Barbara Meggetto

14 giugno/ Sostenere la transizione ecologica

Il Circolo Legambiente Angelo Vassallo è lieto di invitarvi all’incontro Sostenere la transizione ecologica. PNRR e non solo: come utilizzare i fondi UE per migliorare il nostro territorio e la nostra vita che si terrà lunedì 14 giugno alle ore 20.30 su piattaforma google meet.

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ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi”/ Navigare con la goletta dei laghi

Dalle 10/ Dagli archivi di ecoinformazioni l’intervento introduttivo di Barbara Meggetto nella tappa comasca della campagna Goletta dei laghi, il 6 luglio 2019, che lancia l’allarme sulla presenza delle microplastiche nel Lario. Leggi l’articolo completo su ecoinformazioni.

I programmi del 30 luglio.

La programmazione completa di Arci Como WebTV.

Per il Lario si può e si deve fare meglio

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Nella mattina di sabato 19 maggio si è tenuta, nel salone Bosisio della Ca’ d’industria di Como, il convegno “Como città d’acqua”, organizzato da Legambiente Como e Legambiente Lombardia le cui rispettive presidenti, Chiara Bedetti e Barbara Meggetto, hanno introdotto e moderato gli interventi e costituito dagli interventi di Pietro Genoni e Fabio Buzzi, referenti del Centro regiornale dei laghi di Arpa Lombardia, da Roberta Bettinetti, professoressa associata e ricercatrice del dipartimento di Scienze teoriche e applicate  dell’Università degli studi dell’Insubria, e da  Stefania Di Vito, responsabile della Goletta dei laghi, il cui rapporto per il 2018 è atteso per la prima metà di luglio. Numerosi anche gli interventi del pubblico, composto di circa trenta persone, a dimostrazione dell’interesse verso lo stato di salute del Lario, principale caratteristica del paesaggio comasco a cui gli abitanti della zona – commenta Bedetti in apertura –  «guardano con un misto di amore e odio».

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Tremezzina: Legambiente interviene sulla Variante

Tremezzina-08Una lettera aperta in vista della prossima Conferenza dei servizi, auspica non venga fatta una “strada veloce”.

Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, e Costanza Panella, circoli Legambiente del Lario, Val d’Intelvi, Porlezza, Como, Lecco, Lario orientale, hanno scritto, lunedì 26 ottobre, una lettera aperta al sindaco del Comune di Tremezzina, Mauro Guerra, ai Comuni coinvolti dal progetto di variante stradale e al prefetto di Como, prima della Conferenza dei servizi del prossimo 29 ottobre.

«Su questa sponda di Lario non c’è né ferrovia né superstrada, e la strada storica ha i problemi che conosciamo – ammettono gli ambientalisti che però ribadiscono, al sindaco di Tremezzina –. Per noi il progetto va modificato, allineandolo alle criticità presentate dagli enti istituzionali, in particolare dalla Soprintendenza ai beni culturali e paesaggistici, cosa che ci pare da lei condivisa: pertanto le chiediamo di presentare e far valutare da esperti proposte migliorative che possono essere realizzate non solo senza aumentarne i costi, ma forse anche diminuendoli».

«La scelta di un profilo da ‘strada veloce’ (velocità di progetto pari a 100 km/h) produce vantaggi irrisori considerata il modesto sviluppo della variante (percorrere quel tratto stradale alla velocità di progetto significa risparmiare solo 1,5 minuti rispetto ai tempi richiesti da una normale strada extraurbana), ma in compenso aumenta sensibilmente i costi e la rigidità del progetto che, anche in ragione dei vincoli legati ad ampiezza della sagoma e raggi di curvatura, comporta maggiori impatti su un versante particolarmente acclive e paesaggisticamente sensibile qual è quello della costa lariana – prosegue lo scritto –. Ci sembra poi che si siano sottovalutate le conseguenze negative in termini di aumento di traffico indotto da una infrastruttura di maggiore capacità e velocità di progetto».

Il cambiamento maggiore, viene suggerito, potrebbe essere: «La soppressione delle corsie di arrampicamento nei tratti a cielo aperto. Ridurre la larghezza della strada, anche se a costo di dover ogni tanto rallentare perché si trova un camion che viaggia a 60 all’ora in salita (ma stiamo parlando di 10 km di strada, non dell’Autostrada del Sole!) significa non solo occupare meno spazio, ma anche avere minor aggetto sul versante, e quindi scarpate più ridotte e meno visibili, e meno materiale di scavo da trasportare. E quindi ridurre i costi, così da poter mettere soldi sulle gallerie naturali o artificiali e su opere di compensazione ambientale (come il progetto di Plis della Tremezzina)».

«Ci auguriamo che dalla Conferenza di servizi del 29 ottobre scaturiscano decisioni che tengano conto anche delle nostre osservazioni peraltro in gran parte condivise da molti cittadini e dalle altre associazioni locali che si sono espresse nell’incontro pubblico tenutosi a Ossuccio l’11 u.s.» termina la lettera (la lettera). [md, ecoinformazioni]

I risultati della Goletta dei laghi sul Lario per il 2014

balneabilità 2014«Sono necessari investimenti sul sistema fognario e depurativo» ripete Legambiente come negli scorsi anni. 13 i punti critici sui 19 rilevati lungo la costa, 11 sulla sponda lecchese e 2 su quella comasca.

 

In provincia di Lecco risultano «fortemente inquinati i campioni prelevati a Colico (le foci del fiume Adda, del torrente Inganna e del torrente al laghetto di Piona) e nella città capoluogo (le foci dei torrenti Caldone e Bione e il punto in corrispondenza dello scarico del depuratore) – precisano in un comunicato stampa gli esponenti di Legambiente –. Fortemente inquinati anche i punti di Perledo alla foce del torrente Esino e di Valmadrera alla foce del rio Torto. Le analisi indicano come inquinati il punto di Dorio presso la spiaggia LC45, quello di Bellano alla foce del torrente presso la spiaggia di Oro, quello di Mandello del Lario alla foce del torrente Meria. L’unico campione che passa l’esame è a Bellano, foce del torrente Pioverna. Rispetto all’anno scorso, sono due i nuovi punti analizzati dai tecnici della campagna a seguito delle segnalazioni dei cittadini a Sos Goletta ed entrambi hanno prodotto risultati superiori alle soglie di legge: a Colico al laghetto di Piona, a Lecco presso la foce del torrente Bione».

goletta laghi 2014«Appare migliore il riscontro ottenuto sulla sponda comasca – prosegue la nota –: fortemente inquinato risulta il punto alla foce del torrente Senagra a Menaggio, a Como è inquinato il canale del depuratore presso i giardini del mausoleo di Volta. Entro i limiti di legge rimangono il campione prelevato a Como presso il lido di Villa Olmo e quelli di Lezzeno, Cernobbio, Argegno e Dongo».

«Molte situazioni di inquinamento sono ormai croniche – precisano gli ambientalisti –. Lo dimostrano gli esempi di Colico, alla foce dell’Adda, e di Mandello del Lario, nei pressi del fiume Meria, per la sesta volta consecutiva fuori dai parametri. Da quattro edizioni risultano inquinati o fortemente inquinati invece il punto alla foce del fiume Caldone a Lecco e quello alla foce del torrente Senagra a Menaggio».

«I dati confermano dunque che i problemi per il lago continuano ad arrivare direttamente dai corsi d’acqua, anche quelli minori, i quali ancora scontano i ritardi nel collettamento dei reflui fognari – spiega lo scritto –. E se le analisi microbiologiche non sono rassicuranti, non lo sono neppure quelle relative allo stato ecologico: manca infatti solo un anno al 2015, quando secondo la direttiva europea 2000/60 tutti i corpi idrici devono raggiungere uno stato ecologico buono. Traguardo ancora lontano per quanto riguarda il Lario che risulta in stato sufficiente».

balneabilità como 2014Confrontando i dati delle Asl invece la situazione appare più rosea. Il Lario sembrerebbe quasi interamente balneabile, tranne per Gravedona. Certo in molte zone si è smesso di controllare la balneabilità dell’acqua, per risparmiare sulle spese dando per scontato un responso negativo, nonostante da 5 anni a questa parte l’Italia abbia fatto propria la normativa europea in materia, più permissiva rispetto a quella nazionale precedente. È questo il caso di gran parte del primo bacino prospiciente Como, dove solo ultimamente si è ripreso a controllare Villa Olmo. Inoltre l’Asl comasca sottolinea che «i punti non indicati si considerano non balneabili» e che ovviamente «il giudizio di idoneità nel corso della stagione balneare».

Nel Comasco sono poi balneabili i laghi del Piano, Segrino, Montorfano, la parte comasca del Ceresio, non è balneabile quello di Alserio e quello di Pusiano risulta balneabile tranne che per il Molo Pre Campel a Bosisio Parini.

Le acque sono controllate tutto l’anno «per il monitoraggio algale e dal 1° aprile al 30 settembre per il controllo microbiologico – spiega il sito istituzionale dell’Asl di Como –.

La stagione balneare ha inizio il 1° maggio e termina il 30 settembre di ogni anno.

I punti di campionamento ed il balneabilità lecco 2014relativo calendario dei prelievi vengono fissati nel mese di febbraio
e ufficializzati dal Ministero della Salute per tutta la stagione balneare dell’anno in corso».

Cosa controllano le Asl? «Ispezione visiva, temperatura dell’aria e dell’acqua, pH, ossigeno disciolto; vengono effettuate analisi per presenza di enterococchi, escherichia coli, alghe tossiche e loro tossine». È quindi balneabile «un punto del lago già codificato dove i prelievi hanno dato esito favorevole per tutti i parametri», mentre non lo è uno «dove i prelievi hanno dato esito sfavorevole anche per un solo parametro considerato». I risultati dei prelievi possono essere consultati sul Portale acque del Ministero della salute.

La Goletta dei laghi manda invece una squadra di tecnici e le «analisi chimico-fisiche vengono effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo mentre i campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile entro le 24 ore dal prelievo». «Come da normativa il punto di monitoraggio è fissato dove si prevede il maggior afflusso di bagnanti o il rischio più elevato di inquinamento in base al profilo delle acque di balneazione – specificano –. I parametri presi in considerazione sono gli stessi previsti per i controlli sulla balneazione in base al Decreto Legislativo del 30 maggio 2008 n° 116». I risultati sono consultabili sul sito della Goletta sezione Analisi.

Foto conf stampa Lecco«Il nostro compito è quello di individuare le criticità dei bacini lacustri con particolare attenzione non solo a dove sappiamo esserci maggiore afflusso di bagnanti, ma soprattutto dove intravediamo un rischio più elevato di inquinamento, così come viene indicato dal decreto legislativo 116/2008 – afferma Barbara Meggetto, portavoce della Goletta dei laghi, in una conferenza stampa a Lecco martedì 1° luglio – Purtroppo la depurazione e il collettamento delle acque reflue non emergono quasi mai come priorità nell’agenda politica degli enti locali. A dare il cattivo esempio sono per primi i capoluoghi con depuratori ormai inadeguati e mal funzionanti e addirittura reti fognarie incomplete».

«È proprio il caso della città di Como – prosegue Enzo Tiso del locale circolo di Legambiente – dove basta una pioggia abbondante per trasformare piazza Cavour in una distesa di liquami. Questo perché esistono ancora tratti in cui convivono acque bianche e acque nere, oltre a scarichi non depurati nei corsi d’acqua della città. Problemi conosciuti ormai da anni e che le passate amministrazioni hanno sempre sottovalutato. Ci attendiamo dal nuovo governo locale un deciso cambio di rotta».

«Per rimanere sulle grandi città – aggiunge Pierfranco Mastalli, presidente del Circolo di Legambiente di Lecco –, Lecco pur avendo una rete fognaria ormai capillare, soffre di alcune storiche mancanze, innanzitutto la ormai nota situazione del depuratore, insufficiente sia per quanto riguarda la ricezione che lo scarico delle acque. Non meno emblematica la vicenda del torrente Caldone il cui campione risulta per l’ennesima volta sopra i limiti di legge senza che ne sia stata individuata la causa». [md, ecoinformazioni]

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