico della zona». Il gruppo politico che sostiene la giunta Lucini afferma che tale opinione è condivisa da esponenti anche di altri gruppi della maggioranza e sottolinea quanto sia «importante che, per cambiare passo, ogni scelta progettuale non solo sia condivisa all’interno delle forze politiche, ma discussa con la popolazione attraverso un percorso di urbanistica partecipata che possa portare a scelte consapevoli e condivise anche se diverse in parte o del tutto da quelle che sembrano essere già quasi compiute». Leggi nel seguito il testo del comunicato.

«La posizione del nostro gruppo sull’area Trevitex è nota da tempo ed è in coerenza con quanto affermato fin dai tempi della giunta Botta e cioè quella dell’inutilità di insediare un centro commerciale in questa zona, con l’inevitabile carico di inquinamento e traffico in un’area troppo congestionata ed inquinata.

Anche da parte dei cittadini di Camerlata le richieste, che condividiamo, sono altre e sono quelle della necessità in zona di una struttura commerciale di medie dimensioni e di una generale riqualificazione sotto il profilo ambientale ed urbanistico.

Premesso questo siamo d’accordo con il resto della maggioranza a sanare e porre rimedio ad una situazione di cui non siamo responsabili perché frutto di scelte mai condivise.

La scelta di ridiscutere il piano attuativo Trevitex non ci deve però far perdere di vista l’obbiettivo principale e cioè quello di affermare l’interesse pubblico sull’area riferito soprattutto allo sviluppo urbanistico della zona.

L’attuale proposta è sicuramente migliorativa rispetto a quelle precedenti anche perchè frutto di proposte condivise e suggerite da noi, dal gruppo di lavoro a supporto della maggioranza e dai  gruppi che lavorano all’interno dei quartieri coinvolti.

Ci preme però sottolineare che l’abbattimento della palazzina ex Fisac non è una questione secondaria o di principio ma parte della definizione stessa dell’assetto urbanistico in senso pubblico della zona.

Il suo abbattimento, così come prospettato dal progetto attuale, avrebbe come unico esito quello di rendere visibile il nuovo centro commerciale e la piazza diventerebbe il “sagrato” di ingresso e punto di arrivo dei vari percorsi pedonali compreso il sovrappasso di via Badone.

Anche le aspettative degli abitanti di Camerlata di avere una piazza per il quartiere verrebbero deluse da questa soluzione progettuale simile a quella già realizzata sopra al supermercato di Via Piave, squallida piazza, sempre vuota, non vissuta e poco conosciuta.

È a partire da queste considerazioni che abbiamo sostenuto il mantenimento della palazzina o almeno di una parte consistente di questa non solo come memoria storica, importantissima per non perdere una parte visibilmente consistente della storia di Como, ma soprattutto per creare uno spazio pubblico che non sia semplicemente l’ingresso del supermercato ma un luogo di mediazione usufruibile dalla popolazione e che al contempo  non soffochi la futura attività commerciale.

A questo scopo pensiamo ad un progetto che preveda di rendere permeabile il piano terra della palazzina con la creazione di due piazze integrate, quella interna commerciale e quella esterna a verde e protetta dal traffico con il massimo di integrazione fra i due spazi. Il mix di funzioni risulterebbe, a nostro avviso, molto più interessante anche per l’operatore privato grazie alla creazione di uno spazio più vivibile e frequentato.

Riteniamo altresì importante che la palazzina così progettata rimanga di proprietà e gestione dell’operatore e che le destinazioni funzionali insediabili siano di interesse pubblico ( ostello della gioventù, pubblici esercizi, spazi espositivi multimediali quali documenti anche fotografici sulla storia del tessile con l’indicazione dei percorso ciclo-pedonale verso il progettato parco dei gelsi a Rebbio , emporio per la mobilità dolce, spazi sulla storia del razionalismo e centro per visite guidate, ecc).

Vogliamo ribadire che comunque queste posizioni non sono isolate all’interno della maggioranza ma  che anzi al suo interno sono  presenti posizioni simili a quelle del nostro gruppo, posizioni condivise anche da associazioni per la salvaguardia dell’ambiente quali Italia Nostra.

Infine riteniamo importante che, per cambiare passo, ogni scelta progettuale non solo sia condivisa all’interno delle forze politiche, ma discussa con la popolazione attraverso un percorso di urbanistica partecipata che possa portare a scelte consapevoli e condivise anche se diverse in parte o del tutto da quelle che sembrano essere già quasi compiute». [Paco-Sel]

 

220mila per L’altra Europa con Tsipras. La lista ci sarà ovunque

laltra-europa-con-tsiprasSuccesso della straordinaria campagna democratica animata da associazioni (tra le tante non secondaria l’Arci che pur non aderendo, fedele alla propria natura plurale,  ha messo a disposizione – anche a Como –  le proprie sedi per la raccolta), movimenti (tra i quali quello No Tav e Per l’acqua pubblica), partiti della sinistra (Prc, Sel), singole persone per presentare L’altra Europa con Tsipras alle elezioni europee. Nazionalmente superate le 220mila firme in un mese. La lista che accoglie e estende anche di là dei tradizionali confini partitici le sinistre italiane si presenterà in tutte le circoscrizioni. Presto su ecoinformazioni i dati della raccolta a Como e il comunicato del gruppo locale di sostegno all’iniziativa. Leggi il Comunicato nazionale.

«Una straordinaria festa della democrazia: la raccolta firme per la presentazione della lista dell’Altra Europa con Tsipras alle elezioni europee di maggio 2014 ha superato le 220mila firme raggiungendo abbondantemente tutti gli obiettivi posti dalla legge elettorale sia nelle circoscrizioni (30mila firme per ognuna di esse) che nelle regioni (3mila firme per regione).

L’Altra Europa con Tsipras si presenterà in tutte i cinque collegi nazionali forte della bellissima esperienza della raccolta delle firme che in un mese ha coinvolto migliaia di attivisti in tutte le città d’Italia e che registrato un’enorme interesse da parte dei cittadini mettendo a tacere tutti i commentatori interessati che predicavano il fallimento della raccolta.

Oltre 200mila italiani, con la loro adesione e la loro firma, hanno portato la listaalle elezioni europee. Adesso che siamo usciti dal porto prenderemo il largo, verso un’Altra Europa insieme ad Alexis Tsipras.

Le firme saranno consegnate entro il 15 di aprile con iniziative comunicative in tutti i capoluoghi di circoscrizione».[L’altra Europa con Tsipras]

 

9 e 11 aprile/ Opportunità di finanziamento per i Comuni e Jobs Act

CS  Fondi e europei e Jobs Act, mercoledì On. Antonio Panzeri e venerdì Filippo Taddei a ComoDue incontri pubblici con Antonio Panzeri e Filippo Taddei organizzati dal Pd comasco.

 

Finanziamenti europei: un’opportunità per i Comuni, con Antonio Panzeri, europarlamentare, mercoledì 9 aprile alle 21 al Cna, in viale Innocenzo XI 70 a Como;

Jobs Act: creare lavoro, far ripartire il Paese, con, responsabile economia Segreteria nazionale Pd, venerdì 11 aprile alle 21 all’Hotel Continental, in viale Innocenzo XI 15 a Como. [md, ecoinformazioni]

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