Mondi possibili a Como/ l’incontro e il dizionario (di un nuovo centrosinistra)

politicampUna parola per ogni relatore, un dizionario di possibilità per il presente e, perchè no, anche per il futuro della città e del suo territorio. Si può riassumere così Politicamp, l’incontro organizzato presso il Palazzo del Borgo nel pomeriggio di sabato 9 maggio. Già disponibili sul canale e sul blog di Ecoinformazioni i video della giornata.

Introdotti dal trio degli organizzatori, Guido Rovi, Paolo Sinigaglia e Giuliana Casartelli, i vari ospiti hanno portato così un’ampia panoramica di tematiche ed esperienze, molte di queste contrassegnate da un termine ad indicare il leit motiv dei vari interventi: dalla “legalità” di Stefano Tosetti alla “rappresentanza” di Giacomo Licata, passando per la “pace” di Francesco Vignarca e l “Europa” dello stesso Sinigaglia, non dimenticando l'”ambiente” dell’assessore Magatti, la “felicità” di Riccardo Gagliardi, responsabile formazione del Pd comasco, e i contributi tra i tanti altri di Mirko Baruffini (“ferrovia”), Edoardo Pivanti (“start up”), Antonio Femia (“svalutation”), Celeste Grossi (“carovane”) ed una pimpante Letizia Marzorati (“sanità”) senza dimenticare l’introduzione del presidente/a delle Acli Luisa Seveso.

Un’occasione di confronto, per usare una classica formula giornalistica, ma anche un punto di partenza per un percorso reso ancora più “piccante” dalle breaking news degli ultimi giorni, come l’abbandono di Filippo Civati dal Pd nazionale (sì, lo stesso Civati riferimento di molti dei protagonisti di Palazzo del Borgo), e le convulsioni interne ai democratici di ogni dove, compresa la piccola Como, tanto da far mobilitare tra il pubblico di sabato anche il segretario provinciale Savina Marelli, il deus ex machina Luca Gaffuri, il suo quasi omonimo Alberto Gaffuri in missione stealth e la presidente della Provincia Maria Rita Livio, collega di Rovi tra gli impoveriti scranni di Villa Saporiti.

Un percorso si diceva, che al di là di parole e dizionari mira a proporre un’ idea di schieramento politico non proprio allineata (un eufemismo buono per tutte le stagioni) all’idea di questo attualmente inquilina a Palazzo Chigi, e che arriva come occasione fondativa a pochi mesi dal raduno della Lariopolda, in un’ideale “contrapposizione” tra i due eventi che rimanda a precisi riposizionamenti politici. Sommovimenti in vista per il principale stakeholder partitico di Palazzo Cernezzi quindi, tra l’altro assente nella sala di via Borgovico come dotazione di bandiere e stemmi, esattamente come la “cugina” di Villa Olmo? (coincidenze?). E con quale orizzonte temporale, ossia con quale obiettivo alla fin fine? Dopotutto il 2017, anno di uscita non solo dell’episodio VIII di Star Wars ma anche del nuovo giro elettorale per il Comune, non è troppo lontano. [Luca Frosini, ecoinformazioni]

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