21 giugno/ Seconda camminata sul sentiero partigiano
La storia della Resistenza sulla sponda occidentale del lago di Como è profondamente legata alle caratteristiche morfologiche della zona – in particolare, la lingua di terra dal monte Bisbino al monte Berlinghera, nella parte alta del lago, e il vicino confine con la Svizzera (luogo di transito e passaggio salvifico per chi scappava dal regime fascista).
L’Anpi di Dongo, in collaborazione con Arci, Auser, Anppia, Istituto di storia contemporanea “Pier Amato Perretta”, Schiavi di Hitler e Museo della fine della guerra a Dongo, inaugurerà, domenica 21 giugno, il secondo sentiero partigiano: una camminata tra Dongo e Garzeno (in collaborazione cxon il comune), passando per il rifugio Giovo, ripercorrendo la storia del distaccamento partigiano Gramsci, tra memoria, ricordo e celebrazione dell’antifascismo di ieri e oggi, musica (con il gruppo di musica popolare Arci D’altrocanto e il folk di Anga e Ste), convivialità e passi resistenti.




Venerdì 22 aprile alle 21, alla sala consiliare di Bulgarograsso, si è tenuto un incontro, organizzato da Arci Guernica, Anpi sezione di Como e Istituto di storia contemporanea P.A. Perretta con César Cabrera, profugo cileno espulso in Romania durante la dittatura di Pinochet, successivamente accolto in Svizzera come rifugiato. La serata, introdotta da Nicola Tirapelle dell’Anpi è stata coordinata da Fabio Cani dell’Istituto Perretta ed ha ottenuto il patrocinio del Comune di Bulgarograsso (nonostante nessuno dell’amministrazione fosse presente).
smesso di praticare la rivoluzione con la sua voglia di vivere. I posti sono quasi tutti occupati, l’atmosfera è dell’intimità adatta, quella che fa sembrare il tutto una conversazione con il proprio nonno partigiano. Non è un immagine viziata dalla mia prospettiva, quella di chi può cogliere ed emozionarsi con gli spagnolismi della narrazione di Cabrera, e spero vivamente non sia percepito come uno svilire una pagina di storia ispirante e al contempo drammatica. Quello che voglio passare è tutt’altro: è stato un tentativo di fondamentale importanza riuscito, unire persone e lotte, proprio dove queste tendono a sopirsi.
mentre il suo corpo ne porta i segni indelebili.


