Cna Como

9 novembre/ L’insostenibile pesantezza del consumo di suolo

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Alle 20,45 di venerdì 9 novembre si terrà al salone Cia di viale Innocenzo XI 70 (entrata da via Don Brusadelli 46) un incontro proposto dal circolo Legambiente “Angelo Vassallo” di Como.  (altro…)

Lavoreremo ancora? Innovazione o turbocapitalismo?

36318524_10216228260838715_5832800819031834624_nL’accademia Aldo Galli in via Petrarca 9 a Como ha ospitato, nel tardo pomeriggio di mercoledì 27 giugno, un incontro organizzato dal circolo Willy Brandt (rappresentato da Giuseppe Doria, che ha introdotto i lavori). Lavoreremo ancora? questa la domanda che ha dato il titolo alla conferenza e che ha avviato una riflessione condivisa da pubblico (di una trentina di persone) e relatori (Alfredo Biffi, professore del dipartimento di Economia dell’Università dell’Insubria, e Claudio Negro, ex sindacalista e rappresentante della fondazione Anna Kuliscioff di Milano; assente Salvatore Amura dell’Accademia Galli) sul futuro di un mercato lavorativo in cui le risorse umane cedono il passo alle macchine con sempre maggior frequenza.

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Artigiani fino al 7 agosto senza reddito

La Cna di Como presenta il quadro preoccupante delle piccole imprese lariane sottoposte a una tassazione che riduce le possibilità occupazionali, non garantisce un reddito ragionevole, impedisce investimenti e innovazione, quando non mette addirittura in pericolo la sopravvivenza stessa dell’attività. (altro…)

28 giugno/ Comune che vai fisco che trovi

cnacarpenteriveroDell’annuale   lavoro prodotto dall’Osservatorio  Tax Pmi della Cna nazionale parlerà Claudio Carpentieri, responsabile Politiche fiscali Cna nazionale nell’incontro del 28 giugno dalle 18,30 alle 20 nella sede della Cna di Como in via  Innocenzo XI 70.

Albo anti padroncini

cna-como-leccoCna Como prende posizione contro la nuova normativa ticinese e chiede a Governo e Regione «di verificare la legittimità di questo provvedimento» rispetto agli accordi fra Unione europea e Svizzera.

 

«Il Canton Ticino ha deciso di introdurre forti limitazioni alla libera circolazione delle imprese, prevista dall’accordo bilaterale Svizzera-Unione Europea – spiega un comunicato di Cna Como –. Fino ad oggi, dal 1 giugno del 2006, ogni impresa dell’Ue aveva il diritto di potere lavorare in Ticino (così come in ogni altro cantone), per 90 giorni all’anno, senza bisogno di alcuna autorizzazione preventiva da parte delle autorità svizzere: era sufficiente informare preventivamente le competenti autorità che si intendeva svolgere un lavoro in Svizzera e rispettare, nell’esecuzione di questa attività, le normative svizzere e in particolare quelle sul lavoro».

Ma: «Dal 1 febbraio il Canton Ticino, unico in Svizzera, ha introdotto una legge che cambia completamente questa realtà. Da oggi per lavorare in Ticino è obbligatorio, pena una multa fino a 50mila franchi, essere iscritti all’albo degli artigiani del Ticino».

Le attività coinvolte sono: Costruzioni in legno/ carpentiere-copritetto; Opere da falegname; Opere da pittore; Opere da piastrellista; Opere da gessatore, intonacatore, plafonatore; Opere da posatore di pavimenti; Opere da vetraio; Costruzioni metalliche / Carpenteria metallica; Opere da giardiniere; Opere da impresario forestale; Opere da spazzacamino; Tecnica della costruzione.

«La legge sulle imprese artigiane del Ticino è stata presentata dalla stampa di oltre frontiera come Albo anti padroncini, a testimonianza della finalità esplicita di ridurre il diritto alla libera circolazione introdotta dall’accordo Ue-Ch – prosegue la nota –. Le condizioni previste per avere la possibilità di venire iscritti all’albo degli artigiani del Ticino sono principalmente quella di avere una formazione e preparazione professionale, riconosciuta in Svizzera, e di avere un’esperienza professionale nel settore minima, effettuata in Svizzera. L’albo viene gestito unilateralmente dal cantone e dalle associazioni padronali del Ticino. I gestori dell’albo avranno il potere di selezionare le imprese alle quali concedere l’iscrizione all’albo e il potere di espellere coloro che a loro giudizio hanno avuto comportamenti contrari allo spirito e alla norma della Lia: un bel nome di donna che in Ticino da oggi avrà un significato negativo, in linea con le peggiori tendenze di chiusura in se stessi».

Per questo Cna chiede «al Governo e alla Regione di verificare la legittimità di questo provvedimento e di agire per eliminare da esso ogni norma in contrasto con i patti tra Ue e Ch» e offre «alle singole imprese artigiane interessate ad operare in Ticino, le informazioni e l’assistenza necessarie» con un gruppo di lavoro specifico. [md, ecoinformazioni]

Fuga di lavoratori in Ticino

frontalieriPer Cna: «Un problema di competitività per le imprese italiane dei territori di confine».

«Nel più complessivo ambito del costo del lavoro, il divario tra Italia e Svizzera sul terreno degli oneri previdenziali e dei costi non salariali è tale da rendere molto spesso impossibile, per le imprese italiane situate presso il confine con la Repubblica Elvetica, trattenere personale altamente qualificato sempre più attratto da imprese concorrenti del Canton Ticino – spiega un comunicato di Cna Como –. Si tratta di un fenomeno fotografato dai numeri. Secondo i dati disponibili presso l’Ufficio di statistica del Canton Ticino (marzo 2015), contro i 35.347 del secondo trimestre del 2005, nel secondo trimestre del 2015 i lavoratori transfrontalieri erano 62.555: tra questi, 5.389 figure intellettuali e scientifiche, 6.134 figure tecniche intermedie, 10.633 “commerciali”, 10.678 artigiani ed operai specializzati. In particolare, per le figure addette a professioni ad alto contenuto scientifico ed intellettuale si registra un incremento degli esodi verso le imprese ticinesi pari al 195% in dieci anni. Il mondo del lavoro ticinese vedeva già nel 2013 la presenza di 4 lavoratori stranieri su 10».

«La portata del fenomeno va ben oltre il dato quantitativo e le possibili positive ricadute in termini di recupero di liquidità per le famiglie italiane e di consumi per il mercato interno: il gap di competitività si acuisce infatti gravemente per il fatto che personale caratterizzato da un elevato profilo di competenza tecnica e di specializzazione, dopo essere stato formato dalle istituzioni scolastiche italiane e dalle nostre imprese, si sposta in Ticino senza alcuna concreta possibilità di efficace rilancio economico da parte dell’imprenditore italiano che lo vede partire – prosegue lo scritto –. Da recenti rilevazioni (Sole 24 Ore e Corriere del Ticino) le componenti non salariali del costo del lavoro in Italia sono al 28,2% del totale, in Svizzera al 20,9%: un gap in grado di spostare molto la bilancia competitiva a favore delle imprese ticinesi. Il salario medio di un lavoratore transfrontaliero in Ticino ammonta a 4.658 franchi (il 18% in meno del salario medio di un lavoratore di nazionalità elvetica): si tratta di un valore pressoché inarrivabile per le imprese italiane di confine alla luce degli attuali oneri fiscali».

«Siamo convinti che serva, già nella Legge di stabilità 2016, una misura di supporto fiscale alle imprese italiane situate in prossimità del confine con la Svizzera – afferma Enrico Benati, presidente regionale di Cna produzione –, al fine di ridurre il divario e di permettere una più efficace azione di mantenimento della manodopera qualificata e delle competenze specialistiche».

«Naturalmente, un primo ambito di possibile risposta è legato al potenziamento della detassazione dei premi e del salario di produttività, su cui i valori e le soglie attualmente previste dalla bozza di Legge di stabilità appaiono largamente insufficienti, e su cui si potrebbe circoscrivere un intervento più penetrante per determinate figure professionali e per determinate aree di confine – termina la nota –. Ma affinché una misura di questo genere possa realmente impattare sulle possibilità di un’impresa italiana di usare la leva economica e per trattenere imprese specializzate, occorrerà che Governo e Parlamento prevedano anche forme di significativa decontribuzione degli incrementi salariali». [md, ecoinformazioni]

13 dicembre/ Sblocca Italia e Green Economy: le misure del Governo per una crescita sostenibile

131214 sblocca italia green economyIncontro con Chiara Braga, responsabile Ambiente Pd, Commissione ambiente Camera dei deputati, Enrico Benati, presidente Cna Como, Luca Guffanti, presidente Ance Como, Michele Marciano, presidente Legambiente Como, introduce Riccardo Gagliardi, vicepresidente Pd Como, sabato 13 dicembre alle 10 alla Sala Cna di Como in viale Innocenzo XI 70 a Como, organizza il Partito democratico di Como.

Associazioni con Libeskind

monumento-libeskind-renderingAnce Como, Associazione provinciale albergatori Como, Cia Como imprenditori alberghieri, Cna Como, Confartigianato Como, Confcommercio Como e Unindustria Como si schierano per l’opera dedicata a Volta.

 

«In merito al dibattito nato negli ultimi giorni sui mass media intorno a The Life Electric, installazione che l’architetto Daniel Libeskind, su iniziativa dell’associazione Amici di Como, donerà alla città, in omaggio ad Alessandro Volta vogliamo precisare quanto segue – dicono in un comunicato congiunto molte delle associazioni di categoria comasche –. La piena condivisione che abbiamo dato all’iniziativa nasce dall’attenta valutazione del valore artistico, culturale e turistico dell’opera. Inoltre riteniamo, che in un momento di particolare difficoltà per la nostra economia, la realizzazione dell’opera, e il luogo scelto per la sua collocazione, potranno avere sia un’importante ricaduta economica sulle aziende locali, generando indotto, sia un notevole impatto in termini di flusso turistico in vista di Expo 2015».

«Vogliamo, inoltre, precisare che ogni confronto sulle scelte della città è sano, quand’anche acceso – concludono –, ma riteniamo, poiché sostenitori dell’iniziativa, che chiunque voglia legittimamente intervenire debba rinviare ogni riflessione di merito al giorno in cui l’opera sarà presentata ufficialmente». [md, ecoinformazioni]

Cna Como contro alcuni emendamenti al Dl lavoro

cna-como-leccoBenati: «Lo spirito del decreto era quello di stimolare le assunzioni, disincentivi come questi rischiano, invece, di far fare un passo indietro».

 

«Auspichiamo che prevalga il buon senso e vengano superati alcuni degli emendamenti introdotti in Commissione lavoro – dichiara Enrico Benati, presidente Cna Como –. Le norme che prevedono la trasformazione in contratti a tempo indeterminato per i contratti a termine che superano il 20% della forza lavoro assunta a tempo indeterminato saranno causa di nuovi contenziosi, così come quelle sul diritto di precedenza. Lo spirito del decreto era quello di stimolare le assunzioni, disincentivi come questi rischiano, invece, di far fare un passo indietro. Senza certezze, infatti, e con lo spettro di pesanti sanzioni, non verrebbe sicuramente centrato l’obiettivo di favorire un rilancio quanto più celere dell’occupazione». [md, ecoinformazioni]

L’altra Europa/ Domenico Finiguerra

2014-04-07 21.15.39Domenico Finiguerra, candidato per l’altra Europa con Tsipras , è stato protagonista della serata di lunedì 7 aprile nella sala convegni della Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola impresa) a Como. Introdotto da Graziano Polli di Attac Lomazzo, ha esposto il programma elettorale della  lista.

Una delle parole chiave al centro dell’idea de l’altra Europa è la conversione ecologica dell’economia e della società; si traduce in azioni pratiche che ostacolerebbero il consumo e lo sfruttamento di suolo, che in Italia raggiunge gli 8 mq al secondo, modificando edifici e strutture già esistenti con pannelli solari, materiali per ridurre l’emissione di CO2 nell’atmosfera. Secondo Finiguerra questi provvedimenti, insieme a una maggiore valorizzazione dei paesaggi, dei beni storici e culturali da parte di interventi sul territorio della piccola e media impresa, creerebbero nuovi posti di lavoro.

Un’ulteriore messa in pratica della salvaguardia dell’ambiente è una riorganizzazione della gestione dei rifiuti: «Con un investimento di 1 miliardo di euro, si riuscirebbe a stabilire la raccolta differenziata in tutti i Comuni , riflettendosi nella realizzazione effettiva di 200 mila posti di lavoro; inoltre – continua Finiguerra – nel settore dell’edilizia si sono eliminati 700 mila posti di lavoro, e questa conversione ne permetterebbe il recupero».

Non ci si è soffermati solo sul fattore ambiente, ma si è riflettuto sulla scarsità d’interesse da parte degli attuali rappresentanti al governo nei riguardi del rispetto dei diritti sanciti dalla Costituzione, quali il diritto alla casa, alla salute, all’istruzione, perché, come afferma Finiguerra: « Il governo italiano si preoccupa di più di risolvere i problemi relativi alla finanza, come il pareggio di bilancio, e per risolverli spesso intacca i diritti costituzionali, quindi il secondo pilastro della nostra idea è indirizzare le forze per rimettere al centro i diritti dei cittadini, i loro bisogni e le aspettative».

Il terzo obiettivo fondante della lista di Tsipras è ricostruire un’Europa solidale. Questo significa innanzitutto che i paesi membri più “giovani” , quali l’est Europa, pareggino le condizioni di lavoro e i diritti con il resto dell’Unione, poiché per abbattere la concorrenza c’è il rischio che le aziende italiane riducano i salari e diritti dei lavoratori, o che addirittura a trasferiscano le proprie sedi in un altro paese membro per abbattere costi e burocrazia.

Il pubblico di una ventina di persone ha partecipato attivamente al dibattito, arricchendolo di spunti per riflettere sulla situazione economica e sociale italiana. Danilo Lillia, consulente Cna ed esponete della gruppo di appoggio alla lista Tispras di Como, ha ricordato quanto sia importante considerare la piccola e media impresa, che a causa della concorrenza delle grandi multinazionali e dell’affermarsi dell’economia asiatica nel mercato internazionale sta vivendo un momento difficile. [Clara Chiavoloni, ecoinformazioni]

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