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Riace/ Sciopero della fame perché il governo paghi I debiti alla solidarietà

Con padre Alex Zanotelli, con I Comboniani, con I ragazzi del Campo di lavoro in corso a Riace anche Abramo Fracescato e Nicolas Aiazzi, redattori di Arci-ecoinformazioni, attivisti di Como senza frontiere e di Welcoming Europe Como, mobilitati con lo sciopero della fame dal 2 agosto a sostegno del sindaco di Riace a cui il governo blocca I pagamenti per la solidarietà. Nel seguito il comunicato del sindaco di Riace e la presa di posizione dei e delle partecipanti al Campo dei Comboniani.

“Protesto. Contro le ingiustizie che da circa due anni stiamo subendo come comunità di accoglienza. Riace è stata esclusa dal saldo Luglio-Dicembre 2017 (circa 650000 euro) e per il 2018 non è compresa tra gli enti beneficiari del finanziamento del primo semestre, nonostante tutte le attività siano state svolte e nessuna comunicazione è pervenuta della chiusura del progetto. È stato quindi accumulato un ingente debito con il personale, con i fornitori e con gli stessi rifugiati. Da aggiungere a questa incredibile situazione la vicenda dei cosiddetti CAS. Da Settembre 2016 il prefetto di Reggio Calabria con vari assurdi pretesti si è rifiutato e ancora si rifiuta di saldare il dovuto. Stiamo raggiungendo il punto di non ritorno. Se non ci sarà l’assegnazione programmata non solo finirà l’esperienza di Riace, ma saranno messi in strada 165 rifugiati; almeno 50 bambini, circa 80 operatori. Numerose attività commerciali che hanno fornito beni, prevalentemente alimentari, da più di un anno non si vedranno pagato il credito accumulato. L’economia di tutta la comunità, modello mondiale di accoglienza e integrazione, crollerà sotto un cumulo di macerie”.[Domenico Lucano, sindaco di Riace]
Documento dei partecipanti e delle partecipanti al Campo di Lavoro Riace, 2018
“Domenico Lucano, sindaco di Riace, comunica la sua decisione di intraprendere uno sciopero della fame per ottenere risposte ufficiali da istituzioni indifferenti o ostili alla virtuosa realtà di accoglienza nata nel suo comune.
L’annuncio è avvenuto a margine di un incontro con il gruppo di giovani che sta partecipando al campo di lavoro dei missionari Comboniani tenuto da padre Alex Zanotelli nella stessa Riace.
Il piccolo comune calabro è protagonista dell’ accoglienza fin dal 1998, quando la popolazione si mosse spontaneamente per aiutare i migranti curdi sbarcati sulla vicina spiaggia. Un’esperienza positiva che ha portato il Comune ad aderire nel 2001 al Programma nazionale asilo. In queste vicende si inserisce l’attività e l’impegno politico di Lucano, determinato a valorizzare la vera identità del popolo calabrese, accogliente e lontano dai modelli della società consumistica.
“La prima lista con la quale mi sono candidato non ottenne nemmeno un posto in consiglio comunale. Perfino mio padre diceva che quello per noi era un voto buttato perché dalle nostre parti si vota solo chi è conveniente”.
E pare che con gli anni la politica di accoglienza sia stata riconosciuta come vantaggiosa per tutti, visto che “Mimmo” sta per concludere il suo terzo mandato da sindaco.
“Fin dalla seconda guerra mondiale Riace ha vissuto un forte fenomeno di spopolamento dovuto all’emigrazione dei suoi abitanti per motivi prevalentemente economici. L’arrivo di altrettante persone dal mare mi è sembrato la necessaria chiusura di un cerchio e un’ occasione di rinascita per il paese. Nel corso degli anni abbiamo intrapreso tante iniziative, molti Riacesi emigrati hanno messo a disposizione del comune i propri appartamenti vuoti; abbiamo costruito nuove occasioni lavorative sia per i residenti storici che per i nuovi cittadini; abbiamo supplito ai ritardi nell’erogazioni di fondi per l’accoglienza che ci erano dovuti istituendo una moneta locale alternativa. Ogni nostra azione è stata perseguita comunitariamente”.
Riace è diventata un esempio di fraternità a livello globale, ma tutto ciò ora è a rischio.
Da due anni a questa parte il Comune non riceve più i contributi statali che gli occorrono per finanziare i progetti in corso. Questo senza alcuna spiegazione da parte della Prefettura.
Riace è malvista perché dimostra che l’accoglienza è possibile se diffusa e affrontata come un fenomeno strutturale e non emergenziale.
Ma questo sindaco, uno”zero”, non si arrenderà facilmente. “Ho deciso di intraprendere uno sciopero della fame per sensibilizzare l’opinione pubblica e fino a che le istituzioni e il Capo dello Stato non si interesseranno del nostro caso. Io credo di essere le persone che ho incontrato. Di essere Natale Bianchi, di essere Monsignore Bregantini, di essere Peppino Lavorato. Di essere quei tanti altri che mi hanno insegnato a prendere posizione uscendo dall’indifferenza”.
Lo sciopero della fame inizierà nella piazza principale di Riace il 2 Agosto con l’adesione dei ragazzi del campo dei Comboniani e di tutti coloro che condividono questa causa”.[Partecipanti al Campo di lavoro Riace 2018]  [Foto Alessandro Gatti]
#DigiunoDiGiustizia #SindacoRibelle

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2 commenti su “Riace/ Sciopero della fame perché il governo paghi I debiti alla solidarietà

  1. ecoinformazioni
    2 agosto 2018

    L’ha ribloggato su comosenzafrontiere.

  2. Teresa
    3 agosto 2018

    Assoluta solidarietà!

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 2 agosto 2018 da in diritti, Senza Categoria con tag .

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