Giorno: 10 Ottobre 2015

Leonardo Boff/ Laudato si

boff feltrinelliAlla libreria Feltrinelli di Como, è intervenuto il teologo brasiliano Leonardo Boff a commentare l’Enciclica di Papa Bergoglio Laudato si.  L’incontro, venerdì 9 ottobre, è stato introdotto e concluso dal sociologo Mauro Magatti che ha sottolineato come Leonardo Boff ci abbia aiutato a capire meglio tanti interventi di Papa Francesco che riflettono l’ambiente latino-americano in cui ogni persona si concepisce in relazione con tutti gli altri e con tutte gli esseri animati e non. Pensieri davvero dell’altro mondo per noi che viviamo in una società individualista che ci abitua a pensarci come atomi isolati…una follia agli occhi di un latino-americano! (altro…)

Laicità in cammino, integralismo tra le sbarre

sentinelleedormeMentre alle 16 del 10 ottobre a Como  un gruppo di Sentinelle in piedi, vincolato all’interno di una piazza Martinelli blindata, recitava la litania dell’omofobia e con la caratteristica formazione paramilitare (in ordine rigoroso, ciascuno distante dagli altri un metro e con il divieto di parlare per tutti salvo i portavoce con pettorina) esprimeva il terrore che l’Italia possa concedere diritti anche a chi non è eterosessuale, un festoso gruppo di cittadine e cittadini ha deciso di esprimere la voglia di libertà sancita dalla Costituzione e di invocare laicità e diritti per tutti, comprese le sentinelle. (altro…)

Nutri-menti: Marco Riva e l’educazione alimentare

MarcoRIva-SalaStemmi

Omaggio a Marco Riva e approfondimento dei temi dell’educazione alimentare: su questi due binari assolutamente paralleli e inscindibili si è svolta la mattinata di studio nella Sala Stemmi del Municipio di Como.

Una quarantina di persone attente ha seguito gli interventi che per la maggior parte hanno sottolineato un intreccio indissolubile tra l’operato di Marco Riva e gli obiettivi dell’educazione alimentare. Non poteva essere altrimenti, perché il ruolo di Marco Riva è stato davvero fondante per questo nuovo modo di considerare l’alimentazione. Dai pionieristici sondaggi sulla qualità delle mense scolastiche (condotti con un computerino capace di ben 16k di memoria, montato su un asse da stiro) all’università del gusto di Slow food, l’azione di Marco si è sempre rivolta alla valorizzazione del ruolo delle persone, che sono il vero fulcro delle scienze e delle pratiche, ben diversamente dal loro semplice ruolo di punto finale della catena produzione>consumo.

Chi l’ha conosciuto non riesce a scindere il suo insegnamento (che è stato grande, a tutti i livelli) dal suo essere “lui”. Ed è molto bello che la sua opera idealmente prosegua con la premiazione di giovani alle prese con la ricerca. Un altro tassello della sua intensa vicenda.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Leggi gli articoli su Marco Riva di gerardo Monizza, Rossano Nistri, Alfredo Vanotti nel numero 415 del 2012 di ecoinformazioni.

Pane e vino: cibo spirituale e materiale

In occasione di Expo, e  come approfondimento del tema della “nutrizione”, il Duomo di Como è stato teatro della mostra Pane e vino. Tracce del mistero eucaristico nella pittura a Como dal XVI al XVIII secolo; l’hanno visitata in molti – soprattutto turisti -, ma per chi non ne avesse ancora approfittato, c’è tempo fino alla fine di ottobre.

L’esposizione in Duomo è innanzi tutto costituita da un’ampia sintesi “didattica” dell’espressione artistica legata al tema dell’eucaristia, attraverso le riproduzione di un alcuni dipinti realizzati nei secoli scorsi per le chiese di Como e del suo territorio; articolata in sei sezioni, la sequenza di immagini contiene anche lo stimolo anche per ampliare il percorso fino a raggiungere i luoghi dove sono conservate le opere orginali; si può cominciare proprio dal Duomo, dove sono visibili i quattro arazzi di simbologia eucaristica e, soprattutto, il Gonfalone di sant’Abbondio, realizzato nel XVII secolo dal Morazzone per la Confraternita del Santissimo Sacramento. Si tratta di opere molte note, ma forse non sufficientemente osservate, anche dal pubblico locale. In occasione della mostra, poi, è aperta anche la sacrestia dei Mansionari, dove, oltre ad ammirare la volta affrescata ancora dal Morazzone con l’Incoronazione della Vergine, è stata allestita una piccola raccolta di suppellettili liturgiche.

Promossa dalla Fondazione Centro Studi “Nicolò Rusca” con il patrocinio e il finanziamento di numerosi enti (a partire, ovviamente, dalla Diocesi di Como, per arrivare a Comune di Como, Provincia di Como e Regione Lombardia, fino alla Fondazione Cariplo e alla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese), l’iniziativa si sviluppa in più ambiti. Se la mostra in Duomo si occupa del cibo “spirituale”, l’itinerario virtuale Per chi dice ho sete ho fame si occupa invece del soddisfacimento della più materiale esigenza di mettere qualcosa sotto i denti. E quindi fornisce una serie di informazioni, sintetiche ma precise, sui luoghi pii comaschi di antica fondazione, senza dimenticare le mense di oggi, ancora necessarie per venire incontro alle moderne povertà, non sempre effetto delle migrazioni… (Un ruolo rilevante in questa storia ha naturalmente l’ospedale di S. Anna, a cui anche noi nei mesi scorsi abbiamo dedicato molta attenzione.)

Anche questa sezione del lavoro del Centro Studi “Rusca”, sicuramente meno appariscente, è di estremo interesse e costituisce una testimonia viva di quanto la storia sia collegata all’attualità, lungo un percorso non lineare, certo, ma che non necessita di arzigogoli retorici.

Si aggiunga poi che lungo tutto il periodo di esposizione sono stati organizzati incontri e occasioni varie di approfondimento (l’ultima conferenza lo scorso 6 ottobre alla Pinacoteca Civica di Como proprio su carità e assistenza nel Medio Evo, con la partecipazione di Chiara Crisciani e di Elisabetta Canobbio); tra queste è da segnalare la prossima visita guidata in Valle Intelvi il 17 ottobre, per conoscere le opere d’arte delle chiese di S. Siro a Lanzo e dei SS. Nazaro e Celso a Scaria, nonché del rinnovato Museo d’Arte Sacra di Scaria con la vicina chiesa di S. Maria (contributo di euro 10, prenotazioni entro il 14 ottobre, informazioni all’indirizzo http://www.centrorusca.it/it/blog/259).

Dell’esposizione del Duomo è stato anche realizzato un catalogo, curato da Eugenia Bianchi e Andrea Straffi, che approfondisce i tempi più propriamente artistici (e che corregge anche qualche imprecisione presente in mostra). È un interessante “taglio trasversale” sulla arte comasca tra tardo rinascimento e barocco, dedicato a un tema centrale per le esigenze comunicative di committenti religiosi e artisti; è anche un invito a conoscere più approfonditamente un notevole patrimonio culturale, ben più ampio dei pochi “capolavori” riconosciuti e distribuito su tutto il territorio. Un territorio che solo attraverso la conoscenza può essere valorizzato e difeso.

L’esposizione in Duomo, allestita fino al 31 ottobre, è visitabile liberamente negli orari di apertura del monumento; sono disponibili visite guidate per singoli e gruppi. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Giornata mondiale della Salute Mentale / Arci: salvaguardare e rilanciare i contenuti della legge 180

nessuno-è-normale«Il 10 ottobre è la giornata mondiale della Salute Mentale e tale ricorrenza è occasione per alcune riflessioni. L’Italia va giustamente fiera di una riforma, la legge 180 del maggio 1978, che ha chiuso i manicomi e organizzato i servizi secondo un’ottica che metteva al centro la persona e non la patologia, tanto da indurre l’Organizzazione Mondiale della Sanità a indicare l’Italia e Trieste in particolare come modello di riferimento. A trent’anni di distanza da quella riforma, è necessario ribadire la correttezza di quell’impianto e respingere i tentativi di relegare i centri di salute mentale in una condizione di isolamento.  Secondo l’Arci, l’intervento in tema di salute mentale deve restare saldamente legato al tessuto sociale e ai servizi territoriali. Tale legame ha rappresentato e rappresenta il cuore della rivoluzione ‘basagliana’. Reciderlo significa cancellare l’idea della de-istituzionalizzazione e, dunque, il senso stesso della legge 180. Come Arci vogliamo parlare in un modo diverso di salute mentale, vogliamo parlarne in termini di diritti di cittadinanza, vogliamo offrire i nostri spazi come opportunità di relazione, di lavoro, di riflessione culturale e scientifica, promuovendo incontri tra il sapere dei professionisti (Dipartimenti di Salute Mentale), il sapere dell’esperienza (i cittadini utenti) e quello della prossimità non professionale (amici, familiari, associazioni) per costruire un percorso collettivo nel quale tutti, nessuno escluso, si sentano protagonisti.» [Arci nazionale]

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