Giorno: 3 Febbraio 2018

I candidati e le candidate di Liberi e Uguali di Camera e Senato

Anna Falcone, capolista di Liberi e uguali alla Camera plurinominale e Tino Magni, capolista al Senato plurinominale,  saranno a Como l’8 febbraio. Intanto, il 3 febbraio, Leu ha presentato alla stampa altri/ e candidati e candidate al Parlamento nel territorio comasco. Presenti all’incontro, introdotto da Celeste Grossi,  Daniele Farina (parlamentare uscente), Aurora Longo,  Marco Malinverno, Davide Pivi, Domenico Tammaro, Giuseppe Nigro.   (altro…)

3 febbraio/ “La farfala sucullo” alla Piccola Accademia

27072500_897172833741187_2375009504036824464_nSabato 3 febbraio alle 21, TeatroGruppo Popolare e Sulutumana portano sul palco della Piccola Accademia (via Castellini 7) La Farfala sucullo, spettacolo insignito del Premio Teatro e Shoà 2007.

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4 febbraio/ Cucciago/ “La Memoria diventa presenza”

27164845_1694742763904581_1077806187736896343_oPer domenica 4 febbraio alle 17, Il circolo Gd il Gelso organizza, alla Sala consiiare del comune di Cucciago in via Sant’Arialdo 2, l’incontro La Memoria diventa presenza, incentrato sugli anni dello sterminio nazifascista nei paesi di Cucciago, Fino mornasco e Casnate con Bernate.
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Il colore delle terre al Museo della seta

L’esposizione dedicata ai metodi di tintura naturale aperta al Museo della seta di Como si arricchisce in questi giorni (fino al 28 febbraio) di un capitolo artistico.

Sono infatti in mostra le opere di Alessandro Finozzi, personalità poliedrica (è laureato in architettura ma si occupa anche di musica e – appunto – di arte) e cosmopolita, realizzate grazie alla preparazione di pigmenti naturali ricavati dall’elaborazione delle “terre” e dei “carboni”, cioè effettivamente i materiali che si raccolgono dal terreno. È ovvio che tale procedimento non può essere frutto di approssimazione: si tratta non di raccogliere delle terre qualsiasi, ma di cercare e lavorare le terre giuste, quelle capaci di dare una resa efficace e una vibrazione particolare. A questo si aggiunge la considerazione per i luoghi specifici di raccolta: le Terre di confine (come suona il titolo della mostra) provengono infatti dal “confine orientale”, a cavallo tra Venezia Giulia, Friuli, Istria e Slovenia, una regione ricchissima di storia e tormentata da quella storia stessa, da cui Finozzi (triestino nato a Milano) proviene.

L’esito del suo lavoro è una serie di opere dalla tavolozza continuamente variata all’interno di un orizzonte preciso, quelle delle “terre” appunto, in cui ogni tonalità racconta (a chi è capace di leggerla) una storia e una provenienza; non a caso nelle didascalie di ogni “colore” è dichiarata l’origine, con una attenzione alla matericità che rappresenta una felice eccezione e che invece dovrebbe costituire la regola (ogni opera racconta le sue ragioni attraverso materie). Così da mettere in evidenza la complessità del “fare arte”.

C’è poi un’ulteriore riflessione che le opere di Alessandro Finozzi stimolano: ed è quella su quelle terre e su quella frontiera, e quindi sulla frontiera in generale. Una riflessione che anche in questo pezzo di mondo, tra territorio “italiano” ed “elvetico”, sarebbe il caso di cominciare a fare. Ma questa è una riflessione molto personale, che lasciamo alla sensibilità di chi vorrà avvicinarsi alle terre in mostra.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Alessandro Finozzi

Terre di confine

Museo della seta, Como, via Castelnuovo 3

fino al 28 febbraio 2018

orari: martedì-venerdì 10.00-18.00; sabato 10.00-13.00

Quasimodo su Quasimodo

XQ1B3ZVV6008-kV2H-U10602259965833k3-700x394@LaStampa.it

Mercoledì 31 gennaio, Alessandro Quasimodo ha aperto la stagione del teatro Carducci, con la sua voce ha riempito la sala dell’ Associazione  di storie di vita del poeta attraverso: racconti, foto, ma soprattutto con la poesia e gli scritti  del  premio Nobel 1959 per la letteratura.

Una serata affascinante trascorsa all’associazione Carducci alla scoperta di nuove piccole sfaccettature della vita e della poesia di un poeta che vinse il premio Nobel per la letteratura. La poesia di Salvatore Quasimodo è legata in senso stretto alla propria vita, lui scriveva ciò che aveva vissuto, una passeggiata con la donna amata vicino ad uno zoo, una lettera alla mamma, l’esperienza vissuta nel vedere di persona le conseguenze dell’incendio di Milano e così via. Tutte le immagini che ritroviamo nelle sue poesie sono espressioni della realtà che lo circondano. Alessandro Quasimodo ricorda il proprio rapporto con il poeta diverso da quello che tutti gli altri hanno con il proprio padre, «non ricordo alcuna passeggiata insieme per comprare un gelato o un classico momento di gioco tra padre e figlio, troppo impegnato e troppo amante della libertà, da potersi permettere una relazione stabile anche solo con il figlio, al massimo qualche lettera spedita ogni tanto. Alla richiesta di aiuto del figlio nello svolgimento di un compito scolastico, rispose con il classico “dopo vediamo!” da vero siciliano, esclamazione per indicare qualcosa che andrà nel dimenticatoio – e io, autore dell’articolo ne so qualcosa -, ma l’insistenza di Sandro ha letteralmente obbligato Quasimodo a scrivere insieme, durante una delle notti delle feste natalizie, una poesia, Natale. La mia insegnante non ha mai saputo di aver dato un 8 al poeta Salvatore Quasimodo» dice in tono scherzoso.

hqdefaultEcco, questo era il massimo del rapporto che i due potessero avere, un rapporto che creava disagi al piccolo Quasimodo, ma che crescendo e dopo aver letto gli scritti del padre è riuscito a capire il perché di quei comportamenti insoliti per un padre e ad accettarlo così com’è. Le fotografie proiettate sullo schermo, ripercorrevano insieme alle parole di Alessandro Quasimodo la vita del poeta, una vita che sin dalla tenera età sapeva di libertà. SQ_bambino

Questa foto parla da sola, sopracciglia e labbra mostrano il fastidio nel farsi una foto, ma soprattuto, come ipotizza il narratore della serata il fastidio provato nell’indossare la tunica da frate da tradizione per i genitori che facevano un voto ad un santo nella sicilia del 1900. La sua vita crescendo diventava sempre più movimentata, amante della bellezza delle donne, del divertimento, ma soprattutto della letteratura, l’unica amica che potrà portare con se nell’oltretomba.  [Daniel Lo Cicero, ecoinformazioni]

On line sul canale di ecoinformazioni i video di Daniele Lo Cicero dell’iniziativa.

 

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