La solidarietà fa la differenza

Integrazione, lavoro, sviluppo. Sono le parole chiave scelte da Cgil, Cisl, Uil per celebrare il primo maggio
Il tradizionale corteo organizzato dai sindacati confederali, partito da via Milano Alta e conclusosi in piazza Duomo per i comizi, ha raccolto dietro lo striscione “lavoro, lavoro, lavoro” circa cinquecento persone.

Lo slogan scelto, con un chiaro riferimento alla strage di Lampedusa, è “la solidarietà fa la differenza”.
«Anche quest’anno – ha detto dal palco Leonardo Palmisano, segretario territoriale della Cisl dei Laghi – siamo di fronte a uno scenario economico fallimentare, non risolvibile attraverso piccoli accorgimenti. Servono cambiamenti strutturali e una politica basata su solidarietà e sviluppo. L’obiettivo è la crescita, perseguibile attraverso una distribuzione del reddito e una lotta alle collusioni e connivenze che introducono distorsioni nei mercati».
Il sindacato deve aprirsi al confronto e, punto importante, ha la necessità di ricercare ogni giorno, nelle sedi e sul territorio, una dimensione unitaria.
«È un primo maggio triste e pieno di sofferenza – ha ricordato Salvatore Monteduro, segretario generale della Uil comasca – è fresco il ricordo della strage di Lampedusa e del terremoto in Nepal». «Erano persone che coltivavano la libertà – ha continuato Monteduro – a Como, un partito politico si è permesso un attacco ipocrita contro la Caritas, da sempre in prima linea ad aiutare i bisognosi senza fare distinzione di colore, razza, provenienza. Privato della propria dignità, l’uomo non è libero. Ne sanno qualcosa i 25 mila disoccupati del territorio e gli ottocento cassa integrati, loro non hanno idea di cosa sarà il futuro». Un pensiero è andato alla Sisme, Albisetti, Holcim, Mercatone Uno e le tante fabbriche lariane in crisi.
La ripresa stenta a farsi sentire, ne sono un esempio i dati recenti dell’Istat sulla disoccupazione: «In Italia siamo al 13 per cento. Ogni anno, la speranza si è trasformata in paura. Basta alle politiche d’austerità fatte solo di numeri e alle riforme che consentono di licenziare liberamente. A Como, sono sedicimila i dipendenti pubblici da sei anni senza contratto.  Si realizzino le infrastrutture, potranno essere un volano per l’economia e per un settore, come quello edile, che ha perso circa seimila lavoratori».
Un pensiero va anche al prossimo appuntamento di lotta: il cinque maggio, lo sciopero della scuola: «L’unione fa la forza – ha concluso Daniele Gazzoli, segretario regionale Cgil Lombardia – per noi non è soltanto una protesta, c’è in ballo un’idea diversa di educazione e diritto allo studio. Fare cultura, insomma, in maniera differente». [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

 

Le immagini. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Alcuni momenti del corteo.

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Gli striscioni.

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Gli oratori: Leonardo Palmisano (segretario territoriale Cisl dei Laghi), Salvatore Monteduro (segretario generale Uil Como), Daniele Gazzoli (segretario regionale Cgil Lombardia).

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