Le spose di guerra/ emigrazione sentimentale

cassamagnaghi-spose-COPAlla biblioteca dell’Istituto di storia contemporanea P. A. Perretta, giovedì 5 giugno, è stato presentato il libro di Silvia Cassamagnaghi: Operazione Spose di guerra. Storie d’amore e di emigrazione [Feltrinelli, 2014]. Un libro che parte dal fascino dello straniero sorridente (con il problema della lingua i sorrisi abbondavano), che lontano dalla sua terra cerca rapporti umani e affettivi, per poi entrare nelle storie d’amore in un tempo storico specifico, un segmento tra tutti gli accadimenti generati dalla guerra. Riguarda un tema marginale, ma quello presentato è un libro che copre un vuoto. Roberta Cairoli, lo ha definito : « il primo studio organico sulle spose di guerra tra il 1943 e il 1945, in grado di unire rigore scientifico e capacità narrativa».
Sono circa 10 mila i matrimoni tra italiane e militari americani durante la seconda guerra: si parla di emigrazione sentimentale. Il sentimento, unito forse all’incoscienza della giovinezza, fa affrontare un percorso faticoso e ostacolato dalla pubblica opinione, che mortifica chi viola il codice sociale di appartenenza :“le ragazze perbene non sposano gli americani!”. Anche gli americani cercavano di scoraggiare tali unioni, parlando delle segnorine, come donne dalla dubbia morale che cercavano una via facile e veloce per la terra promessa. Alla conclusione della guerra, gli Stati Uniti affronteranno la questione attraverso il war brides act, che permetterà alle mogli straniere di raggiungere i coniugi oltre oceano, con specifici dossier sulla salute e sulle abitudini delle donne.
Il tema, e quindi il capitolo, più caro all’autrice è quello sulle unioni interrazziali. Le difficoltà che incontravano queste unioni erano le medesime in entrambi le nazioni: basti ricordare che in America erano vietate. E’ stato citato il tragico fenomeno dei “mulattini”: bambini abbandonati, vittime di infanticidio per il disonore portato nella vita della giovane madre. A tal proposito è venuta alla mente nella riflessione finale la canzone Tammurriata nera, scritta da Edoardo Nicolardi, che nel 1945 era direttore amministrativo di un ospedale di Napoli. Sempre rimanendo a Napoli, e nell’ambito musicale, si è parlato di una vicenda analoga legata al sassofonista italiano James Senese. Quando le fonti tradizionali non bastano, è importante attingere alla ricostruzione visiva e alla rievocazione sonora, per vedere un quadro dalle ampie pennellate.

E’ stata una presentazione piena di aneddoti sulla vita di queste spose di guerra, che la storica Cassamagnaghi ha presentato con passione. Particolare insolito, la proiezione come sottofondo, del film di Luigi Zampa Un americano in vacanza. [Barbara Rizzi, ecoinformazioni]

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