A Como per la pace e i diritti in Palestina

Anche Como è scesa in piazza per chiedere la cessazione delle violenze israeliane sul popolo palestinese e la tutela dei diritti umani nei territori occupati. Almeno 300 persone, molte delle quali seconde e terze generazioni di origine araba e mediorientale hanno manifestato domenica 16 maggio pomeriggio in piazza Cavour.

Israele sta violando sistematicamente i diritti umani commettendo ogni giorno, da anni, violenze e soprusi contro un popolo di fatto inerme. È contro questi abusi che Como senza frontiere ha chiamato il presidio, e la risposta dei solidali con la Palestina non è mancata.

Richiesta del riconoscimento dei diritti che Fabio Cani, portavoce degli organizzatori, ha reso esplicita nell’intervento di apertura, ma che tutte le persone intervenute hanno messo al centro con diversi gradi di radicalità.
Centrale e preponderante, nel pomeriggio di mobilitazione, è stata però la dimensione “affettiva”, “sentimentale”. Certo, tante persone sono accorse nella condivisione degli ideali di Csf, ma è stata forte la spinta di chi è andato in piazza mosso da un sentimento filopalestinese, abbastanza grezzo ma efficace sul piano comunicativo, radicato nella propria biografia.


Come a Milano, la componente araba ha preso in mano la piazza, con testimonianze dirette di chi ha vissuto Gaza e appelli alla pace provenienti dai tanti giovani di seconda generazione presenti. Non è un caso che il presidio sia stato tra i pochi, guardando agli ultimi mese, animati da cori (“Palestina libera”, “Israele fascista”, “Israele via via, Palestina terra mia” e altri in arabo).

Lo scopo della manifestazione non era però alimentare uno spirito antiisraeliano improntato alla violenza liberatoria contro gli occupanti, quanto chiedere che le violenze delle truppe di Netanyahu vengano riconosciute e condannate e che si lavori perché i diritti umani siano garantiti anche a Gaza.
Per il momento, in Occidente le istituzioni tacciono, per questo l’iniziativa è stata importante: solo se l’opinione pubblica si fa sentire si può sperare che gli enti internazionali aprano gli occhi sulla tragedia che sta avendo luogo in Medio Oriente. [Pietro Caresana, ecoinformazioni]

Guarda l’album delle foto di Pietro Caresana, ecoinformazioni.

Guarda l’album delle foto di Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni.

Guarda i video degli interventi.

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