Paratie Como

Paratie/ Provvedimento sanzionatorio dalla Provincia

paratie_03Il Comune di Como ha ricevuto dalla Provincia la comunicazione dell’avvio di un procedimento sanzionatorio a seguito del sopralluogo che era stato effettuato lo scorso 16 febbraio. «Il contenuto è sconcertante, visto che mette in discussione i pareri a suo tempo rilasciati dalla stessa Provincia e fa riferimento ad una situazione di cantiere in cui gli ultimi lavori eseguiti risalgono al gennaio 2011 – spiega il sindaco Mario Lucini –  Risponderemo alle contestazioni e valuteremo eventuali azioni».

Paratie/ Ferro e Gilardoni si dimettono

cantiere-paratie-panoramicaGli ingenieri Antonio Ferro e Pietro Gilardoni, comunica palazzo Cernezzi, hanno rassegnato le dimissioni rispettivamente dall’incarico di responsabile unico del procedimento e di direttore lavori del cantiere del lungolago. «Prendo atto e comprendo la scelta – commenta il sindaco Mario Lucini – Si sono venute a determinare condizioni non facili per poter svolgere serenamente il proprio ruolo. Li ringrazio per l’impegno e la professionalità che hanno messo in campo, in questi anni, in un compito certamente arduo»

Lungolago/ richiesta di proroga all’Anac

lungolago paratie Piazza_Cavour_dallxaltoIl responsabile unico del procedimento, l’ingegner Antonio Ferro, ha firmato questa sera e trasmesso via Pec (posta elettronica certificata) la richiesta di proroga all’Anac. In ragione della “corposità e complessità” dei contenuti delle risposte che l’amministrazione dovrà presentare in merito al cantiere delle paratie, è stata chiesta una proroga di quindici giorni che portano quindi al 20 settembre il termine per la consegna delle controdeduzioni alle risultanze istruttorie dell’autorità nazionale anticorruzione.

Una domanda semplice sulle paratie

NOparatieLuca Michelini pone domande che molti si fanno, anche tra gli elettori del centrosinistra comasco. Lui definisce il quesito  «Una domanda semplice sulle paratie» e vedendo il governo Lucini affannato nel cercare di risolvere problemi posti dalle giunte di centrodestra e da dirigenti incapaci è lecito chiedersi perché il centrosinistra lariano si sia accontentato di “cambiare passo” e non abbia invece scelto di cambiare direzione abbandonando completamente le devastanti grandi opere dei governi precedenti della città.  Leggi  nel seguito del post l’opinione di Luca Michelini ripresa da Democrazia economica. Leggi anche Riflessioni a margine della relazione del Comitato Nazionale Anticorruzione sul “caso paratie” di Como.

«1. Gianfranco Giudice, preciso e puntuale e acuto come sempre nelle sue riflessioni, affida al web [su Fb, ndr] una riflessione del tutto condivisibile: “nel pomeriggio camminavo sul lungolago da piazza Cavour verso Sant’Agostino e pensavo che se fossi il Sindaco di Como Mario Lucini, toglierei quelle orrende inferriate, rimetterei le vecchie ringhiere sul marciapiede, sistemerei i cubetti di porfido esistenti, una potata alle piante, una pulita e… chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto, scurdammoce u passatu e nu ne parlammu chiu”.

Difficile non condividere questa osservazione, ispirata al buon senso.

2 . Si tratta di una osservazione che spinge ad interrogarsi sul motivo per il quale la giunta di Como ha scelto la strada diametralmente opposta: cioè quella di continuare nell’opera delle paratie, mettendosi in continuità con quella giunta Bruni che proprio sulle paratie era caduta, aprendo la strada ad un possibile cambiamento politico in città.

La continuità Bruni-Lucini è stata infatti evidente almeno su tre fondamentali aspetti urbanistici, destinati a segnare in profondità il destino di Como: la sistemazione dell’area Trevitex e dell’enorme spazio urbano della Ticosa, infine le paratie. Paratie che la Commissione Nazionale Anticorruzione ha definito, in sostanza, inutili e costose. Non solo la Commissione contesta la scelta amministrativa di non promuovere un nuovo bando per i lavori, ma mette sotto accusa la stessa decisione di continuare i lavori.

3. Quali sono, dunque, i motivi per cui la giunta Lucini ha deciso di continuare in quest’opera?

Ritengo che questa domanda dovrebbe costituire il fulcro del dibattito politico cittadino, tanto più che viviamo in un periodo di assurda austerità, che fa sentire i propri effetti anche a livello locale, con pesanti tagli al bilancio, che stanno mettendo in difficoltà, a detta dello stesso sindaco, la “normale amministrazione”.

Nel rispondere alla domanda credo sia opportuno individuare con millimetrica precisione le responsabilità della decisione presa. Il PD ha fatto proprio il “decisionismo” di craxiana memoria: ebbene il decisionismo pretende l’individuazione precisa ed inequivocabile di tutti gli attori che hanno compiuto la scelta e delle loro motivazioni. Non credo di sbagliarmi, p.es., nell’individuare non solo nel Comune – inteso come giunta, e come dirigenza degli uffici – , ma anche nella Regione Lombardia il motore ultimo della scelta.

4. La giunta Lucini si è piccata di promuovere la trasparenza negli atti e degli atti, segnando in questo caso una netta discontinuità con la giunta Bruni: ebbene non credo possa derogare in questo caso fondamentale.
Intano potrebbe cominciare a rendere disponibile sul sito del Comune la relazione della Commissione, che è nelle mani dei partiti che sostengono la giunta, ma che i cittadini non possono ancora consultare». [Luca Michelini da Democrazia economica]

Luca Michelini sullo stesso argomento ha scritto successivamente, sempre su Democrazia economica,  anche l’articolo Riflessioni a margine della relazione del Comitato Nazionale Anticorruzione sul “caso paratie” di Como.

Paco-Sel/ Paratie: responsabilità dirette politiche e tecniche e di tanti maitres a penser


paco selNon sarà forse mai possibile dimenticare l’oltraggio alle vittime, alle leggi e all’ambiente per aver destinato fondi stanziati per il risanamento idrogeologico (legge Valtellina) alla più grande opera di sperpero di denaro pubblico (33 milioni di euro) determinata dalle destre a Como con l’affare paratie. Contro  per decenni si è battuta la sinistra comasca e la lista della rondine che organizzò dieci anni fa persino spettacolari manifestazioni con un’esondazione simulata da uno striscione di duecento metri per dare il segno di quanto folle fosse l’idea di fermare le acque col malaffare. Giorgio Fontana di Paco-Sel esprime, in preparazione del Consiglio di lunedì 13 aprile, la soddisfazione per l’operato del sindaco Lucini e la richiesta: «mai più opere straordinarie che sono tali solo per le mostruosità che generano».
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ecoinformazioni on air/ Paratie: Lucini medico, destre agente patogeno

NOparatieIl servizio del 23 giugno di Gianpaolo Rosso per Radio popolare.  Ascolta il servizio audioLa prima manifestazione a Como contro le paratie, il progetto più inutile che folle che doveva proteggere la città dalle esondazioni del Lario, fu alla fine degli anni ’90, quando, per ridicolizzare l’idea, fu svolto uno striscione di 100 metri che dalle sponde del lago arrivò come un’onda fino in piazza Duomo. Ma a seppellire l’idea non bastò quella risata. E, nonostante l’opposizione popolare, iniziarono i lavori e l’enorme esborso di denaro pubblico prima in studi e poi in opere tanto faraoniche da meritare l’appellativo di Mose di Como. In verità qualche assonanza con la grande opera di Venezia, ora al centro delle attenzioni della magistratura, c’è  visto che la ditta, la Sacaim, è la stessa e l’idea di fermare le acque con un muro di denaro pubblico è la stessa. Così il progetto ha privato per anni Como della vista del suo lago con il muro della vergogna e drena ancora oggi una considerevole parte delle risorse dell’amministrazione comunale, diversa da quella che ebbe l’idea geniale, ma ugualmente costretta a pagare i danni determinati da lavori iniziati e contratti già stipulati. Ora è arrivata da parte della Sacaim una nuova richiesta di 11 milioni di euro, davvero troppi per il Comune che per avviare il completamento dei lavori di ripristino ha dovuto pure ringraziare per un finanziamento regionale il leghista Maroni esponente di un partito che insieme a Forza Italia quella follia aveva votato. Grande la rabbia delle forze politiche del centrosinistra lariano che unite difendono il sindaco da chi vorrebbe addossargli responsabilità.Pd. Como civica, Paco-Sel e Amo la mia città ricordano che Mario Lucini si era opposto allora alle paratie e ora ne deve gestire il disastro. Lucini è il medico che  «cerca di guarire una gravissima ferita inferta al cuore della città». È il centrodestra l’agente patogeno di questa sciagurata vicenda. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il pradosso è che ora da prte del centrodestra comascoNaturale che quando le forze politiche di maggioranza hanno visto attaccare il loro sindaco Mario Lucini come se fosse sua la responsabilità del disastro ab

 

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