Giorno: 21 Settembre 2017

Il processo di Lisa Bosia Mirra

In un mondo rovesciato nel quale gli oppressori sostengono addirittura di essere invasi dagli oppressi non stupisce che una paladina dei diritti umani, integerrima e esempio per i giovani svizzeri e non solo come Lisa Bosia Mirra abbia dovuto affrontare il 21 settembre  il processo che le autorità svizzere le hanno intentato. Chi nulla fa contro le violazioni dei diritti umani al confine italo-svizzero si permette di imputare di facilitazione dell’immigrazione illegale la deputata svizzera, nota e stimatissima anche a Como dove si prodigò nell’estate del 2016 con la sua associazione Firdaus per dare il necessario soccorso ai migranti a San Giovanni quando le istituzioni non offrivano loro assolutamente nulla. (altro…)

23 settembre/ Italia Cuba/ Il caso Venezuela

Il 23 settembre alle 15 all’associazione Lissi in via Ennodio 10 a Como, organizzato dal circolo “V.Espìn” di Como dell’Associazione Nazionale d’Amicizia Italia Cuba, si terrà un incontro intitolato Il caso Venezuela. Si comincerà con la proiezione del video La causa oscura, documentario del 2017 di Hernando Calvo Ospina. «Questo mio documentario non è un lavoro occasionale. Continuerà ad avere un senso finché gli Stati Uniti persisteranno nell’idea di abbattere la Rivoluzione Bolivariana in atto in Venezuela, con l’obbiettivo di impadronirsi del petrolio e delle altre risorse naturali. Nel 1902, l’Inghilterra, la Germania ed altre nazioni europee vollero conquistare il Venezuela. Gli argomenti e le pratiche di destabilizzazione di quell’epoca lontana sono quasi le stesse di quelle di oggi. Questo documentario è basato su interviste a studiosi venezuelani che, con un linguaggio semplice, raccontano una storia che i grandi media insistono a nascondere o tergiversare». Questo il commento di Ospina riguardo il suo documentario.

Seguirà un dibattito con Eduardo Barranco Hernandez, viceconsole della Repubblica bolivariana del Venezuela al Consolato di Milano, e Marco Consolo, responsabile del dipartimento America latina del partito di Rifondazione comunista.

Per info: www.italiacubacomo.net

[LB, ecoinformazioni]

1 ottobre/ Gita a Milano e Chiaravalle

Il 1° ottobre 2017 la Cooperativa Moltrasina organizza l’annuale gita sociale. Ma meta scelta per quest’anno è Milano. La gita consisterà in una visita guidata alle origini del Duomo, per poi osservare dalle terrazze dell’edificio l’intera città. La visita del Duomo, e quindi della parte più storica della città, farà da contrasto alla visita al quartiere di Porta Nuova, recentemente ristrutturato con edifici contemporanei e grattacieli che compongono il moderno skyline milanese. Al termine della mattinata ci si sposterà in periferia, verso le campagne e le cascine; qui ci sarà il pranzo all’Agriturismo Santa Brera. La gita terminerà con la visita all’abbazia di Chiaravalle e al borgo circostante.

Per info e prenotazioni: 366.3123966,  338.5812929, 338.2877729.

Il giro d’Italia in Israele visto da Magreglio

Dal Corsera ho appreso che le tappe nello Stato sionista sono tre, il circuito di 10 km a Gerusalemme, Haifa – Tel Aviv e Be’er Sheva- Eilat e che il ministro degli esteri, la signora Regev, ammette: «Mai stanziato un budget così alto per un evento sportivo». Le preoccupazioni sono sulla sicurezza, ma si dice «Mi sentirei meno tranquillo a partire dall’Europa». Per il ministro italiano Lotti: «… una sfida sportiva, ma anche culturale; un ponte ideale tra Italia e Israele». Rincara Vegni: «… Non oltrepassiamo i limiti riconosciuti dello Stato d’Israele» (provate a dirlo a Netanyahu…). Riconfermo quindi quanto già scritto ieri su Facebook: «Credevo (e mi sbagliavo) che la partenza del Giro d’Italia del 2018 da Gerusalemme, fosse una barzelletta… e invece, purtroppo, è tutto vero!

Tra i promotori del Museo del Ciclismo della Madonna del Ghisallo, con Fiorenzo Magni, prima amministratore e poi sindaco di Magreglio (al momento della posa della prima pietra del Museo e dell’inaugurazione, dove è, tra l’altro, esposta la copia della pergamena di fondazione con la mia firma), non condivido assolutamente questa scelta che va contro lo spirito di pace dello sport. Diverso sarebbe stato se si fosse trattato di una tappa Tel Aviv – Gerusalemme – Ramallah, oppure Gaza – Tel Aviv – Gerusalemme – Ramallah, ma, in questo modo, in tanti avrebbero potuto vedere qual è la situazione della Palestina, separata da Israele dal muro della vergogna».

Propongo di consegnare ufficialmente la bandierina della partenza a Gerusalemme a John Crossman, alias Mordechai Vanunu, tecnico nucleare a Dimona che aveva denunciato nel 1986 il piano segreto di armamento nucleare dello Stato sionista. Fu sequestrato illegalmente a Roma da agenti del Mossad e processato, altrettanto illegalmente, dai sionisti, uscendo dal carcere solo nel 2004. Lo spettacolo a ogni tappa lo farei gestire da Moni Ovadia, ebreo non sionista.

Il voler giustificare la partenza da Gerusalemme con quanto fatto da Bartali durante la seconda guerra mondiale è solo un espediente. Ho conosciuto Gino Bartali e ritengo sicuramente da condividere quanto il campione ha fatto per salvare degli ebrei e trasmettere documenti nascosti nella canna della sua bicicletta, ma tutto questo non può essere strumentalizzato per  giustificare la partenza del Giro da Gerusalemme, che di fatto offende i palestinesi e quanti (anche ebrei) si battono per una soluzione equa in “Terra Santa”.

I morti di Der Yassin, Sabra e Shatila e Gaza attenderanno a ogni chilometro i girini, spero solo che qualcuno di loro abbia il coraggio di salutarli. [Paolo Ceruti per ecoinformazioni]

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