Patrizia Di Giuseppe

30 maggio/ Il corridoio umanitario italo-svizzero tra il 1943-45 e il ruolo della Guardia di Finanza

110515_Programma MoltrasioSeminario sabato 30 maggio dalle 9 alle 13 all’Hotel Imperiale di Moltrasio, apertura lavori Carmela Ioculano, sindaco di Moltrasio, relazioni Tullio Montagna, presidente Anpi regione Lombardia, Gerardo Severino, direttore Museo storico della Guardia di finanza – Roma, Patrizia Di Giuseppe, diretttice Istituto di storica contemporanea Pier Amato Perretta, Lega di cultura di Piadena, Canti della Resistenza, Giuseppe De Luca, Anpi Seprio, Valter Merazzi, Associazione Schiavi di Hitler, Corpo musicale Moltrasio, coordinamento Anpi Seprio, organizzato, per il 70° anniversario della Liberazione, da Comune di Moltrasio, Anpi Seprio, Istituto Perretta, Associazione Schiavi di Hitler con la Direzione del Museo storico della Guardia di finanza – Roma, Anpi provinciale e regionale.

7 marzo/ Donne Combattenti

donne_combattentiL’Associazione nazionale di amicizia Italia Cuba, circolo Vilma Espin di Como, promuove sabato 7 marzo alle 15 presso il salone Bertolio di via Lissi 6 a Como-Rebbio, in occasione della giornata internazionale della donna un incontro sulle Donne Combattenti. Racconti di donne da Cuba all’Ucraina, dalla Resistenza italiana alla lotta delle donne Curde. Interverranno: Maria Giovanna Tamburello per l’associazione Italia Cuba, Inna Moshkarova  del comitato Ucraina antifascista e Patrizia Di Giuseppe dell’istituto di storia contemporane P.A. Perretta. Sarà inoltre proiettato il documentario La Resistenza delle donne Curde e sarà allestita la mostra Ti amo troppo..no al silenzio! Basta violenza sulle donne di Corvo Rosso.  Ingresso libero.

Indagine su una mafia al di sopra di ogni sospetto

La responsabilità del futuro: recita così il titolo dell’incontro organizzato dal Comitato soci Coop Lombardia di Como sul tema delle mafie, ma c’è anche il bisogno di ricostruire il passato – per capire il presente – perché nella comprensione delle vicende degli ultimi vent’anni riesiedono molte delle spiegazioni che possono servire a rendere più afficace la lotta alla criminalità organizzata.

Anna Vinci, autrice del libro La mafia non lascia tempo, esordisce proprio collegando la mafia alla P2, su un ideale linea che unisce la storia “nera” dell’Italia recente, e ricordando quanto sia necessario ricostruire il puzzle e ricomporre il quadro. “Non mi sento come una giapponese che resta nella foresta mentre la guerra è ormai finita”: per la lotta alle mafie serve un impegno costante,

Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo Borsellino e quindi attivista, fondatore del Comitato 19 luglio ’92 e del Movimento agende rosse, mette nel suo intervento tutta la passione da cui è animato: sottolinea come la strage di via D’Amelio in cui furono uccisi suo fratello e la scorta sia di fatto una strage di stato, ricorda come si possa ormai dire con sicurezza quanto Paolo Borsellino fu intralciato nelle sue indagini dai vertici proprio in vista di quell’accordo (o trattativa che dir si voglia) tra Stato e mafia. Usa parole molto dure verso l’attuale presidente della Repubblica che appare il garante del silenzio sul quella trattativa. E sottolinea poi quanto sia pericoloso cercare di far passare quelle vicende per “vecchie” storie.

Mentre l’intervista telefonica con il collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo risulta piuttosto deludente (del resto rivolta soprattutto a costruire un’immagine alternativa a quella del killer), è centrale l’intervento di Giorgio Bongiovanni, direttore AntimafiaDuemila, per quanto complicato da parecchi inconvenienti tecnici. Il giornalista afferma senza mezze termini che la trattativa c’è stata ed è andata in porto, così che con le forze criminali è stato siglato un vero e proprio patto; gli assassini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino si collocano in questo scenario, eseguiti dalla mafia ma con l’appoggio dei servizi segreti e forse anche con appoggi internazionali (certo la mafia statunitense era interessata a far sparire Falcone, autore tra l’altro di importanti inchieste sul traffico internazionale di droga). Bongiovanni sottolinea anche quanto l’economia della criminalità organizzata abbia ormai una rilevanza fondamentale: si calcola che ogni anno il “fatturato” delle principali organizzazioni criminali si aggiri in Italia tra i 150 e i 200 miliardi di euro; ciò significa – di fatto – la possibilità di interferire con la gestione dell’economia nazionale, attraverso una infinita serie di aziende, formalmente “pulite” ma gestite con i soldi della criminalità. Ciò nonostante, e nonostante il clima pesante, Bongiovanni si dichiara ottimista. La lotta non è finita. La sperianza nemmeno.

Un messaggio analogo a quello lanciato in apertura, da Marcello Iantorno, assessore a Legalità, diritti e trasparenza del Comune di Como, che aveva fatto appello al ruolo della società civile per rimuovere qualsiasi complicità nel paese.

Al netto di un’organizzazione un po’ problematica e di qualche sbavatura nei toni, la serata del 24 ottobre al Teatro Nuovo di rebbio ha fornito parecchi elementi di prima mano per la conoscenza della criminalità organizzata di ambito mafioso, insediata – e in modo non episodico – anche nel territorio lombardo e comasco.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

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Il palco all’inizio della serata.

 

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Patrizia Di Giuseppe, coordinatrice dell’incontro con Salvatore Borsellino.

 

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Anna Vinci con Marcello Iantorno, durante l’intervista telefonica a Gaspare Mutolo.

 

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Salvatore Borsellino.

 

24 ottobre/ La responsabilità del futuro

responsabilità futuroIncontro con Salvatore Borsellino, attivista, fondatore del Comitato 19 luglio ’92, fondatore del Movimento agende rosse, Anna Vinci, autrice del libro La mafia non lascia tempo, via Skype Giorgio Bongiovanni, direttore AntimafiaDuemila, in diretta telefonica Gaspare Mutolo, collaboratore di giustizia, e Marcello Iantorno, assessore a Legalità, diritti e trasparenza del Comune di Como, coordinerà Patrizia Di Giuseppe, direttrice Istuto di storia contemporanea Perretta di Como, venerdì 24 ottobre alle 20.30 al Teatro Nuovo di Rebbio, in via Lissi 9 a Como, organizza Comitato soci Coop Lombardia Como. Ingresso libero, prenotazioni all’e-mail com.socicoop.como@gmail.com.

8 aprile/ La P2 nella storia italiana

ISCCo-P2Gherardo Colombo e Anna Vinci saranno martedì 8 aprile 2014 alle 17.30 in Biblioteca a Como per ricostruire il ruolo della loggia P2 nella storia della Repubblica italiana. L’incontro – organizzato da Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”,Università Popolare Auser,Associazione Memoriacondivisa progetto “Memoria e Verità” con il patrocinio del Comune di Como, e coordinato da Patrizia Di Giuseppe – sarà l’occasione per approfondire che cosa è cambiato a 30 anni dalla commissione d’inchiesta parlamentare.

Gherardo Colombo è infatti uno dei magistrati scopritori, nell’ambito dell’inchiesta su Sindona, della famosa lista di iscritti alla loggia Propaganda 2, mentre la scrittrice Anna Vinci ha recentemente curato l’edizione dei diari di Tana Anselmi dedicati proprio alla commissione d’inchiesta parlamentare. I volumi pubblicati da entrambi saranno in vendita in occasione dell’incontro.

Resistenti e Resistenza all’Istituto di storia contemporanea

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All’Istituto di Storia contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como il 14 marzo, per il ciclo di incontri sulla storiografia locale, ha parlato la storica e ricercatrice Roberta Cairoli. Il libro Nessuno mi ha fermata – Antifascismo e Resistenza nell’esperienza delle donne del comasco 1922-1945 [NodoLibri, 2005], come ha dichiarato Patrizia Di Giuseppe, «rappresenta una valida ricerca sia per le fonti scandagliate, sia per la modalità narrativa usata». È stato un incontro diverso dai precedenti per la metodologia utilizzata, quella dell’intervista, in cui Patrizia Di Giuseppe ha indirizzato l’autrice nel raccontare le storie presenti all’interno del libro. La scelta di opporsi al regime, per le donne, ha rappresentato la voglia di uscire dalla guerra;  in alcune il sentimento antifascista è stato alimentato all’interno della famiglia. Scegliere di porsi contro il regime, per una donna, è diverso che per un uomo, perché significa trasgredire e superare i codici della società. Questo permette alla donna uno slancio in autonomia e libertà, ma anche forme di sospetto da parte di quelli che dovrebbero essere i propri compagni di lotta. Partendo dalle antifasciste della prima ora, Roberta Cairoli è arrivata a spiegare il maternage di massa, già proposto come categoria storica da Anna Bravo, per cui il ruolo materno, con la sua peculiarità di cura, viene esteso alla sfera pubblica. Dopo l’8 settembre, le donne aiutarono gli uomini a spogliarsi dagli abiti militari per la grande diserzione; da quel momento in poi, hanno sfamato, accudito, nascosto e si sono mosse nella resistenza civile, interpretata come lotta di opposizione al fascismo. La resistenza è stata la lotta per uscire dalla guerra e le donne, in modo diffuso, hanno rifiutato la guerra con modalità non violente. Il loro ruolo è stato assolutamente indispensabile alla guerra partigiana, poiché hanno coinvolto altre donne tessendo rapporti solidali, dando così un valore politico alle relazioni personali. Anche loro hanno pagato la loro scelta con la clandestinità, la condanna, il carcere e la morte. La resistenze delle donne è stata trasversale ad ogni ceto sociale, dalle operaie alle borghesi.
Tra i documenti analizzati, la ricercatrice ha tenuto a parlare dell’importanza del Casellario politico centrale, dove venivano schedati i sovversivi. Le schede relative alle donne comasche sono limitate, ma fanno comprendere il grado di pervasività totalizzante del regime, che controllava amicizie, letture, archiviava gli stenogrammi degli interrogatori e le fotografie. Si pensa spesso che donne e armi siano incompatibili, in quanto in contrasto con la maternità; ma le donne narrate nel libro raccontano della domesticità, della seduzione, della femminilità usate come armi per depistare il nemico. Anita Pusterla, Francesca Ciceri e Ginevra Bedetti Masciadri sono solo alcune delle donne che vengono raccontate nel loro agire. Alcuni espedienti: mettevano le armi nel passeggino del figlio, avevano borse con il doppio fondo, cambiavano colore dei capelli, inserivano i bigliettini, che recavano informazioni segrete, nei gomitoli di lana. E per chi ancora fatica a comprendere, e crede che il loro ruolo fosse marginale, di retrovia: le gappiste fungevano da informatrici, studiavano le abitudini dei fascisti, indicavano i luoghi degli incontri, agivano con scaltrezza. La veloce conclusione si è concentrata su una delle storie più controverse del territorio: la Gianna e il Neri, vicenda che ha spaccato l’Anpi e che meriterebbe più che un resoconto veloce dei fatti, e sembra negli interessi dell’Istituto, ridare spessore ad una vicenda ancora non chiarita. [Barbara Rizzi, ecoinformazioni]

14 marzo / Resistenti e Resistenza all’Istituto di Storia Contemporanea

Per il secondo ciclo di seminari sulla storiografia della Resistenza, organizzato alla Biblioteca dell’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como, il 14 marzo 2014 alle ore 17.30 si presenta Nessuno mi ha fermata – Antifascismo e Resistenza nell’esperienza delle donne del comasco 1922-1945, relatrici sono, oltre all’autrice Roberta Cairoli, Patrizia Di Giuseppe e Marinella Fasani. Ingresso libero.

Resistenti e Resistenza all’Istituto di Storia Contemporanea – Ultimato il primo ciclo

Seminari-libri-3Il 13 dicembre si è tenuto l’ultimo incontro del primo ciclo di seminari sulla Resistenza, organizzato dall’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”. Il testo preso in esame Patrizia Di Giuseppe, direttrice dell’Istituto, è stato La Resistenza in Italia. Storia e critica di Santo Peli, docente di Storia Contemporanea a Padova. (altro…)

Resistenti e Resistenza all’Istituto di Storia Contemporanea

Seminari-libri-3Il 29 novembre 2013 si è tenuto il terzo incontro del ciclo di seminari sulla Resistenza organizzato dall’Istituto di storia Contemporanea “Pier Amato Perretta di Como”. Il testo storiografico preso in esame è stato Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità della Resistenza di Claudio Pavone del 1991: l’introduzione storica di Patrizia Di Giuseppe. (altro…)

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