Coop Lombardia

29 marzo-2 aprile/ Life After/ Programma

Arci Lombardia e il Comitato Sarajevo ’91, con il sostegno del Comune di Milano, animano il progetto Life after per dare voce ai protagonisti di quell’evento e sviluppare un nuovo impulso al quotidiano impegno civile per la Pace. Di seguito il programma completo degli incontri, concerti e mostre: ciascuno di essi potrà essere seguito dalle pagine facebook di ecoinformazioni, Arci Lombardia e Life After. Sarà possibile seguire tutte le dirette anche sul sito di ecoinformazioni.

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25 e 26 gennaio/ Iniziative per la giornata della memoria allo Spazio Gloria e al Salone Lissi

giornata della memoria studenti

Giovedì 25 gennaio, il Circolo Arci Xanadù/ Spazio Gloria ospiterà un ciclo di iniziative organizzate da Flc Cgil, Cisl scuola dei laghi, Uil scuola Rua e Istituto di storia contemporanea  “Pier Amato Perretta” rivolte agli studenti di scuola superiore, in preparazione alla Giornata della memoria per le vittime della Shoah (sabato 27 gennaio).

Alle 9,30, Elisabetta Lombi, storica, terrà la conferenza La responsabilità del fascismo nella persecuzione e nello sterminio degli ebrei. Seguirà il recital Brava gente (la Shoah e i delatori, in Italia), a cura dell’Isc Perretta e della compagnia Teatro d’acqua dolce, in cui alla ricerca drammaturgica di Gabriele Penner (sceneggiatore, regista e co-interprete insieme a Arianna Di Nuzzo) si accompagnerà il contributo scientifico di Lombi e di Roberta Cairoli.

giornata della memoria salone lissi
Italia, 1946. La Seconda Guerra mondiale è finita, i suoi orrori sono ormai noti a tutti. Iniziano i processi al fascismo, ai suoi capi, ai suoi collaboratori.

Come ne L’istruttoria di Peter Weiss, appare drammaticamente chiaro che l’Olocausto non è stato una fatalità, una terribile deriva, ma un progetto “culturale” dichiarato e alimentato in Germania per almeno vent’anni, sotto gli occhi di tutti per così tanto tempo da sembrare alla fine normale, così in Brava gente, con le dovute proporzioni, si vuole approfondire la questione ebraica in Italia, a cui le leggi razziali diedero il la nel 1938, indagando il fenomeno della delazione e delle responsabilità.

Dietro i giornali e sotto i cappelli, prende vita una storia di Italia amara, volutamente dimenticata, l’altro lato della medaglia degli “italiani brava gente”.

Basato su documenti degli anni Quaranta che riguardano anche la città di Como.Brava gente che debutta in prima nazionale in occasione della Giornata della Memoria 2018.

Brava gente sarà replicato per un pubblico generico dalle 21 di venerdì 26 gennaio al salone Lissi di via Ennodio 10 a Rebbio, con il sostegno di Anpi, Associazione Alfonso Lissi, Associazione Italia Cuba, Coop Lombardia e Isc “Pier Amato Perretta”.

Info e prenotazioni: isc-como@isc-como.org
[AF, ecoinformazioni]

25 giugno/ A Cantù per Emergency

emergency cantuIl circolo Arci Mirabello e Emergency Como, con il patrocinio del comune di Cantù e il contributo di Coop Lombardia organizzano una cena solidale alla scoperta del Programma Italia di Emergency sabato 25 giugno alle 20 al circolo di via Tiziano 5 a Cantù. Quota di iscrizione 15 euro. Prenotazione consigliata scrivendo a como@volontari.emegency.it. Il ricavato sarà devoluto al lovoro che Emergency svolge in Italia in campo socio-assistenziale.

Mauthausen/ Il viaggio della memoria

SAM_2445Con la posa di una corona di fiori ai piedi del monumento  italiano, si è  concluso il viaggio della memoria nel campo di concentramento di Mauthausen, organizzato da Italia Cuba, Anpi, Arci , Cgil, Cisl, Uil,  Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta, Comitato soci Coop, Emergency e Libera nel weekend del 17-18 maggio 2014. Un’esperienza indimenticabile per i 104 partecipanti, venuti a commemorare le vittime delle barbarie nazifasciste nel settantesimo anniversario degli scioperi del ’44.

Fa freddo, a Mauthausen. Di sicuro è un’impressione personale, e la giornata plumbea non aiuta, con il cielo colore acciaio, ma varcate le porte del campo la temperatura sembra calare di svariati gradi.

E’ grigio, a Mauthausen. Il lager è un pugno di cemento nel mezzo di verdi colline, dominante su un altura che sovrasta fattorie e paesini da cartolina, da perfetto luogo comune mitteleuropeo.

Fa paura, Mauthausen. Fanno paura le mura con le torrette di guardia, fanno paura le squallide baracche dove ogni giorno vivevano assediati da fame e malattie 500 persone per stanza, fa paura il cortile dell’appello, dove ogni mattina gli aguzzini delle SS costringevano i detenuti a sadiche sessioni di “esercizi” per valutarne la resistenza, fa paura il muro dove venivano fatti accomodare, al loro arrivo, i nuovi ospiti del campo, in attesa che gli ufficiali del Reich decidessero con un cenno del capo il loro destino. E fa paura quella spianata poco prima della porte d’ingresso, con ancora oggi intuibili le forme di un campo da calcio.

SAM_2478Eh sì, un campo da calcio. Un luogo di normalità in mezzo all’incubo, un luogo dove i familiari del personale tedesco si recavano per passare il tempo libero, un luogo che di quell’inferno era interamente parte. Qualcuno, nel nostro gruppo che attraversa il campo accompagnato da una guida, si arrischia a paragonare il tutto alla trama di Fuga per la vittoria, il celebre film con Sylvester Stallone e Pelè, dove una raffazzonata squadra di detenuti riusciva ad avere la meglio, nello sport, sui nazisti loro torturatori. No, in quel luogo non c’era spazio per epiche sfide di riscatto e libertà, non c’era spazio per manifestazioni di orgoglio e di valore personale di fronte al Male. No, in quel luogo si consumava semplicemente il rito quotidiano della paura e dell’indifferenza, per far credere agli abitanti dei dintorni che, al di là di quelle mura, le stesse che ogni giorno accoglievano centinaia di persone senza che ne uscisse nessuna, la vita non era poi così male, se i prigionieri potevano giocare dietro un pallone.

Indifferenza. E’ una parola che ritorna spesso, parlando di quello che era Mauthausen. Non puoi fare a meno di chiederti come tutto questo sia stato possibile, a pochi chilometri dal centro dell’Europa, della civiltà occidentale un tempo padrona del mondo, a pochi chilometri, più semplicemente, da una città bella e vivace come Linz, sulle rive del Danubio. Indifferenza, come molti di quei locali così anonimi, in cui trovarono la morte un numero inconcepibile di esseri umani.

Indifferenza. E’ quella che hanno notato i ragazzi della 5’ T del liceo Carlo Porta di Erba, anche loro partecipanti al viaggio. Riporto qui, integralmente, la riflessione scritta dagli studenti:

«Un campo di calcio a pochi passi dal campo di concentramento. Da un lato si assisteva ad una partita tra SS e squadre civili. Dall’altro si stava giocando una partita fra la vita e la morte. L’indifferenza degli spettatori di allora è paragonabile a quella degli spettatori di oggi. L’attualità del messaggio di Mauthausen è ciò che più ci ha colpito di questa visita di commemorazione. Abbiamo subito rivolto il nostro pensiero agli imminenti mondiali di calcio in Brasile, guardati con interesse da tutto il mondo, che però non si preoccupa di denunciare la povertà e la miseria in cui la maggior parte della popolazione vive. Se prima l’omertà degli spettatori era “giustificabile” per paura delle possibili ripercussioni su se stessi e la propria famiglia, oggi non c’è nessun ostacolo che inneschi la paura di denunciare. E’ ancora più terrificante».

Terrificante, è il termine giusto. E’ terrificante l’attualità di quello che il lager rappresenta, è terrificante l’omertà che circondano certi temi, dimenticabili con un po’ di “scena”, indispensabile per potersi lavare la coscienza.

Ma come si può reagire a tutto questo? Come si può combattere il grigiore che qui, a Mauthausen, sembra dominare tutto? Una soluzione forse c’è: la Memoria.

SAM_2425Memoria. E’ la commozione di uno dei viaggiatori, nel visitare il luogo in cui venne richiuso il padre. E’ l’interesse mostrato dai giovani presenti, è il prato che ospita i vari monumenti onorari costruiti per piangere i caduti di tutti i Paesi, è la suggestiva stanza dei Nomi, per non lasciare nessuna vittima del campo nell’oblio. Ed è l’impegno dei pochi che riuscirono a tornare, come Ines Figini, è la loro volontà di non dimenticare i tanti che non ce la fecero, come Angelo Meroni, Rinaldo Fontana, Pietro Scovacricchi, comaschi e operai della Ticosa. Morti a Mauthausen.

Memoria, ed impegno per preservarla. E’ l’unica maniera per evitare che certe cose si ripetano, per impedire che l’indifferenza vinca. Perché è questo il vero pericolo: che il mondo non finisca seppellito da una risata, ma girando semplicemente la testa dall’altra parte. [Luca Frosini, ecoinformazioni, foto di Fabio Bellacanzone, contributo della classe 5 T del liceo Carlo Porta di Erba]

17-18 maggio/ Mauthausen: il viaggio per la memoria

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Nel settantesimo anniversario dagli scioperi del marzo 1944, la cui brutale repressione portò nel nostro territorio all’arresto e alla deportazione di molti comaschi, lavoratori della Ticosa e della Castagna, Italia Cuba, Anpi Como, Arci Como, Cgil, Cisl, Uil, Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta, Comitato soci Coop, Emergency e Libera organizzano, nel weekend del 17 e 18 maggio, un viaggio al Campo di Concentramento di Mauthausen, per onorare la memoria dei tanti caduti in quel luogo di orrore.

Il viaggio, che vedrà la partecipazione di una classe quinta del liceo Carlo Porta di Erba, è stato reso possibile, insieme agli sforzi di Antonio Russolillo e degli altri promotori, grazie anche ai contributi di numerosi soggetti, come Cgil, Cisl e Uil, che hanno messo a disposizione uno dei due pullman, il Comune di Como e la Coop Lombardia, donatori di 500 euro a testa per finanziare l’esperienza e abbattere i costi del viaggio.Partenza quindi, per gli oltre 100 partecipanti, da Rebbio sabato 17 nella mattinata, con pernottamento nella città austriaca di Linz e visita al campo il giorno dopo, con il rientro previsto per la mezzanotte. Presto on line su ecoinformazioni il resoconto del viaggio del nostro inviato Luca Frosini.

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