I dieci anni anni della Mensa dei poveri
Per i dieci anni della Mensa dei poveri all’Istituto Don Guanella si è svolto sabato 31 maggio un momento di analisi del lavoro svolto dall’associazione Incroci che gestisce il servizio.
Alla Sala Arcobaleno dell’Istituto Don Guanella di Como sabato 31 maggio si è festeggiato l’anniversario dell’attività promossa dall’associazione Incroci che, insieme ad altre realtà, come Porte aperte della Caritas e le Figlie di Santa Maria della Provvidenza, offre assistenza a chi non riesce a soddisfare i bisogni primari, come l’alimentazione.
Davide Ciucci, presidente dell’associazione Incroci ha ripercorso con delle immagini la storia della mensa. L’attività inizio il 17 febbraio 1998 con un servizio itinerante e molto più limitato nella distribuzione di cibo. Inoltre non era garantito per tutta la settimana, ma solo in alcuni giorni.
Dal 1999 si è creata una mensa stabile al Don Guanella. Il cibo arriva dal Banco alimentare, dalle mense scolastiche, da negozianti e privati, dalla raccolta nelle parrocchie. Il servizio negli anni si è ampliato, sfortunatamente, poiché ciò indica che un maggior numero di persone necessitano di aiuto per la sussistenza. I fenomeni migratori che vedono coinvolta anche la nostra provincia sono un fattore determinate nell’ampliamento dell’utenza.
Oltre al servizio di mensa, che spesso arriva ai 150 ospiti a sera su 50 posti a sedere, si mira a creare un più ampio servizio di accoglienza e assistenza, anche per la costruzione di relazioni sociali spesso carenti.
La parola è passata a madre Elena Salarici che ha espresso in primo luogo compiacimento per il lavoro dei circa 150 volontari ed ha sottolineato l’importanza sociale della mensa come luogo interculturale dove non si bada a nazionalità o religioni.
Successivamente il prefetto di Como Sante Frantelizzi ha ringraziato a nome delle istituzioni per il servizio svolto, sperando nel futuro maggiore coinvolgimento di queste ultime nei progetti volti a eliminare le sacche di povertà del nostro territorio.
Il direttore della Caritas di Como Roberto Bernasconi ha ricordato che domenica 1 maggio in piazza San Fedele e al Duomo verranno allestiti banchetti per far conoscere alcune associazioni di volontariato che agiscono aiutando le persone nel il soddisfacimento dei bisogni primari. Ha inoltre puntualizzato come i cittadini possano aiutare le persone in difficoltà rinunciando a beni superflui.
Il pomeriggio si è concluso con il concerto della Bar boon band, che riunisce vari artisti senzatetto, e con un’allegra merenda con svariati tipi di torta. [Nicoletta Nolfi, ecoinformazioni]



Una quindicina di assessori, perlopiù della Bassa comasca, hanno partecipato giovedì 29 maggio all’assemblea Gestione pubblica dell’acqua in provincia di Como organizzata dal Comitato comasco per l’acqua pubblica.
«Finalmente – ha preso la parola Maria Rita Livio (Pd) illustrando la mozione all’ordine del giorno – il consiglio prende in considerazione l’argomento Garibaldina bis (il tracciato nell’immagine), dando una risposta anche ai comitati – presenti con una cinquantina di attivisti – che da due sedute ci fanno visita inutilmente. Presentando questa mozione chiediamo all’amministrazione un ripensamento su una grande opera che trova contrari tutti i sindaci e i cittadini del territorio. La prima richiesta degli abitanti dell’Olgiatese è infatti il completamento della variante alla Briantea, strada che assorbe la maggior quota del traffico tra Como e Varese, anche perché la più vicina alle attività industriali. Come se non bastasse la linea rossa che individua il tracciato della nuova strada corre parallela alla ferrovia Grandate-Malnate, mandando in fumo il progetto di pista ciclabile adiacente ai binari, che a Villa Guardia è già quasi realtà».
Giuseppe Calzati, presidente dell’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta, ha ricordato «il contributo di Giusto Perretta (nella foto) alla difesa della memoria perché non vada dispersa con il volgere delle stagioni». «Una figura – ha proseguito il coordinatore Legacoop di Como – che ha sempre richiamato l’antifascismo come cemento delle fondamenta della democrazia, un punto obbligato per il futuro del paese e delle nuove generazioni». Dopo il commosso intervento del figlio Daniele che ne ha ricordato la figura in ambito privato, da più parti è venuta la proposta di istituire una borsa di studio per i giovani ricercatori così come sottolineato da Renzo Pigni «a 60 anni dalla Costituzione repubblicana, in ricordo della Resistenza, di Giusto, in continuità con il suo lavoro» e di intitolargli, insieme al padre l’Istituto.
In Italia sono presenti una novantina di cementifici che, per produrre 47 milioni di tonnellate di cemento, bruciano pet-coke, uno scarto della raffinazione del petrolio, combustibili derivati da rifiuti (cdr), pneumatici e rifiuti solidi urbani.

