Kossì Komla Ebrì

Contrastare la xenofobia/ Tutelare i diversamente visibili e rompere l’isolamento

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Contrastare la xenofobia si è tenuto la sera di venerdì  23 febbraio, nella Sala civica di Vighizzolo di Cantù. Introdotta da Marco Lorenzini (Coordinatore insieme a Emilio Russo e Paolo Sinigaglia di Liberi e Uguali della provincia di Como), la serata ha visto la partecipazione di Kossi Komla-Ebri presidente onorario dell’associazione Redani (Rete della Diaspora Africana Nera in Italia, e Kalongo Vicky Tshimanga, candidato di Liberi e Uguali alla Camera nel collegio plurinominale di Como, Lecco e Sondrio. Tra il pubblico, composto da una ventina di persone, alcuni dei candidati e delle candidate della lista al Parlamento e alle elezioni regionali per il gruppo LeU della provincia di Como, che ha curato l’organizzazione dell’incontro.
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Germogli recisi con una donazione diventa cortometraggio animato

Kossi Komla-EbriGermogli recisi. La terribile storia di un bambino soldato in Uganda [tratto dall’omonimo racconto di Kossi Komla-Ebri tratto dal libro Vita e Sogni -Racconti in concerto- Edizioni dell’Arco 2007] è un cortometraggio animato che ha la pretesa di non far dimenticare tutti i bambini che nel mondo sono coinvolti loro malgrado nei conflitti armati.
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Assemblea nazionale antirazzista/ Per un’Italia giusta

20130706_132344È possibile costruire convergenze fra tutte le associazioni antirazziste per definire e costruire collettivamente una manifestazione nazionale? Un passo importante è stato compiuto sabato 6 luglio a Firenze. Leggi nel seguito del post l’articolo di Kossi Komla-Ebri. (altro…)

Scritture migranti/ Un libro di école

scritturemigrantiofficinaE’ scaricabile on line il volume Scritture migranti (234 pagine a colori, gratuito) edito dall’associazione comasca  Idee per l’educazione.  Scritture migranti presenta i materiali proposti nell’omonimo convegno e i contributi raccolti successivamente nella terza officina dello spazio telematico di école, un ampio quadro di studi e esperienze sul tema corredato da una vasta bibliografia. In scritture Migranti anche interventi dell’erbese Kossi Komla-Ebri. Per leggerlo on line clicca qui. Per scaricare la versione stampabile  pdf  (88 mega) clicca qui

Non siamo carne da macello

Riceviamo da Kossì Komla Ebrì, cittadino italiano nato in Africa, scrittore, medico, da sempre impegnato contro il razzismo e tra i relatori del Convegno In alto mare del Coordinamento comasco per la Pace, il comunicato “Non siamo carne da macello” della Redani (Rete della Diaspora Africana Nera in Italia ), un movimento politico, non partitico di intellettuali africani in Italia.

Nel testo della Redani, che pubblichiamo integralmente, tutta l’evidenza degli effetti devastanti della discriminazione e della violenza contro gli africani e non solo e l’urgenza di un cambiamento profondo politico e sociale che garantisca finalmente per tutti uguali diritti.

«Dall’uccisione del giovane sudafricano Jerry Essan Masloo (Villa Literno, 25 agosto 1989) che allora sollevò un’onda d’indignazione e proteste in questo paese, a quella recente del senegalese Ibrahim M’Bodi ucciso a Biella dal datore di lavoro, con nove coltellate, perché reclamava lo stipendio che da tre mesi non gli era stato versato, abbiamo assistito nell’arco di un solo anno al massacro del piccolo Abdul a Milano per un pacco di biscotti, al pestaggio del giovane Emmanuel dai vigili di Parma. Abbiamo visto il giornalista-scrittore Pap Khouma malmenato da agenti del trasporto milanesi, sei ghanesi morti-ammazzati a Castelvolturno, uno studente etiope picchiato a Napoli, l’attore Mohamed Ba accoltellato in pieno giorno nella “Milano col cuore in mano”, senza ragione, di fronte all’indifferenza generale. Anche un somalo a Torino aggredito sul pullman, ne è uscito con una mascella rotta, un fisioterapista congolese, aggredito davanti alla figlioletta da una ventina di ragazzi, e tante, tante altre violenze e soprusi quotidiani.
A quelli che parlano ancora di “episodi isolati” diciamo che sono fatti che dimostrano, ce ne fosse bisogno, che c’è un fenomeno di intolleranza crescente che sta dilagando in questo paese e la comunità Nera africana ne sta pagando altamente le spese. Da qualche tempo, registriamo presso i nostri concittadini dell’Africa Nera, segnali di insofferenza e preoccupazione. Ci sono sempre più immigrati neri che denunciano l’esistenza di un clima di sospetto, di ostilità, di violenza verbale nei loro confronti. Oggi in Italia, vi sono chiari indici di un aumento del razzismo contro i Neri. Il peggioramento della situazione ci invita ad agire per dire Basta contro l’odio e il razzismo.
Di fronte all’uccisione di Ibrahim M’Bodi, gli intellettuali dell’Africa Nera in Italia chiedono a Tutti un risveglio da questo letargo di disumana indifferenza. Dobbiamo combattere Tutti contro questo vento gelido che si aggira per l’Italia nell’assordante silenzio della gente onesta. La battaglia deve essere culturale, ma anche politica e mediatica.
Chiediamo perciò alla classe politica di questo paese che ci ha accolto, più impegno e determinazione nella lotta contro il razzismo, l’odio e l’intolleranza. Servono campagne di prevenzione per impedire un deterioramento della situazione. Ma contrariamente ai metodi usati in passato, vogliamo essere protagonisti di queste campagne di sensibilizzazione. Vogliamo parlare agli italiani ed affrontare insieme a loro le sfide della convivenza e del dialogo interculturale. Chiediamo alla classe politica di fronte all’uccisione di Ibrahim M’Bodi di cambiare radicalmente il modo con il quale la questione del razzismo viene affrontata in questo paese.
Perché non siamo cittadini di seconda classe;
Perché crediamo in una società dei Diritti ma anche dei Doveri;
Perché crediamo in una società dove la sicurezza viene garantita a tutti i cittadini;
Perché molti di noi sono anche orgogliosamente cittadini italiani;
Per evitare che accada un altro episodio triste, chiediamo alla classe politica di impegnarsi con maggiore concretezza per il nostro riconoscimento sociale creando le condizioni per farci dialogare in armonia con il popolo italiano».

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