Ragione e sragione: dialoghi di musica e filosofia

È cominciata venerdì 10 novembre e continua fino a mercoledì 15 la nuova edizione di A due voci, i dialoghi di musica e filosofia che da qualche anno vengono organizzati dalla Casa della Musica di Como.

Il tema di quest’anno è stato messo a punto a partire dalle celebrazioni per il bicentenario della morte del compositore comasco Francesco Pasquale Ricci, attivo nel Settecento e quindi contemporaneo (se non proprio esponente) dell’Illuminismo. Ma l’argomento si presta molto – come si capisce facilmente – a una riflessione in chiave contemporanea, in momento in cui la “ragione” (in tutti i sensi) è messa fortemente in discussione.

E infatti fin dal primo giorno, la riflessione ha collegato i secoli passati alla modernità. Lo ha fatto Francesco Valagussa, professore associato di Estetica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che ha sviluppato il suo discorso a partire dalla “creazione” della ragione moderna da parte di Cartesio per arrivare alla sua messa in discussione con la “riscoperta” di varie sragioni alternative nel Novecento da parte – per esempio – di Foucault e Derrida. Ma se la “ragione dominante” così definita non può aspirare ad essere l’unica possibilità di pensiero dell’umanità, allo stesso modo la musica “classica” e “tonale” non può pretendere di essere l’unica possibile, e soprattutto – secondo la caustica analisi di Adorno – lo spettatore e il critico non possono chiedere una musica che soddisfi solo il loro gusto…

La profondità delle relazioni tra questi discorsi e l’attualità del pensiero e della vita è stata messa in evidenza non solo dal breve dibattito seguito alla relazioni di Valagussa, ma soprattutto dal concerto che ha concluso la prima giornata, con il duo Mima (Flavio Minardo chitarra e sitar, Francesco Mantero batteria e live electronics). Nelle loro “improvvisragioni” hanno proposto musiche di altissimo livello, eleganza e comunicatività, in grado di superare tutte le facili distinzioni di genere e di stile, chiarendo “in pratica” come la musica sia davvero una questione di linguaggio, e quindi di dialogo e di pensiero.

Il ciclo di incontri continua sabato 11 novembre, sempre in Pinacoteca Civica, alle 18 con Miche Rugo, psicanalista e filosofo, e alle 20.30 con il violoncellista Luca Franzetti che propone brani di Bach e Sollima.

Domenica la giornata è dedicata a Francesco Pasquale Ricci (Como 1732-1817), e quindi gli incontri si trasferiscono al Museo Giovio, cioè nel palazzo in cui il musicista fu insegnante delle figlie del conte Giambattista Giovio. Alle 14.45 visita guidata al palazzo con Fabio Cani; alle 15.30 concerto dedicato al fortepiano di Ricci conservato al museo con Daniele Rocchi fortepiano e Anna Camporini violoncello; alle 16.30 la musicologa Maria Semi affronta il tema dei “migranti musicali”.

Lunedì 13 novembre, sempre al Museo Giovio, alle 18 il filosofo Alessandro Bertinetto e il musicista Guido Giannuzzi si confrontano con la coppia di fratelli Ludwig e Paul Wittgenstein (filosofo il primo, pianista il secondo), mentre alle 20.30 saranno eseguite le canzonette notturne e buffe di Francesco Pasquale Ricci (Carlotta Colombo soprano, Marta Fumagalli contralto, Roberto Balconi cembalo).

Infine mercoledì 15 novembre, alle 18, chiusura dedicata alla “verità come esercizio” con la filosofa Florinda Cambria e il filosofo Carlo Sini.

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