Renato Tettamanti

I dati di novembre 2010 dell’Osservatorio provinciale del lavoro

I dati della provincia di Como consolidano le tendenze già emerse nei mesi scorsi. Si registra una leggera diminuzione (-7%) delle persone che si sono rivolte ai centri per l’impiego rispetto allo stesso mese del 2009, a cui corrisponde un +7% di avviamenti al lavoro. Di questi solo il 21% è a tempo indeterminato, il rimanente sono assunzioni a tempo determinato (56%) e con le altre tipologie di lavoro precario. (altro…)

Consiglio provinciale di lunedì 13 dicembre 2010

La galleria di Pusiano è sempre al centro dei pensieri dei consiglieri (soprattutto di maggioranza) a Villa Saporiti. Giordano Minotti, capogruppo della Lega, la usa ancora come spunto, in un suo piccato intervento preliminare all’inizio dell’ultima seduta del Consiglio prima di Natale, per esprimere solidarietà all’assessore Cinquesanti, dopo le recenti dichiarazioni del consigliere Andrea Cattaneo (Pdl): alla stampa, s’intende, non in Consiglio…Mentre il Pdl presenta un’interrogazione per capire lo stato dell’arte della suddetta variante di Pusiano. Tra i padani e il partito del premier la telenovela continua… (altro…)

Cremaschi a Como venerdì 8 ottobre alle 21

Verso la manifestazione del 16 ottobre, incontro pubblico con Giorgio Cremaschi, presidente nazionale Fiom Cgil, venerdì 8 ottobre alle 21 nella Sala Noseda della Camera del lavoro di Como in via Italia Libera 23. «Sì ai diritti no ai ricatti il lavoro è un bene comune» questo lo slogan della manifestazione nazionale del 16 ottobre a Roma. All’incontro preparatorio comasco interverranno Lucia Cassina, segreteria Cgil Como, Lina Annoni, segretaria Prc Como, Giuseppe Donghi, segretario generale Fiom Cgil Como, Renato Tettamanti, consigliere provinciale – Commissione lavoro, presiede Marco Tenconi, segretario Pdci Como. Organizzano Federazione della Sinistra Como e Gruppo consiliare Prc Provincia di Como.

No alle Valutazioni ambientali strategiche fai da te

Il Tar della Lombardia  ha accolto il ricorso presentato da un cittadino di Cermenate: è illegittimo che la Valatuazione ambientale strategica (Vas) sia svolta dallo stesso Comune e deve invece essere fatta da un ente diverso. Soddisfazione del Consigliere provinciale Renato Tettamanti che osserva:  (altro…)

Cinque domande a Carioni sul Progetto marina

Le minoranze pongono a Carioni una serie di domande sull’idea di fare un porto a Villa Erba. Il progetto si annuncia come l’ennesimo ecomostro del centrodestra e Renato Tettamanti, Mauro Guerra, Cornelia Borsoi e Rosangela Arrighi. Non si sa ancora cosa si farà ma si comincia a spendere denaro pubblcio nominando un advisor che secondo le opposizioni “per l’assistenza tecnica relativa al perfezionamento di un accordo di programma funzionale alla realizzazione del progetto”.

Le domande a Carioni presentate nell’interpellanza del 16 dicembre:

1. quale sia stato l’intero iter della vicenda e lo stato attuale della stessa;
2. quale sia il piano finanziario stimato per la realizzazione e la gestione dell’intervento;
3. come sia stato valutato l’impatto ambientale e paesistico del progetto;
4. quali siano, anche in relazione all’intervento, gli indirizzi strategici previsti per la società Villa Erba Spa;
5. quali immediate modalità di coinvolgimento del consiglio sia previsto in ordine a una scelta così importante per il suo impatto territoriale e per il futuro stesso della società partecipata.

Il Consiglio provinciale di Como non serve

Il Consiglio provinciale non riesce ad approvare l’assestamento di Bilancio, il Pdl non garantisce,nuovamente nella seduta di lunedì 30 novembre, il numero legale.  Cade la Giunta? No la Giunta “sostituisce” il Consiglio e si vota da sola il provvedimento.

Gli esponenti del partito del Presidente del Consiglio erano impegnati in riunione con il senatore Alessio Butti e in aula si sono presentate solo opposizioni e Lega, passata la mezzora regolamentare al secondo appello le prime sono uscite e la seduta è andata deserta.
Per la vicecapogruppo del Pd Rosangela Arrighi «il ministro Brunetta dovrebbe venire qui a contare quanti fannulloni sono stati eletti nel Consiglio provinciale di Como. Nemmeno una scadenza istituzionale, come l’approvazione dell’assestamento di bilancio, fa sì che la maggioranza metta momentaneamente da parte le proprie questioni interne»
Il termine ultimo era il 30 di novembre, pena la decadenza, ma la Giunta ha scavalcato il problema con un provvedimento d’emergenza basato su una sentenza del Tar della Lombardia. L’esecutivo di centrodestra ha così oggi stesso approvato l’assestamento di bilancio senza passare per il Consiglio che potrà parlarne entro il 31 dicembre.
«C’è bisogno di un movimento Giù la Giunta anche a Villa Saporiti – è stata la dichiarazione di Renato Tettamanti, Prc – questa maggioranza non è in grado di governare e vengono tradite le più elementari regole della democrazia».

Al Consiglio provinciale del 17 novembre il verde non passa

La burrasca nel consiglio provinciale di Como era già iniziata nella seduta di lunedì 16 novembre quando le prime saette erano volate tra Lega e Pdl sulla solidarietà al popolo iraniano.

Infatti i bossiani avrebbero voluto che si esponessero drappi verdi per testimoniare la vicinanza agli iraniani con l’evidente possibilità che si scambiasse la manifestazione di solidarietà internazionale per l’adesione corale al colore della bandiera leghista. Alle difficoltà poste prima dal consigliere Renato Tettamanti e poi fatte proprie altre che dalle opposizioni anche dal Pdl era scattata la sdegnosa rabbia dei lumbard che avevano abbandonato l’aula mentre in essa si approvava prima il documento di solidarietà al popolo iraniano e quindi all’unanimità l’ordine del giorno contro l’omofobia presentato dalla consigliera e deputata del Pd Chiara Braga. Alla riapertura dei lavori della seduta di martedì 17 novembre i leghisti, evidentemente in preda ad un vero e proprio delirio identitario, si sono presentati con ampie sciarpe usate come bandiere e poste sui banchi del consiglio per affermare l’universisalità e la necessarietà dei loro vessili. Troppo per buona parte delle minoranze che hanno abbandonato l’aula dopo che il sussulto ipercromatico dei leghisti era arrivato agli insulti verso chi aveva serenamente chiesto che le bandiere (come prescritto dalle norme) non fossero aperte nell’aula consiliare ed è stato accusato duramente di essere un aiatollah ipotizzando che la questione non sarebbe stata posta se il colore fosse stato il rosso. A questo punto anche i blu del Pdl hanno cercato di convincere i leghisti a ammainare le loro bandiere ottenendo un ulteriore incremento della loro rabbia e, vista l’impossibilità di riportarli alla ragione, ad uscire dall’aula con la conseguente perdita del numero legale. Dopo 15 minuti il Pdl ha ottenuto che le bandiere fossero tolte e trasformate in sciarpe messe intorno al collo e erano disponibili a ricominciare la seduta sul Bilancio, ma i tre superstiti dell’opposizione avevano ormai esaurito la pazienza e se ne sono andati lasciando le destre senza numero legale. Di bilancio non si è quindi discusso stasera, ma non c’è dubbio che visto il durissimo contrasto che nella maggioranza cova e spesso emerge tra Pdl e leghisti se ne vedranno di tutti i colori.

Carioni commissario ad acta

inceneritoreCarioni, commissario ad acta con i poteri del Consiglio provinciale ha riadattato il Piano provinciale per la gestione dei rifiuti. Il consigliere provinciale Renato Temmanti denuncia l’aumento del 20 per cento del potenziale di utilizzo del forno Acsm portandolo a ben 151.600 t/ annue e chiede della cosa si parli nel Consiglio provinciale del 16 novembre.

Il presidente della Provincia di Como Leonardo Carioni è stato nominato Commissario ad acta per la gestione dei rifiuti dalla Giunta regionale il 28 ottobre scorso.
Il 5 novembre, dopo che «l’istruttoria svolta dalla Regione ha evidenziato la non conformità del piano», bocciandolo nell’agosto scorso», e che «la Provincia di Como ha comunicato alla Regione l’oggettiva impossibilità del rispetto delle scadenze previste per le integrazioni cartografiche richieste e per l’espletamento delle procedure consiliari di riadozione», Carioni in solitaria, con la «deliberazione [n. 1] del commissario ad acta con i poteri del Consiglio provinciale» ha riadattato il Piano provinciale per la gestione dei rifiuti.
Cosa prevedeva il Piano provinciale? «L’utilizzo del ricorso al termovalorizzatore – spiega Renato Tettamanti consigliere del Prc – per una quantità di 118 mila t/ annue e di invio alla discarica di Mozzate di 46 mila t/ annue nel quadro di un cosiddetto scenario C (equilibrio tra recupero di materia e recupero di energia), basato sul miglioramento della raccolta differenziata, consentendo il recupero di materia e sottrazione della frazione organica a discarica e termovalorizzatore. Uno scenario da noi contestato in Consiglio provinciale perché ancora troppo timido nell’utilizzo della raccolta differenziata e per un ricorso ancora significativo a termovalorizzatore e discarica».
Tutto è cambiato però con la delibera del 7 agosto della Giunta regionale quando – spiega Tettamanti – «con la scusa della solidarietà interprovinciale, aumenta del 20 per cento il potenziale di utilizzo del forno Acsm portandolo a ben 151.600 t/ annue. La vicenda non è ancora esecutiva, ma è molto probabile che senza un’ampia opposizione divenga realtà».
«Tutto – ha precisato il consigliere eletto nelle liste del Prc – in assenza di controlli sulle emissioni e delle ricadute sulla salute dei cittadini. Solo ora sta partendo una prima parziale indagine da parte di Arpa Lombardia di Como a seguito di un ordine del giorno proposto dalle opposizioni in consiglio provinciale. Ad oggi gli unici dati disponibili sono solo quelli di parte aziendale che naturalmente non riscontrano nessun problema».
Per il consigliere comunista «vengono gettati via anni di discussioni data la decisione di Carioni, in ossequio alle direttive della Regione, comunicandolo ai consiglieri via fax».
«Si apra la discussione in Consiglio provinciale lunedì 16 novembre, se no a cosa servono tutti i discorsi sul federalismo e le competenze delle province? – ha chiesto Tettamanti – anche perché quest’argomento è strettamente collegato alla gara d’appalto sulla raccolta di rifiuti nel capoluogo, non ancora indetta, dato che adesso è più conveniente bruciare e Acsm/ Agam ha in programma la costruzione di una terza linea del forno».

In Provincia non c’è democrazia

Viva protesta dei consiglieri di opposizione nel Consiglio provinciale per una gestione antidemocratica della discussione sul bilancio. 1.100 ragazzi non avranno più sconti per i trasporti. Ostruzionismo forse a rischio i lavori della commissioni provinciali.

Lunedì sera i consiglieri di minoranza a Villa Saporiti hanno abbandonato l’aula, e la discussione sul Bilancio, per protesta contro l’atteggiamento tenuto dalla maggioranza: «Durante la votazione del nono emendamento (presentato dall’opposizione) riguardo il ripristino e il potenziamento della spesa per il trasporto degli studenti delle scuole superiori – si legge in un comunicato stampa del Pd – la maggioranza ha sottolineato il fatto che la copertura presentata prevedesse l’utilizzo di 10mila euro già stanziati per il Monte Goi (emendamento precedentemente passato), chiedendo ai consiglieri di presentare un subemendamento ad hoc, la cui presentazione avrebbe dovuto essere ammessa dal revisore dei conti. Revisore dei conti che non era presente alla discussione». Per questo non è stato discusso divenendo la goccia che ha fatto traboccare il vaso per la pazienza delle minoranze che si sono viste bocciare gli emendamenti al Bilancio salvo poi ritrovarsene tre tramutati in ordini del giorno proposti dalla maggioranza: per uno stanziamento di 150mila euro al Cfp di Monte Olimpino, per un aumento dell’organico del Centro per l’impiego e per un aumento dei fondi per la cultura.

«Al di là dei singoli episodi è evidente che non ci fosse la volontà di discutere il bilancio provinciale dove, è bene ricordarlo, non sono previsti precisi stanziamenti per fare fronte alla difficile congiuntura economica, mentre per la cultura sono stanziati solo 0,30 centesimi per cittadino» ha dichiarato Mauro Guerra, Pd.

«In un momento di crisi sono stati tolti i sussidi per i trasporti degli studenti – ha aggiunto Renato Tettamanti, Prc – erano previsti sconti fino al 40 per cento, per 1.100 ragazzi».

«Il problema è anche quello del ruolo del Consiglio provinciale – ha proseguito Tettamanti – che viene esautorato dei suoi poteri tramutando degli emendamenti vincolanti in ordini del giorno che danno solo un indirizzo».

Per questo i consiglieri di opposizione hanno annunciato che, per protesta, si asterranno dal presentarsi alle Commissioni, «escluse quelle di rilevanza particolare per il territorio»; una forma di ostruzionismo che potrebbe mettere in difficoltà la maggioranza di cui non si potrà ammalare nessun esponente o verrà a mancare il numero legale nelle stesse.

Ferriere a rischio

Ferriere di Dongo «a rischio dismissione» per il Prc comasco e regionale che chiede l’istituzione di un tavolo istituzionale.

 

Osvaldo Squassina, consigliere regionale, e Renato Tettamanti, consigliere provinciale comasco di Rifondazione comunista hanno espresso la propria preoccupazione dopo l’incontro in Commissione regionale attività produttive fra la proprietà, Gruppo Castiglioni, e le organizzazioni sindacali sulla situazione delle Ferriere di Dongo.

Per i rappresentanti del Prc «la proprietà, nel momento stesso in cui afferma di voler rispettare il Piano industriale di rilancio sottoscritto con le organizzazioni sindacali, non spiega né come intenda farlo, né come intenda garantire il rientro dei lavoratori cassintegrati» inoltre «la proprietà, in modo arrogante, si rifiuta di illustrare alla Commissione la situazione finanziaria del gruppo, non dimostrando quindi in alcun modo di essere in grado di sostenere effettivamente il rilancio. E non dà neppure conto del mancato pagamento dei contributi Inps, su cui da tempo si è chiesta spiegazione».

Una dura presa di posizione anche in relazione al ricorso alla cassa integrazione per 150 operai nel settore ghisa e 166 nel settore alluminio. L’accusa degli esponenti del Prc è di «dismettere l’attività un pezzo per volta (già il settore ghisa non esiste praticamente più e ora si riduce anche il settore alluminio)». «Il Comune di Dongo sta modificando la destinazione d’uso dell’area su cui sorge la fabbrica – hanno aggiunto Squassina e Tettamanti – (sul lago, da industriale a residenziale e, a monte, da industriale ad artigianale), viene il sospetto che si voglia dismettere l’attività produttiva (fra l’altro storica se si pensa che le ferriere sono nate nei primi del ‘900) magari per implementare attività “creative” e scarsamente utili (come per esempio centrali a biomasse per la produzione energetica!) che  sarebbero solo un costo per la collettività a partire dalla bonifica dell’area».

La proposta dei due consiglieri è quindi quella di un «Tavolo istituzionale attraverso cui evitare la dismissione dell’attività produttiva».

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