Politica internazionale

Genova 2021/ Marcia zapatista

In occasione del ventennale del G8 di Genova e per non dimenticare Carlo Giuliani e la nascita del movimento altermondialista, diverse realtà vicine a quei valori il 18 luglio hanno partecipato alla marcia zapatista promossa dai centri sociali nella giornata del 18 luglio. Presenti anche Mark Covell, giornalista ridotto in fin di vita dalla polizia nel 2001, e il padre di Carlo Giuliani.

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Libia: una benda per non vedere?

È possibile ripetere in maniera così ostinata una tale offesa alla giustizia, all’unione e alla solidarietà? Si sente parlare di crisi migratoria dal 2013, quando un numero sempre crescente di rifugiati e di migranti ha cominciato a spostarsi da altri continenti extra-europei verso l’Unione Europea per richiedere asilo, viaggiando dalla Libia attraverso il mar Mediterraneo, oppure attraverso la Turchia e l’Europa sudorientale.

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#io non sono d’accordo

Il 15 luglio si voterà in Parlamento il rinnovo delle missioni internazionali e il memorandum di intesa con la Guardia costiera libica. Una vergogna, Mediterranea Saving Humans, assieme alle organizzazioni della Civil Fleet e ad altre realtà della società civile, organizza una campagna sui social media per opporsi.

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Cena palestinese/ Non dimentichiamo

L’annuale appuntamento della tradizionale cena palestinese Humussiamo insieme si è tenuto nella serata di sabato 3 luglio a Tremezzina. Occasione di incontro per mettere la Palestina sotto l’attenzione attraverso il cibo, la convivenza, le riflessioni e la cultura.

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Riflettendo sull’ipocrisia

Riflettendo in questi giorni di caldo, davanti alla tivù che ci riempie di partite di calcio e di vecchi sceneggiati, con in mano una bibita e le finestre aperte alla ricerca di un po’ d’aria, penso alla – permettetemi di chiamarla così – ipocrisia dei nostri governanti.

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No diritti/ No vacanza

Forse nella scelta del luogo in cui passare le vacanze la situazione del rispetto dei diritti umani fondamentali (per i cittadini e non) del paese di destinazione non è certo la priorità, soprattutto se tali violazioni avvengono lontano dai luoghi turistici. Tuttavia, nel caso di paesi come l’Egitto, meta principale di export di armamenti italiani e località turistica molto gettonata ma da tempo dittatura repressiva, è il caso di lasciare da parte l’indifferenza e prendere una posizione decisa. Contro le dittature che violano i diritti umani fondamentali è necessaria l’azione, pacifista e nonviolenta. Per Giulio Regeni, per Patrick Zaki e per tutte le persone incarcerate ingiustamente.

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ecoinformazioni on air/ In Egitto no

Il servizio di Gianpaolo Rosso nell’edizione delle 19,45 del 29 giugno di Metroregione di Radio Popolare. Arci, Federconsumatori  e Fitel invitano per Zaki a non andare in vacanza in Egitto. Si fa politica anche scegliendo dove viaggiare, escludendo i paesi nei quali i diritti umani vengono calpestati, gli oppositori messi in carcere senza processo, torturati e uccisi.

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Non andiamo in vacanza in Egitto

Si fa politica anche al supermercato e si fa anche scegliendo dove viaggiare escludendo i paesi nei quali i diritti umani vengono calpestati, gli oppositori messi in carcere senza processo, torturati e uccisi. Le violenze e i morti sono dovuti anche all’indifferenza e alla subordinazione della politica dei governi all’economia. L’Arci, Federconsumatori e Fitel Lombardiadenunciano che il «Governo italiano sostiene che, per dare sostegno a Patrick Zaky, “non può” assumere iniziative che rischino di pregiudicare altri interessi dell’Italia in Egitto, a prescindere che si violino i diritti umani». E invitano alla mobilitazione civile «tutte le persone che sentono forte il malessere verso le continue ingiustizie che in quel Paese si manifesta ormai da molto tempo e che non dimenticano quanto accaduto a Giulio Regeni».

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Missing at the borders

L’iniziativa Missing at the borders consiste in una pagina web (disponibile in più lingue, cui di recente è stato aggiunto anche l’arabo) creata per dare voce e dignità alle famiglie dei migranti morti, dispersi o vittime di sparizione forzata nel corso del loro viaggio migratorio.

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Riconoscere lo stato di Palestina per disinnescare odio e violenze

Condannare la violenza e dire due stati per due popoli non basta, bisogna riconoscere lo stato di Palestina per disinnescare odio e violenze. In una lettera indirizzata ai principali leader politici italiani, i presidenti di Cgil, Cisl, Uil, Anpi, Acli, Arci, Libera, Legambiente, promotori della conferenza stampa del 24 maggio (disponibile per la visione a questo link), chiedono una presa di posizione politica forte, una valutazione ragionata e volta alla concreta affermazione dei valori di pace in grado di avere un peso effettivo (e non solo di facciata) nella risoluzione del conflitto.

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