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La sicurezza e la salute nelle scuole: ruoli e responsabilità

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Si è tenuta lunedì 28 maggio nell’Aula magna del polo comasco del Politecnico di Milano (via Castelnuovo 7  Como) la XIX giornata provinciale della sicurezza sul lavoro, organizzata dall’Ats Insubria e promossa dalla prefettura di Como e dall’Organismo territoriale di coordinamento ex art 7 DLgs 81/08-Como, in collaborazione con la provincia e il comune di Como, la Camera di commercio, il comando provinciale dei vigili del fuoco, l’ ispettorato territoriale del lavoro. Hanno Inoltre partecipato: Inail e Ance Como, Compagnia delle opere, Cna del Lario e della Brianza, Coldiretti, Confartigianato Como, Confederazione nazionale dell’artigianato, Confagricoltura Como Lecco, Opta Como, Unindustria Como, l’Unione provinciale agricoltori Como-Lecco e le Segreterie Cgil Como – Cisl dei Laghi – Uil Como. Hanno moderato gli interventi Aldo Palumbo, direttore Dips, e Maria Rita Aiani, direttrice Uoc Psal. Numeroso il pubblico, di circa 200 persone.
Il tema scelto per quest’anno è stato quello della sicurezza nelle scuole, un tema che, come ricordato dal sindaco e dal prefetto di Como nei saluti introduttivi, è preso molto seriamente dalle istituzioni locali e dal sistema scolastico cittadino e provinciale, che applica scrupolosamente l’assetto normativo predisposto dalla giurisprudenza a riguardo. Nel comasco, gli infortuni in sede scolastica sono andati diminuendo negli ultimi 5-6 anni e gli episodi gravi sono stati, fortunatamente, piuttosto rari: questo non significa però che non si possano apportare migliorie nella creazione di ambienti sicuri per gli/le studenti e le loro famiglie, il personale scolastico e gli/ le ospiti occasionali di ogni istituto.
Francesco Capozio, direttore dell’Inail di Como, ha ricordato come il testo unico 1126/1965, di per sé piuttosto specifico riguardo ai contesti (e soggetti) scolastici assicurabili da incidenti e infortuni – afferenti perlopiù a situazioni di formazione tecnica, scientifica o sportiva, o richiedente l’uso di dispositivi elettronici e/o elettrici – sia stata di fatto estesa nella sua applicazione all’intera comunità scolastica in praticamente ogni suo contesto, per garantire a tutte e a tutti un livello minimo di sicurezza e equiparando, de facto se non de iure, gli/ le studenti ai lavoratori/ trici. Altri e successivi provvedimenti centrali nella messa in sicurezza degli ambienti scolastici sono stati più volte menzionati nel corso della mattinata, in particolare il decreto legislativo 81/ 08, meglio noto come “testo unico sulla sicurezza sul lavoro”, e il decreto ministeriale 382/ 1998 (Regolamento recante norme per l’individuazione delle particolari esigenze negli istituti di istruzione ed educazione di ogni ordine e grado, ai fini delle norme contenute nel decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modifiche ed integrazioni). Queste e altre fonti giuridiche (supportate anche da casi processuali di cui Anna Guardavilla, giurista esperta in materia di salute e sicurezza, ha portato diversi esempi) regolano le modalità con cui un istituto scolastico deve essere messo e mantenuto in sicurezza, non soltanto in situazioni emergenziali più o meno inevitabili (alle quali si deve arrivare preparati: da cui l’obbligo di svolgere almeno due esercitazioni all’anno in istituti che ospitano più di 300 persone) ma anche nella quotidianità: il testo unico del 2008 prevede che agli enti locali (in primis all’amministrazione provinciale) spetti la responsabilità di mettere a disposizione edifici e strutture a norma, mentre al “datore di lavoro” (il/la dirigente scolastico/a o un/a responsabile designato/a) dovrà garantire l’assenza di fonti di pericolo, siano esse dovute a cattive condizioni degli stessi o a una loro gestione sconsiderata (due esempi: l’ostruzione delle vie di fuga, il mancato uso di protezioni nel maneggiamento di materiale pericoloso); senza dimenticare che la sicurezza e la gestione delle emergenze implicano una responsabilità organica e collettiva, attenta alle specificità di ciascun soggetto coinvolto come attore e anche come potenziale “vittima” di circostanze sfavorevoli. Anche qualora la negligenza fosse imputabile agli enti pubblici (come nel caso di un’effettiva o presunta mancanza di fondi per l’adeguamento delle strutture), al datore di lavoro spetta la responsabilità di attivare misure di sicurezza sostitutive, sollecitando un puntuale intervento da parte loro e interrompendo le attività scolastiche se ciò non potesse accadere.

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Tutelare la sicurezza e la salute in ambito scolastico, comunque, è un dovere (morale e giuridico) che sconfina dal perimetro dell’istituto scolastico in sé: contempla infatti anche le attività formative in altra sede (stage, alternanze scuola-lavoro, viaggi d’istruzione) e soggetti non direttamente/ costantemente coinvolti nell’attività dello specifico istituto.  Nel garantire la sicurezza, la scuola  – come ha puntualizzato Maria Antonietta Citterio, coordinatrice Tp  Uoc Sal) deve essere intesa come un luogo di relazioni, tanto “interne” alla stessa scuola quanto rivolte verso l’esterno,  come peraltro dimostrato dal ruolo attivo delle istituzioni pubbliche e dei sindacati (a nome dei quali ha preso parola Lorenza Auguadra della Cisl dei laghi) nell’organizzazione del convegno e nella tutela di studenti, famiglie e personale scolastico.
Un’attenta valutazione del rischio deve prendere in considerazione l’intera gamma dei fattori di rischio, affiancando l’aspetto igienico-sanitario accanto a quello propriamente “strutturale”, come ricorda Cristina Peverelli, responsabile Uos Psal, menzionando il caso del personale scolastico femminile in età fertile (che deve essere immunizzato dalle malattie infantili per evitare complicazioni a un’eventuale gravidanza) o da chi segue o tiene corsi di formazione che richiedono materiale potenzialmente pericoloso (carichi  pesanti, apparecchiature elettriche, sostanze chimiche); altri soggetti vulnerabili possono includere portatori/trici di handicap più o meno debilitante e/o permanente e portatori/trici di patologie croniche. La rimozione o minimizzazione del rischio deve giocare d’anticipo quanto più possibile, prevenendo situazioni di “crisi”, e tenere conto del fattore probabilistico, che è direttamente proporzionale al rischio stesso: da questo punto di vista, osserva Maria Rita Aiani,  direttrice Tp Uoc Psal, è utile studiare la casistica degli incidenti già avvenuti nel contesto scolastico (ma anche lavorativo) locale, per intervenire puntualmente a prevenirne di futuri.

Come rammenta Gennaro Di Maio del comando locale dei Vigili del fuoco, una conoscenza approfondita delle normative da parte dei responsabili formali alla sicurezza aiuta senz’altro a un corretto esercizio di diritti, obblighi e divieti; anche se la responsabilità nella prevenzione e nella gestione degli incidenti e infortuni non è da intendersi in senso esclusivamente giuridico come “attribuzione di doveri (o di colpe) entro il personale scolastico”:  del resto, una questione sollevata da diversi relatori e relatrici è quella della costanza nel processo di manutenzione e miglioramento della sicurezza. Seppure l’imprevisto sia, per definizione, impossibile da prevenire e da evitare, nondimeno è imperativo adottare misure condivise, facilmente comprensibili e attuabili, codificate in uno specifico documento, svolgendo revisioni periodiche.
Soprattutto, è necessario avviare un percorso di educazione continua alla sicurezza, che entri a pieno titolo nell’offerta formativa della scuola e che ne coinvolga l’intera utenza: in questo senso, sul territorio comasco sono già attivi progetti di educazione alla sicurezza, come quello della Rete sicurezza Tus81, presentato dal referente Salvatore Maci e promosso dagli istituti “Luigi Ripamonti” e “Leonardo da Vinci” di Como. Opportuno ribadire che tali corsi (così come le esercitazioni pratiche previste per legge) non sono finalizzati “solo” alla creazione di ambienti sicuri, a una pronta gestione delle emergenze o a una distribuzione razionale degli incarichi, ma anche, anzi soprattutto, alla preparazione di lavoratori e lavoratrici consapevoli e attenti rispetto ai propri diritti. [Alida Franchi, ecoinformazioni]

Guarda le foto di Alida Franchi del convegno

Già on line sul canale di ecoinformazioni i video di Alessia Rizza e Irene Falzone del convegno

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Questa voce è stata pubblicata il 29 maggio 2018 da in Lavoro, Prevenzione del rischio, Salute, Scuola, sindacati con tag , .

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