Giorno: 29 Maggio 2014

Debutta la “Lariana”

20140529_114847Presentato il prototipo della nuova barca promossa dalle Camere di commercio di Como e Lecco.

 

Giovedì 29 maggio è stata presentata nei giardini di Villa Olmo a Como: «Il prototipo della nuova barca lariana, realizzato con il contributo finanziario congiunto delle Camera di commercio di Como e di Lecco».

«La realizzazione di un concorso di idee e, successivamente, di un concorso per la produzione del primo esemplare facevano parte degli obiettivi fissati dal Patto per lo sviluppo della nautica lariana, firmato lo scorso 15 novembre da ventotto sottoscrittori quali istituzioni pubbliche, associazioni di categoria, università e altri soggetti qualificati dei territori di Como, di Lecco e delle province vicine – dichiara un comunicato –.Il bando richiedeva la progettazione e la realizzazione di un moderno taxi boat che sapesse reinterpretare la tradizione artigiana e la creatività della nautica lariana nelle diverse forme, coniugandola con la tensione alla qualità ed alla bellezza che contraddistingue il sistema lariano e con l’attenzione all’innovazione ed alla sostenibilità ambientale».

«Il concorso conclusosi lo scorso novembre ha visto primeggiare il progetto “Lariana” presentato dal cantiere capofila Comitti Spa (Como) con Tessilmare Srl (azienda fornitrice di tendalini, teli archi e profilature inox, di Lecco), Imbottiture mare (impresa fornitrice della necessaria tappezzeria, di Como) e Virginio Brambilla Snc (incaricata della realizzazione delle radiche e rivestimenti, di Lecco) – prosegue e entra nello specifico la nota –.L’imbarcazione di 8,70 metri di lunghezza per 2,50 metri di larghezza è motorizzata diesel e si presta sia al servizio pubblico, sia al diporto che come tender di grandi yacht. Il progetto nasce prioritariamente per accompagnare turisti e viaggiatori sulle acque del Lario ma ambisce a diventare una testimonianza delle eccellenze locali nel mondo».

«Se lo scafo con carena a V profonda è già collaudato, in quanto realizzato secondo la tradizione del cantiere Comitti – afferma Raimondo Reiner del cantiere Comitti –, completamente nuova è invece la coperta dove l’uso del teak al posto del mogano contribuisce a ridurre la manutenzione dell’imbarcazione».

Le due Camere di commercio lariane hanno contribuito per «la progettazione esecutiva, la realizzazione e la promozione del prototipo» con 100mila euro e «la rete di imprese è riuscita a mettere a punto il prototipo in anticipo rispetto ai tempi previsti».

«È un risultato importante per il lago di Como, anche in prospettiva di Expo 2015 – dichiarano Attilio Briccola e Giuseppe Ciresa, referenti per il Patto della nautica lariana delle Camere di commercio di Como e di Lecco –. Ancora una volta il “fare rete” è il risultato fondamentale per le nostre imprese per riuscire a tradurre idee e progetti in iniziative concrete a forte tasso innovativo in un periodo congiunturale non certo favorevole. Energie che il nostro tessuto imprenditoriale ha dimostrato di possedere e che il “lavoro di squadra” aiuta a far emergere con maggior facilità».

La “Lariana”: «sarà visitabile dal grande pubblico fino al prossimo 2 giugno nel corso della manifestazione Como Lake Diamonds a Menaggio dove gli appassionati potranno anche prenotare un giro dimostrativo». [md, ecoinformazioni]

Settimana egizia all’archeologico di Como

Sarcofago1-246x125Dal 3 all’8 giugno il tradizionale appuntamento dei Musei civici con l’apertura del sarcofago di Isiuret.

 

«La Settimana Egizia è un appuntamento annuale proposto dal Museo archeologico di Como [in piazza Medaglie d’Oro 1] per approfondire la conoscenza dei reperti egizi donati da un collezionista dell’Ottocento, Alfonso Garovaglio – specifica un comunicato –. La collezione si compone di quasi 1.000 pezzi tra i quali spicca per importanza e per eccezionalità un Sarcofago2-72x300sarcofago in cartonnage del IX secolo a.C. che conserva ancora al suo interno la mummia di una sacerdotessa del dio Amon, Isiuret. Il sarcofago è costituito da vari strati di tela stuccata e accuratamente dipinta con numerose immagini di divinità accompagnate da iscrizioni che invocano protezione, suddivise in riquadri. Le iscrizioni più lunghe riportano il nome, i titoli e la genealogia completa della defunta. Isiuret, il cui nome significa “Iside la Grande”, era una sacerdotessa del dio Amon di Tebe. In particolare ricopriva tre importanti cariche sacerdotali legate alla triade divina adorata a Tebe: “suonatrice di sistro di Amon”, “cantatrice del coro di Mut” e “balia di Khonsu fanciullo”».

«Il sarcofago fu tagliato orizzontalmente alla fine del secolo scorso e aperto – prosegue la nota –: al suo interno si trovava la mummia della defunta Isiuret completamente fasciata e legata con un nastro di lino. Nel 1990 venne eseguita una serie di analisi radiologiche sulla mummia della sacerdotessa presso l’ospedale S. Anna di Como, tra cui anche una Tac (la prima effettuata in Italia su una mummia), che ha permesso di conoscere alcuni dati della vita della defunta che altrimenti non ci sarebbero noti».

Per informazioni tel. 031 252550, e-mail musei.civici@comune.como.it. [md, ecoinformazioni]

 

Programma:

«Dal 27 maggio all’1 giugno 2014

Museo Archeologico

Anteprima della Settimana Egizia

Apertura del sarcofago della mummia della sacerdotessa Isiuret

Dal 3 all’8 giugno 2014

Museo Archeologico

Settimana Egizia

Sabato 7 giugno 2014

ore 16.30

Gioielli e monili nell’antico Egitto

Percorso guidato e commentato

Sabato 7 giugno 2014

dalle ore 16.30 alle ore 17.30

Officina egizia

Laboratorio creativo per bambini dai 7 agli 11 anni

Prenotazione obbligatoria

Domenica 8 giugno 2014

ore 11.00

Scrivere nell’antico Egitto

Percorso guidato e commentato

Tutti gli eventi sono ad ingresso libero

 

La Settimana Egizia sarà arricchita di un appuntamento organizzato dal Centro di Egittologia Francesco Ballerini

Sabato 7 giugno 2014

Collegio Gallio, Aula Magna

ore 20.45

Kenamun, l’undicesima mummia

conferenza di Marilina Betrò».

30 maggio/ InterNature

InterNatureInaugurazione venerdì 30 maggio alle 14 sull’Isola Comacina del percorso espositivo InterNature, «che comprende 11 opere ambientali, 7 proposte progettuali e 2 performance temporanee realizzate dai giovani artisti della Scuola di scultura di Brera», allestito fino al 17 giugno.

 

«Il Progetto di ricerca InterNature – precisa una nota –, promosso dalla Scuola di scultura dell’Accademia di belle arti di Brera in collaborazione con la Fondazione Isola Comacina e il Comune di Tremezzina, ha avviato un’approfondita riflessione sulle articolate e variegate “Nature” presenti sull’Isola Comacina elaborando in seguito una serie di interventi artistici caratterizzati dall’attenzione alle radici antropologiche e spirituali del luogo, alle particolarità del paesaggio, agli elementi atmosferici prevalenti e a tematiche ecologiche ed ambientali».

Per informazioni tel. 0344.56369, e-mail info@isola-comacina.it. [md, ecoinformazioni]

Forme artistiche contemporanee per i beni culturali dei laghi lombardi

Forme artistiche contemporanee per i beni culturaliMostra al primo piano dell’Accademia Galli di via Petrarca 9 a Como aperta fino al 30 giugno, da lunedì a venerdì dalle 10 alle 17.

 

«La mostra espone i risultati di un’attività organizzata – col supporto di Appacuvi, Associazione protezione patrimonio artistico e culturale Valle Intelvi – dal professor Andrea Spiriti, coordinatore del gruppo di lavoro per i Beni culturali dell’Università degli studi dell’Insubria, e nata all’interno del progetto Cultura alpina – Sapalp, finanziato dall’Unione Europea e dalla Regione Lombardia, capofila l’Università degli studi dell’Insubria, coordinatrice professoressa Laura Rampazzi» spiega la presentazione.

Due sono le parti che compongono l’esposizione precisa Spiriti: «Le realizzazioni dei ragazzi delle scuole dell’area di provenienza degli artisti dei laghi, scuole elementari e medie dei plessi di Loggio Valsolda, Porlezza e San Fedele Intelvi e le realizzazioni di due classi dell’Accademia Aldo Galli».

Le scuole elementari e medie hanno lavorato su: «Attività creative inerenti ai complessi monumentali restaurati con finanziamento Sapalp nelle aree territoriali della Val d’Intelvi e inerenti più in generale all’arte della zona, con particolare attenzione, in base all’unità materica del gesso, ai nessi fra stucco e scagliola – aggiunge Spiriti, che termina –. L’attività dell’Accademia Galli si è concentrata su due filoni: la diffusione dell’iconografia del Giudizio universale come tornasole di unità ideologica e quindi formale del territorio, con particolare attenzione ai casi di Scaria Intelvi, Osteno, Campione d’Italia e Carona (Ch); l’applicazione del testo iconico alla parrocchiale di San Lorenzo in Laino Intelvi – oggetto di primario interesse per l’intero progetto – con saggi di applicazione su altri edifici dell’area». [md, ecoinformazioni]

Per vedere come stanno le nuvole

per vedere come stanno le nuvoleMostra del corso serale di pittura, Atelier pittura, coordinato da Pierantonio Verga e Patrizia Cassina, dell’Accademia Galli di Como, inaugurazione venerdì 30 maggio alle 18.30 
allo Spazio culturale Antonio Ratti (ex chiesa di S. Francesco) 
in largo Spallino 1 a Como, aperta fino al 22 giugno, venerdì dalle 16 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.

1 milione per gli Ostelli della gioventù lombardi

ostelloFinanziamento regionale per 10 strutture, 2 del Comasco, con 200mila euro per Domaso e 25mila per Como.

 

«Saranno 10 i progetti che potranno beneficiare del contributo di Regione Lombardia per adeguare gli immobili sede di ostelli della gioventù di proprietà di Enti pubblici» dichiara Antonio Rossi assessore regionale allo Sport e politiche per i giovani della Regione Lombardia, per un totale di 1.013.884,21 euro.

«Lo scorso febbraio avevamo messo a disposizione 1,2 milioni di euro che, a seguito delle domande presentate, sono stati ripartiti. Entro il mese prossimo sarà firmata la convenzione con i soggetti beneficiari e l’iter di riqualificazione delle strutture potrà così continuare. Grazie ai fondi erogati potremo cofinanziare gli interventi di riqualificazione finalizzati alla realizzazione di una o più camere attrezzate per portatori di handicap, all’aumento fino al 60 per cento di camere con bagno privato e alla riduzione dei posti letto per camera fino al massimo di 6 in modo da avere strutture adeguate al Regolamento regionale».

«Con questa delibera rispondiamo alle esigenze dei nostri giovani, offriamo loro la possibilità di fare turismo a prezzi contenuti, in sedi ospitali e di qualità – ha aggiunto Rossi –. Il programma di ristrutturazione e valorizzazione attuato da Regione Lombardia, molto attenta alle esigenze del territorio ne ha fatto strutture all’avanguardia rispetto anche agli altri Paesi europei in cui vi è una cultura dell’ostello più radicata».

Oggi sono 65 gli ostelli attivi per «2.673 posti letto disponibili e oltre 236mila presenze nel 2013» e l’obiettivo è per Expo 2015 di arrivare a: «80 ostelli, con una capacità di 3mila posti letto e la possibilità di arrivare a 500mila presenze».

Sul Lario beneficeranno del contributo a Domaso l’Ostello La Vespa, con 200mila euro, e a Como l’Ostello Villa Olmo, con 25mila euro. [md, ecoinformazioni]

Gestione dell’Alpe di Orimento

baita orimentoPubblicato il bando della Comunità montana Lario Intelvese, per la struttura posta nei Comuni di S. Fedele e Pellio Intelvi con scadenza il prossimo 27 giugno.

 

«Orimento è stata oggetto in questi anni di importanti investimenti volti alla riqualificazione e alla valorizzazione delle strutture e dei luoghi, nell’ambito di progetti integrati quali per esempio l’Accordo quadro di sviluppo territoriale (Aqst) “Magistri Comacini”, il Progetto integrato d’area (Pia) “Ecolarius”, il Grande progetto di montagna (Gpm), “Progetto di sviluppo delle Prealpi comasche”, con capofila la Provincia di Como, in coordinamento con Regione Lombardia e il sostegno di Fondazione Cariplo – spiega Villa Saporiti –. Numerosi i soggetti pubblici e privati del territorio che hanno sottoscritto i partenariati di collaborazione e di cofinanziamento degli interventi. I fabbricati recuperati sono destinati, in modo unitario ed integrato, alla residenza temporanea degli operatori d’alpe, al ricovero del bestiame, alla trasformazione del latte, alla vendita dei prodotti lattiero caseari, alle attività museali e di didattica ambientale».

Per informazioni Internet www.lariointelvese.it. [md, ecoinformazioni]

Le domeniche del teatro

domeniche in teatro 2014A giugno e luglio al Teatro San Teodoro in via Corbetta 7 a Cantù.

 

Programma:

Domenica 1 giugno dalle 19, musica dal vivo, Jazz e Dintorni”: standard, improvvisazione, bossa nova;

Domenica 8 giugno dalle 19, Royalize, «serata di musica sperimentale con Andrea Reali e molti musicisti dell’area impro-free, che si alterneranno sotto la sua guida»;

Domenica 22 giugno dalle 19, «Serata arabeggiante con la danzatrice del ventre Ilaria Sorriso e piccola mostra a tema»;

Domenica 29 giugno dalle 19, Dama e Jappone dj set, tema “Born in the Usa”;

Domenica 6 luglio dalle 20, live acustico, Prof. Plum;

Domenica 13 luglio, La Piccola Parigi, «musica dal vivo e arte varia»;

Domenica 27 luglio, Sorelle Manetta, «dj set di fine stagione».

Per informazioni tel. 338.2170275, e-mail info@teatrosanteodoro.it, Internet www.teatrosanteodoro.it. [md, ecoinformazioni]

Grazie mille

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Anteprima BeCOMe/ In campo le donne e l’agricoltura

donne_campoNella mattina di venerdì 23 maggio si è tenuta l’anteprima di BeCOMe, alla Biblioteca comunale di Como in piazzetta Venosto Lucati, con il convegno Le radici e il futuro. Sguardi sull’impegno delle donne nell’agricoltura dell’Alta Lombardia, organizzato dall’associazione Donne in campo Lombardia. Sono intervenuti: Gisella Introzzi, assessora alle politiche economiche, attività produttive e lavoro del Comune di Como; Adonis Bettoni, presidente di Cia Alta Lombardia; Chiara Nicolosi, coordinatrice di Donne in campo Lombardia; Bianca Pastori e Sara Roncaglia, ricercatrici dell’Associazione Avoce; Marco Pistocchini e Camilla Crugnola del Parco regionale Campo dei Fiori; Chiara Bassanelli dell’Università della Montagna di Edolo; Michela Zucca, antropologa, e infine Valeria Reggiani, presidente Donne in Campo Lombardia.

L’associazione Donne in campo Lombardia è nata nel 1999 da un gruppo di imprenditrici e di donne attive nel settore agricolo, fa parte della Cia (Confederazione italiana agricoltori) e partecipa all’Associazione nazionale Donne in Campo. Tra i suoi scopi c’è quello di diffondere i principi di pari opportunità, promuovere l’agricoltura in tutti i suoi aspetti e il ruolo delle donne attive nella stessa. Il tema dell’agricoltura è oggi rilevante, basta guardare ai dati ufficiali, esplicati da Chiara Nicolosi: secondo un sondaggio l’82% degli italiani l’agricoltura è il settore da cui ripartire dalla crisi, e il 50% ha un orto, e non si tratta solo di persone anziane. Nelle università, i corsi di agraria vedono un incremento nelle iscrizioni del 43%.

L’assessora Introzzi ha ricordato lo scopo dell’iniziativa di BeCOMe a Como «BeCOMe si inserisce a sostegno del percorso verso Expo 2015 a Milano con lo scopo di riflettere più consapevolmente sulle buone qualità che lo sviluppo deve seguire; la crisi ha cambiato totalmente il contesto economico – continua – quindi bisogna ragionare sullo sviluppo del benessere non solo a livello economico quantitativo ma anche a livello di valori per la società, come le relazioni umane e l’ambiente». Si è espressa anche a proposito dell’agricoltura: « È un settore che negli anni di forte sviluppo è andato riducendosi, ciononostante gli si sta dando progressivamente maggiore attenzione, senza contare che giova sul nostro benessere diretto nel senso di sostentamento alimentare con prodotti di qualità. Noi come Comune di Como – spiega – abbiamo realizzato un progetto per riqualificare una parte del Mercato coperto, quindi c’è sicuramente uno spazio e un interesse che vogliamo esaltare all’interno di BeCOMe».

Con Adonis Bettoni si è riflettuto sull’importanza della presenza dell’uomo sul territorio, che ne previene il degrado e l’abbandono: «L’uomo deve intervenire sulla natura quando ostacola l’efficienza nel lavoro, ma non si tratta di uno scontro tra uomo e natura, ma di una cooperazione; poi siccome è la collettività che gode dei propri territori dovrebbe essere compito della stessa contribuire a salvaguardarne l’ambiente – e poi ancora – la bellezza dei territori c’è perché è grazie a qualcuno che è da generazioni o da tempo recente che lo ha conservato così come vediamo». Per esempio per ottenere un vasto prato verde con l’erba tagliata in montagna ci vogliono anni, perché molto spesso un territorio abbandonato è invaso dai rovi, o dalle piante e dagli alberi, da zone paludose. Insomma, l’intervento dell’uomo permette ai luoghi abbandonati a loro stessi di tornare a vivere, e questa rivitalizzazione lo porta a essere definito “bello” dalla collettività.

Un elemento fondamentale per far sì che le persone permangano in un dato territorio, e così salvaguardarlo ed evitare il suo degrado, è l’opportunità di reddito. Bettoni sprona il pubblico:«Bisogna fare rete tra le aziende, fate cooperative, associazioni, perché questo metodo migliora la capacità economica e di offerta dell’azienda». Poi si esprime a proposito del kilometro zero: «Ci dobbiamo scordare la dicitura kilometro zero, perché non esiste. Qualsiasi prodotto deve fare un certo percorso lungo o corto che sia per arrivare al consumatore, e un’azienda cresce quando i propri prodotti escono dal Paese». Inizialmente si vende vicino all’azienda e pian piano si va nelle città limitrofe, poi fuori regione e così via. «Per crescere ci vuole il commercio – afferma con convinzione Bettoni – quindi ci vogliono i kilometri».

Bianca Pastori e Sara Roncaglia, per il loro progetto Etnografia e storia del lavoro dell’impresa e del territorio, supportato dalla Camera di Commercio di Como, hanno raccolto delle biografie video di contadini e contadine e di aziende agricole della provincia di Como per far emergere le motivazioni che hanno portato queste persone tornare nel mondo agricolo, o scegliere di entrarvi dopo aver vissuto esperienze lavorative totalmente diverse. Ciascuna proiezione video aveva un tema che lo distingueva dagli altri. Il primo tema riguarda la scelta, nel senso di scegliere di aprire da zero un’azienda agricola, in cui si coinvolge anche la propria famiglia, che gioca quindi un ruolo di sostegno nella scelta e di aiuto a portarla avanti; la famiglia diventa poi anche un bagaglio di conoscenze da trasmettere alle generazioni future che prenderanno le redini dell’azienda. Il secondo tema è quello della conservazione, ovvero salvaguardare e curare un territorio che era dei genitori o dei nonni. Un altro tema che riguarda le attività agricole è il prodotto e il Mercato: in alcuni casi chi avvia un’attività ha dietro una formazione accademica agricola, in altri casi invece no, quindi occorre un’autoformazione con l’aiuto di libri, corsi, ecc. In azienda si sperimentano nuovi metodi di produzione e malizie, per esempio quello di produrre il latte di capra durante tutti i mesi dell’anno, oppure quello di produrre formaggi freschi che possano essere convertiti in stagionati per ovviare all’invenduto; prevedere una vendita diretta al consumatore, in modo da ammortizzare i prezzi, e così via. L’ultimo video ha mostrato l’effetto positivo che un’attività agricola genera sulle persone che sono desiderose di avviare attività similari, come piantare un uliveto, degli animali per produrre latte, e di conseguenza sulla salvaguardia dei territori a essa limitrofi.

«Questo è il primo passo di quello che vediamo un lungo e importante progetto – afferma Sara Roncaglia – quello di far raccontare alle persone del loro lavoro nel settore agricolo, di far raccontare i successi ma anche quelle realtà che nonostante l’impegno, non riescono a permanere sul Mercato». Non si è trattato solo di condurre delle interviste, ma è una ricerca scientifica. (I video sono visibili sul sito dell’Associazione AVoce).

Marco Pistocchini e Camilla Crugnola hanno esposto il progetto Agricoltura contadina di piccola e media scala tra agronomia classica, nuove forme d’impresa e nuove ipotesi di mercato, che tra gli obiettivi ha quello di documentare la qualità dei prodotti per creare nuovi mercati di vendita diretta, fornire elementi per permettere alle persone di entrare nel mondo agricolo. La proiezione di due video ha fatto riflettere sui temi del cambiamento delle tecniche di lavoro tra generazioni, che non sempre sono migliori rispetto alle tradizionali, soprattutto se guardate “dalla lente” delle persone più anziane, e l’impatto negativo sui terreni; del “salto di qualità” nell’attività che i genitori sperano per i figli, sulla multifunzionalità a cui un’attività deve sempre puntare per fare successo, quindi dedicarsi non solo alla produzione del latte, ma anche dei formaggi, del legname, della ristorazione. (I video sono visibili sul sito www.naturauomonatura.it). Camilla Crugnola si è espressa sull’importanza della vendita diretta produttore-consumatore come un «rapporto capace di cura reciproca» e dell’agricoltura biologica come «L’educazione a nuovi stili di vita, al rinnovamento dei sistemi alimentari, perché si produce cibo buono, pulito e di qualità, è quindi giusto restituire centralità all’agricoltura contadina».

Chiara Bassanelli ha spiegato il progetto condotto dall’Università della Montagna di Edolo, che analizza gli aspetti salutistici e qualitativi delle produzioni agroalimentari tradizionali del territorio montano, come la patata blu, il mais rosso da polenta, lo zafferano che sono adatti esclusivamente all’ambito montano, e ne garantiscono quindi un valore aggiunto rispetto ad altri prodotti, sono più competitivi a livello commerciale. Il progetto quindi mira a recuperare la specificità delle aree montane, la sua biodiversità colturale, per favorire così uno sviluppo durevole di queste aree.  «La montagna non può puntare sulla quantità, ma sulla qualità dei prodotti, data la morfologia del territorio rispetto alla pianura; il prodotto tipico non è contrario all’innovazione, ma deve tenere le radici nel territorio per salvaguardarne l’identità».

Michela Zucca ha fatto invece riflettere sull’importanza economica e culturale del sistema di lavoro “turnario”, tipico delle aree montane italiane, come in Valfurva (SO) e in Trentino Alto Adige, dato il suo mestiere di far risollevare le piccole aziende. Il sistema turnario consiste nell’ inserire nell’attività un “contadino di sostituzione” che gira le diverse aziende assicurando le ferie ai loro lavoratori fissi. In montagna, per secoli, questo metodo aveva garantito la sopravvivenze degli abitanti del posto. C’è chi lo ha sempre fatto come mestiere, e chi ha ricominciato a farlo. Oggi per esempio le latterie turnarie consentono alle piccole aziende montane che non possono essere in regola con le norme igienico-sanitarie (a causa dell’altitudine in cui si trovano, in alpeggio e oltre) di caseificare. Basti pensare che dei 64 formaggi tradizionali lombardi, 53 sono di origine montana, quindi secondo Michela Zucca questo sistema dovrebbe essere rinforzato e ampliato ad altre zone. Nessuna di queste aziende ha lo scopo di raggiungere la grande produzione, ma il mercato di riferimento è per prima cosa l’autoconsumo, poi per gli abitanti del posto, e da ultimo per i turisti.

In chiusura al convegno è stato offerto un rinfresco all’esterno dell’auditorium. [Clara Chiavoloni, ecoinformazioni]

 

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Adonis Bettoni e Gisella Introzzi

 

 

 

Chiara Nicolosi, coordinatrice Donne in campo
Chiara Nicolosi, coordinatrice Donne in campo

 

 

 

 

 

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