Cgil/ Cavalcare e non farsi travolgere dall’onda del turismo

Il boom del turismo a Como, negli ultimi anni, ha significato un considerevole aumento dei lavoratori del terzo settore, cosiddetti stagionali. Un lavoro che, però, ha bisogno di direttive precise e mirate per non rischiare di diventare l’ennesimo settore afflitto dallo sfruttamento.

La mattina del 12 settembre Giacomo Licata, Segretario Generale della Camera del Lavoro di Como, e Fabrizio Cavalli della Filcams Cgil, hanno presentato alla stampa i dati raccolti riguardanti i lavoratori stagionali e il nuovo piano dal titolo Backstage per supportarli. Una scelta derivata dal boom del turismo sul Lario, ma anche dai rischi che questa esplosione comporta.

«Avere un lavoro stagionale significa non avere un reddito costante. Questo comporta il rischio di essere poveri pur lavorando­», così Licata presentando i dati riguardanti l’occupazione sul territorio, esponenzialmente in crescita insieme ai contratti a tempo determinato. «I numeri sono dati raccolti dalle Camere di Commercio, sono interessanti perché raccontano il fenomeno, come aumentano gli addetti del settore e come si trasformano. Sono numeri positivi, anche perché aumentano i tempo indeterminato. Il problema è che questo tipo di contratti non supera la stagione turistica». Un settore dove il nemico principale è il lavoro grigio: contratti part-time che inevitabilmente sforano le ore designate senza riconoscimento dello straordinario, fenomeno che la Cgil conosce bene e che, purtroppo, spesso viene accettato dai lavoratori del settore. Il motivo è presto detto: essendo il territorio piccolo, difficilmente un assunto dichiarerà delle irregolarità se l’anno successivo può finire a lavorare nel ristorante a due passi rispetto a dove sta in quel momento.

Spesso, inoltre, molti di questi lavoratori non hanno dimestichezza con le pratiche per poter richiedere l’indennità di disoccupazione, per questo è nato Backstage, presentato da Cavalli. «Nel momento in cui c’è la chiusura della stagione, la fila per chiedere l’indennità inizia alle 5 del mattino davanti agli uffici sparsi sul Lago, motivo per cui ci stiamo organizzando con una campagna che partirà domani, 13 settembre, con un volantinaggio in orario aperitivo sulla spiaggia di Domaso».

Oltre a sensibilizzare i lavoratori verso i loro diritti l’altro obiettivo è di mettere intorno a un tavolo tutti i soggetti che si occupano di turismo per creare un marchio di qualità da dare a ristoranti e alberghi che assumono personale usando i contratti nazionali di riferimento e applicando i giusti criteri. Una specie di Gambero Rosso della legalità, già sperimentato con successo in Puglia e favorevolmente accolto da alcune pubbliche amministrazioni come quella della Tremezzina. Alcuni progressi sono stati già fatti estendendo il lavoro stagionale a quegli esercizi commerciali che lavorano intensamente nella stagione «Tutti i contratti, comunque, devono essere depositati alla Confcommercio. Oltre a quello il datore di lavoro è tenuto a consegnare al lavoratore un modulo con cui si vincola a riassumere quella persona quando si riapre la stagione», ha aggiunto Cavalli.

Una situazione, quindi, che avrà bisogno di una consapevole regia da parte di imprenditori, commercianti e pubbliche amministrazioni per evolversi senza portarsi dietro illegalità e sfruttamento. La Cgil si augura che Como, anziché essere travolta dall’ondata del turismo, riesca a cavalcarla in modo sostenibile per tutti. [Dario Onofrio, ecoinformazioni]

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