15 ottobre/ResQ People a Como

Questa sera, venerdì 15 ottobre alle ore 21, all’Oratorio di Rebbio, si inaugura il ciclo di approfondimenti che si vanno organizzando come occasioni di riflessione a partire dai 5 anni della rete Como senza frontiere (nata nella primavera del 2016, subito prima dell’estate che vide la critica situazione delle persone accampate alla stazione San Giovanni).

Nella sottolineatura di questo “anniversario” non c’è ovviamente alcuna intenzione celebrativa, ma piuttosto la consapevolezza che molto resta da conoscere e da fare. Idealmente, il ciclo di incontri è iniziato domenica 3 ottobre con la Marcia “dei nuovi desaparecidos”, che Como senza frontiere organizza da cinque anni a questa parte quasi ogni mese (come nelle altre città che aderiscono alla rete “senza frontiere”) e che il 3 ottobre è stata dedicata a Mimmo Lucano e alla Giornata nazionale delle vittime delle migrazioni ed è continuato con la proiezione del documentario Esilio allo Spazio Gloria martedì 12 ottobre. In perfetta continuità con queste “dediche” (che sono comunque il nucleo centrale dell’agire politico della rete), il primo incontro di approfondimento – Restare umani nel Mediterraneo – è dedicato all’esperienza di ResQ, ovvero la “seconda” nave (a fianco di Mediterranea) della società civile italiana impegnata nel salvataggio delle persone migranti nel mare Mediterraneo. Abbiamo già avuto modo di ascoltare le fasi preparatorie di questa “follia umanitaria” in precedenti occasioni (a Como durante la presentazione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, con Luciano Scalettari che oggi è presidente di ResQ, e a Fino Mornasco, subito prima del dilagare del covid-19, quando l’organizzazione era in una fase cruciale), adesso la nave ha appena concluso la sua seconda missione nel porto di Pozzallo, dove le persone salvate durante la navigazione sono state accolte, ed ha ovviamente bisogno di un supporto ancora più forte per il futuro. Avremo quindi modo di ascoltare la situazione aggiornata da Giacomo Franceschini, del consiglio direttivo di ResQ, cui si affiancherà la testimonianza della giovane attivista comasca Camilla Romanò, “imbarcata” nella prima missione di ResQ (attualmente sulla nave è presente un’altra amica, Marilù, che ben conosciamo per la sua multiforme attività a Rebbio e non solo…).

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