famiglia

Divorzio (con figli) all’italiana: rischi e paradossi del ddl Pillon

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Un incontro di alto contenuto informativo è stato organizzato e partecipato dal gruppo comasco di Nonunadimeno la sera di giovedì 17 gennaio, alla sede della Cgil di Como in via Italia Libera. Oggetto degli interventi delle avvocate Grazia Villa e Laura Tettamanti è stato il ddl Pillon, più tecnicamente “Atto Senato n°735, XVIII legislatura  – Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità” (qui il testo completo). Tale discussione intende anticipare una manifestazione pubblica sullo stesso argomento, sulla scia di quella indetta a Milano lo scorso novembre. (altro…)

Separazione all’italiana: la ricerca di Licia Badesi sulla separazione coniugale a Como (1865-1928)

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Separati di letto e di mensa: così si intitola la pubblicazione (edita da Elpo edizioni nel 2017) in cui l’autrice Licia Badesi, scrittrice, letterata e già deputata comasca, analizza gli sviluppi delle separazioni coniugali tra il 1865 e il 1928. L’opera è stata presentata nel pomeriggio di giovedì 12 aprile a Palazzo Volpi, sede della Pinacoteca civica di Como in via Diaz 84, con un accurato intervento di analisi storica, sociologica e giuridica al quale, accanto all’autrice, hanno partecipato Livia Sarda, presidente del Comitato Pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Como (che ha curato l’organizzazione dell’incontro), Adina Bonelli, archivista di stato che ha assistito Badesi nella sua ricerca storiografica, Giuseppe Monti, consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Como e del Comitato Pari opportunità, e Raffaella Bianchi Riva, docente di Storia del diritto medievale e moderno dell’Università degli studi di Milano. (altro…)

27 Marzo/ L’incontro con Paul Ginsborg

ginsborgUn incontro tra teoria e pratica, tra tentativi di definizione “ideale” e possibili applicazioni nella quotidianità politica. Si può riassumere così Ritratti di famiglia, l’incontro organizzato da Alba, Ife e associazione Territori presso il salone della circoscrizione 7, nella serata di giovedì 27 marzo. Ospiti d’onore, lo studioso italo inglese Paul Ginsborg e Silvana Cesani, assessora alle Politiche Sociali del Comune di Lodi, introdotti e coordinati da Nicoletta Pirotta.

 L’evento ha visto così la presentazione dell’ultima fatica del professore italo inglese, Famiglia Novecento (ed. Einaudi Storia, 35 euro), occasione per l’autore di esplorare l’evoluzione novecentesca della Famiglia, intesa come «istituzione culturale e sociale, idolo da abbattere o ricchezza da spendere, in poche parole soggetto protagonista o semplice oggetto della Storia», quella che la s maiuscola, come ha riportato nelle prime battute lo stesso Ginsborg.

Un campo d’azione molto vasto, nel quale l’esperto ha scelto di concentrarsi su alcune particolari situazioni: «ho voluto limitarmi, se così si può dire- ha continuato l’ex professore di Cambridge – a 5 Paesi, tutti fotografati in momenti estremamente delicati del XX secolo. La Germania nazista, la Russia a cavallo tra zar e soviet, la Spagna in guerra, insieme all’Italia fascista e alla Turchia kemalista, hanno “consentito” una vasta panoramica sul termine Famiglia, a cominciare dalle varie declinazioni del rapporto tra i suoi poli maschili e femminili».

La ricerca ha così dato risultati sorprendenti, almeno rispetto alle premesse. «l’Urss staliniano riservava grande attenzione alla parte femminile, – ha insistito lo scrittore- tanto che lo stesso leader sovietico paragonava la donna all’essenza stessa dello stato rivoluzionario. Non per nulla l’apporto del gentil sesso russo fu decisivo nella vittoria contro il Nazismo, da Stalingrado in poi ».

E arriva tra l’altro da Mosca una delle figure ricordate da Ginsborg nel corso della serata, la militante leninista Aleksandra Kollontaj: « Kollontaj rappresenta quella tensione tra diversi estremi ideali e ideologici, tra l’aspirazione di superamento della famiglia e sua continua comparsa nel pensiero e nella società. Kollontaj, unica donna tra i protagonisti della Rivoluzione d’Ottobre, vide i suoi propositi di “collettivazione famigliare” continuamente frustrati dalla realtà e dai suoi stessi compagni di partito». Contraddizioni che l’accomunano alla seconda personalità richiamata, il futurista Tommaso Marinetti, capace di passare in pochi anni « dal definire la Famiglia una “tenda beduina”, sporca e soffocante, all’avere sentimenti di fortissimo attaccamento per la moglie e le figlie».

Tanta “teoria” quindi, completata poi dal contributo di Silvana Cesana, assessore lodigiano e addetta ai lavori: « a Lodi l’attuale amministrazione, giunta al suo secondo mandato- ha esordito Cesana- si è sempre posta l’obiettivo di fornire alle famiglie i necessari supporti non solo economici, ma anche sanitari e lavorativi, importantissimi in un momento come quello attuale». Alcuni risultati sono stati raggiunti, come « la creazione di una consulta sul tema, allargata alle associazioni ed enti interessati, o strumenti come il dentista sociale, il sostegno psicologico ai componenti famigliari rimasti senza lavoro e la rimodulazione al ribasso di imposte come la Tasi per tutti i nuclei familiari». Tutto questo a monte di numerose difficoltà, individuate dall’amministratrice nell’ «incidenza di una crisi infinita che ha divorato le nostre risorse, nei vari pasticci fiscali che spesso non ci consentono di intervenire con efficacia, in certe discussioni e fraintendimenti che hanno bloccato per esempio per 4 mesi la creazione della sovra citata Consulta, solo per decidere il suo nome».

Teoria e pratica, quindi. Un binomio, quello rappresentato dai relatori, che ha contribuito a fornire un analisi dettagliata, ma di sicuro lontano dall’esaurire un tema così profondo e complesso, come tra l’altro fatto notare da alcuni interventi del pubblico e in parte da entrambi gli esperti. Al termine della serata, la domanda così non può che confermarsi: cos’è la Famiglia? Qual’è la reale incidenza di questo termine? [ Luca Frosini, ecoinformazioni]

 

Il consiglio comunale di lunedì 16 giugno 2008

Supino chiede chiarimenti al sindaco sugli incarichi plurimi di Gandola. Lombardi attacca i venditori di ombrelli ambulanti. Continua il dibattito sulla Consulta per la famiglia del Comune di Como, per Magatti «un’operazione ipocrita».

Problemi dei trasporti al centro delle dichiarazioni preliminari del Consiglio comunale di lunedì 16 giugno. Donato Supino, Prc, ha chiesto al sindaco di relazionare sulla risposta di Gianandrea Gandola presidente di Spt sul perché dell’accumolo di cariche che comporta «uno stipendio di 71 mila euro circa, per un’azienda di tre milioni di fatturato di cui il 50 per cento derivante dagli affitti degli immobili, un rapporto sproporzionato». Inoltre ha aggiunto il consigliere di Rifondazione essendo Gandola nominato dalla Provincia si crea una sproporzione all’interno del consiglio di amministrazione a favore di quest’ultima «bisogna valutare la tutela del patrimonio comunale». Silvia Magni, Pd, ha invece segnalato che in alcune pensile non sono stati cambiati gli orari dei bus creando disagi per gli utenti.
Gianluca Lombardi, capogruppo Fi, ha sottolineato la chiusura dell’autosilo di via Auguadri, per essere utilizzato dalle persone coinvolte per l’organizzazione, durante l’intera giornata della Notte bianca, quando «avrebbe potuto essere aperto sino alle sei di sera all’inizio dell’iniziativa». Un a perdita per i commercianti del centro che , per il consigliere forzista, subiscono anche la concorrenza dei venditori ambulanti dio ombrelli, che da qualche settimana si incontrano per le vie della città murata, che per quanto riguarda il tempo «portano pure sfortuna!».
Prima della prosecuzione della discussione sulla è stato reso noto il ritiro della mozione di sfiducia all’assessore Enrico Cenetiempo, ex Udc, proposta dal capogruppo Udc Luigi Bottone. Quest’ultimo ha motivato il ritiro della stessa per il mancato rispetto dei tempi tecnici per la sua discussione, un’affermazione che ha stupito il presidente del Consiglio Mario Pastore «lei era presente alla riunione dei capigruppo quando è stato deciso di discuterla oggi, avrebbe potuto far presente che era necessario discuterla prima».
Il consiglio ha così ritornato a parlare della Consulta famigliare.
Marcello Iantorno, Pd, ha risposto agli attacchi alla proposta portati dall’area liberal di Forza Italia, la Consulta non sminuirebbe i poteri e le competenze del Consiglio «le sue decisioni non avranno caratteristiche di obbligatorietà e vincolo». La famiglia poi ha sempre avuto per il consigliere democratico un posto speciale nella legislazione a partire dal diritto romano, sino al Codice civile italiano dell’Ottocento e del Novecento, passando per il Codice napoleonico.
Un’impostazione “alta” del dibattito come sottolineato dal primo cittadino: «Mi sembra che si sia voluto dare un tono di importanza su questa delibera che è sì significativa, ma non fino al punto in cui si è arrivati». «Qualcuno è andato fuori strada» ha aggiunto Bruni. «La famiglia è il fondamento della nostra società: un uomo e una donna, che se hanno la grazia di nostro Signore e se li vogliono fare, dei figli». La Consulta servirà per il sindaco per avere un rapporto vero con il territorio in piena libertà però: «Se non ci si incontrerà con loro si dirà anche di no».
È quindi incominciata la discussione dei 13 emendamenti proposti sia da maggioranza che dalla opposizione. Il primo presentato da Franco Fragolino, Pd, per il cambiamento del nome mettendo l’accento sulle associazioni famigliari è stato bocciato, così come il secondo, presentato da Iantorno, che avrebbe voluto aggiungere un riferimento all’articolo 2 della Costituzione. Non è passato neanche l’emendamento sei, proposto da Iantorno, che chiedeva alcuni ritocchi sulle relazioni che la Consulta dovrà dare al Comune e il primo punto del cinque, sempre del consigliere del Pd. Il terzo emendamento che chiariva alcuni aspetti procedurali è passato a grande maggioranza esattamente come il primo punto del quarto e gli ultimi due punti del quinto delle preposizioni migliorative che chiariscono dei punti del regolamento della Consulta sulla rappresentanza comunale nella stessa. La seconda parte del quarto emendamento è stata trasformata dai proponenti in un ordine del giorno per il reperimento di una sede e per la consulta e lo stanziamento di un budget per rendere veramente indipendente la struttura futura.
Una discussione che ha profondamente irritato il consigliere Bruno Magatti, Paco, per cui la Consulta non è che una «mostruosità», che serve solo per «accreditare se stessi a sostegno di questa iniziativa e far diventare autorevole un organo che non sembra capace di esprimere qualcosa di particolare». Anche sulla questione del budget per la nuova struttura Magatti ha attaccato i suoi difensori «da due anni non ci sono più soldi per l’attività corrente dei gruppi consiliari e si fa fatica a fare politica per i rappresentanti eletti democraticamente». Dello stesso parere Roberto Rallo: «Facciamoci dire quanto costerà questo giochino». Per il consigliere di Paco la costituzione del nuovo organismo è una «operazione ipocrita. Fare lobby per qualcuno che ha bisogno di accreditarsi presso determinate lobby». Giovedì prossimo il consiglio continuerà la discussione sugli emendamenti e l’ordine del giorno rimasti. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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