Giorno: 27 Settembre 2016

1 ottobre/ Cena solidale del comitato TreTrentasei ad Albiolo

 tretrentaseiLe Amministrazioni comunali di Albiolo, Binago, Cagno, Rodero, Solbiate e Valmorea, la Protezione civile e le Associazioni di volontariato del territorio hanno costituito il Comitato TreTrentasei, orario di inizio del terremoto del 24 agosto 2016, con la volontà di raccogliere fondi da destinare ad un importante progetto per la ricostruzione. I fondi raccolti dal comitato TreTrentasei nelle varie manifestazioni in programma, saranno rendicontati pubblicamente, così come il loro impiego. La prima iniziativa del comitato si terrà ad Albiolo sabato 1 ottobre alla tensostruttura del Parco comunale. Una serata all’insegna del buon cibo e della buona musica. Oltre al menù che prevede la pasta all’ amatriciana e salamella (in alternativa pasta al pomodoro e formaggio), la serata sarà allietata dalla presenza di importanti artisti della zona che hanno aderito all’iniziativa tra cui: Settegrani, Luca Ghielmetti, Filippo Andreani, Fabrizio Priori, Vanni Patriarca, Massimo Scoca e Harvey.
Per necessità organizzative è richiesta l’iscrizione compilando un modulo (scaricabile qui) che dovrà essere consegnato in uno dei seguenti punti di raccolta:
– Albiolo: Oratorio Albiolo , Cartoleria Pomaro Savoldelli , Tabaccheria Sardo Daniela
– Binago: Uffici Comunali – Piazza V. Veneto 5
– Cagno: Polisportiva Intercomunale – Via Brella ,Bar del Centro Sportivo, Uffici Comunali – Piazza Italia 1
– Rodero: Uffici Comunali – Via Italo Buzzi 3
– Solbiate: Bar Chiacchere da Caffè – Piazza Roma , Uffici Comunali – Via IV Novembre 5
– Valmorea: Uffici Comunali – Via Roma 86 , Farmacia Ghielmetti – Via Roma 579

La cucina aprirà alle 19 e la tensostruttura sarà riscaldata.

30 settembre/ Il Tempo senza scelte alla Feltrinelli

7062119_1880188Venerdì 30 settembre alle 18 alla Feltrinelli di via C. Cantù a Como, Paolo di Paolo presenterà il libro Tempo senza scelte [2016, ed. Einaudi, 120p., 12 euro]. L’autore dialoga con Andrea Quadroni.

Un uomo «sempre presente a sé stesso, sempre domatore, che non s’arresta di fronte a nulla», capace di agire con coscienza e di non arrendersi alle allucinazioni collettive. A questo tipo morale si riferiva il «giovane prodigioso» Piero Gobetti, in lotta con il suo tempo. Per esplorare lo spazio della scelta, del dubbio etico, della costruzione di sé come individui, questo libro interroga storie di esseri umani di fronte a un bivio. Giovani temerari nella realtà e nel mito, figure della filosofia e della grande letteratura alle prese con decisioni radicali, estremiste, e soprattutto durevoli. Dagli interrogativi di Kierkegaard al «no» perentorio di un personaggio di Melville, da un Benjamin pressato dall’orologio della Storia a un Calvino in cerca di una strada coerente, il corpo a corpo con la propria identità appare senza uscita. E oggi? L’identità «allargata» e «aggiornabile» si traduce in un desiderio di vivere su piú fronti insieme, perché scegliere davvero comporterebbe rischi e rinunce. Ma forse in ogni tempo c’è una via piú difficile e impervia, per arrivare a essere, come voleva Gobetti, «sé stessi dappertutto».

Paolo Di Paolo (1983) è autore dei romanzi Dove eravate tutti(2011, Premio Mondello), Mandami tanta vita (2013, finalista al Premio Strega, vincitore del Premio Salerno Libro d’Europa e del Premio Fiesole) e Una storia quasi solo d’amore (2016). Per Einaudi ha pubblicato Tempo senza scelte (Vele, 2016).

ecoinformazioni on air/ Il Consiglio delle scorrettezze

mano-migrantiwelcome-grIl servizio di Gianpaolo Rosso in onda il 27 settembre alle 19,15 su Radio Popolare. Ascoltalo nel  sito di Radio Popolare nelle pagine di MetroregioneIl Consiglio comunale aperto di Como sull’emergenza migranti ha offerto un ampio campionario di scorrettezze. Il 19 settembre la prima seduta è stata dedicata alle domande che i consiglieri hanno fatto ai responsabili del Campo governativo, senza avere però sostanzialmente risposte. La fine ieri sera con gli interventi dei consiglieri e preliminarmente la presa di posizione di Como senza frontiere alla quale però non è stato concesso dal presidente del Consiglio di intervenire direttamente. La rete ha affidato alla consigliera di Paco-Sel la lettura di un comunicato. (altro…)

Consiglio comunale aperto/2: le migrazioni e le parole svogliate

La seconda parte del Consiglio comunale aperto sulla questione dei migranti, nella serata di lunedì 26 settembre, si è tenuta in un’aula consiliare disattenta e svogliata, abbandonata in buona parte anche dal pubblico che aveva seguito la prima parte.

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La seduta, infatti, inizia a rilento: una buona parte dell’aula è vuota, lo scarso pubblico e anche chi occupa lo spazio della stampa è distratto… Tra le preliminari, dedicate come di solito ad argomenti disparati, si inserisce la lettura, da parte della consigliera Celeste Grossi, del documento del coordinamento Como senza frontiere, escluso come attore e testimone dallo svolgimento del Consiglio aperto.

Poi, dopo ponti e paratie, si passa agli interventi dei consiglieri sul tema migranti. Inscritti 15 interventi (saranno poi solo 14), distribuiti con alternanza di maggioranza e opposizione come d’uso, dieci minuti al massimo per ciascuno.

Non è facile dare un resoconto complessivo di tanti interventi (più di due ore di parole), se non sottolineando come la stragrande maggioranza di discorsi sia da considerare di maniera.

Di maniera è apparso l’insistito ringraziamento a coloro che si sono prodigati per far fronte alla drammatica situazione della stazione e delle persone lì bloccate (un ringraziamento che, secondo i casi, oscilla tra volontari, forze dell’ordine, amministratori locali, associazioni, medici, parrocchie, infermieri, rappresentati dello Stato e chi più ne ha più ne metta).

Di maniera le analisi generali del fenomeno migratorio, durante le quali si ripete ossessivamente il concetto di emergenza, fino alla contraddizione in termini dell’“emergenza continua”, e che non riescono quasi mai ad andare al di là di pochi, sommari concetti desunti da qualche editoriale sbirciato sulle pagine dei quotidiani.

Di maniera gli appelli a “lavorare insieme”, all’“unità”, all’“incontro”.

Di maniera i riferimenti alla legalità, quasi sempre scambiata per una cieca osservanza delle regole.

Di maniera persino le ingiuriose allusioni ai “clandestini”, agitate con riferimento a dati “aritmetici” e “non matematici” a percentuali di accoglienza palesemente prive di rapporto con la questione.

Di maniera, infine, anche gli interventi che vorrebbero essere provocatori e che, iniziando con la classica perorazione “io non sono razzista”, finiscono per infilare una serie di luoghi comuni quasi peggiori sul terrorismo e sulle minacce ovviamente sempre presenti tra gli stranieri.

Due sole perle, in mezzo a tanto grigiore: il “pescare sul velluto” e gli “stazionamenti alla stazione”. Ma restano lampi involontari.

Davvero poche in realtà, anche nel mezzo di ragionamenti in generale apprezzabili, le indicazioni utili ad andare avanti e a orientare l’azione amministrativa: la richiesta di aderire al coordinamento dei sindaci delle città di frontiera è venuta dalla consigliera Celeste Grossi, la proposta di coinvolgere la consulta degli stranieri dal consigliere Luigino Nessi, l’esigenza di un confronto stretto con le autorità elvetiche dalla consigliera Anna Veronelli.

Sullo sfondo resta la fase attuale, con i migranti trasferiti al campo senza prospettive reali: un campo di cui si continuano a ignorare troppe cose (la mancanza di risposte precise da parte della Prefettura e dei suoi rappresentanti è stata lamentata da quasi tutti gli interventi) al di là del giudizio nel merito (“il campo non è una soluzione” / “il campo è un’ottima soluzione”).

Poi, senza uno straccio di conclusioni (il rituale non le prevede) e di riflessioni (la platea non le richiede), si passa ad altri argomenti. In attesa del prossimo imprevisto. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

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