Il supporto non si sfratta (ed è contagioso)

La mattina del 10 luglio, davanti al Comune di Como, i volontari e le volontarie di Supporto Attivo hanno dimostrato coi fatti la loro utilità sociale, consegnando alle persone in difficoltà gli alimenti che vengono conservati nello spazio di Sagnino che ora il Comune di Como vuole togliergli, in totale sprezzo della solidarietà.

Facile parlare, a campagna vaccinale avviata, di emergenza finita e di non necessità nel mantenere un servizio che funziona e dà di che vivere a moltissime persone in difficoltà. Anche l’accordo con la Caritas parrocchiale di Sagnino, purtroppo, non si è potuto verificare a causa delle strettissime tempistiche: i volontari e le volontarie sono invitati/e a lasciare i locali il 15 luglio. Così, il gruppo ha consegnato la spesa a famiglie e persone bisognose proprio davanti a Palazzo Cernezzi, dimostrando che l’emergenza è tutt’altro che cessata: lo sblocco dei licenziamenti, la crisi economica immanente e lo smantellamento del supporto sociale ai fragili che il governo sta mettendo in atto rendono invece essenziale servizi come quelli svolti dalla rete di volontari comasca. Tant’è che molti passanti si sono fatti contagiare: c’è chi è andato appositamente a fare la spesa per Supporto dopo aver visto il gazebo allestito. Riportiamo in calce il comunicato stampa rilasciato a seguito dell’iniziativa. [Dario Onofrio, ecoinformazioni]

foto di Dario Onofrio, ecoinformazioni

«Questa mattina abbiamo spostato per un giorno le nostre attività di distribuzione di spese solidali davanti a Palazzo Cernezzi, per mostrare alla cittadinanza la realtà della nostra rete sociale che rischia di venire smantellata con il mancato rinnovo della concessione di uno spazio pubblico da parte del Comune di Como, e richiamare l’Amministrazione all’urgenza di una sua soluzione.
Giovedì 15 luglio p.v. scadrà infatti il termine impostoci per lo sgombero dei locali pubblici precedentemente assegnatici, e dal Comune di Como non è finora pervenuta alcuna proposta di soluzione atta a garantire la continuità delle nostre attività solidali, che attualmente interessano circa ottanta famiglie su tutto il territorio cittadino.
Solo grazie alla grande solidarietà dell’associazionismo comasco possiamo sperare di non dover interrompere la consegna delle spese solidali, tanto più che l’emergenza sociale continua con lo sblocco degli sfratti e dei licenziamenti. In questi giorni abbiamo infatti raccolto le proposte di ospitalità pervenuteci e verificato tempi, spazi e modalità di eventuali collaborazioni che ci permettano di proseguire.

foto di Dario Onofrio, ecoinformazioni

Tra le proposte pervenuteci, abbiamo verificato anche quella di cui il Comune di Como si era fatto pubblicamente garante per tutelare la continuità del nostro progetto, e cioè la possibilità di utilizzo dei locali in uso alla Caritas parrocchiale di Sagnino tramite la collaborazione con don Emanuele Corti.
A seguito di un incontro con lo stesso don Emanuele Corti, che ringraziamo per la disponibilità, abbiamo purtroppo verificato che la proposta è ancora in fase di elaborazione e di discussione all’interno della Parrocchia, e che al momento non risultano locali vacanti attia garantire la continuità del nostro progetto.
Dobbiamo pertanto constatare che il Comune di Como non si è posto come garante della nostra continuità e che dovremo contare solo sulle nostre forze per cercare una soluzione a tutela delle famiglie della rete.»
[Supporto Attivo Como]

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