Fata Morgana

30 ottobre e 6, 13, 20, 27 novembre/ Villa del Grumello/ Teatralberi

Il parco della Villa del Grumello invita, mercoledì 16, 23, 30 ottobre e 6, 13, 20, 27 novembre dalle 17 alle 18,30 a Como alla Villa del Grumello in via Cernobbio 11 si parlerà dei Racconti della natura e Teatralberi

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Ottobre / appuntamenti a Villa del Grumello

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Decisamente ricche di eventi le domeniche di ottobre a Villa del Grumello (via Cernobbio 11).

Si comincia domenica 1 ottobre in occasione della festa dei nonni organizzata da Ca’ d’Industria in collaborazione con l’associazione Villa del Grumello. La giornata sarà comprensiva di un’esposizione celebrativa per i duecento anni della Fondazione, attività e laboratori. Orari: 10-13 e 14,30. aree interessate: villa, serra e serretta.

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Domenica 8 ottobre il team La senda de la emoción offrirà dalle 11 una “passeggiata sensoriale” alla scoperta del genius loci del Parco del Grumello e, dalle 15, un laboratorio creativo di poesia in lingua spagnola sulla natura per bambini; entrambe le attività saranno organizzate sia in italiano, sia in spagnolo.

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La mattina di domenica 22 ottobre è prevista un’esperienza di “coaching umanistico” a cura di Como Life Coach (prenotazioni: info@comolifecoach.it); il pomeriggio, nella serra, si terrà invece (S)punti di vista – piccoli giornalisti al Grumello, un laboratorio di giornalismo turistico-ambientale a cura di Associazione Villa del Grumello e Viviana Dalla Pria, giornalista, aperto ai bambini dagli 8 ai 12 anni.

Infine, domenica 29 ottobre, avranno luogo animazioni e Quante zampe nel verde del Grumello, quanti fiori in villa Bernasconi, un laboratorio creativo per bambini a cura de gruppo Fata Morgana; contestualmente, si terrà un’iniziativa di bookcrossing in collaborazione con Liberty tutti e Villa Bernasconi a Cernobbio; la mostra Europa in versi e i giovani, curata da La casa della poesia di Como  , realizzata da studenti delle scuole superiori Alessandro Volta, Teresa Ciceri e Enaip di Como e ospitata all’interno di Villa del Grumello in orari pomeridiani.

La prenotazione, effettuabile scrivendo a info@villadelgrumello.it, è consigliabile soprattutto per il laboratorio di poesia del 15 ottobre, per le attività programmate per il 22 ottobre (percorso di coaching umanistico e laboratorio di giornalismo per bambini) e per il laboratorio creativo in data 29 ottobre.

La villa e il parco del Grumello rimarranno chiusi al pubblico domenica 15 ottobre, mentre il parco sarà aperto dalle 10 alle 17 del giorno mercoledì 1 novembre.

10-19 è l’orario di apertura domenicale al pubblico dei parchi di Villa del Grumello e Villa Sucota, situati sul percorlo del Km della conoscenza. Il parco botanico di Villa del Grumello, in particolare, dispone di QR code in corrispondenza di ogni specie, permettendo una visita più consapevole e approfondita. Situato presso la serra, il Bistrot del Grumello propone un menù biologico a filiera corta ;la stessa serra dispne di un’area di lettura dove consultare quotidiani, riviste, e libri sul territorio e sulla natura.

Per ulteriori informazioni, si può scrivere allo stesso indirizzo o consultare il sito web o la pagina Facebook dell’Associazione Villa del Grumello.

Connessioni controcorrente / Una giornata di teatro civile / “Immigrazione, teatro, scuola”

Dalle 18.30 di mercoledì 26 aprile, la Giornata di teatro civile promossa da Teatrogruppo popolare, Arci Xanadù e Arci ecoinformazioni è proseguita con un dibattito tra l’immigrazione, la scuola e il teatro. Proprio migrazione, accoglienza e inclusione sono infatti le tematiche caratterizzanti di questa iniziativa, giunta quest’anno alla sua terza edizione. Il dibattito è stato introdotto e moderato da Pino Adduci, regista della compagnia teatrale e autore degli spettacoli proposti nel corso della giornata; hanno partecipato (in ordine d’intervento) Olivia Molteni Piro (Kibaré Onlus), Letizia Torelli (Fata Morgana), Anna Ostinelli (Ic Borgovico), Betti Bordoli (Scuola primaria di Argegno), Alessandro Delcaro (Scuola diritti umani del Coordinamento comasco per la pace).

In apertura, Adduci ha sottolineato l’importanza della realtà scolastica come veicolo di accoglienza e di inclusione. Quando si considera l’immigrazione come questione di (in)sicurezza politica e sociale, si tende in effetti a dimenticare la dimensione quotidiana del fenomeno, fatta di piccole e grandi incomprensioni, difficoltà e fraintendimenti. L’intervento del teatro, più in generale dell’arte, intende proprio colmare queste lacune offrendo a tutti e a tutte un linguaggio universale che, a parte risolvere le difficoltà iniziali, può avviare un percorso di formazione condivisa. Da qui il coinvolgimento della “pluriclasse” multietnica della scuola primaria di Argegno – sedici alunni, tre continenti, diverse nazionalità – nella messa in scena del più italiano dei racconti, quello di Pinocchio, portato sul palcoscenico del circolo Arci Xanadù in mattinata (qui gli articoli e le foto ; i video di Dounia Arrafi e Luca Bedetti sono online sul canale Youtube di ecoinformazioni ).

Che la creazione e l’espressione artistica possano creare un’armonia di arrivo (e di partenza) lo conferma il secondo spettacolo rappresentato mercoledì, Sconfinati Destini. Storie di vite in cammino, che ha debuttato lo scorso 9 aprile sul palco del Teatro sociale. A parte l’indubbio, giustamente apprezzatissimo valore artistico, il punto di forza di Sconfinati destini sta nell’avere dato, o restituito, la possibilità di esprimersi in modo forte e chiaro agli otto giovani richiedenti asilo che hanno preso parte alla rappresentazione.
E quale luogo migliore per raccontare la propria storia del palco più bello della città di Como, quello di un teatro che si chiama “Sociale”, quindi “di tutti”? ha osservato Piro, alla cui Onlus, Kibaré – attiva su diversi progetti di cooperazione allo sviluppo in Burkina Faso – sono stati devoluti i fondi raccolti al debutto dello spettacolo.
Che un’associazione attiva nello sviluppo in loco – in linea con la dottrina dell’ “aiutiamoli a casa loro” di padana memoria, se vogliamo – si sia attivata dall’estate scorsa nel percorso di accoglienza spontanea e trasversale che ha portato all'”assemblaggio” della Bella Como. Una definizione che tuttavia non convince Piro, poiché gli oltre quattrocento soggetti coinvolti, pur generosi e disposti ad accantonare le reciproche divergenze, non hanno fatto nulla più di quanto fosse giusto e doveroso fare.
Lo stesso scetticismo di Piro si estende al concetto di “integrazione”, un termine associato al modello assimilativo di convivenza interetnica: se noi vi ospitiamo, voi accettate e adottate i nostri valori, senza se e senza ma. Piro preferisce far riferimento all'”interazione”, in cui ognuno può sì mostrarsi ricettivo verso il proprio interlocutore, ma senza per questo rinunciare alla propria specifica identità.
Imporre forzatamente un modello culturale “altro” può portare a gravi distorsioni e crisi individuali e sociali, specie se entrano in gioco lunghe e complicate trafile burocratiche che marginalizzano ulteriormente migranti e richiedenti asilo, vittimizzandoli o rendendoli invisibili agli occhi della legge, della politica e della società. Se alcuni centri di accoglienza mostrano attenzione verso le specifiche necessità della persona, questa situazione non si verifica sempre, e soprattutto non si verifica nelle strutture “ghettizzanti” che impediscono interazioni simmetriche tra i migranti e la comunità locale. Qui entra in gioco il contributo di Refugees Welcome, rete di accoglienza nata a Berlino nel 2014 e recentemente introdotto anche a Como, in cui richiedenti asilo con permesso di soggiorno possono essere ospitati da famiglie del posto, mettendo in moto un modello di accoglienza diffusa.

Dimmi se cerchi bellezza / anche quando tutto sembra, sembra soffocarti l’anima, recita Dimmi, una delle canzoni più note dei Sulutumana. Letizia Torelli di Fata Morgana è di questo parere, nel portare l’esperienza della propria associazione: su iniziativa della Rete per la grave marginalià, Fata Morgana e Luminanda hanno infatti offerto a tutte e tutti un laboratorio di teatro al chiostrino di Sant’Eufemia (piazzolo Terragni, 4), sede di Artificio. Il percorso teatrale si basa in questo caso su una delle massime celebrazioni cinematografiche degli “invisibili”: Miracolo a Milano, pellicola neorealista firmata da Vittorio de Sica. In tali situazioni, l’arte non è però fine a se stessa: essa serve innanzitutto a creare “relazioni a catena” tra i soggetti coinvolti, soddisfando il bisogno di bellezza, armonia e comprensione che è connaturato in ognuno. Scattando fotografie nel corso dei laboratori, Torelli ha registrato un progressivo percorso di crescita e di avvicinamento, che accomuna questa iniziativa al progetto I canti della seta, proposto in questi mesi alla città da Virgilio Sieni, noto e acclamato coreografo.

Anna Ostinelli, responsabile dell’integrazione degli alunni stranieri nell’Istituto comprensivo Borgovico di Como, ha ricordato che la realtà dell’integrazione in sede scolastica è assai più complessa di quanto si pensi “dall’esterno”. Anziché considerare gli e le studenti stranieri come “immigrati”, sarebbe forse più utile ribaltare la prospettiva e vederli come e-migranti, ciascuno con la propria cultura d’origine, il proprio vissuto e le proprie aspirazioni. Ci sono degli aspetti comuni, o delle tendenze – l’80% delle e degli alunni stranieri in Italia si orienta verso una formazione di tipo professionale, perché si sentono più motivati – sia pure per necessità –  ad acquisire competenze pratiche che non a perseguire una carriera accademica. Ciò non significa però che vadano accantonate le specificità individuali, né sottovalutare gli ostacoli di tipo burocratico, legale e psicologico di cui cadono vittima i giovani stranieri e i migranti di seconda generazione, che spesso soffrono della propria posizione intermedia tra la cultura familiare e quella del paese in cui sono nati e cresciuti. Il lancio della “pluriclasse” multietnica di Argegno asseconda questa volontà di valorizzare la diversità delle e degli alunni, ma tale progetto sottintende un altro, amaro aspetto della multiculturalità contemporanea, osserva Betti Bordoli, docente della classe: quello di genitori che, temendo la “ghettizzazione” della scuola come effetto di una diffusa presenza straniera, iscrivono i figli in altri istituti. Sembra una profezia che si autoavvera: e in effetti, nonostante l’esito positivo dell’esperimento condotto per due anni con Teatrogruppo Popolare (che ha effettivamente creato una maggior coesione tra i piccoli partecipanti), la scuola primaria di Argegno si avvia alla chiusura. Bordoli ha peraltro confermato le difficoltà nella gestione di una micro-comunità interetnica già evidenziate da Ostinelli, ricordando che il razzismo non è un’esclusiva euro-occidentale e che non sempre la scuola è avvertita come priorità dagli alunni e dalle loro famiglie, nonostante il suo importante ruolo nel processo di inclusione (specie quando essa non è percepita come un ambiente sereno!).
Quest’ultimo aspetto è stato portato alla luce anche da Alessandro Delcaro, educatore della Scuola per i Diritti Umani, progetto del Coordinamento Comasco per la Pace che dal 2005 è aperto alle classi quarte di diversi istituti superiori di Como e provincia. La dimensione migratoria – si è visto anche a Como – coinvolge soprattutto persone di giovane età, sia che arrivino da soli sia che seguano le famiglie. All’esperienza del trasferimento e dello shock culturale, si sommano difficoltà di ordine psicologico e “socio-economico” che possono portare a considerare la formazione scolastica come una vera e propria perdita di tempo, tutt’al più come l’opportunità per acquisire i rudimenti della lingua locale, quanto basta per mettersi a lavorare ed acquisire uno status indipendente. Questa esigenza si fa ancora più acuta quando, con il conseguimento della maggior età, i giovani migranti devono abbandonare le (già poche) strutture di accoglienza per minorenni non accompagnati e cercare sistemazione in proprio.
L’alta frequenza di abbandoni scolastici da parte di studenti (non solo) stranieri è un dato, che è però direttamente connesso alle limitate possibilità di inserimento armonioso e funzionale nella società italiana.

Le difficoltà integrative che si incontrano a livello locale in sede scolastica non sono certamente un’esclusiva italiana e tantomeno di Como. Dall’incontro di mercoledì pomeriggio emergono però chiaramente alcuni spunti di riflessione: la necessità di un maggior coinvolgimento diretto e costante della comunità ospitante nell’interazione con i nuovi arrivati, siano essi in transito o in arrivo; il bisogno di valorizzare l’esperienza e i bisogni dell’individuo lavorando sugli elementi comuni, o costruendone con l’aiuto dell’arte, la presa d’atto che l’inclusione è “il percorso” prima ancora che “il traguardo”, e che come tale va affrontata in modo organico, mettendo in relazione ogni soggetto coinvolto, sia da parte di chi è accolto, sia da parte di chi accoglie. [Alida Franchi, ecoinformazioni].

Guarda il video di Luca Bedetti

15 maggio/ Accendi la luce al Tempio Voltiano

Domenica alle 15 Musaico sarà a Como, al Tempio Voltiano, con Accendi la luce, una visita animata gratuita dedicata agli alunni della scuola primaria a cura di Fata Morgana e Parada par Tücc. Operatori e attori, attraverso le tecniche teatrali di narrazione e drammatizzazione e con l’utilizzo dei protagonisti del Teatro di Figura, guideranno grandi e piccini alla scoperta della storia. L’evento sarà arricchito da giochi e animazioni a tema realizzati da artisti di strada.

Il progetto Musaico si propone di valorizzare i Musei Civici facendoli diventare luoghi di sperimentazione e produzione culturale; Accendi la luce è il secondo appuntamento di Vivi il Museo una delle azioni previste da Musaico per sostenere il protagonismo culturale dei cittadini e che ha visto nelle scorse settimane la distribuzione nelle scuole di un’apposita cartolina da far timbrare in occasione della partecipazione alle visite animate proposte. Le 2 scuole che collezioneranno il maggior numero di timbri vinceranno un percorso teatrale gratuito per una propria classe.

Fuori dal Comò

museicivicicomoI Musei civici comaschi si aprono ai giovani con un progetto cofinanziato da Fondazione Cariplo.

Un «progetto, che ha preso spunto dalla poesia di Gianni Rodari Como nel comò e dalla canzone Noi fuori del gruppo milanese I Ministri, ha ottenuto un finanziamento da Fondazione Cariplo e si prepara ora a muovere i primi passi – annuncia una nota di Palazzo Cernezzi –. Numerosi i soggetti in campo: l’ente capofila è il Comune di Como, affiancato dall’impresa sociale larioLHUB57, dall’associazione di promozione sociale L.A.L.T.R.O., dall’associazione Fata Morgana, dall’associazione Partücc, dalla cooperativa sociale AttivaMente e dall’ente di formazione Cias».

«Fuori dal Comò – viene siegato – è frutto di un percorso di co-progettazione partecipata tra pubblico e privato promosso e accompagnato dal servizio Fundraising del Centro culturale urbano diffuso Artificio, anch’esso finanziato da Fondazione Cariplo. Grazie ad Artificio, il Comune di Como ha incontrato le competenze e le energie della rete comasca di operatori culturali con cui ha dato vita all’idea progettuale. In questo percorso, sviluppatosi in 9 mesi di lavoro, i 7 partner si sono confrontati con diverse realtà locali, tra queste, ricordiamo in particolare quelle che avranno un ruolo operativo nelle azioni progettuali: le associazioni Como Concerti, Oltre il giardino, XYZ e Accademia Galli».

«Fuori dal Comò si svilupperà su due anni, prevede un investimento totale di 250mila euro, cofinanziato da Fondazione Cariplo per 150mila euro – prosegue la nota –. Nei prossimi giorni prenderanno il via i lavori di programmazione, le attività aperte alla cittadinanza entreranno invece nel vivo a primavera 2016 per concludersi a fine 2017. In concreto il progetto si propone di valorizzare i Musei civici facendoli diventare luoghi di sperimentazione e produzione culturale attraverso una serie di azioni mirate ad ampliare il target dei loro visitatori: dai bambini ai loro genitori e nonni, dai giovani locali ai turisti internazionali».

Tutto si baserà, come va per la maggiore, «sulla collaborazione tra pubblico e privato, mettendo in campo realtà storiche accanto ad altre emergenti, e puntando sull’attivazione dei talenti e delle competenze giovanili presenti sul territorio comasco. Obiettivo finale è favorire la partecipazione della cittadinanza nella costruzione di nuove modalità di fruizione degli spazi e delle risorse presenti nel sistema museale cittadino. Il progetto, come detto, è stato realizzato con Fondazione Cariplo, tra le realtà filantropiche più importanti del mondo con oltre 1.000 progetti sostenuti ogni anno per 144 milioni di euro e grandi sfide per il futuro». [md, ecoinformazioni]

19 settembre/ Sogno di una notte di fine estate

sogno di notte di fine estateNotte bianca della maglia al Giardino della valle a Cernobbio, per dare risalto al giardino, un piccolo omaggio alla sua ideatrice nonna Pupa, venerdì 19 settembre, dalle 20 fino alle 8 del mattino del giorno seguente: «Per creare un prato verde ricoperto di fiori».

 

Organizzano Urban Knitting, Fata Morgana, Eletta Revelli (ideatrice ed organizzatrice dell’Urban Knitting di Brienno), i Novellatori di Cernobbio, Leggevamo 4 libri al bar… a Como, i Gas (Gruppi di acquisto solidale) di Como e Cernobbio, Como ruota libera, Celtic Arp Orchestra. Contestualmente si cercano lettori «portate un libro, una sedia, una felpa e una luce, tema della serata i fiori, l’estate, il rinnovamento, l’ambiente» inoltre «si leggeranno testi sulla notte e sui folletti, arpe celtiche suoneranno sotto le stelle, attori professionisti e dilettanti reciteranno pezzi tratti da Shakespeare e una biciclettata in piena notte partirà da Como e arriverà al giardino». Per informazioni e-mail fatamorganacomo@gmail.com. [md, ecoinformazioni]

Novellatori senza frontiere

brigata_dei_novellatori_2014Racconti in cammino tra Italia e Svizzera, corso gratuito di teatro di narrazione a Cernabbio e Morbio Inferiore.

 

«Per il sesto anno consecutivo, la biblioteca comunale di Cernobbio propone un corso gratuito per imparare a raccontare, per l’occasione aperto anche a “novellatori” della vicina Svizzera – spiega un comunicato –. Infatti viene organizzato nell’ambito del progetto Interreg I cammini della Regina (www.viaregina.eu) i cui capo fila sono il Politecnico – Sede territoriale di Como e la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana Supsi».

Il corso curato dalle attrici di Fata Morgana, rivolto a tutte le persone dai 10 ai 99 anni, anche senza esperienze attorali, si terrà in quattro incontri nei martedì di aprile, l’8 e il 15, nella biblioteca di Cernobbio dalle 20.30 alle 22.30 e, il 22 e il 29, alla Scuola di musica Jardin Musicale a Morbio Inferiore. L’obiettivo è: «L’apprendimento delle tecniche del teatro di narrazione e la ricerca di quella capacità teatrale che permette di elaborare sentimenti ed emozioni a partire da immagini, storie e ricordi». Inoltre: «I novellatori accompagneranno con le loro storie, attraverso un paesaggio quasi dimenticato fatto di arte, storia, Gis e molto altro, i partecipanti al MapParty del 3 maggio 2014 organizzato dai partner del progetto Interreg I cammini della Regina. Si partirà da Cernobbio e da Sagno verso Piazzola per vivere un’esperienza culturale, sensoriale e giocosa, in una giornata aperta a tutti, dedicata alla ri-scoperta della strada Regina e dei suoi percorsi transfrontalieri verso il Canton Ticino».

Per informazioni e iscrizioni (entro il 7 aprile) tel. 031.343234, e-mail ufficio.cultura@comune.cernobbio.co.it. [md, ecoinformazioni]

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