Giorno: 8 Settembre 2014

La seta comasca?

museodellasetaBene il primo semestre 2014, ma la crisi con la Russia preoccupa.

 

«La prima metà di quest’anno, per l’industria serica comasca, è stata complessivamente favorevole. Il volume delle vendite, in base alle prime stime disponibili, è cresciuto indicativamente del 6% in termini di fatturato ed in misura più contenuta, anche se pur positiva, in quantità – si precisa in una nota di Unindustria Como, dopo un’analisi più generale della situazione comasca –. Come di consueto il dato riflette l’andamento di un campione di aziende del settore assai significativo, ma non esaustivo. In un distretto dove la concorrenza interna tra le ditte è molto intensa ed il processo di selezione da parte del mercato è sempre più accentuato, è ben possibile che le singole posizioni possano diversificarsi in misura rilevante dal risultato globale».

«Il tessuto per abbigliamento femminile, che rappresenta la componente più rilevante tra tutte le diverse produzioni seriche, ha fornito un contributo decisivo al risultato positivo di tutto il comparto. Il prodotto è stato vivace sia nel primo, sia soprattutto nel secondo trimestre e non solo per l’esportazione, ma anche per il mercato interno, per produzioni Made in Italy presumibilmente destinate ad essere collocate all’estero. La tendenza ha interessato sia gli articoli prodotti con le fibre naturali, sia soprattutto quelli realizzati con le fibre Man Made – prosegue il comunicato –. Il tessuto per cravatteria, che si identifica in massima parte con la seta, non ha interrotto un processo di ridimensionamento che lo caratterizza ormai da diverso tempo ed ha evidenziato un marcato rallentamento. L’accessorio tessile (sciarperia, scialli, foulards, stole, ecc.), dopo tanti anni di crescita importante, è entrato in fase di consolidamento, determinata in buona parte dalla debolezza dei consumi sul mercato nazionale. Il risultato positivo è stato raggiunto grazie a deciso incremento delle esportazioni, purtroppo controbilanciato da un ulteriore rallentamento dei consumi interni».

«È un’industria che dispone di un prodotto vincente, è caratterizzata da una forte propensione ai mercati esteri e nel complesso che ha imparato ad affrontare il nuovo mercato globalizzato e le forti tensioni competitive che lo attraversano – afferma Claudio Taiana, presidente Gruppo filiera tessile – Unindustria Como, preoccupato dall’evolversi dello scenario internazionale –. Seguiamo con molta attenzione gli sviluppi della crisi dei rapporti tra l’Unione europea e la Russia, uno dei mercati che negli ultimi mesi, sia per le vendite dirette che indirette, era stato tra i più forieri di soddisfazioni e di crescita per il nostro Distretto». [md, ecoinformazioni]

Anolf Como con Teranga

Anolf«A seguito dei fatti accaduti a Figino Serenza – si legge in un comunicato –, l’Anolf (Associazione nazionale lavoratori oltre le frontiere, promossa dalla Cisl) di Como esprime la propria solidarietà all’associazione Teranga e ad agli esponenti della comunità islamica locale che sono stati criticati duramente per il momento di preghiera contro l’integralismo organizzato nella tensostruttura comunale, che viene periodicamente data in uso ai cittadini musulmani per professare il proprio culto».

 

«Condividiamo la scelta del sindaco di Figino Serenza di destinare un luogo dove i cittadini delle diverse religioni possano esprimere la propria religiosità – dichiara Rosangela Pifferi, responsabile Anolf di Como –. Noi siamo per la libertà di culto per qualsiasi religione e non pensiamo che tali manifestazioni, che tra l’altro ribadiscono la condanna dell’integralismo religioso, possano nuocere alle realtà in cui viviamo, ma al contrario, costituiscano un’opportunità per arricchirle, sconfiggendo pregiudizi e paure. A questo proposito pensiamo anche sia necessario, nel territorio della provincia, favorire i momenti di dialogo tra le varie religioni presenti». [md, ecoinformazioni]

Tsipras a Cernobbio: Avete fallito

tsiprasDiscorso del presidente della Syriza, Alexis Tsipras al 40° Forum della Fondazione Forum Ambrosetti – The European House a Cernobbio: «Cari amici, vorrei iniziare il mio intervento, riconoscendo che l’invito che mi avete inviato si basa su due motivi. La prima ragione è che sapete che vi presenterò  una visione diversa, forse eretica, diranno molti, una valutazione critica della politica attuale, della politica dominante nella UE. La seconda ragione è perché rappresento un partito in Grecia, il paese nel quale attraverso la troika si è applicato il programma più violento di aggiustamento mai realizzato in Europa. Ho sentito poco fa il signor Barroso, quasi in tono di scusa, di dire che non si vergogna dei risultati dei nostri sforzi per uscire dalla crisi. Non so se qualcuno dovrebbe in realtà vergognarsi, ma certamente non può festeggiare o essere orgoglioso di questi risultati.

Quindi voglio iniziare con una premessa. La crisi è ancora qui. E non solo la crisi è ancora qui, ma ricade, crea metastasi. Da cinque anni lottiamo contro la crisi, ma non siamo riusciti a scappare da lei. La crisi se ne è andata dalle banche, è passata all’economia reale e dall’economia reale è passata ormai nella società, minaccia la coesione sociale, e l’Europa si trova di fronte ad una triplice crisi. Crisi politica, economica, ma anche crisi del sistema politico, crisi di fiducia. Ciò è dimostrato dai risultati delle elezioni europee, questo dimostra il fatto che la stragrande maggioranza dei cittadini europei non crede che noi che stiamo discutendo qui possiamo dare una soluzione efficace ai problemi che devono affrontare, e voltano le spalle alla politica. Questo si manifesta con l’aumento minaccioso dell’estrema destra populista, ma anche con l’ascesa minacciosa di anti-europeismo.

Se oggi “un fantasma si aggira per l’Europa” non è quello del comunismo, come diceva Marx nel Manifesto Comunista, ma il populismo dell’estrema destra anti-europeista, è il fantasma dell’ euroscetticismo e dell’ anti-europeismo.

Permettetemi di offrire brevemente alcuni dati per comprovare il fallimento del programma in Grecia. In soli quattro anni abbiamo avuto un calo del PIL di quasi un quarto (1/4) , una cosa senza precedenti per un paese in tempo di pace. La disoccupazione ufficiale è arrivata al 28%, il che è inaccettabile per un paese nel cuore dell’Europa, e abbiamo un debito pubblico che, dal 126% del PIL, oggi è al 175% e aumenta ancora. E abbiamo anche una vasta quantità di disinvestimenti. Quindi penso che, partendo dal presupposto che la cura che è stata data al paziente ha aggravato la malattia, dobbiamo essere tutti d’accordo che questa cura debba essere interrotta. E penso che giustamente la maggioranza dei cittadini in Europa dice che la troika, come istituzione che è stata imposta nel quadro istituzionale europeo, deve essere abolita.

Quindi penso che abbiamo bisogno di cambiare strategia, nessuno dice – almeno noi non lo diciamo – che dovremmo tornare ai tempi dei grandi deficit. Ma la insistenza per seguire questa strada, con dedizione dogmatica e religiosa, non porta da nessuna parte.

In primo luogo, molto semplicemente, perché nessun paese nella storia economica moderna può far fronte ad un debito che si avvicina al doppio del suo PIL, un PIL che si sta riducendo di continuo, dal momento che questo paese deve pagare ogni anno oltre 10 miliardi per interessi, ed è tenuto ad avere surplus del 4,5% che deve andare al pagamento del debito. Semplicemente, in modo matematico, con questi dati lo sviluppo non verrà mai. E senza crescita non emergerà dalla crisi. Anche se – e anche noi – crediamo che vi sia ricchezza, soprattutto in Grecia, che ultimi anni è rimasta intatta, e questa ricchezza deve essere tassata, e siamo in grado di trovare così le risorse, però, dobbiamo avere la percezione che abbiamo bisogno di generare nuova ricchezza per uscire dalla crisi. E senza crescita non si produce ricchezza.

In secondo luogo, il programma di privatizzazioni, che si supponeva che era uno degli strumento per uscire dalla crisi, non può funzionare in condizioni di disinvestimenti e svalutazione dei valori. Calcolavano di recuperare 50 miliardi dalle privatizzazioni, abbiamo trovato 2,9 miliardi e nel migliore dei casi, se il programma andrà avanti, troveremo 9 miliardi.

In terzo luogo, le riforme strutturali. Le riforme strutturali sono in direzione opposta delle necessarie riforme strutturali. Non affrontiamo le grandi patologie dell’economia greca: l’evasione fiscale, lo stato clientelare. Con dedizione dogmatica promuovono riforme che hanno a che fare con la liberazione dei licenziamenti, in un’economia che ha quasi il 30% di disoccupazione. Credo che ci siano molte opportunità nel quadro europeo, ma non all’interno della dogmatica aderenza alla logica dell’ austerità, non al contesto della troika.

La troika ha fallito, deve essere fermata. Esistono altre soluzioni. Qui voglio ricordare questo, nel giugno 2012, il signor Monti ha proposto che la ricapitalizzazione delle banche doveva essere direttamente dal ESM, senza gravare il debito pubblico. Con questa proposta, se fosse stata seguita, le cose sarebbero andate meglio.

Così oggi, siamo di fronte ad una realtà che è caratterizzata dalla stagnazione, dal rischio di deflazione, dalla continuazione dei grandi debiti pubblici e privati​​. Per affrontare questa realtà abbiamo bisogno:

  • In primo luogo, una politica coraggiosa della BCE, di QE. Le proposte di Draghi sono per noi in una direzione positiva, ma servono interventi molto più radicali per affrontare il problema.
  • In secondo luogo, abbiamo bisogno di iniziative di sviluppo a livello comunitario per affrontare la recessione, espandendo il ruolo della Banca Europea per gli Investimenti.
  • In terzo luogo, dobbiamo risolvere – dovevamo averlo risolto ieri, anni fa, quando iniziò la crisi – il problema del debito. Noi proponiamo una soluzione europea, per trovare una base sostenibile, nella logica della mutualità, nella logica della conferenza del 1953 che ha affrontato il debito della Germania, che è stato un grande momento di solidarietà per l’Europa. Dobbiamo riscoprire questi valori fondanti dell’Europa. La solidarietà, la democrazia, la coesione sociale». [ Dal sito L’altra Europa con Tsipras]

La panna montata di Renzi per la scuola

éLa rivista comasca école illustra con una serie di analisi e prese di posizione la discussa e discutibile proposta di Renzi sulla scuola. Leggi nello spazio telematico della rivista gli articoli: Dalla Scuola della Repubblica alla scuola di Renzi; La buona scuola o la turboscuola?; La panna montata di Renzi; Il “furbone Renzi” e le riforme di contrabbando; Piano scuola: una visione aziendalistica della scuola. Visita lo spazio telematico di école.

ecoinformazioni on air/ Incompresibilità provinciale

logo ecopop
Il servizio 
dell’8 settembre di Gianpaolo Rosso per Radio popolare.  Ascolta il servizio audio.  A Como con creatività si aumenta ancora la già inestricabile incomprensibilità  imposta dalle nuove norme sulle Province sul cui futuro, competenze e esistenza stessa nessuno scommette. Nel Comasco, feudo della Lega anche dopo il commisariamento, si voterà il 12 ottobre per le provinciali, ma la federazione del Pd ha deciso – unica il Lombardia –  di chiedere a tutti gli eletti nei comuni di votare anche il 13 settembre per sceglie tra due candidati alla presidenza.

La consultazione risolve il problema del Partito democratico che non è riuscito a scegliere il suo candidato tra Maria Rita Livio, sindaca di Olgiate Comasco, di origine Ds e già presidente del Coordinamento comasco per la Pace, e Alberto Gaffuri, sindaco di Albese con Cassano, iperrenziano fin dalla prima ora e apertissimo a contaminazioni di altri partiti. Alle primarie del Pd  possono votare anche gli eletti di altre forze politiche che potrebbero anche decidere di partecipare alle primarie del Pd e non presentare proprie liste per la presidenza.

La consultazione si volgerà in 6 seggi a Como, Erba, Nesso, Mariano Comense, Olgiate Comasco e Tremezzo dalle 10 alle 19 del 13 settembre e dovrà fare i conti anche con un’altra inevitabile complicazione dovuta alle differenti popolazioni dei diversi comuni. Per queste primarie, come nelle elezioni vere del 12 ottobre, i voti degli eletti nei comuni più grandi peseranno più di quelli eletti nei comuni più piccoli. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Guarda sul canale di ecoinformazioni i video della presentazione alla stampa della consultazione del Pd.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: