Il consumo di suolo è una responsabilità culturale (e politica)

Venerdì 4 febbraio 2022 il Circolo ambiente “Ilaria Alpi”, in collaborazione con Testa di Rapa e loSnodo, ha presentato una petizione rivolta al Consiglio Comunale di Erba per chiedere l’immediato stop al consumo di suolo. La serata si è svolta con un primo momento divulgativo e poi con la presentazione vera e propria della campagna.

consumo di suolo

Se l’epoca dei palazzinari e degli imprenditori spregiudicati sembrava al termine, tra crisi finanziaria e covid, l’incontro del 4 febbraio ha fatto capire alle circa 60 persone presenti in sala quanto la sbornia del mattone e del cemento non sia mai passata.

Ha fatto impressione, infatti, la decisione di Marco Peverini del Politecnico di Milano, durante la sua lezione molto puntuale sulla ricchezza del suolo, di inserire uno spezzone di Le mani sulla città, film che a sessant’anni dalla sua uscita è ancora attualissimo.

Proprio perché si tratta di consumo, sia Peverini che il fotografo naturalista Luca Eberle hanno sottolineato sin da subito che un suolo consumato è irrecuperabile, se ci sono state gettate sopra tonnellate di cemento.

La prima parte della serata è stata infatti, dopo i saluti istituzionali, puramente divulgativa, ma senza mai scadere nella retorica banale della possibilità di sovvertire questo trend con solo le piccole azioni quotidiane.

È infatti emerso più e più volte durante la serata che il consumo di suolo è un problema politico. Una politica che spesso e volentieri ci guadagna a lasciare terreni agricoli, prati e persino boschi in mano all’industria del mattone: nella sola Erba sono presenti ben 3 ettari di palazzoni industriali abbandonati che potrebbero essere semplicemente riqualificati.

Come sottolineato prima da Silvia Bellu di Testa di Rapa e poi da Roberto Fumagalli, ciononostante il Comune di Erba ha nel proprio piano regolatore del territorio l’intenzione di destinare terreni agricoli e boschivi alla costruzione di altre case.

Marco Peverini del Politecnico di Milano

Di fatto l’investimento nel mattone è conseguentemente la perdita di biodiversità, il rilascio di c02 e anche l’eliminazione di spazi pubblici e ricreativi. Una volontà economica assurda che si rifà un po’ al formigoniano assunto del “Le grandi opere servono per creare posti di lavoro”.

Grandi opere portano grandi consumi di suolo: così anche Peverini ha sottolineato ad esempio che la BreBeMi sta lentamente portando intorno a sé la vendita di terreni agricoli in favore della costruzione di nuovi poli logistici per il delivery 2.0.

Nonostante l’agricoltura sostenibile e la tutela del verde siano due delle sfide che persino l’Unione Europea ha inserito nei goals del 2030, la lezione di Erba può essere tranquillamente applicata in tutta la Brianza e in tutto il Comasco, dove supermercati e condomini continuano a fioccare dopo l’apparente drammatica crisi del 2008.

Il consumo di suolo è un problema politico proprio perché non si fa nulla per disincentivarlo, nemmeno quando, come sottolinea Fumagalli «Si può rendere non più edificabile un terreno privato non costruito, senza avere denunce e nemmeno essere costretti a restituire l’IMU al privato, perché ormai ci sono molte sentenze che hanno dato ragione a quei comuni che con coraggio hanno cancellato precedenti decisioni politiche che avevano previsto ulteriori colate di cemento».

Proprio per questo, in un acceso intervento finale, Fumagalli ha presentato la proposta di petizione, smontando le argomentazioni che spesso il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” si è sentito rivolgere trattando il tema con le amministrazioni comunali dell’erbese.

Roberto Fumagalli del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”

È infatti solo tramite la cittadinanza attiva e l’aggregazione che è possibile far capire alle classi dirigenti e amministrative come la gente preferisca forse un prato all’ennesima piazza, e che, dato il drammatico calo demografico che sta subendo l’Italia, forse non è più il caso di costruire nuove palazzine che restano immediatamente sfitte perché per colpa dell’impoverimento generale nessuno può permettersi una casa.

Fa sorridere il fatto che in tutto questo la sindaca di Erba Airoldi, dopo aver detto che il consumo di suolo «Non è un problema politico», sia dovuta assentarsi proprio appena dopo i saluti istituzionali iniziali, senza aspettare di poter partecipare al dibattito finale che ha portato diversi spunti per superare il problema. [Dario Onofrio, ecoinformazioni]

Guarda i video della serata.
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L’incontro è stato inserito nel progetto ID 2285150 Il futuro è oggi, di Arci Como, Auser Como, Legambiente Como, L’isola che c’è, Battito d’ali, Sentiero dei sogni e ecoinformazioni,  approvato e finanziato con DDUO n. 16298/2020 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e da Regione Lombardia.

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