Arci ecoinformazioni via Lissi 6 22100 Como, tel. 327.4395884, ecoinformazionicomo@gmail.com

Now festival 2018/ “Liberi di muoversi”


DSCN0453

“Liberi di muoversi”, secondo appuntamento del Now festival 2018, si è tenuto nel tardo pomeriggio di giovedì 17 maggio alla sede di Confcooperative, in via Anzi 8 a Como. Ospite dell’incontro (il cui pubblico contava una trentina di persone) è stato Andrea Poggio, giornalista, responsabile per la mobilità sostenibile e gli stili di vita presso la segreteria nazionale di Legambiente, che ha condotto con Patrizia Signorotto del circolo Legambiente di Como “Angelo Vassallo” (che ha collaborato all’organizzazione dell’incontro) un dialogo su come trasformare le nostre abitudini di trasporto nel passaggio dai combustibili fossili ad altri, più sostenibili tipi di energia. Riferimento dell’intervento di Poggio è stato il suo libro “Green Mobility. Come cambiare la città e la vita” (ed. Ambiente, 2018).
Malgrado tutte le persistenti criticità della governance ambientale italiana,  la chiamata ad adottare scelte energetiche più attente all’ambiente dimostra di essere stata ben recepita negli ultimi anni. L’eccezione principale è una, ma stridente: i trasporti, sempre più essenziali in una società fittamente interconnessa, sembrano dipendere ancora più di prima dalle energie fossili, nonostante il loro impatto sull’ambiente e sulla salute e nonostante l’ampia e diversificata disponibilità di risorse alternative, meno inquinanti, più fluidamente gestibili nel quotidiano (per motivi che si vedranno in seguito) e anche fiscalmente più vantaggiose.
Altrove in Europa, queste soluzioni sono state adottate ormai da tempo, non soltanto dagli utenti privati ma anche delle amministrazioni delle smart cities (di cui Amsterdam è capofila europea) per i trasporti pubblici (o per il ricarico dei mezzi a elettricità). Anche in Italia, a ben vedere, cominciano a diffondersi mezzi automatizzati, pubblici (la linea M5 dell’Atm milanese, le metropolitane di Torino e di Genova) o a uso personale. In quest’ultimo caso, i mezzi “leggeri” – biciclette a spinta assistita, hoverboards, monopattini – sembrano riscuotere maggior successo delle automobili. Del resto, essi presentano evidenti vantaggi per chi necessita di spostarsi quotidianamente su distanze medio-brevi, in termini non soltanto di dispendio energetico (con tutte le ricadute sull’ambiente, sulle risorse economiche e sul fusco) ma anche quello logistico: tali mezzi  sono ben più maneggevoli, facili da parcheggiare, da ricaricare e da portare con sé, favorendo la tendenza della “mobilità mista”, e cioè l’utilizzo regolare di diversi mezzi di trasporto, spesso “combinabili”, sempre più diffusa tra la popolazione giovane (tra cui il numero di patentati è invece in calo, tanto da spingere le stesse case automobilistiche ad attrezzarsi in questo senso, utilizzando i mezzi leggeri come strategia di marketing: utilizzare uno hoverboard di una data casa automobilistica significa, effettivamente, farle pubblicità (senza costi aggiuntivi per la casa produttrice) con l’esibizione del logo, senza contare l’effetto positivo sull’immagine dell’azienda, che si mostra così sensibile al tema della sostenibilità ambientale. A questo proposito, Poggio sottolinea il paradosso tra le sanzioni imposte dall’Unione europea all’Italia per i sui livelli di inquinamento e l’autorizzazione, a livello comunitario, a inquinare ancora di più agevolando la circolazione di automezzi che sono più “sostenibili” soltanto per alcuni aspetti, e che pur essendo – forse – di minor impatto di un’automobile “tradizionale” o più datata, ne presentano comunque la maggior parte delle criticità, da un impatto ambientale comunque non indifferente all’occupazione di spazio, rispetto a tempi di utilizzo sostanzialmente limitati (un’automobile passa mediamente il 92 per cento del proprio tempo parcheggiata, e l’1,5 per cento a trovare parcheggio).

Anche quando i vantaggi sarebbero evidenti, non è sempre facile convincere una persona a cambiare le proprie abitudini, e ancor meno lo è quando l’interlocutore è un’intera comunità abituata, quasi assuefatta, al trasporto automobilistico privato e spesso individuale, come è quella di Como e dei territori limitrofi. Patrizia Signorotto interviene a presentare una visione d’insieme della situazione dei trasporti sul territorio comasco. La conformazione della convalle ha determinato una suddivisione dei territori cittadini in una parte “alta”, collocata alle pendici delle colline circostanti, e una parte “bassa”, corrispondente al centro storico (dall’area poco superiore a un chilometro quadrato: una delle prime Ztl sul territorio italiano, per volere della giunta Gelpi nel 1969, poi estesa dall’amministrazione Spallino), collegata alle periferie da quattro arterie principali, corrispondenti grosso modo ai quattro punti cardinali. Allo stato delle cose, il piano gestionale del traffico urbano (aggiornato per l’ultima volta nel 2001, proposte di riforma sono state reiteratamente posticipate, benché Signorotto riconosca l’atteggiamento disponibile degli assessori Vincenzo Bella e Simona Rossotti a riguardo) non si mostra particolarmente vantaggioso per trasporti “leggeri” e/o pubblici tra centro e periferie, nonostante la presenza di otto stazioni ferroviarie, distribuite su due linee ferroviarie, sul territorio della città, la presenza di numerose linee d’autobus e il recupero di pratiche già avviate in un passato remoto (anche con un certo successo), offrano almeno il potenziale per “affrancare” i comaschi e gli utenti esterni dall’uso dell’auto, illusoriamente assimilata all’autonomia (certo: si possono apportare consistenti migliorie in questo senso) e ancorata a una disponibilità (e a una collocazione) inadeguata di posti auto.

Piuttosto che aumentare i parcheggi lungo la cinta muraria, che comporterebbe ovvi svantaggi per la vivibilità urbana senza veramente risolvere il problema del traffico e della viabilità (specie quella sostenibile), Signorotto segnala l’opportunità di cercare altrove soluzioni utili al parcheggio di automezzi, ma soprattutto di potenziare altre forme di trasporti, con l’aumento dei tracciati ciclopedonali e la creazione di un collegamento tra la tratta ex-Fs e quella ex-Fnm, intensificando quelli in essere tra Como e Lecco (elettrificandone almeno la prima parte) e quelli con la vicina Svizzera: la linea Tilo ha già attivato una tratta Como-Varese via Mendrisio, bisogna intanto incoraggiare i frontalieri italiani a ricorrere al treno, piuttosto che all’auto (scelta dal 72 per cento di loro).
Per quanto riguarda le strade provinciali che costeggiano le sponde comasche del lago, un’intensificazione dei collegamenti lacuali nel primo bacino contribuirebbe a diminuire la congestione automobilistica proveniente da nord. Queste soluzioni andrebbero affiancate a tariffe più vantaggiose e onnicomprensive, già avviate dalla tessera trasporti regionale Io viaggio, ma ancora perfettibili (esclusa per il momento la Navigazione lago di Como, non afferente alla rete di trasporti controllata dalla Regione Lombardia); senza dimenticarsi di creare condizioni più agevoli per i pedoni che sono, in fondo, i primi utenti della strada intesa come infrastruttura e come spazio pubblico.  [Alida Franchi, ecoinformazioni]

Già on line sul canale di ecoinformazioni i video di Alida Franchi dell’iniziativa

Il prossimo (e terzo) appuntamento con il Now festival 2018, Storie di economie circolari, è previsto per mercoledì 23 maggio alle 17 alle serre di Villa del Grumello.

Arci ecoinformazioni

Circolo Arci ecoinformazioni via Lissi 6 22100 Como, tel. 327.4395884, ecoinformazionicomo@ gmail.com, www.ecoinformazioni.it. Registrazione Tribunale di Como n. 15/95 del 19.07.95. Direzione: Fabio Cani, Jlenia Luraschi, Andrea Rosso, Gianpaolo Rosso (responsabile). Proprietà della testata Associazione ecoinformazioni - Arci. Consiglio direttivo: Fabio Cani (presidente), Gianpaolo Rosso (vicepresidente), Jlenia Luraschi (tesoriera), Michele Donegana, Marisa Bacchin.

Benzoni gioielli Benzonibijoux

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: