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Potere al popolo: il voto, l’impegno, le idee

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Si è riunita il 24 marzo nel Salone Lissi in via Ennodio 10 a Como l’Assemblea provinciale di Potere al popolo che a qualche giorno di distanza dal risultato elettorale ha fornito l’occasione ai partecipanti di esprimere la propria opinione sui prossimi impegni, sulle idee politiche della formazione e sulle modalità comunicative da adottare nei prossimi anni.

84A9DA05-0B44-46A9-AE7C-57D176995B07L’assemblea è stata aperta da Fabrizio Baggi con un ringraziamento ai presenti e un breve riassunto della crescita di Potere al Popolo negli ultimi quattro mesi. Il risultato elettorale rappresenta un punto di partenza, un primo passo sul percorso che il partito dovrà affrontare nei prossimi anni: «Potere al Popolo – ha affermato Baggi – è un progetto politico di sinistra che dopo le elezioni non si sfascia ma prosegue con forza», e aggiunge: «C’è voglia di intraprendere un reale progetto politico, […] ora bisogna darsi una struttura nel territorio e proseguire con le nostre campagne».

Una di queste riguarda la raccolta firme da presentare al Comune di Como per ottenere la convocazione di un’assemblea straordinaria per discutere dell’esternalizzazione dei servizi delle mense scolastiche. La campagna, indetta da Cgil, Cisl e Uil, a cui ha aderito Potere al Popolo, denuncia la decisione dell’amministrazione comunale di privatizzare il 62 per cento dei pasti scolastici prodotti, con la conseguenza che, come affermato da Baggi, «le famiglie vedrebbero aumentare il costo del servizio e allo stesso tempo i pasti subirebbero un abbattimento della qualità. Un conto è alimentare i bambini con cibo cucinato sul posto e al momento, un altro è preparare i pasti la mattina, inscatolarli e consegnarli alle varie scuole». Il processo di esternalizzazione porta con sé anche la cessazione dell’attività lavorativa di 47 dipendenti che vedranno scadere i propri contratti a giugno, senza speranza di un rinnovo o di un’assunzione a tempo indeterminato. Dura anche la critica all’ormai tristemente celebre daspo urbano, una misura che per Baggi si inserisce perfettamente nei meccanismi di quella che è una vera e propria guerra ai poveri: «In questa città si puniscono i poveri. Vengono usate metodologie fascio-leghiste contro le parti più deboli della società, applicando gli strumenti forniti da Minniti».

932F4650-053D-424E-9458-4129A57F5F54Dal punto di vista della politica nazionale, secondo Stefano Rognoni, Potere al popolo dovrà riempire lo spazio lasciato vuoto dal Pd e da Leu. Rognoni sottolinea come la sinistra abbia gravi colpe nell’involuzione nel campo dei diritti, in primis per aver permesso lo smantellamento del welfare  italiano ad opera non solo delle forze di destra e centrodestra ma anche di partiti di centrosinistra: «Quello che è accaduto in questi anni – ha affermato Rognoni – è stata una scelta politica, non frutto di strani avvenimenti o colpa degli immigrati come alcuni affermano». Il percorso di Potere al popolo deve quindi riprendere immediatamente, in modo da poter programmare e migliorare la propria offerta politica: «Abbiamo cinque anni di campagna per spiegare al cittadino il messaggio che portiamo avanti, dovremo spiegare a tutti chiaramente quale è la nostra politica».

Il progetto di Potere al popolo non può però proseguire o evolvere senza considerare debitamente la debolezza comunicativa espressa da Pierluigi Tavecchio (segretario provinciale del Prc): «I contenuti del programma e le parole d’ordine del progetto politico vanno aggiornate non perché sbagliate ma per declinarle in maniera diversa. Dobbiamo aggiornare il nostro linguaggio e basarlo sulle condizioni di vita attuali del nostro Paese». L’affermazione di Tavecchio viene confermata e rafforzata dalle parole di un giovane studente universitario presente che ha contribuito al dibattito fornendo la visione della Sinistra “vera” dei suoi coetanei: «Noi vediamo gruppetti di persone che da decenni parlano sempre delle stesse cose con gli stessi termini, bisticciando tra loro. Non c’è più contatto, le parole importanti non arrivano più. Chi ha ottenuto la vittoria alle elezioni ha saputo comunicare nel modo giusto».

C32C51CB-7C9E-4269-A838-07713B2E236BUna breve riflessione sull’esito del voto è stata invece fornita da Riccardo Papis, che ha evidenziato come Potere al popolo avrebbe dovuto raccogliere i voti dispersi dalle altre forze di sinistra finiti invece in larga parte al Movimento 5 Stelle. Secondo Papis è anche una questione culturale, dato che «la coscienza di classe è ben diversa dalla coscienza anti-casta. Noi dovremo cercare di avere di nuovo un ruolo culturale tra la popolazione».

L’Assemblea a cui hanno partecipato una ventina di persone, molti tra loro gli esponenti del Prc, ha   approvato all’unanimità l’ordine del giorno: «24 marzo 2018: l’Assemblea provinciale di Como e provincia di Potere al popolo riunitasi in data odierna presso il salone dell’Associazione Alfonso Lissi di Como, esprime la sua massima solidarietà al Pm Zucca, che ha avuto il coraggio di affermare senza indugi che i torturatori della Diaz non solo non hanno pagato per i reati commessi ma sono stati addirittura promossi alle più alte cariche della Polizia di Stato italiana. Come  Potere al popolo  promuoviamo l’inserimento del reato di tortura nel codice penale e rivendichiamo con forza l’inserimento dell’obbligo del “codice identificativo” per gli agenti incaricati della gestione dell’ordine pubblico». [Vincenzo Colelli, ecoinformazioni]

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Questa voce è stata pubblicata il 26 marzo 2018 da in Politica con tag , , , , .

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