Patrizia Di Giuseppe

6 marzo/ …Noi andavamo fora

Il 6 marzo alle ore 15, ‘Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta organizza, in collaborazione con il comune di mariano Comense una nuova presentazione online del libro …Noi andavamo fora – I giuliano-dalmati nel territorio comasco.

(altro…)

13 febbraio/ L’esodo giuliano-dalmata

In occasione del Giorno del Ricordo (fissato per legge al 10 febbraio), il Comune di Mariano Comense, in collaborazione con l’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta”, organizza per sabato 13 febbraio 2021, alle ore 15, la presentazione del libro …Noi andavamo fora.

(altro…)

Storie e persone/ Sport e dittature

Il ruolo dello sport nelle dittature degli anni Venti e Trenta: propaganda e persecuzione • a cura di Patrizia Di Giuseppe, Istituto di Storia Contemporanea “P.A. Perretta”. Nel video si affronta il tema del ruolo che gioca lo sport nelle dittature fascista e nazista, strumento allo stesso tempo di propaganda e di persecuzione, fino al tragico epilogo delle guerre coloniali e della soluzione finale.

(altro…)

Una borsa di studio per l’archivio della Cooperazione lombarda

È stata assegnata la borsa di studio indetta dalla Coop Lombardia e dall’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” riservata a giovani archivisti sotto i 35 anni e destinata alla definitiva catalogazione del fondo della Cooperazione lombarda, raccolto nella seconda metà del Novecento da Giusto Perretta e conservato presso l’Istituto storico comasco.

Nel corso della cerimonia di consegna della borsa di studio alla giovane vincitrice, Giulia Carcano, è stata ricordata da un lato l’importanza del fondo archivistico comasco, unico in Lombardia – e forse anche in Italia -. e dall’altro l’interesse suscitato dal bando anche fuori dal territorio locale (la selezione, infatti, si è svolta su una dozzina di curriculum giunti da tutta Italia).

La vincitrice Giulia Carcano con la direttrice dell’Istituto Patrizia Di Giuseppe

Il vicepresidente di Coop Lombardia, Alfredo De Bellis, il presidente dell’Istituto di Storia Contemporanea, Giuseppe Calzati, e la direttrice dell’Istituto, Patrizia di Giuseppe, hanno messo particolare cura nel ricordare la figura di Giusto Perretta, protagonista nello sviluppo dell’attività cooperativa in Lombardia e attento custode delle sue memorie e dei suoi documenti. Proprio in suo ricordo – a dieci anni dalla sua scomparsa – l’anno scorso si è voluto dar vita a questa borsa di studio, che permetterà di rendere disponibile nel modo migliore alle persone interessate un patrimonio unico.

Ora, la vincitrice avrà due anni di tempo per portare a termine il suo lavoro di riordino e valorizzazione.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Corso: Italia ed Europa dopo la seconda guerra mondiale

L’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como propone, a partire dall’11 ottobre 2018, un corso d’aggiornamento rivolto ai docenti (ma non solo) sul tema Italia ed Europa dopo la seconda guerra mondiale.

(altro…)

12 ottobre/ Il mondo come volontà di contraffazione

Il volume dell’avvocato Gaetano Ragni, dedicato al fenomeno della contraffazione nella società contemporanea, viene presentato a Como il 12 ottobre 2018 alle 18 al Meeting Point dell’Hotel Metropole Suisse di Como, in via Fratelli Cairoli 18.

(altro…)

Giusto Perretta, un uomo utile

DSCN0202.JPGNel pomeriggio di venerdì 27 aprile, nella Sala conferenze della Biblioteca comunale di Como, l’Istituto di storia contemporanea di Como “Pier Amato Perretta”, rappresentato da Elisabetta Lombi, Rosaria Marchesi, Giuseppe Calzati (presidente), Patrizia di Giuseppe, Valter Merazzi, Fabio Cani e Francesco Porro, ha organizzato un incontro in memoria di Giusto Perretta, fondatore dell’Istituto da lui dedicato al padre, a dieci anni dalla sua morte. Hanno introdotto l’incontro (a cui hanno assistito circa settanta persone)  i saluti di Mario Landriscina, sindaco di Como, in conclusione sono intervenuti anche Mario Tonghini (nome di battaglia: Stefano), già comandante in capo della Brigata “Perretta”, e Sergio Tozzi.  (altro…)

27 aprile/ “Giusto Perretta a 10 anni dalla scomparsa”

download (2)

Venerdì 27 aprile dalle 16 alle 18, alla Sala delle conferenze della Biblioteca Comunale di Como (piazzetta Venosto Lucati) si terrà il convegno Giusto Perretta a 10 anni dalla scomparsa, per commemorare il fondatore dell’Istituto di storia contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como. (altro…)

Le sfide e il futuro della Res publica

La responsabilità del futuroA volte ho il timore di partecipare a celebrazioni o convegni sulla storia, un po’ forse perché non mi sento del tutto in grado di comprendere le reti intricate che avvolgono il nostro Paese, ma soprattutto perché mi aspetto di trovare relatori molto intelligenti ma al tempo stesso difficili da codificare, uomini che sciorinano  dati e date oppure nostalgie che non mi è concesso conoscere, vista la mia età.

Ciò che il 9 giugno davvero non mi aspettavo, e, ascoltando gli entusiastici commenti finali, non si aspettavano nemmeno la cinquantina di persone presenti al Teatro Nuovo di Rebbio, era un dibattito tanto vivo, attuale e coinvolgente come quello che ci si è presentato.
Certo il Comitato soci Coop e l’Istituto di Storia contemporanea Pier Amato Perretta di Como, organizzatori  e promotori dell’incontro, gli indizi ce li avevano forniti tutti. Il primo, il tema della serata: La responsabilità del futuro. Res publica, sovranità di popolo. Ieri, oggi e domani della Repubblica italiana. Riflessioni a 70 anni dalla sua proclamazione. Il secondo, gli ospiti d’eccezione: Giuliano Turone, ex magistrato, giudice emerito della Suprema Corte di Cassazione, docente all’Università Cattolica di Milano e ultimamente anche scrittore teatrale per lo spettacolo E l’modo ancor m’offende sulla violenza di genere; Antonio Maria Orecchia, ricercatore e docente di Storia contemporanea all’Università dell’Insubria di Varese, giornalista, autore de La difficile Unità. Storia di ieri, cronaca di oggi; Rita di Giovacchino, giornalista d’inchiesta e autrice de Il libro nero della Prima Repubblica.
Dopo la presentazione di Patrizia Di Giuseppe, direttora dell’Isc, si è entrati nel vivo della discussione grazie ad una domanda, quasi d’obbligo, del moderatore Bruno Profazio, vice direttore de La provincia di  Como: «Cosa intendete voi per res publica? Come la interpretate?». Turone ha subito parlato di sovranità popolare derubata, limitata dai tre corni di un stesso problema che ancora oggi ci affligge, profondamente radicati e intrecciati fra loro. Ai tre ha associato senza esitazione nomi e cognomi: per le mafie Stefano Bontade, per la finanza d’avventura Michele Sindona(senza tralasciare Calvi, o lo Ior), per i poteri occulti Licio Gelli. Si è quindi avventurato in un’accurata analisi dei “pasticciacci brutti”, partiti dagli anni Settanta e  comprendenti non solo i già citati, ma anche Giulio Andreotti (di cui è stato accertato il coinvolgimento in Cosa Nostra fino al 1980 dalla sentenza della Corte d’appello di Palermo nel maggio 2003, poi confermata dalla sentenza della Corte di Cassazione nell’ottobre 2004 ), in un «intrico inestricabile fra Stato e antistato che sta alla base del furto di sovranità che abbiamo subito».

A questo punto l’intervento di Orecchia, che interpellato da Profazio ha  analizzato le “vittorie” e le conquiste della res publica, partendo proprio dal referendum, che segnava inesorabilmente la volontà degli italiani di voltare pagina con il fascismo e con la stagione pre-fascista. Un referendum dall’esito non scontato, e, ulteriore conquista, il primo suffragio universale della storia italiana.

Seconda vittoria della Repubblica: gli anni Sessanta (e l’idea del centro-sinistra), nei quali la classe dirigente è riuscita a far capire al popolo, che non l’aveva mai conosciuta, il valore della democrazia.Basti pensare al Comitato di Liberazione Nazionale che a Genova insorse contro il congresso del Movimento sociale, minacciando un colpo di stato, ribadendo la volontà degli italiani espressa un quindicennio prima.

Terza vittoria: la sfida (seppur piena di falle e punti di domanda) contro il terrorismo neofascista e quello rosso, nemmeno dieci anni più tardi, riuscendo a mantenersi l’unico Stato democratico dell’area mediterranea.

Rita Di Giovacchino ha invece messo l’accento sugli attentati sotterranei perpetrati dalle diverse “leghe” negli anni Novanta, che puntavano a dissolvere l’Europa unita, e dividere l’Italia in tre macroregioni, tutti falliti perché il Paese anche allora è rimasto unito, a differenza della  ex Jugoslavia e della ex Cecoslovacchia.

La giornalista ha quindi raccontato della sua generazione, una classe dirigente che non ha mai visto la luce, “bruciata” dall’inizio dell’operazione Brigate Rosse e dilaniata dai movimenti segreti di Gladio, organizzazione paramilitare di cui ancora non conosciamo bene ruoli e responsabilità, ma che stava sicuramente alla base di tanti (o tutti) gli attentati che hanno portato in quegli anni a 738 fra morti e feriti.

I relatori hanno poi analizzato insieme le cause delle peculiarità del nostro Paese, come le mafie storiche, concatenate e perpetrate in un Mezzogiorno dominato da stranieri lontani, grazie anche ad un’educazione civica pressoché inesistente, nell’unico stato occidentale del doppio potere papa-re.

E dopo averci accompagnato attraverso la storia, a noi partecipanti è stato finalmente concesso quello sguardo al futuro che attendevamo e per cui eravamo lì. Sono partiti proprio dalla nostra Costituzione, che è stata diverse volte definita ”la più bella del mondo”, e che secondo la giornalista e l’ex magistrato andrebbe cambiata il meno possibile, essendoci ben poco da introdurre di nuovo riguardo i diritti, mentre secondo il professore, che ne riconosce comunque la bellezza e la funzionalità (soprattutto riferite all’epoca in cui è stata scritta) andrebbe perlomeno rivista sotto alcuni punti, fra cui il federalismo.

Turone ha quindi sottolineato che è possibile emanciparci dalle nostre vecchie e attuali peculiarità, solo lavorando costantemente e in una direzione ben precisa.

Una direzione diametralmente opposta alla concezione di antistato, che ci porterebbe finalmente ad una reale sovranità popolare. Difficile, forse, ma non impossibile.

Una nuova sfida per il futuro della nostra Res publica. [Ilaria Romeo, ecoinformazioni]

Valori nel carrello: uno spettacolo sull’idea di cooperazione

La Coop celebra i quarant’anni del suo primo supermercato in Lombardia, inaugurato nell’ottobre del 1975 in quel di Como, zona periferia sud, via Giussani.

Può sembrare – in tempi di iper, centri commerciali e varie altre amenità – un anniversario un po’ curioso, ma si tratta in realtà dell’inizio di una vera e propria rivoluzione dei consumi, anche se – a cose fatte – stentiamo a rendercene conto. Rivendicando una certa diversità nel mondo della grande distribuzione, la Coop di Como celebra i “primi quarant’anni” del suo supermercato con una riflessione storica sul mondo della cooperazione di consumo, che proprio a Como ebbe una delle sue date fondamentali: la costituzione nel 1865 (150 anni fa, dunque) della prima cooperativa basata sui principi dei “Probi Pionieri di Rochdale” grazie all’opera di Francesco Viganò.

La ricostruzione di queste complesse vicende, approfondita ma anche divertita, è stata affidata a uno spettacolo teatrale messo in scena dal Teatro d’acqua dolce diretto da Gabriele Penner: Valori nel carrello – Viaggio alle radici della Coop.

La prima, purtroppo non gratificata da una vasta affluenza di pubblico, allo Spazio Gloria giovedì 15 ottobre 2015, ha mostrato uno spettacolo ricco di spunti e di ironia, di sollecitazioni didattiche, persino di eleganti autocritiche affiancate da accenni promozionali. Tra i problemi del lumpen-proletariat ottocentesco – per dirla con proprietà di linguaggio storico-economico – e quelli del precariato postmoderno di oggi si dipana la vicenda della cooperazione che mantiene nonostante i molti problemi una sostanziale fedeltà agli originari principi democratici di Rochdale e di Viganò.

In sostanza, uno spettacolo che merita di essere visto e diffuso, soprattutto nelle scuole, degno della celebrazione di ricorrenze tutt’altro che marginali. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Patrizia Di Giuseppe, della Sezione Soci Coop di Como durante la presentazione dello spettacolo.

Coop-01

Alcuni momenti dello spettacolo

con Valentina Amoretti, Beatrice Marzorati, Gabriele Penner, Davide Scaccianoce.

Coop-02

Coop-03

Coop-04

Coop-05

Coop-06

Coop-07

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: