Giorno: 22 Dicembre 2017

Associazioni e enti che si occupano di grave marginalità contro l’ordinanza di Landriscina

«Gli enti e le associazioni del Terzo Settore che si occupano di grave marginalità,di fronte alla ormai nota “Ordinanza contingibile e urgente a tutela della vivibilità urbana e del decoro del centro urbano” e soprattutto di fronte alle conseguenze scaturite dall’applicazione di tale ordinanza, ritengono doveroso prendere posizione e non rimanere in silenzio.

Sette anni fa gli enti hanno costituito un Coordinamento -di cui fa parte lo stesso Comune di Como- con la finalità di lavorare per migliorare la qualità della vita delle tante persone senza dimora della nostra città. Lo stile che fin da principio ha contraddistinto la nostra attività è stato quello di lavorare in una logica di rete e di condivisione nel rispetto delle diverse competenze e posizioni. L’ordinanza in oggetto, che va a colpire indistintamente e senza opportuno discernimento le persone con cui e per cui noi operiamo,è stata purtroppo emanata senza la minima condivisione (o preventiva comunicazione) da parte dell’Amministrazione Comunale. Lungi da noi voler dettare la linea a Sindaco e Giunta, siamo però rimasti colpiti dal metodo: nessun coinvolgimento in merito e nessuna volontà di ascolto/confronto preventivocon chi da anni opera, in collaborazione con l’Amministrazione, e con il coinvolgimento di tantissimi cittadini volontari,nell’ambito della grave marginalità. Un fulmine a cielo (quasi) sereno.Da qui la necessità di esprimerci attraverso questo comunicato, dopo aver comunque espresso personalmente alla Vicesindaco quanto qui riportato, come riteniamo corretto in una logica di rete.

Il Sindaco ha affermato di essere disponibile ad incontrarci. Noi ci siamo e continuiamo a credere in un dialogo costruttivo, distante da strumentalizzazioni politico-partitiche ma improntato alla ricerca di soluzioni condivise.

Rimaniamo però fermamente convinti che vi siano altri modi per approcciarsi al tema e questo ci porta ad entrare nel merito. Crediamo sia un erroremettere sullo stesso piano fenomeni e persone in modo indiscriminato,senza operare un distinguo e una diversa modalità di intervento tra accattonaggio, senza dimora, racket, venditori di merce contraffatta… Nell’ordinanza tutto è da colpire, nascondere, allontanare. Non dalla città -beninteso- ma solo da alcune zone e solo per il periodo di feste.

Come enti che lavorano da anni nel campo della grave marginalità ci sentiamo di mettere in guardia da misureapparentemente risolutive nell’immediatezza. Riteniamo si debbano pensare e costruire processi di cambiamento in cui tutta la comunità venga coinvolta. Processi che operino dei distinguo, che tengano conto della complessità e della diversità delle problematiche, processi che approfondiscano la conoscenza della gravemarginalità, delle sue specificità e degli interventi possibili di prossimità relazionale, mediazione sociale, accompagnamento, valorizzazione delle risorse (non riteniamo le persone senza dimora sempre e solo povere di tutto!), azioni di sistema, anche secondo quanto espresso con molta chiarezza da“Le linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia”, emanate dal Governo nel 2016. Le soluzioni facili non fanno altro che parlare alla pancia della gente e rimangono, a nostro avviso, prettamente nel campodell’ideologia.

L’esistenza di strumenti, già previsti dalla normativa vigente, che possono contrastare i fenomeni illegali. quali il racket criminale dell’elemosina o il commercio abusivo di merci contraffatte, ci induce a ritenere il provvedimento, se non altro, superfluo.  Ci colpisce anche la sua inutilità. Tutti siamo consapevoli a priori che le multe non verranno mai pagate e siamo consapevoli a priori che i problemi di cui ci si vorrebbe far carico difficilmente verranno risolti con questi interventi. Il dato di fatto è che finora l’unica conseguenza visibile sembra essere quella di umiliare ed emarginare in misura ancora maggiore le persone più deboli e fragili della nostra società, le persone che più hanno bisogno della nostra vicinanza e accoglienza. Non solo. L’altra conseguenza è stata quella di arrivare a colpire un gruppo informale di cittadini e volontari che da ormai sette anni tutte le mattine porta un caffè, una brioche e soprattutto una preziosa relazione di prossimità, un insostituibile contatto umano con le persone senza dimora. Abbiamo ascoltato la ricostruzione resa dagli Agenti del Comando di Polizia Locale (peraltro meri esecutorie non responsabili del provvedimento), ma teniamo a ribadire che i volontari sono stati esplicitamente invitati ad allontanarsi dall’ex Chiesa di San Francesco, perché a rischio di essere sanzionati sulla base dell’ordinanza.

Le considerazioni espresse ci portano a chiedere al Sindaco di fare un passo indietro e di revocare l’ordinanza. Non sarebbe una sconfitta, ma il segno della volontà di ragionare sui problemiin modo partecipato e valorizzante delle tante competenze presenti in città.

 

[ASCI Don Guanella onlus, Associazione Incroci onlus, Casa Vincenziana Onlus e Volontari San Vincenzo, City Angels, CSLS – Cooperativa Sociale Lavoro e Solidarietà, Cooperativa sociale Symploké, Fondazione Caritas Solidarietà e Servizioonlus, Fondazione Somaschi, Gruppo “Legami”, Opera don Guanella, Parrocchia di Rebbio, Piccola Casa Federico Ozanam]

L’Etruria di Landriscina

Non è Renzi l’unico politico a cui le trovate mediatiche astutamente congegnate si risolvono in un disastro. In questi giorni, proprio mentre per l’ex presidente del Consiglio è in scena la Caporetto della sua credibilità a causa della Commissione parlamentare sulle truffe bancarie e le saghe familiari che le determinano (nella foto di copertina un cartello a una manifestazione contro il governo  per Banca Etruria), l’eletto comasco Mario Landriscina fa i conti con un’altrettanto sciagurata idea che non prevedeva certo avrebbe avuto tanti effetti collaterali. (altro…)

23 dicembre/ L’Anpi ricorda il partigiano Enrico Caronti

Sabato 23 dicembre ricorre il settantatreesimo anniversario della barbara uccisione del partigiano Enrico Caronti (Romolo). La sezione di Dongo lo ricorderà alle 11 con una commemorazione al cimitero di Menaggio, mentre a Blevio sarà ricordato alle 14.30 nei pressi del monumento a lui dedicato (sulla strada per Bellagio).

23 dicembre/ Bivacco solidale contro chi affama i poveri/ Condividiamo l’appello di don Leonello Bigelli


Lo scopo principale della manifestazione di Como senza frontiere Bivacco solidale di sabato 23 dicembre (alle 10 all’ex chiesa San Francesco di Como) non è l’aiuto diretto – sempre necessario e meritorio – a chi è in difficoltà, ma la protesta civile contro un’ordinanza del sindaco di Como gravemente lesiva dei diritti umani. Ci sarà un bivacco perché bivaccare è vietato. Ci sarà del cibo perché si vieta che venga dato ai poveri. Ci saranno cartelli contro chi vuole colpire i poveri per favorire semplicemente le vetrine. Ci saranno associazioni, forze politiche, sindacati, e singoli/e  cittadini/ e per dire no a chi vuole nascondere i problemi perché non vuole risolverli. Ognuno è invitato a contribuire come può, con cibo, bevande, striscioni e riflessioni (sarà messo a disposizione un amplificatore per ogni eventuale intervento). (altro…)

Iantorno/ Chiedere l’elemosina non è un illecito/ Se i vigili sanzionano e sequestrano commettono un abuso

Abbiamo chiesto a Marcello Iantorno (già assessore al patrimonio e alla legalità nella Giunta Lucini) un commento da legale all’inumana ordinanza del sindaco Landriscina. Il suo scritto risponde anche ad alcune domande che gli sono state poste da diretti interessati, poveri della città, evidentemente spaventati ingiustamente dall’inumano provvedimento comasco. L’ordinanza, quando impone sanzioni a ciò che è pienamente legale, è fuori della legge. (altro…)

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