E!state liberi!

Nella serata di martedì 24 novembre si è svolta online su Gotomeeting Campo libero, iniziativa organizzata da Libera contro le mafie, Arci Como ed ecoinformazioni per informare sulle mafie e su come combatterle.
Gli ospiti della serata sono stati Stefano Tosetti, di Libera Como, e Viola Acciaretti, volontaria al campo di Libera di Castel Volturno 2020.

Dario Onofrio di Arci Como ha presentato la serata spiegando cos’è E!state liberi!, l’iniziativa che l’associazione antimafia organizza annualmente in collaborazione con varie sigle associative in cui si offre la possibilità di lavorare in terreni confiscati alla criminalità organizzata. Lo scopo è duplice: educare al consumo sostenibile e, soprattutto, alla lotta antimafia.

Stefano Tosetti ha sottolineato come le iniziative di E!state liberi! siano possibili grazie alla legge 109 del 1996 sui beni confiscati, che rende possibile restituirli alla comunità affinché diventino punto di partenza per attività sociali e di beneficio per il territorio.
E!state liberi! si inserisce in questo quadro sviluppando Libera terra, l’etichetta di distribuzione degli alimenti prodotti, ma anche reti di servizi alla persona e di altri tipi. Sempre più persone appartenenti a diverse fasce d’età si avvicinano a questa forma di volontariato, che coinvolge in tutta Italia enti locali ed associativi coinvolti nella riqualificazione di questi beni.
Questi ex possedimenti mafiosi sono spesso restituiti alla cittadinanza dopo iter processuali lunghi che li lasciano in condizioni non ottimali. Bisogna dunque tornare a renderli fruibili attraverso il lavoro, manodopera volontaria che viene trasversalmente educata a valori di legalità e cittadinanza attiva.
Ultimamente, Libera sta organizzando anche campi tematici in cui al lavoro fisico si accostano percorsi di formazione su temi come le infiltrazioni politiche della criminalità organizzata e le ecomafie.
E!state liberi! però è anche un percorso di aggregazione in cui i ragazzi e in generale i volontari si conoscono e legano. Questo non è solo un valore aggiunto per le settimane di lavoro cooperativo, ma ha un’utilità sul lungo periodo dato che contribuisce a creare una rete sociale antimafia e di legalità.

Viola Acciaretti è una volontaria di Arci Xanadù che, dopo aver conosciuto Libera vedendone i prodotti alimentari al supermercato, ha deciso di partecipare ad una delle iniziative di E!state liberi!.
Castel Volturno, nelle parole della ragazza, è un luogo segnato dall’abbandono e dalla prepotenza della Camorra, sotto il nome del clan dei Casalesi. Fiorente località balneare, è caduta in disgrazia dal 1980 dopo il terremoto dell’Irpinia.
La predominanza mafiosa è evidente già nel ventennio tra gli anni ’80 e il 2000 e si traduce in omicidi, giri di prostituzione e droga e sfruttamento delle persone migranti nei campi del napoletano.

Ad oggi, è la cooperativa Esperanto l’ente più coinvolto nel tentativo di riqualificare questo territorio.
Sono loro ad organizzare i campi di formazione e lavoro di Castel Volturno.
Oltre a mettersi all’opera per il raccolto nei terreni confiscati, i partecipanti a E!state liberi! hanno ricevuto un’infarinatura teorica sulla situazione riguardante la criminalità organizzata ed il suo rapporto col territorio locale e nazionale.
Viola e gli altri ragazzi hanno potuto toccare con mano realtà drammatiche come il caporalato, l’infiltrazione mafiosa nella filiera produttiva e la disperazione di persone, soprattutto migranti, che vedono in questo sistema di sfruttamento l’unica opportunità di guadagno.
Questo meccanismo arriva fino ai consumatori, che si trovano complici involontari ma irresponsabili della criminalità organizzata nel momento in cui acquistano alimenti venduti magari a prezzi bassi, ma la cui produzione comporta costi umani altissimi.

Il territorio martoriato dalle cosche è però anche segnato da episodi di violenza diffusa e, a volte, clamorosa.
Faatti come l’uccisione nel 1989 di Jerry Masslo, attivista per i diritti dei braccianti, o la sparatoria in cui sette persone persero la vita nel 2008 sono fondamentali nel destare la coscienza locale e nazionale riguardo l’impatto della Camorra sul territorio.
Questa consapevolezza dovrebbe però permanere sempre e non emergere solo in momenti drammatici come quelli.
Libera stessa cerca di tenere viva questa memoria non solo il 21 marzo, Giornata della memoria delle vittime innocenti di mafia, ma anche con i propri presidi ed intitolando ai morti per mano mafiosa i beni confiscati.
Gli stessi volontari dei campi di formazione e lavoro organizzati dall’associazione antimafia si sentono, secondo Viola, investiti della responsabilità di testimoniare e ricordare.

Al termine del racconto è intervenuto Libero Ponticelli di Aifo Latina, la cui associazione ha in gestione un bene confiscato, che ha sottolineato l’importanza di creare reti che portino avanti i valori dell’antimafia.
È fondamentale anche studiare, approfondire e conoscere queste tematiche: solo la conoscenza, la condivisione e la sinergia possono contrastare un fenomeno radicato ed insidioso come la criminalità organizzata.

È stato poi lasciato spazio alle domande dei partecipanti all’incontro, da cui è emerso il fatto che molte persone, anche nelle zone colpite dalla mafia, non abbiano piena consapevolezza della problematica mafiosa e dell’operato che associazioni come Libera ed Arci si adoperano in contrasto a queste realtà.
Le stesse scuole, secondo Viola Acciaretti, faticano a tenere il passo con questa tematica data la spada di Damocle di programmi che raramente consentono di toccare argomenti contemporanei come questo.
Stefano Tosetti ha fatto però notare che nell’ultimo decennio la consapevolezza sul territorio sta crescendo vistosamente, sebbene il problema della sistematizzazione della trattazione sia effettivamente da riconoscere.
Si vive molto sul ricordo di eventi come la strage di Capaci anche se un segnale molto positivo è arrivato quando alcune scuole hanno permesso ai propri studenti di assistere al processo antimafia svoltosi a Cantù a cavallo tra 2019 e 2020.

Il tema della mafia sul territorio è attuale ed importante da conoscere. È auspicabile che ci siano altri incontri simili in futuro, per approfondire questo argomento attraverso altre prospettive.
La lotta alla criminalità deve proseguire e la volontà di fare rete contro di essa è tanta. [Pietro Caresana, ecoinformazioni]



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