Avviso pubblico

Il contrasto al gioco d’azzardo e le infiltrazioni mafiose nel circuito legale ed illegale

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Si è aperto nel pomeriggio di martedì 5 giugno nella sala conferenze della biblioteca comunale di Como il ciclo di conferenze incluso nel progetto “Creare una comunità alternativa alle mafie. Sostegno alle vittime della criminalità organizzata”, che vede impegnato il comune di Como a fianco di Avviso Pubblico nell’ambito di un accordo di collaborazione sottoscritto dal comune con regione Lombardia per la realizzazione di interventi di assistenza e aiuto alle vittime dei reati di stampo mafioso e della criminalità organizzata.  (altro…)

Antimafia/ Agenzia beni confiscati deve essere operativa e agibile


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Beni confiscati: l’Agenzia è un punto fondamentale della Riforma del Codice Antimafia. E’ urgente renderla operativa e agibile sul territorio e riprendere un confronto con il governo. Di seguito il comunicato  stampa emanato congiuntamente da Acli, Arci, Avviso pubblico, Centro studi Pio La Torre, Cgil, Legambiente,  Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Uil. (altro…)

Carovana antimafie/ 12 comuni con Avviso pubblico a Palazzo Cernezzi

foto-carovana-avviso-pubblicoritQuanto è importante oggi discutere di mafia nel nord Italia e sottolinearne le peculiarità e le differenze rispetto a quella più conosciuta, più evidente? A più di vent’anni dagli assassini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ancora molto, e forse ancora di più, secondo quanto detto l’8 ottobre, all’incontro dell’associazione Avviso pubblico con i sindaci della provincia di Como nella sala Stemmi di Palazzo Cernezzi promosso nell’ambito dell’iniziativa Carovana internazionale antimafie.

La tavola rotonda, introdotta da Vincenzo D’Antuono, presidente di Arci Como, attraverso una panoramica sull’attività di Carovana, che dal 1994 attraversa l’Italia e da qualche anno l’Europa puntando i riflettori sul tema della legalità e della giustizia sociale , ha evidenziato come da anni si conoscano i dati sull’infiltrazione mafiosa nel territorio ma come sembri essere indispensabile un ripensamento della strategia di contrattacco e prevenzione. Strategia che deve innanzi tutto partire da una maggiore formazione, informazione e consapevolezza all’interno delle amministrazioni locali parallelamente alla diffusione di un nuovo approccio alla quotidianità, basato sul coraggio di contrapporsi a una cultura che mette in primo piano i propri interessi a spese di una porzione di coscienza, come ha osservato David Gentili, responsabile regionale di Avviso Pubblico, nel corso del suo intervento.

Quello che resta fondamentale da capire, sottolineato ed evidenziato sia dal prefetto Bruno Corda che dal sindaco di Como Mario Lucini e dalla carovaniera Valeria, è che sul nostro territorio l’infiltrazione mafiosa è subdola, non manifesta, si configura piuttosto come un sistema avvolgente che crea commistioni pericolose e insospettabili. Preoccupa soprattutto la tendenza ad attribuire una connotazione positiva alla criminalità organizzata da parte di piccole e medie imprese che vedono, forse ingenuamente, una possibilità di colmare in tempi inferiori e con maggiore efficacia quelle che vengono vissute come lacune dello Stato. Il rischio è di scivolare silenziosamente nelle profondità dell’ingranaggio mafioso, danneggiando non solo la propria attività, ma la comunità intera. A questo l’associazione Avviso Pubblico si prefigge di ovviare, attraverso un’attività ventennale di collegamento fra amministratori pubblici che concretamente si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica nella politica, nella pubblica amministrazione e sui territori da essi governati, come affermato anche dall’assessore alla Legalità e ai Diritti del comune di Como, Marcello Iantorno.

Avviso pubblico, ad oggi conta più di trecento soci e continua ad investire sul territorio, sulle relazioni, contro la corruzione, contro la presenza e il radicamento delle mafie, per la democrazia e per il bene della collettività, fornendo «un luogo in cui contagiarsi positivamente, in cui le buone prassi dei singoli comuni possono diventare buone prassi collettive» come ha spiegato David Gentili.

Resta da considerare il tema del riutilizzo dei beni confiscati alla mafia, ancora ben al di sotto della soglia del 50%, nonostante le tendenze positive registrate in Lombardia; la chiave del problema è comprendere, come sottolinea Tommaso Marelli coordinatore provinciale di Libera Como, il ruolo primario, in quest’ambito, delle amministrazioni comunali che si configurano come soggetti principali del processo decisionale in merito al destino del bene soggetto a confisca. «Amministrazioni che però troppo spesso sono lasciate sole e senza le risorse necessarie per ristrutturare o adeguare gli immobili sequestrati che di conseguenza spesso giacciono in stato di abbandono. Se oltre al bene, lo Stato lasciasse ai comuni anche solo una piccola parte dei patrimoni oggetto di sequestro o intervenisse comunque in aiuto economico alle amministrazioni, la gestione sarebbe più semplice» ha commentato Mauro Roncoroni, sindaco di Cermenate.

All’incontro, chiuso da una proposta di futura collaborazione tra amministrazioni e associazioni per l’ampliamento delle iniziative di Carovana su tutto il territorio provinciale nelle prossime edizioni arrivata da D’Antuono, hanno partecipato le rappresentanze di dodici comuni della provincia di Como: Menaggio, Uggiate Trevano, Guanzate, Bregnano, Cadorago, Cermenate, Lomazzo, Vertemate con Minoprio, Fino Mornasco, Merone, Olgiate Comasco e Como.

Carovana antimafie 2015 è stata promossa da Arci Como, Avviso Pubblico, Libera Como, Acli Como, Cgil-camera del lavoro di Como, Spi-Cgil Como, Cisl dei Laghi, Cooperativa Garabombo, Comitato soci Coop Como, Coordinamento comasco per la Pace, Auser Como. Con il patrocinio dei comuni di Como, Menaggio e Uggiate Trevano, già aderenti ad Avviso pubblico. [Marisa Bacchin, ecoinformazioni]  Presto on line sul canale di ecoinformazioni anche gli altri video dell’incontro.

 

 

7 e 8 ottobre/ Carovana antimafie a Como

carovanaDal 6 al 10 ottobre farà tappa nelle principali città lombarde la Carovana internazionale antimafie 2015, iniziativa promossa per la prima volta dall’Arci in Sicilia nel 1994 e che da più di vent’ anni pone al centro il tema della legalità e della giustizia sociale. Durante la prima giornata la Carovana toccherà tre luoghi simbolici di Milano: il Consiglio regionale, dove si parlerà di appalti, Piazza Diaz, luogo storico del riciclaggio in cui verrà ricordato il lavoro del generale Dalla Chiesa, e Casa Chiaravalle, il più grande bene confiscato alla criminalità organizzata della Lombardia che oggi ospita i campi della legalità. Nelle successive tappe lombarde, la Carovana internazionale antimafie toccherà Lecco, Como, Bergamo, Brescia, Mantova, Cremona, per concludersi in Cascina Triulza all’interno di Expo Milano 2015.

A Como sono previsti due appuntamenti sul tema delle mafie nei nostri territori. Mercoledì 7 ottobre dalle 9 alle 13 allo Spazio Gloria di Arci Xanadù in via Varesina 72, Carovana incontrerà gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. La mattinata sarà divisa come ogni anno in un momento di spettacolo, che per questa occasione vedrà protagonista Daniele Biacchessi in Il paese della vergogna – storie di mafia e un momento di dibattito, con la partecipazione di Giampiero Rossi, giornalista, autore del libro La Regola. Giorno per giorno la ‘ndrangheta in Lombardia [2015, ed. La Terza, 228p, 18 euro], Valeria Benzoni, sindaca di Lomazzo e Gianluca Pedrazzini, vice sindaco di Menaggio. L’incontro riservato agli studenti si concluderà con il racconto dei campi antimafia in Lombardia dell’estate 2015. Giovedì 8 ottobre, nella sala Stemmi di Palazzo Cernezzi alle 10, l’associazione Avviso pubblico (Enti locali e regioni per la formazione civile contro le mafie), nelle vesti del responsabile regionale David Gentile, incontrerà sindaci ed amministratori della provincia di Como. L’iniziativa sarà aperta dall’intervento di Marcello Iantorno, assessore alla Legalità del Comune di Como, vedrà la partecipazione del prefetto di Como Bruno Corda e sarà concluso da una relazione sui beni confiscati alle mafie in provincia di Como a cura di Libera.

Carovana Antimafie a Como è promossa da: Arci Como, Avviso Pubblico, Libera Como, Acli Como, Cgil-camera del lavoro di Como, Spi-Cgil Como, Cisl dei Laghi, Cooperativa Garabombo, Comitato soci Coop Como, Coordinamento comasco per la Pace e Auser Como, con il patrocinio dei comuni di Como, Menaggio e Uggiate Trevano (già aderenti ad Avviso Pubblico).

[jl, ecoinformazioni]

Carovana antimafie/ Como c’è

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Su proposta dell’assessore alla Legalità Marcello Iantorno la Giunta del Comune di Como  ha concesso il patrocinio alla Carovana Antimafia 2015 che farà tappa a Como mercoledì 7 e giovedì 8 ottobre. Sono previsti la mattina del 7 un incontro con gli studenti delle scuole medie allo Spazio Gloria del Circolo Arci Xanadù con uno spettacolo teatrale su storie di mafia, interventi di esperti e rappresentanti delle istituzioni. La mattina  dell’ 8 ottobre la Carovana sarà in sala Stemmi a Palazzo Cernezzi dove è previsto un incontro sul tema di sindaci e degli amministratori di Como e dei comuni della provincia e l’associazione Avviso pubblico per la quale sarà presente il coordinatore regionale David Gentili.

Per l’assessore Iantorno «La sensibilizzazione dei giovani e della popolazione comasca al tema della realizzazione delle azioni di contrasto alla criminalità organizzata sul nostro territorio e in generale del rigoroso rispetto della legalità  deve costituire obbiettivo fondamentale delle forze sane del nostro territorio. La manifestazione della Carovana Antimafia 2015 è uno di questi momenti di coinvolgimento della popolazione.  Como ha aderito alla rete di Enti locali Avviso Pubblico e sta lavorando con altri Comuni della provincia ad accrescere il numero dei comuni aderenti e a creare un coordinamento tra le Amministrazioni al fine di realizzare insieme le buone pratiche cui devono attenersi tutte le pubbliche amministrazioni contro tutte le illegalità. È  un lavoro importante e nelle prossime settimane sarà divulgato il programma delle future iniziative».

21 marzo/ Da Como a Bologna con Libera

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La verità illumina la giustizia, questo lo slogan scelto per XX Giornata delle memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie che si svolgerà a Bologna sabato 21 marzo promossa dalle associazioni Libera e Avviso pubblico. Sono attesi in centocinquantamila in corteo a Bologna per far partire una svolta nella storia del paese che deve dire «basta con queste forme di criminalita, e’ da secoli che ci sono, non e’ possibile, non e’ civile un paese che si trascina per secoli e che non conosce la verita’ su di una strage» usando le parole di don Ciotti. Da Como un pullman organizzato dal coordinamento provinciale di Libera Como parteciperà alla manifestazione. Scarica la locandina dell’evento. Scarica il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.  Presto on line l’articolo di Lorenzo Lembo.

20 marzo/ Marcello Iantorno all’assemblea nazionale di Avviso Pubblico 

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Sarà l’assessore  alla Legalità, Trasparenza e Diritti Marcello Iantorno a rappresentare il comune di Como il 20 marzo a Bologna all’assemblea nazionale di Avviso Pubblico. I lavori si svolgeranno nella Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio, sede del comune di Bologna. All’ordine del giorno dell’assemblea figurano i seguenti punti: approvazione verbale seduta precedente, presentazione proposta di modifica dello Statuto e votazione, presentazione e votazione del bilancio consuntivo del 2014, presentazione della App di Avviso Pubblico, presentazione dell’ufficio legale di Avviso Pubblico, proposta e votazione del Coordinatore della Commissione consultiva permanente, aggiornamento progetti e attività. Sabato 21 marzo, sempre a Bologna, si svolgerà poi la XX Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

 

Liberi dal gioco d’azzardo/ La campagna di Mettiamoci in gioco

Rotair bifacc cnca_Layout 1Liberi dal gioco d’azzardo. Con l’azzardo ti giochi la vita. Questo è lo slogan della campagna di comunicazione lanciata da Mettiamoci in gioco, la campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo promossa da Acli, Ada, Adusbef, Anci, Anteas, Arci, Associazione Orthos, Auser, Aupi, Avviso Pubblico, Azione Cattolica Italiana, Cgil, Cisl, Cnca, Conagga, Ctg, Federazione Scs-Cnos/Salesiani per il sociale, Federconsumatori, FeDerSerD, Fict, Fitel, Fp Cgil, Gruppo Abele, InterCear, Ital Uil, Lega Consumatori, Libera, Scuola delle Buone Pratiche/Legautonomie-Terre di mezzo, Shaker-pensieri senza dimora, Uil, Uil Pensionati, Uisp.

L’iniziativa si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica decostruendo i messaggi illusori di vincite facili diffusi dall’industria dell’azzardo.

«Il messaggio che lanciamo con questa campagna di sensibilizzazione – spiega don Armando Zappolini, portavoce di Mettiamoci in gioco – è molto chiaro: attenzione, non fatevi abbindolare dalla pubblicità dei giochi d’azzardo. Non avete “quasi vinto” e non “vincerete facile”. Anzi, è vero piuttosto che più giochi più perdi, è matematico, come diciamo nei nostri materiali di comunicazione. Il consumo di azzardo può dar luogo ad abuso e dipendenza, con conseguenze molto negative per sé, per le persone che ci sono accanto, per la società».

«L’impegno che mettiamo in questa campagna di comunicazione – continua don Zappolini – è però anche un appello lanciato alle Istituzioni e alla politica: suona la campanella, è ora di prendere decisioni precise e coraggiose, a cominciare dall’approvazione della prima legge quadro sul gioco d’azzardo in Italia, da quanto sarà contenuto in materia nella legge delega fiscale e dal riconoscimento, finalmente, del gioco d’azzardo patologico nei livelli essenziali di assistenza garantiti dallo stato, per i quali vanno stanziate risorse economiche aggiuntive rispetto a quelle ora previste nel fondo sanitario.»

Scarica e diffondi le locandine della campagna: locandina e locandina2
[jl, ecoinformazioni]

Como aderisce ad Avviso pubblico

COMO COMUNE 3Baruffa in aula dopo la bocciature della proposta di Rapinese di togliere i posti auto in Comune a sindaco e Giunta, Palazzo Cernezzi aderisce all’associazione degli enti locali contro la mafia e valuta se far fare il telelavoro ai revisori dei conti.

 

Preliminari

Diverse le preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 7 aprile e molte, dell’opposizione, si sono incentrate sul fallimento del bando per la grande mostra di Villa Olmo. «È l’ennesimo fallimento di questa Giunta, di questo sindaco, di questa maggioranza – ha detto Laura Bordoli, Ncd – Sono molto preoccupata per questa mostra». La consigliera si è poi scagliata contro la gestione dell’avvicendamento a capo della polizia locale «non è stato nominato Aiello per trasparenza e ora da Monza arriva uno dei membri della commissione giudicatrice?» oltre che sulla proroga del mandato al dirigente del Distretto urbano del commercio. «Politicamente assai poco opportuno, si è saputo il mercoledì dopo la discussione, lunedì, sulla sfiducia all’assessore Introzzi» ha aggiunto Marco Butti, Gruppo misto, per, tornando alla mostra, «siamo di fronte a un danno di immagine per la città», e annunciando poi una interrogazione sul concorso per il capo della polizia locale. Naturalmente anche l’ex assessore e ideatore della grandi mostre a Villa Olmo è intervenuto sul bado andato deserto che «lascia scienza parole. La realtà ha superato ogni peggiore previsione, tutto il mondo degli operatori professionali nazionali ha giudicato un assoluto fallimento questa proposta non presentandosi al bando». Di qui l’annuncio della presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore ala Cultura Luigi Cavadini.

Presentatosi con un cuscino in aula Luca Ceruti, M5s, ha denunciato la mancanza di attività della Giunta «dall’inizio dell’anno aspettiamo una delibera». «Si sta cercando di addormentare la città – ha proseguito – cosa intende fare il sindaco per prendere le redini di questa città addormentata?»

Guido Rovi, Pd, ha voluto ringraziare il senso civico di chi ha ripulito il cippo, posto nei giardinetti di via Anzani, in ricordo del maggiore Fenoglietti, morto a Mostar, e la parte di giardino prospiciente, mentre Mario Forlano, Como civica, ha riportato la propria esperienza di partecipazione alla decima assemblea nazionale degli enti locali per la Pace e i Diritti umani dove Como è entrata a far parte della direzione nazionale anche grazie all’impegno in attività come il Progetto Gemini e Intrecci di popoli. Per ultimo Alessandro Rapinese, Adesso Como, ha ricordato la pericolosità di via Varesina, dopo un incidente mortale, chiedendo un intervento e presentando una mozione a tale proposito.

 

Posteggi a Palazzo Cernezzi

La discussione è così ripresa sulla mozione di Adesso Como per l’eliminazione dei posti auto all’interno di Palazzo Cernezzi per sindaco e Giunta. Nelle dichiarazioni di voto Butti ha parlato di eliminazione di un privilegio, mentre Mario Molteni, Per Como, ha chiesto di liberare il cortile dalle auto tout court, mentre Gaddi ha allargato il discorso all’allargamento della Ztl. La mozione è stata vista in tal senso dai contrari al provvedimento che in aula hanno occupato tutti i posti a sedere e quelli in piedi per il pubblico, una quarantina poi ha assistito dalla Sala stemmi. «Io sono a Palazzo Cernezzi da 20 anni e ho ricoperto il ruolo di presidente del Consiglio e assessore e vista la mozione l’ho presa come una proposta demagogica – ha detto Gaddi –, ma dopo avere visto privatizzare i posteggi di piazza Roma, se si stravolgono le regole in modo così eccessivo, la voto per protesta». «Chi viene a Como per lavorare è in difficoltà ad accedere al centro» ha aggiunto Ceruti a cui ha fatto seguito Rapinese «avete cancellato 200 posti auto e cambiato le tariffe di quelli attorno alla Città murata, Lucini dice usate i mezzi pubblici e qui si tiene il suo posticino».

Al voto la proposta è stata bocciata dalla maggioranza, appoggiata solo dalle minoranze, astenuti sindaco, presidente del Consiglio, Franco Fragolino, e Diego Peverelli, Lega.

Qui si è scatenata la protesta del pubblico, affollatosi nell’atri d’ingresso all’aula dove ha sventolato fazzoletti bianchi e iniziato a vociare «buuu, buuu» e «a casa, a casa». Quando i vigili per permettere di proseguire la seduta hanno chiuso le porte i cori si sono intensificati con dei «vergogna, vergogna». Usciti alcuni consiglieri per parlare con i cittadini il consigliere di Paco-Sel Vincenzo Sapere ha iniziato un acceso battibecco, proseguito in aula, una volta rientrato, con un molto accalorato Peverelli. Raffreddatisi un po’ gli animi all’esterno il sindaco ha promesso agli esponenti dei commercianti un prossimo incontro per parlare della Ztl.

 

Avviso pubblico

L’assesore Marcello Iantorno ha quindi presentato l’adesione all’associazione Avviso pubblico, che avrà per il Comune un costo di cento euro al mese. Molte le perplessità dell’opposizione. Bordoli ha paura di «un ennesimo carrozzone, ci sono 6 presidenti e 20 consiglieri. Non so quanto possa essere produttiva».

L’adesione è stata difesa da più consiglieri di maggioranza tra gi altri Forlano ha dichiarato «ritengo poco opportuno fare del sarcasmo sulla criminalità organizzata» in risposta agli interventi dei due esponenti leghisti in aula, divisisi sul provvedimento, infatti per Peverelli: «Se questa mozione può fare poco, sempre meglio di niente».

Contrario al provvedimento Molteni, «non si può non essere favorevoli alla delibera, però, anche se sono solo 1.200 euro all’anno, non abbiamo soldi», «bisogna dare la priorità ai bisogni della città» ha aggiunto, mentre per Rapinese i soldi risparmiati potrebbero servire a pagare un vigile per qualche giorno in più e ha concluso, mettendo in dubbio l’utilità pratica della proposta, «questa adesione serve solo alla vostra coscienza».

Al voto la proposta è passato con il voto compatto della maggioranza, a cui si sono aggiunti Peverelli e Ceruti, astenuti Nuovo centro destra e Butti, contrari gli altri esponenti di minoranza.

 

Regolamento di contabilità

Il sindaco Mario Lucini ha quindi presentato una modifica al Regolamento di contabilità per permettere ai revisori di stare «in luoghi diversi con sistemi di telecomunicazione» tenere le sedute del Collegio e anche di partecipare alle sedute del Consiglio comunale. Una prospettiva che preoccupa l’opposizione «come faranno a controllare il Bilancio? – ha chiesto l’ex revisore del Comune Bordoli – Senza venire in sede a controllare i documenti?» «Con questa modifica al Regolamento i revisori potranno non venire mai – ha aggiunto la consigliera – quando hanno accettato l’incarico sapevano a cosa andavano incontro». Rapinese ha quindi annunciato un emendamento, alle fine della serata ne sono stati poi presentati due, per rendere obbligatorio un incontro fra revisori e consiglieri almeno una volta durante la discussione del Bilancio. Lucini ha ricordato come la riforma del 2012 ha tolto la possibilità di scelta dei revisori al Comune che ora vengono estratti a sorte dalla Prefettura all’interno di sezioni regionali. Il presidente del collegio prende 13.500 euro, mentre gli altri due consiglieri 9.000 e se devono fermarsi in città vengono pagate loro le spese per il pernottamento, la comunicazione a distanza vuole quindi essere uno strumento per risparmiare e «non è un espediente per lavorare male» ha assicurato il sindaco che ha anche aggiunto che la nuova possibilità servirà sì ad andare incontro ad eventuali esigenze dei revisori «ma saranno normalmente presenti in aula e si potrà avere la possibilità di colloquiare con loro». Data l’ora la seduta è stata quindi sospesa. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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