Tremezzina: Legambiente interviene sulla Variante

Tremezzina-08Una lettera aperta in vista della prossima Conferenza dei servizi, auspica non venga fatta una “strada veloce”.

Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, e Costanza Panella, circoli Legambiente del Lario, Val d’Intelvi, Porlezza, Como, Lecco, Lario orientale, hanno scritto, lunedì 26 ottobre, una lettera aperta al sindaco del Comune di Tremezzina, Mauro Guerra, ai Comuni coinvolti dal progetto di variante stradale e al prefetto di Como, prima della Conferenza dei servizi del prossimo 29 ottobre.

«Su questa sponda di Lario non c’è né ferrovia né superstrada, e la strada storica ha i problemi che conosciamo – ammettono gli ambientalisti che però ribadiscono, al sindaco di Tremezzina –. Per noi il progetto va modificato, allineandolo alle criticità presentate dagli enti istituzionali, in particolare dalla Soprintendenza ai beni culturali e paesaggistici, cosa che ci pare da lei condivisa: pertanto le chiediamo di presentare e far valutare da esperti proposte migliorative che possono essere realizzate non solo senza aumentarne i costi, ma forse anche diminuendoli».

«La scelta di un profilo da ‘strada veloce’ (velocità di progetto pari a 100 km/h) produce vantaggi irrisori considerata il modesto sviluppo della variante (percorrere quel tratto stradale alla velocità di progetto significa risparmiare solo 1,5 minuti rispetto ai tempi richiesti da una normale strada extraurbana), ma in compenso aumenta sensibilmente i costi e la rigidità del progetto che, anche in ragione dei vincoli legati ad ampiezza della sagoma e raggi di curvatura, comporta maggiori impatti su un versante particolarmente acclive e paesaggisticamente sensibile qual è quello della costa lariana – prosegue lo scritto –. Ci sembra poi che si siano sottovalutate le conseguenze negative in termini di aumento di traffico indotto da una infrastruttura di maggiore capacità e velocità di progetto».

Il cambiamento maggiore, viene suggerito, potrebbe essere: «La soppressione delle corsie di arrampicamento nei tratti a cielo aperto. Ridurre la larghezza della strada, anche se a costo di dover ogni tanto rallentare perché si trova un camion che viaggia a 60 all’ora in salita (ma stiamo parlando di 10 km di strada, non dell’Autostrada del Sole!) significa non solo occupare meno spazio, ma anche avere minor aggetto sul versante, e quindi scarpate più ridotte e meno visibili, e meno materiale di scavo da trasportare. E quindi ridurre i costi, così da poter mettere soldi sulle gallerie naturali o artificiali e su opere di compensazione ambientale (come il progetto di Plis della Tremezzina)».

«Ci auguriamo che dalla Conferenza di servizi del 29 ottobre scaturiscano decisioni che tengano conto anche delle nostre osservazioni peraltro in gran parte condivise da molti cittadini e dalle altre associazioni locali che si sono espresse nell’incontro pubblico tenutosi a Ossuccio l’11 u.s.» termina la lettera (la lettera). [md, ecoinformazioni]

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