Lisa Bosia Mirra

Lisa Bosia Mirra: una vittoria per i diritti umani

Con una nota l’Osservatorio giuridico ticinese comunica che la Corte di Appello e di Revisione penale dello Stato e Repubblica del Cantone Ticino ha ridotto, con una sentenza datata 15 ottobre, le multe a carico di Lisa Bosia Mirra, accusata di reati connessi alla cosiddetta “immigrazione clandestina” nel periodo dell’estate 2016 in cui tra Como e il Ticino l’affollamento dei migranti in transito era stato particolarmente grave. Nella sentenza, inoltre, si afferma in modo esplicito che fornire assistenza alle persone migranti non può essere considerato un reato.

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Il processo di Lisa Bosia Mirra

In un mondo rovesciato nel quale gli oppressori sostengono addirittura di essere invasi dagli oppressi non stupisce che una paladina dei diritti umani, integerrima e esempio per i giovani svizzeri e non solo come Lisa Bosia Mirra abbia dovuto affrontare il 21 settembre  il processo che le autorità svizzere le hanno intentato. Chi nulla fa contro le violazioni dei diritti umani al confine italo-svizzero si permette di imputare di facilitazione dell’immigrazione illegale la deputata svizzera, nota e stimatissima anche a Como dove si prodigò nell’estate del 2016 con la sua associazione Firdaus per dare il necessario soccorso ai migranti a San Giovanni quando le istituzioni non offrivano loro assolutamente nulla. (altro…)

Lisa Bosia Mirra, cittadina onoraria di Como, a Palazzo Cernezzi

La dichiarazione preliminare che ha svolto Celeste Grossi  al Consiglio comunale di Como del 19 aprile 2017 per presentare la Petizione che chiede che venga concessa la Cittadinanza onoraria di Como a Lisa Bosia Mirra, Consigliera del Gran Consiglio del Canton Ticino. Primi firmatari Celeste Grossi, Luigi Nessi. La petizione, firmata  da cittadini e cittadine,  è stata sottoscritta anche dai consiglieri comunali Mario Forlano e Luca Ceruti e dalle consigliere Andrée Cesareo, Patrizia Lissi, Roberta Marzorati, Laura Bordoli. (altro…)

Non c’è legalità senza giustizia/ Chiesta la condanna della parlamentare Lisa Bosia Mirra

Completo stravolgimento della realtà, una vergogna per la Svizzera, un insulto a tutti coloro che si adoperano giorno e notte perché la civiltà europea non sia cancellata dai venti di xenofobia e razzismo dominanti. Con una decisione incredibile,  invece di sanzionare i comportamenti che rendono la frontiera italo svizzera vergognosamente chiusa ai diritti umani e aperta al traffico di ogni tipo di merce, impedendo il legittimo diritto delle persone di fuggire da guerre, violenza e povertà, il pubblico ministero  svizzero ha emanato il 12 aprile un atto d’accusa che condannerebbe la parlamentare socialista a cui Como deve molto perché con Firdaus è stata tra le prime a dare solidarietà ai migranti accampati alla Stazione San Giovanni.

L’ingiustizia non è ancora compiuta, ci dovrà essere un dibattimento che ci si augura affermi il diritto alla solidarietà, ma il solo fatto che si possa chiedere una condanna è gravissimo dato che è assolutamente escluso che Lisa Bosia Mirra, recentemente insignita del prestigioso premio Alpi aperte, abbia compiuto atti ingiusti. Si tratta di un provvedimento intimidatorio che colpisce non solo l’interessata ma tutta quella Bella Como che con lei ha saputo mostrarsi umana e civile. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

 

Migranti/ Bernasconi chiede unità, i volontari libertà

Nella serata del 13 gennaio alla Parrocchia di Rebbio si è tenuta un incontro organizzato da Flavio Bogani che ha invitato Roberto Bernasconi di Caritas Como a discutere alcuni aspetti della situazione ribattezzata “accoglienza fredda” con i volontari della ex mensa di Sant’Eusebio.

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Bernasconi ha esordito dicendo che il dormitorio invernale di via Sirtori è stato ampliato di dieci posti per la notte, ma spesso ci sono posti liberi sia perché non tutti i senza fissa dimora si recano lì sia perché alcuni tra i migranti mandati da Rebbio sono tornati lì. Ha poi parlato degli ulteriori spazi disponibili, tra cui soprattutto è stato individuato il dormitorio di Sant’Eusebio.

Intanto – dice il responsabile di Caritas Como – al campo di via Regina si è ridotto di molto il numero di persone trattenute, sceso intorno alle 100 unità per via dei passeur e del volontario spostamento di alcuni migranti. Bernasconi ha allora sottolineato come ci sia la possibilità di distribuire meglio i migranti nella zona, a patto di regolarizzare gli orari e le permanenze nelle strutture e avere un sufficiente numero di persone disposte ad aiutare per la gestione della questione.

Dopo aver ribadito l’importanza di impegnarsi sul fronte dell’assistenza ai migranti, senza dimenticare però la vicinanza ai senza fissa dimora comaschi, Bernasconi ha risposto alle domande dei volontari sul significato del tesserino di riconoscimento nei centri. Questo, oltre che a dare un certo qual senso di sicurezza, servirebbe a mantenere una sensazione di instabilità che spinga a tentare di migliorare la situazione in cui il possessore della tessera si trova.

Il discorso è poi tornato sull’organizzazione degli interventi da compiere a Como.
Bisogna superare la spontaneità iniziale e cercare un’unione d’intenti tra le varie realtà che sono intervenute dall’inizio della questione immigrazione a Como – secondo Bernasconi – che invita ognuno a mettere se stesso a disposizione dell’altro per far sì che gli sforzi dei singoli inizino a coincidere in un unico metodo d’intervento che valga per ogni situazione che interessa Como.
Ad esempio dell’unità iniziale, Bernasconi ha citato i ripetuti inventi di Caritas per evitare situazioni di tensione nel campo. È stato contraddetto da una dei presenti (Lisa Bosia Mirra), ma questa è stata subito messa a tacere ed è uscita.

Rispetto al campo governativo, in risposta alle domande dei presenti riguardo il campo e l’impiego delle strutture libere il responsabile Caritas ha rimarcato l’importanza di definire chiaramente le funzioni dei luoghi e dei volontari.
Alla proposta di unire i volontari in un’associazione che abbia la Caritas non più come organo di controllo ma solo come riferimento, la risposta è stata che i volontari sono liberi di costituirsi insieme, ma c’è bisogno del coraggio di credere in un progetto comune. I presenti hanno fortemente manifestato, nel corso del dibattito conclusivo, la volontà di continuare a fare un volontariato libero da varie egemonie e, secondo alcuni, anche svincolato da una qualunque struttura associativa.

Intanto, nonostante i discorsi di Bernasconi, i migranti continuano a essere respinti alla frontiera, a essere costretti alla permanenza a Como e ad arrivare a Rebbio. [P.C., ecoinformazioni]

Sel-Si: legalità e giustizia/ Solidarietà con Lisa Bosia Mirra

Lisa Bosia MirraMarco Lorenzini, coordinatore provinciale di Sel-Si esprime solidarietà alla deputata socialista Lisa Bosia Mirra, accusata di aver cercato di ripristinare la legalità violata, si oppone alle deportazioni dei migranti che con grandi costi vengono mandati al Sud; evidenzia il legame tra i ragazzi che hanno trovato rifugio alla stazione San Giovanni di Como e i potenti del Forum Ambrosetti:  «i primi chiedono il diritto, per ora negato, di esistere e di spostarsi liberamente, i secondi rappresentano la totale libertà e senza controllo di spostamento dei capitali». leggi nel seguito il comunciato di Sel-Si. (altro…)

Asgi/ No alla criminalizzazione della giustizia

Lisa Bosia MirraFerma presa di posizione dell’Asgi a sostegno della parlamentare Lisa Bosia Mirra, accusata fantasiosamente di reati mentre si adoperava perché non se ne commettessero.Le violazioni delle leggi formali e sostanziali sono invece evidentemente quegli atti dei governi che contddicono la Dichiarazione universale dei diritti umani, la Convenzione di Ginevra e le Costituzioni degli stati democratici.

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Fermata Lisa Bosia Mirra e poi rilasciata nel pomeriggio/ Difendere i diritti in Svizzera è pericoloso

bosia firdausInvece di attuare la Convenzione di Ginevra, violata negando i diritti delle persone alla fuga da guerre, violenze e povertà, le autorità svizzere tentano di “risolvere” il problema arrestando  la deputata “rea” secondo le guardie di confine di stare aiutando migranti minorenni a varcare il “muro” eretto arbitrariamente in questi giorni contro i diritti umani per impedire il passaggio di migranti diretti in Germania che trovano un primo rifugio a Como. (altro…)

Emergenza umanitaria/ 12 agosto in stazione parlamentari svizzeri e giuristi

AR. MIG PRANZOGiornata importante, giovedì 12 agosto, per l’emergenza umanitaria alla stazione di Como. In mattinata intorno alle 12 arriveranno in stazione con Luciana Carnevale e Lisa Bosia Mirra i legali dell’Associazione per gli studi giuridici sull’emigrazione con grandissime competenze sul tema e collegamenti con analoghe istituzioni in Svizzera. Anche il Comune di Como metterà a punto uno sportello di consulenza sui diritti dei migranti che sarà attivo tra qualche giorno. Sempre il 12 agosto ci sarà il sopralluogo in stazione di un gruppo di parlamentari svizzeri [tra loro Marina Carobbio (vicepresidente del Partito socialista svizzero), Carlo Sommaruga, Cesla Amarelle) per verificare lo stato dell’emergenza e valutare come assicurare in frontiera il rispetto delle leggi, della Convenzione di Ginevra e del diritto internazionale all’asilo. (altro…)

Qual è la legge della frontiera?

ComoSenzaFrontiere-PiazzaDuomo-07A fondamento del concetto stesso di legalità democratica c’è la conoscenza delle norme in vigore, per questo l’associazione Firdaus,  la rete Como senza frontiere, la parlamentare socialista ticinese Lisa Bosia Mirra, Luigi Nessi e Celeste Grossi (consiglieri comunali di Paco-Sel a Como) interrogano il prefetto di Como e le autorità di governo del Ticino per conoscere quali siano le norme in vigore alle frontiera italo-svizzera. Leggi il testo della lettera

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