La violenza che in questi giorni sta lacerando la Striscia di Gaza e Gerusalemme est ha innescato un’ondata di manifestazioni in tutta Italia per esprimere solidarietà al popolo palestinese. Ha cominciato Milano, nel pomeriggio di giovedì 13 maggio: piazza Duomo ha visto migliaia di persone protestare contro l’occupazione sionista e inneggiare alla Palestina libera.

La coincidenza con il primo giorno di festa di fine Ramadan è stata una felice combinazione: mosse dall’effervescenza collettiva religiosa e dall’orgoglio territoriale, sono state tantissime le persone arabe confluite in questa manifestazione, prendendone di fatto le redini appena conclusi gli interventi iniziali. Alcune migliaia i manifestanti cha hanno aderito all’appuntamento di Assopace Palestina e molti altri gruppi.

Il contesto è noto: da decenni ormai uno stato creato a tavolino dalle forze occidentali imperversa sulla popolazione palestinese con l’obbiettivo di estendere lo spazio per il proprio popolo.
Forti di un esercito tra i più potenti ed attrezzati al mondo e protetti sul piano giuridico da realtà geopolitiche egemoni come Usa e Onu, i sionisti commettono quotidianamente crimini contro l’umanità ai danni della popolazione palestinese, accusata di terrorismo e complicità con Hamas.
Nelle ultime settimane, Netanyahu ha indetto l’operazione Guardiano delle mura, incremento della violenza travestito da strategia militare contro obbiettivi sensibili. Il risultato: un numero sempre crescente di civili uccisi e abitazioni devastate.

Le persone presenti in paiazza Duomo hanno deciso di far sentire la propria voce contro la violenza che sta perpetrando Israele contro la narrazione che i media ne stanno dando. Quel che avviene nella Striscia di Gaza viene presentato come conflitto, guerra “regolare” tra due eserciti. Non è così, e tutto ciò che si è detto sopra dovrebbe rendere conto del perché il racconto delle grandi testate sia una visione distorta della realtà.

L’Onu, in balia degli Stati Uniti complici delle destre al governo in Israele, non sta facendo granché per condannare le violenze. Eppure, portare i crimini israeliani di fronte alla Corte internazionale sarebbe solo il primo passo verso la ridiscussione della situazione geopolitica mediorientale. Un passo di politica mondiale che si fa sempre più necessario, anche alla luce della crescente consapevolezza dell’opinione pubblica rispetto a ciò che sta succedendo e della quotidiana complicità delle potenze occidentali. [Pietro Caresana, ecoinformazioni]

1 thought on “Palestina viva a Milano

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