Emergency

L’abbraccio dell’Arci a Emergency

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arciIl messaggio di solidarietà di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci, all’associazione Emergency.

«Cara Cecilia, care amiche e amici di Emergency,
appresa la notizia che un vostro operatore in Sierra Leone è stato contagiato dal virus dell’Ebola mentre si prodigava per portare aiuto ai malati, desidero non solo chiedervi di inviargli i nostri più sinceri auguri di pronta guarigione, ma anche farvi sapere che siamo convinti che il vostro coraggio e la vostra totale dedizione alla causa della pace, della sopravvivenza e della salute di chi nel mondo vive già in condizioni disperate, rappresenta un insegnamento e un punto di riferimento costante per chiunque si prefigga di agire per lo sviluppo della solidarietà umana. Vi abbraccio con affetto, insieme a tutta l’Arci.» [Francesca Chiavacci]

Mauthausen/ Il viaggio della memoria

SAM_2445Con la posa di una corona di fiori ai piedi del monumento  italiano, si è  concluso il viaggio della memoria nel campo di concentramento di Mauthausen, organizzato da Italia Cuba, Anpi, Arci , Cgil, Cisl, Uil,  Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta, Comitato soci Coop, Emergency e Libera nel weekend del 17-18 maggio 2014. Un’esperienza indimenticabile per i 104 partecipanti, venuti a commemorare le vittime delle barbarie nazifasciste nel settantesimo anniversario degli scioperi del ’44.

Fa freddo, a Mauthausen. Di sicuro è un’impressione personale, e la giornata plumbea non aiuta, con il cielo colore acciaio, ma varcate le porte del campo la temperatura sembra calare di svariati gradi.

E’ grigio, a Mauthausen. Il lager è un pugno di cemento nel mezzo di verdi colline, dominante su un altura che sovrasta fattorie e paesini da cartolina, da perfetto luogo comune mitteleuropeo.

Fa paura, Mauthausen. Fanno paura le mura con le torrette di guardia, fanno paura le squallide baracche dove ogni giorno vivevano assediati da fame e malattie 500 persone per stanza, fa paura il cortile dell’appello, dove ogni mattina gli aguzzini delle SS costringevano i detenuti a sadiche sessioni di “esercizi” per valutarne la resistenza, fa paura il muro dove venivano fatti accomodare, al loro arrivo, i nuovi ospiti del campo, in attesa che gli ufficiali del Reich decidessero con un cenno del capo il loro destino. E fa paura quella spianata poco prima della porte d’ingresso, con ancora oggi intuibili le forme di un campo da calcio.

SAM_2478Eh sì, un campo da calcio. Un luogo di normalità in mezzo all’incubo, un luogo dove i familiari del personale tedesco si recavano per passare il tempo libero, un luogo che di quell’inferno era interamente parte. Qualcuno, nel nostro gruppo che attraversa il campo accompagnato da una guida, si arrischia a paragonare il tutto alla trama di Fuga per la vittoria, il celebre film con Sylvester Stallone e Pelè, dove una raffazzonata squadra di detenuti riusciva ad avere la meglio, nello sport, sui nazisti loro torturatori. No, in quel luogo non c’era spazio per epiche sfide di riscatto e libertà, non c’era spazio per manifestazioni di orgoglio e di valore personale di fronte al Male. No, in quel luogo si consumava semplicemente il rito quotidiano della paura e dell’indifferenza, per far credere agli abitanti dei dintorni che, al di là di quelle mura, le stesse che ogni giorno accoglievano centinaia di persone senza che ne uscisse nessuna, la vita non era poi così male, se i prigionieri potevano giocare dietro un pallone.

Indifferenza. E’ una parola che ritorna spesso, parlando di quello che era Mauthausen. Non puoi fare a meno di chiederti come tutto questo sia stato possibile, a pochi chilometri dal centro dell’Europa, della civiltà occidentale un tempo padrona del mondo, a pochi chilometri, più semplicemente, da una città bella e vivace come Linz, sulle rive del Danubio. Indifferenza, come molti di quei locali così anonimi, in cui trovarono la morte un numero inconcepibile di esseri umani.

Indifferenza. E’ quella che hanno notato i ragazzi della 5’ T del liceo Carlo Porta di Erba, anche loro partecipanti al viaggio. Riporto qui, integralmente, la riflessione scritta dagli studenti:

«Un campo di calcio a pochi passi dal campo di concentramento. Da un lato si assisteva ad una partita tra SS e squadre civili. Dall’altro si stava giocando una partita fra la vita e la morte. L’indifferenza degli spettatori di allora è paragonabile a quella degli spettatori di oggi. L’attualità del messaggio di Mauthausen è ciò che più ci ha colpito di questa visita di commemorazione. Abbiamo subito rivolto il nostro pensiero agli imminenti mondiali di calcio in Brasile, guardati con interesse da tutto il mondo, che però non si preoccupa di denunciare la povertà e la miseria in cui la maggior parte della popolazione vive. Se prima l’omertà degli spettatori era “giustificabile” per paura delle possibili ripercussioni su se stessi e la propria famiglia, oggi non c’è nessun ostacolo che inneschi la paura di denunciare. E’ ancora più terrificante».

Terrificante, è il termine giusto. E’ terrificante l’attualità di quello che il lager rappresenta, è terrificante l’omertà che circondano certi temi, dimenticabili con un po’ di “scena”, indispensabile per potersi lavare la coscienza.

Ma come si può reagire a tutto questo? Come si può combattere il grigiore che qui, a Mauthausen, sembra dominare tutto? Una soluzione forse c’è: la Memoria.

SAM_2425Memoria. E’ la commozione di uno dei viaggiatori, nel visitare il luogo in cui venne richiuso il padre. E’ l’interesse mostrato dai giovani presenti, è il prato che ospita i vari monumenti onorari costruiti per piangere i caduti di tutti i Paesi, è la suggestiva stanza dei Nomi, per non lasciare nessuna vittima del campo nell’oblio. Ed è l’impegno dei pochi che riuscirono a tornare, come Ines Figini, è la loro volontà di non dimenticare i tanti che non ce la fecero, come Angelo Meroni, Rinaldo Fontana, Pietro Scovacricchi, comaschi e operai della Ticosa. Morti a Mauthausen.

Memoria, ed impegno per preservarla. E’ l’unica maniera per evitare che certe cose si ripetano, per impedire che l’indifferenza vinca. Perché è questo il vero pericolo: che il mondo non finisca seppellito da una risata, ma girando semplicemente la testa dall’altra parte. [Luca Frosini, ecoinformazioni, foto di Fabio Bellacanzone, contributo della classe 5 T del liceo Carlo Porta di Erba]

Giornata della memoria/ 24 e 25 gennaio lezione – concerto di Luca Lanzi e Francesco Moneti

431472_6651624_giornata_m_19449722_display-620x4651Luca Lanzi (cantante e comopositore Casa del Vento) e Francesco Moneti (violinista e chitarrista dei Modena City Ramblers) propongono il racconto, attraverso le canzoni realizzate in questi anni dalla Casa del Vento, di alcuni episodi legati al tema della Shoah e delle tragedie provocate dalla dittatura nazifascista. Appuntamento venerdì 24 gennaio alle 21 allo Spazio Gloria/ Arci Xanadù di via Varesina 72 a Como e sabato 25 gennaio alle 10 alla media Foscolo in via Borgovico 193 a Como. Saranno coinvolti gli alunni di terza e i genitori. Presto on line l’intervista a Luca Lanzi. Scarica e diffondi la locandina. (altro…)

Costituzione resistente – Resistenza costituente

Blog-Musica-01Davanti al Monumento alla Resistenza Europea un nutrito gruppo di associazioni e movimenti ha raccolto l’invito dell’Anpi a celebrare il 2 giugno, festa della Repubblica, con un pomeriggio di musica e di parole, di riflessioni e di relazioni. Guarda i video dell’iniziativa sul canale youtube di ecoinformazioni (altro…)

La vita in Italia è ok?

lifeinitaliokOusmane, Gloria, Jennifer, Michele. Storie che raccontano una marginalità nascosta nel tessuto della nostra società e che ha bisogno di essere ascoltata e curata. Così fa Emergency con gli ambulatori in Italia. Così fa l’ambulatorio senza dimora Casa Santa Luisa in via Rezia a Como. Se n’è parlato lunedì 22 aprile al Csv di Como, in un incontro organizzato da Emergency Como (altro…)

Emergency – Programma Italia / 20, 21 e 22 aprile

emergencySabato 20 e domenica 21 aprile, giornate a sostegno della campagna sms di Emergency, programma Italia,  i volontari di  Como dell’associazione fondata da Gino Strada, saranno in piazza, a Porta Torre, con un banchetto informativo dalle 11 alle 17. (altro…)

Io ripudio la guerra

Letture e musiche di Pace venerdì 16 novembre dalle 21 all’Ultimo Caffè in via Giulini 3/A a Como per Emergency: «Con le musiche dei chitarristi fingerpicking/jazz Gianluca Sanvito e Franco Cortellessa, le letture di Annalisa Brianzi (attrice) e Cristina Renzi (insegnante) che daranno voce a Bertolt Brecht, Martin Auer, Gianni Rodari, Erri De Luca, Tiziano Terzani, Bob Dylan, Gino Strada e ai tanti altri che come noi (e la Costituzione Italiana…) ripudiano la guerra». Ingresso gratuito

L’Afganistan: Emergency e l’Associazione Silvano Saladino

Il dramma dell’Afganistan è al centro dell’incontro di mercoledì 29 giugno, in biblioteca comunale, organizzato dall’Associazione Silvano Saladino e centrato sulla testimonianza di Matteo Dell’Aira, responsabile organizzativo di Emergency in Afganistan. (altro…)

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