Progetto All’Oggi/ Gli industriali e il Terzo Settore si mobilitano per la casa
Promosso dalla Fondazione Scalabrini sulla spinta del Prefetto Galli e finanziato da Camera di Commercio Como-Lecco, Confindustria Como e Confedilizia Como, è stato presentato il 15 gennaio alla Camera di Commercio di Como il progetto All’Oggi: un fondo rotativo per imprenditori e proprietari di appartamenti sfitti che consentirà di offrire affitti calmierati a lavoratrici e lavoratori che non riescono a far fronte alla mancanza di alloggi.
Una volta esistevano i cosiddetti villaggi industriali come il famosissimo Crespi d’Adda, poi, nel Novecento, i vari Olivetti e quegli imprenditori – cosiddetti ‘illuminati’ – hanno dimostrato come, seppur muovendosi nei gangli della logica del capitale, le condizioni dei lavoratori fossero al centro di una politica industriale ben più ragionata e calmierata.
Evidentemente, qualcosa di quell’insegnamento che coniuga vita lavorativa e welfare ancora persiste, perlomeno in chi ha deciso di investire in questa idea proposta da Fondazione Scalabrini: un avvicinamento fra l’imprenditoria comasca e il Terzo Settore dovuta all’esperienza della Fondazione nella gestione di diverse case sul territorio, con il fine di aiutare famiglie a rischio o in povertà, di riprendere in mano la propria situazione economica.
Lo stesso Prefetto Galli, più volte citato come la persona che ha spinto questo avvicinamento, ha implicitamente sottolineato come il rischio dell’emergenza abitativa sia quello di far abbandonare la città di Como ai suoi cittadini, e che la collaborazione con le associazioni del territorio rappresenta una via per comprendere e ascoltare meglio.
Non a caso, al tavolo erano seduti – oltre al Prefetto e a Francesca Paini della Fondazione – Ezio Vergani, Presidente della Camera di Commercio Como-Lecco e Gianluca Brenna, presidente di Confindustria. L’intento? Rendere Como ancora più attrattiva, ma non dal punto di vista del turismo e dei lavori legati ad esso, ma a una strategia di welfare territoriale che guarda al futuro.


Paini ha poi spiegato la situazione degli alloggi sfitti a Como e raccontato alcune storie di famiglie e lavoratori che la Fondazione ha sostenuto nel corso degli anni, dando il là all’intervento di Claudio Bocchietti di Confedilizia Como, che ha invece portato un punto di vista più vicino a quello di proprietari di casa che, per un motivo o l’altro, non si fidano più ad affittare, ma nemmeno a trasformare le proprie case nei famosi B&B.
La Fondazione, in questo caso, interverrebbe come garante e farebbe da tramite per creare meno conflittualità possibile fra affittuari e proprietari, favorendo un ricircolo non dovuto alle esigenze di questi ultimi, ma alla possibilità che una famiglia entrata in casa possa riprendere in mano la propria situazione economico-finanziaria uscendo dai fattori di rischio.


Emblematiche quindi le storie di chi, come gli autisti della ASF di Como, hanno un lavoro che non permette loro di pagare gli affitti stratosferici che iniziano a vedersi in tutta la provincia: è intervenuto alla fine Massimo Bertazzoli, amministratore delegato dell’azienda dei trasporti, raccontando che il rischio è quello di avvicinarsi a un modello sempre più precario come quello milanese: il 30 per cento degli autisti ha il quinto pignorato.
In un’epoca di salari inadeguati al costo della vita, inflazione e crisi internazionali che minano profondamente la società, dunque, c’è dunque chi si muove pensando già a quando la moda di Como cesserà di portare investimenti per l’autoreferenziale mercato turistico. Francesca Paini ha lanciato una call-to-action per le persone presenti: far sapere di questa possibilità a chiunque abbia una casa sfitta, mettendo in contatto i proprietari con Fondazione Scalabrini. [Dario Onofrio, ecoinformazioni]


