Giorno: 9 Aprile 2018

Elezioni Rsu/ Cisl: più contrattualità per la scuola e il pubblico impiego

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Si terranno da martedì 17 a giovedì 19 aprile le elezioni per il rinnovo delle Rsu per la scuola e per il pubblico impiego, come ricordato da Adria Bartolich, segretaria generale della Cisl dei Laghi, in apertura alla conferenza stampa che si è tenuta la mattina di lunedì 9 aprile alla sede del sindacato, in via Brambilla 24. Intervenuti a presentare la situazione rispettivamente della scuola e della pubblica amministrazione, Carlo Brunati (segretario Cisl Scuola dei laghi) e Gesuele Bellini (segretario alla funzione pubblica Cisl dei laghi) esprimono soddisfazione verso le imminenti elezioni, che segnano una ripresa della democrazia rappresentativa nel mondo del lavoro. (altro…)

15 aprile/ Cantù/ “L’intrusa”

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Domenica 15 aprile ore 21, sarà proiettato al Teatro San Teodoro di Cantù, via Corbetta 7 il film  L’Intrusa (2017, 95′) di Leoonardo Di Costanzoin collaborazione con il presidio di Libera a Cantù “Gianluca Congiusta e Lollò Cartisano”.
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Comitato comasco acqua pubblica: «La gestione “pubblica” dell’acqua in provincia di Como è approdata a un punto critico »

«La gestione “pubblica” dell’acqua in provincia di Como è approdata a un punto critico. Si corre il rischio di vanificare impegno e lavoro di anni per realizzare la società Como Acqua srl, pronta da mesi a diventare operativa»

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La democrazia spiegata facile facile

Il titolo del libro è difficile: Ominiteismo e demopraxia. La spiegazione del suo contenuto è facile: si tratta di rendere operativa la democrazia. Detta così, chi non sarebbe d’accordo?

Un po’ più difficile esserlo dopo la spiegazione ascoltata alla libreria Plinio il Vecchio, in un incontro organizzato dal Premio letterario Città di Como giovedì 5 aprile. Secondo un sistema di affermazioni apodittiche: la democrazia è il “potere” del popolo, ma il “popolo” non può governare nel suo complesso perché è composto di individui, quindi bisogna passare dalla democrazia alla demopraxia, ovvero alle pratiche degli individui del popolo, cioè a tutte quelle forme di partecipazione che producono “buone pratiche”. Il problema – come si capisce facilmente – è nel passaggio dal “governo” alle “pratiche”: fatto fuori il sistema della rappresentanza, le pratiche faticano a sostituire il governo, potrebbero semmai arricchirlo. Infatti: nella spiegazione si trasforma la democrazia in una sorta di gioco di società intorno ai tavoli, sempre più piccoli, in nome di interessi – condivisi nella quotidianità – sempre più particolari. È il trionfo del corporativismo, anzi del particolarismo. E insieme alla politica si sono gettati via tutti i diritti e i doveri.

Se ci si aggiunge un po’ di affermazioni tranchant (del tipo che ci sono solo due partiti: il comunismo – leggi: il socialismo reale – e il capitalismo), qualche ulteriore contributo del pubblico (del tipo che le corporazioni hanno governato Como: ma quando? forse alla storia del medioevo è meglio dare una ripassatina!, oppure che quella di Atene era una democrazia diretta e anche qui sarebbe meglio uno studio non proprio sui bigini), e una certa visione millenaristica (riassunta nello slogan dei tre paradisi: il primo quello dell’eden, il secondo – che sarebbe poi un inferno o, nella più ottimistica delle interpretazioni, un purgatorio – quello della condanna al lavoro e il terzo quello della realizzazione della demopraxia), la confusione regna sovrana.

Michelangelo Pistoletto è un artista importante, ma come teorico politico lascia un po’ a desiderare. Ma forse non abbiamo capito bene. Ed era una performance, in stile politica dell’assurdo.

Potete sempre controllare sul libro.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

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