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8 febbraio/ Diritti e salute

Si terrà lunedì 8 febbraio, dalle ore 18 alle ore 20, un incontro dal titolo Malattie virali, lebbre, disabilità: la salute del mondo passa dalla difesa dei più fragili. L’incontro è organizzato dall’Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau (Aifo), insieme ai rappresentanti di Segretariato Italiano Studenti in Medicina (Sism) e de La Gioventù Francescana (Gifra). Sarà possibile partecipare cliccando qui.

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Garantiamo l’iscrizione all’anagrafe per i richiedenti asilo


Arci, Anpi, Cgil, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale e Tam tam di Pace: «Che cosa significa togliere dall’anagrafe i richiedenti asilo? In una parola: renderli invisibili. Facciamo qualche esempio: niente più cure mediche, niente più scuola per i minori, niente più possibilità di lavoro, niente più percorsi di accoglienza e integrazione. In pochi secondi si cancellano i diritti fondamentali, aumentando il rischio di marginalità e producendo, per un incredibile paradosso, illegalità invece di sicurezza.

Da questa analisi nasce l’appello partito da Modena e firmato da Arci, Cgil, Anpi, Coodinamento per la Democrazia Costituzionale e TAM TAM di Pace con il quale si invitano i sindaci ad un’azione di disobbedienza civile nel rispetto delle leggi: continuare ad iscrivere i richiedenti asilo nelle anagrafi nonostante il permesso di soggiorno rilasciato non sia più ritenuto, in base alla legge 132/2018, un titolo valido. A trovare la soluzione legale sono stati i giuristi del CDC di Modena, che hanno individuato – sulla base della giurisprudenza costituzionale e del D. Lgs. 286/1998 – un’interpretazione delle norme dell’ordinamento che consentirebbe, se applicata da parte dei sindaci, di procedere all’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo ‘aggirando’ così il Decreto Sicurezza.

Oltre ai diritti negati ai richiedenti asilo – quindi intere famiglie che si ritroverebbero senza assistenza sanitaria, bambini e ragazzi lasciati a casa da scuola e fuori da contesti associativi fondamentali per l’integrazione, adulti senza più possibilità di lavorare – la mancata iscrizione all’anagrafe impedisce ai Comuni di sapere chi è presente sul proprio territorio, facendo scomparire le persone dal sistema di ‘controllo’ e quindi intaccando la capacità di gestire le necessità del territorio, tra le quali la sicurezza e la sua percezione da parte dei cittadini.

Che cosa faranno i richiedenti asilo una volta ‘usciti’ dal sistema di servizi e opportunità?

Diventeranno irregolari, andandosi ad aggiungere così al numero di quelli che lo sono già per altri motivi, con limitatissime possibilità reali di rimpatri. In questo modo, aumentando il senso di insicurezza, l’illegalità e la marginalità, non si fa altro che creare quell’emergenza di cui si parla tanto ma che, numeri e dati alla mano, oggi non c’è. Questo è solo un piccolo pezzo delle conseguenze dell’applicazione del cosiddetto Decreto Sicurezza, ora definitivamente convertito in legge (L. 132/2018), che si sta traducendo in morti in mare, divieto di sbarco a persone tratte in salvo dalle navi delle ONG, trasferimenti coatti e senza ragione di donne, uomini e bambini i cui percorsi di integrazione sono spezzati. Quella lanciata da Arci, Anpi, Cgil, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale e TAM TAM di Pace è un’iniziativa concreta che vuole contrastare una deriva umana e democratica con l’invito ai sindaci ad accogliere questa interpretazione e disporre, in presenza delle condizioni evidenziate nel documento, l’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, garantendo così i loro diritti fondamentali, senza alcuna disapplicazione della legge». [Arci nazionale

Divorzio (con figli) all’italiana: rischi e paradossi del ddl Pillon

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Un incontro di alto contenuto informativo è stato organizzato e partecipato dal gruppo comasco di Nonunadimeno la sera di giovedì 17 gennaio, alla sede della Cgil di Como in via Italia Libera. Oggetto degli interventi delle avvocate Grazia Villa e Laura Tettamanti è stato il ddl Pillon, più tecnicamente “Atto Senato n°735, XVIII legislatura  – Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità” (qui il testo completo). Tale discussione intende anticipare una manifestazione pubblica sullo stesso argomento, sulla scia di quella indetta a Milano lo scorso novembre. (altro…)

”Per amore di Zoe”. Storie di ragazze ”non” italiane

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Progetti come ” Per amore di Zoe”, il documentario – prodotto dalla Cgil di Como, promosso da Diogene, inserto de La Provincia dedicato al non-profit, e girato dalla troupe di Dario Tognocchi –  meritano di far parlare di sé. O meglio: meritano di parlare ”per sé”, attraverso le voci delle giovani protagoniste. È quanto è avvenuto la sera di martedì 18 dicembre in uno Spazio Gloria gremito di persone, intervenute a condividere la testimonianza di queste alunne del liceo Teresa Ciceri. Testimonianza a cui è seguito un animato dibattito sulla (anzi, sulle) identità di persone che, parafrasando ”contromano” Gaber, si sentono (chi più, chi meno, chi non solo) italiane, ma, per fortuna o (più spesso) purtroppo, non lo sono. (altro…)

18 ottobre/ Prima riunione dell’Osservatorio permanente sul fenomeno del frontalierato Italia/Svizzera

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Verrà convocata giovedì 18 ottobre la prima riunione dell’Osservatorio permanente sul fenomeno del frontalierato Italia/Svizzera, costituito su iniziativa delle Province di Como e Varese – in collaborazione con le organizzazioni sindacali dei frontalieri. (altro…)

Trovato/ Como accoglie cerca urgentemente un magazzino

download (1)L’appello dell’associazione Como accoglie, alla ricerca urgente di uno spazio per depositare i giacigli provvisori delle persone senza fissa dimora. Como accoglie ha comunicato il 31 luglio che lo spazio è sato trovato.

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Migranti/ Vincere l’odio con i diritti e la verità

IMG_2653.JPGSala piena, al circolo Arci La Lo.Co. di Osnago (LC), per Migranti politici o migranti economici? Diritto di cittadinanza o respingimenti? l’incontro della sera di giovedì 12 luglio con Raffaele Masto, scrittore esperto di migrazioni e giornalista a Radio Popolare, e Filippo Miraglia, consigliere responsabile della migrazione per l’Arci nazionale (promotore della campagna Ero straniero – l’umanità che fa bene). Di moderare la serata si è incaricato Emanuele Manzoni, segretario a Lecco di Liberi e uguali, che ha contribuito all’organizzazione insieme al circolo ospitante, all’Arci regionale della Lombardia e ai coordinamenti delle province di Como e Lecco. Il dibattito aperto al pubblico è stato preceduto da una fase di confronto partecipata da una ventina di rappresentanti di circoli Arci e associazioni lombarde attive nell’accoglienza (soprattutto quella “diffusa”, operata da famiglie, soggetti religiosi e laici e dagli Sprar) e nella promozione di una società inclusiva, nel corso della quale si è fatto il punto della situazione e sono stati sollevati importanti spunti di riflessione e proposte di azione, tra cui la campagna Welcoming Europe, lanciata a livello comunitario nel mese di aprile per presentare alla Commissione europea una proposta di riforma della gestione dei flussi migratori. (altro…)

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