Mese: Aprile 2009

Il Consiglio comunale di Como di mercoledì 29 aprile 2009

 

cernezzi3La maggioranza evita per un soffio il commissariamento che sarebbe scattato se non fosse stata regolarmente svolta la seduta del Consiglio comunale di Como di mercoledì 29 aprile. Il consigliere del Pd Marcello Iantorno non lascia l’aula come gli altri esponenti della minoranza e garantisce il numero legale che la maggioranza non era in grado di raggiungere. 

Nel Consiglio comunale di mercoledì 29 aprile Dopo gli auspici per l’approvazione della legge sul federalismo fiscale di Giampiero Ajani, Lega, Donato Supino, Prc, ha attaccato l’attuale gestione del gruppo Spt «10 bus e la licenza sono stati venduti a 400mila euro» un prezzo troppo basso per il consigliere comunista che ha rilevato come il presidente della Spt Holding sia anche in predato per divenire consulente della società che si è aggiudicata mezzi e possibilità di svolgere il servizio «questo caso meriterebbe una commissione speciale», ha concluso.

Un piccolo scontro è nato fra Guido Martinelli, Lega, e Carlo Ghiri, Gruppo misto, a partire dall’astensione di quest’ultimo sul Bilancio e sulle appartenenze politiche e i rapporti con la Lega Nord.

«Inutile» così ha definito la nuova legge regionale anti kebab Silvia Magni, Pd, «pone però dei vincoli nuovi all’attività di gelaterie forni, pasticcerie, pizzerie al trancio e, come detto, anche dei kebab. Tra l’altro viene fissato il limite della chiusura entro l’una di notte, più restrittivo di quello delle due previsto per i bar dal Comune di Como». Dato che i fruitori delle “kebabberie” sono per lo più giovani parafrasando il film dei fratelli Coen, Non è un paese per vecchi, la consigliera del Pd ha concluso che se non verranno adottate le deroghe previste dalla stessa legge regionale si potrà dire che «Como non è una città per giovani».

Il consigliere Serrentino, Fi, ha poi difeso il sindaco per la gestione del cantiere in via Mocchetti sostenendo l’impossibilità del primo cittadino di seguire tutti gli sviluppi delle aziende che fanno capo al proprio studio.

Francesco Pettignano, An, ha quindi chiesto nuovamente un parere sull’incompatibilità sulle partecipazioni alle fondazioni da parte dei consiglieri comunali.

Marcello Iantorno, Pd, ha informato il Consiglio della sua proposta di election day per i referendum cittadini da accorpare a quello per la riforma della legge elettorale il 21 giugno, una proposta che è stata accolta d’urgenza dall’amministrazione e che verrà discussa, per permettere questa eventualità nel rispetto dei tempi tecnici, inusitatamente già martedì prossimo.

Una proposta che ha fatto sì che il consigliere democratico restasse in aula al momento dell’appello, alle 21, quando, dato il numero esiguo di consiglieri di maggioranza, i suoi colleghi di opposizione hanno abbandonato l’aula per far venire meno il numero legale.

Un quorum che è stato raggiunto solo grazie alla presenza del consigliere Iantorno che ha permesso di raggiungere le 21 presenze ed incominciare la seduta.

Il rischio era quello del commissariamento del Comune dato che la discussione sul Rendiconto per la gestione di esercizio del 2008 doveva iniziare per legge tassativamente entro il 30 del mese. «Sono radicalmente contrario allo scioglimento del Consiglio – ha dichiarato Iantorno – così come lo ero sulla mozione di sfiducia che avrebbe potata ad una situazione simile e a cui mi sono adeguato per disciplina di gruppo». Il consigliere, in rotta con tutti i gruppi dell’opposizione, ha poi precisato che «la maggioranza non può sempre garantire il numero legale il far venire meno il quorum non è un metodo da utilizzare in maniera indiscriminata – ha aggiunto – ma quando si vede l’insorgere di un atteggiamento di strumentalizzazione della situazione e di mancanza di correttezza da parte della maggioranza».

Si è così iniziata, entro i termini di legge, la prima fase della discussione con precisazioni tecniche sui documenti prodotti. Dopo solo un’ora, alle 22.15, la seduta è stata sciolta e il dibattimento rimandato a martedì prossimo. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 27 aprile

 

cernezzi2Magatti minaccia di andare dal prefetto per sapere cosa è stato fatto per la raccolta dei rifiuti. Nasce il nuovo gruppo del Pdl. Non accolti tre dei cinque ordini del giorno proposti. Approvato senza discussioni il Bilancio comunale.

 Molti interventi alle preliminari del consiglio comunale di lunedì 27 aprile. Mario Molteni, Per Como, ha chiesto chiarimenti sui lavori in corso all’angolo fra via Deledda e via San Giacomo. «Dopo il monte Goi, Garzola, ora viene attaccata via Mocchetti – ha detto Mario Lucini, Pd, – alle disposizioni esagerate del Piano regolatore, la cultura della furbizia sta accrescendo ulteriormente i danni». Il presidente della commissione urbanistica ha quindi chiesto agli uffici competenti «maggiore attenzione nel rilascio del delle concessioni valutando se sono idonee a sopportare i carichi», una preoccupazione che era già stata al centro di altre preliminari per i nuovi interventi a Cardina. Tornando all’attualità Lucini ha chiesto, «al di là di ogni cultura del sospetto», trasparenza sull’intervento in via Mocchetti e il coinvolgimento dello studio professionale del sindaco così come riportato dal quotidiano La Provincia.

Giampiero Ajani, Lega, ha ricordato le adozioni di bambini a distanza, per cui si è ativato negli ultimi anni in Comune.

«Un fatto grave e discriminatorio» così Marcello Iantorno, Pd, ha definito la mancata distribuzione del quarto ordine del giorno proposto per il bilancio richiedendone al più presto la diffusione.

Donato supino, Prc, si è lamentato della mancata pulizia della fascia tricolore, da lui utilizzata per celebrare un matrimonio, pronta la reazione del sindaco «richiameremo il dipendente che gliela ha data in quelle condizioni», aprendo così un siparietto con il consigliere di minoranza irritato per la piega presa dall’interpellanza.

«Se non avrò gli atti sarò costretto a rivolgermi al prefetto» ha detto Bruno Magatti, Paco, a proposito della prossima gara per la raccolta dei rifiuti solidi urbani «il 10 febbraio avevo chiesto a che punto era l’iter, non ho avuto sino ad oggi risposta» inoltre «il 27 aprile la Giunta ha dato un indirizzo operativo, chiedo copia dell’atto».

Alessandro Rapinese, Area 2010, è tornato a chiedere chiarimenti sul costo del portavoce del sindaco.

Vittorio Mottola, Pd, ha chiesto di non tagliare i collegamenti tra Sagnino e Ponte Chiasso limitando il percorso della linea 11 solo alla prima frazione proponendo di accorciare i chilometri di percorrenza ripristinando il passaggio in viale Varese davanti al santuario del crocifisso «è stata tolta una opportunità spirituale».

Il Consiglio ha visto poi la presentazione del nuovo gruppo del Pdl fatta dal neocapogruppo Marco Butti, suoi vice saranno Pasquale Buono e Veronica Airoldi, che riunirà gli ex gruppi di Forza Italia, Alleanza nazionale e dei Popolari liberali (che facevano parte del Gruppo misto di maggioranza).

Una nuova formazione, «il partito più grande in Italia e nella nostra città», che ha ricevuto il benvenuto del sindaco Bruni che si è subito dopo scagliato contro La Provincia «in via Moschetti si sta parlando di 250 metri quadri per un edificio che comprende cinque miniappartamenti», un edificio che è ancora allo stato delle fondamenta e per cui i ricorsi sono stati fatti oltre i tempi stabiliti ha aggiunto il primo cittadino che ha fatto intenderesi tratti di una montatura a sfondo politico dato che a fare il ricorso sia stato «l’acvvocato Spallino, la dice lunga…».

Iniziato il dibattito sugli ordini del giorno per il bilancio, cinque erano quelli presentati, il presidente del Consiglio Mario Pastore ha precisato che era da ritenersi correlato solo il primo, citando il significato di correlato dal dizionario Devoto – Oli.

«Come può non essere correlato il terzo? – ha chiesto Lucini – dato che riguarda l’allegato al Bilancio?». «Esprimo il mio più totale dissenso nel merito e nel metodo – ha precisato Iantorno – non si può proibire la possibilità di discussione» articolando poi il perché della propria protesta fra l’insofferenza crescente dei banchi della maggioranza.

Dopo le precisazioni tecniche del vicesegretario generale Emoroso per quanto riguarda il parere espresso dal proprio ufficio sugli ordini del giorno «il Consiglio comunale può anche infischiarsene , scusate l’espressione», la discussione così come deciso dal presidente Pastore si è svolta solo sul primo documento e sul terzo.

Il primo presentato dal primo firmatario Magatti verteva sull’aiuto per la vita indipendente delle persone disabili ed ha trovato, salvo una piccola modifica, accoglienza da parte dell’assessore competente, il vicesindaco Cattaneo, venendo così approvato all’unanimità.

Il terzo ordine del giorno, presentato da Lucini, sul cambiamento delle tariffe del Telesoccorso non è stato accolto ed è stato bocciato.

Aperta la discussione finale sul bilancio con i suoi emendamenti nessuno ha preso la parola, ci ha provato solo Magati, in ritardo sulla chiusura proclamata da Pastore, e quindi non è potuto intervenire.

Il bilancio è stato così approvato con i soli voti della maggioranza, il voto contrario delle opposizioni, e l’astensione di Carlo Ghiri, Gruppo misto.

La discussione si è portata quindi su un’interpellanza di Alessandro Rapinese sulla vendita dell’area ex Ticosa che ha tra l’altro affermato: «nessuno di noi avrebbe stipulato una preliminare di vendita di quel tipo per una nostra proprietà».

Bruni ha quindi elencato i costi sostenuti sinora per la vendita 2-300 mila euro ricordando che, oltre alla vendita stimata sui 15 milioni, ci saranno anche 34-35 milioni di opere pubbliche complementari.

Poi come chiesto dal consigliere Gianmaria Quagelli, Pdl, prima della fine dei lavori è stato osservato un minuto di silenzio per la scomparsa di Enrico Rosi, abbondino d’oro nel 1996. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Mappa della memoria e Taccuino degli anni difficili

 

nol-1211Presentate la prima Mappa della memoria, su Como, e la riedizione del Taccuino degli anni difficili editi dall’Istituto di storia contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como con NodoLibri.

«La Mappa è un tentativo di ridare senso ai fatti storici accaduti nella nostra città – ha spiegato il presidente del Perretta Giiuseppe Calzati – collocandoli geograficamente e visivamente». «Un lavoro nato da una riflessione sulla specificità del territorio comasco a ridosso del confine – ha precisato Valter Merazzi – con l’arresto e la deportazione degli ebrei in fuga». Un lavoro che è durato più di un anno e che si considera ancora un work in progress. «Un’opera collettiva fatta e disfatta più volte – ha infatti precisato Fabio Cani, NodoLibri – un modello però utilizzabile per altre situazioni, come percorsi in Alto Lago, con qualcosa di simile ai Sentieri partigiani fatti per Lecco». Ma non solo sulla Resistenza la proposta è quella di interessarsi anche ad altri argomenti come l’industrializzazione e le fabbriche, ormai scomparse nel comasco, o il movimento cooperativo, di cui l’Istituto Perretta conserva importanti materiali.

La riedizione del Taccuino, che ha visto quasi raddoppiare l’opera originale, è nata invece «da un bisogno del territorio – ha detto Daniele Corbetta, coordinatore del gruppo di lavoro – è stata un’opera collettiva fatta da ricercatori e studenti del territorio». La prima pubblicazione è andata a ruba e ne è stata richiesta una nuova con l’aggiunta di suggerimenti e nuovi materiali. «Un apubblicazione che si pone come strumento didattico ma anche di approfondimento con la proposta di documenti inediti – ha aggiunto Corbetta – che ci ha permesso anche di scoprire dei tesori come l’archivio del fotografo Paredi».

La Mappa è disponibile presso l’Istituto in via Brambilla 39 e verrà distribuita nelle librerie, biblioteche, scuole, e a tutti gli incontri organizzati dall’associaizone comasca anche per la promozione del Taccuino nell’erbese, di cui daremo conto nei nostri appuntamenti prossimi giorni.

Il Consiglio comunale di Como del 20 aprile 2009

cernezzi1Nella seduta bocciati quasi tutti gli emendamenti proposti dalle opposizioni, passa solamente una dichiarazione di principio sulla vita indipendente per i disabili. Gli extracomunitari continueranno a non poter fare “assembramenti” nei parchi cittadini.

Nelle preliminari al Consiglio comunale di lunedì 20 aprile Silvia Magni, Pd, ha chiesto la sistemazione della segnaletica orizzontale all’incrocio fra le vie Acquanera e Canturina; «Approvate il bilancio» è stata la risposta fuori microfono dell’assessore Caradonna. «Giovedì scorso ho ricevuto il catalogo della mostra, la lettera del sindaco e sei biglietti omaggio per la mostra di Villa Olmo – ha dichiarato Donato Supino, Prc, – per coerenza non li voglio tenere ma omaggiare il personale che ci ha assistito fino alle 5 del mattino quando c’è stata la discussione sulla mostra». Vittorio Mottola, Pd, ha chiesto chiarimenti sulla rimozione dei portapubblicità sparsi per la città. «Non c’è ancora l’ordinanza del sindaco per il ritiro» gli ha risposto l’assessore Peverelli. Domenico Serrentino, Fi, ha rinunciato a prendere la parola dato che avrebbe voluto interloquire con l’assessora Sosio, non presente in aula. Il Consiglio ha quindi affrontato i 21 emendamenti prodotti al documento del Bilancio, tutti tranne uno presentati dalle opposizioni. Sostanzialmente assente il dibattito che si è ridotto, salvo un paio di sporadici casi, ad una presentazione del primo firmatario della proposta e ad una risposta del sindaco per il parere di Giunta. L’unico emendamento proposto dai banchi della maggioranza è stato ritirato, «dopo le assicurazioni del sindaco» dal suo primo firmatario Carlo Ghirri, Gruppo misto. I suggerimenti di modifica di Bruno Magatti, Paco, per eliminare dalla Relazione previsionale e programmatica una frase ritenuta «limitante rispetto alla delibera di indirizzo sul ritiro dei rifiuti umidi anche per le utenze private», e per riformulare o togliere la frase contro gli assembramenti di extracomunitari; contrario il sindaco perché saranno operazioni coordinate con le forze di polizia con tutte le garanzie. Bocciata anche la proposta del capogruppo pachista di censire gli alberi monumentali, nata dopo il rischi del taglio delle essenze di Villa Feloi. «Il censimento delle piante pubbliche è già stato fatto» gli ha risposto il sindaco. Fallito pure il tentativo di aprire una discussione sulla cessione, per 99 anni, di un terreno in via Rimoldi sopra l’ex casa dell’Anas che diventerà un posteggio per la stessa. Anche le proposte di Mottola, per la ristrutturazione almeno parziale degli spogliatoi del campo di calcio di via Artaria, dotare di più automezzi e moto la polizia locale, L’esponente del Pd ha poi ritirato un emendamento sulla bonifica dall’amianto del centro civico di Sagnino dopo che il sindaco ha affermato che «entro l’anno interverremo» e «non c’è pericolo al momento per nessuno». Non sono passate nemmeno le proposte di riattivazione delle piscine delle scuole medie di Sagnino e Lora, proposte da Mottola e Mario Molteni, Per Como. Non è stata approvato nemmeno il Parco locale di interesse sovracomunale del Cosia. Mario Lucini, Pd, ha proposto per la seconda volta la proposta di attivare le procedure per istituirlo, così come stanno già facendo i Comuni di Tevernerio, di Albese con Cassano e di Albavilla. Lapidaria la risposta del sindaco «Il parere è contrario rimandando alle motivazioni dell’anno scorso». Un’affermazione che ha fatto sbottare al proponente «mi aspetteri un briciolo di rispetto in più» causando la replica del sindaco «la riproponi ogni anno!». Lucini ha poi proposto di inserire nel Piano previsionale l’intenzione di stilare il Piano reti e servizi per il sottosuolo. Un’opera che sta venendo redatta, seppur con alcune difficoltà, ed «è a buonissimo punto» per l’assessore Caradonna. La Giunta si è espressa comunque in maniera contraria ed il suggerimento è stato bocciato. Così come il posteggio, che ormai da qualche anno dovrebbe essere edificato a Cipiglio, «dobbiamo rifare la valutazione sull’effettiva spesa» ha dichiarato Bruni, interventi per la moderazione del traffico veicolare nei quartieri e la risistemazione del marciapiede vicino al lavatoio di Lora. Bocciata poi la proposta della consigliera Magni per il ridisegno di piazza IV novembre e lo spostamento del monumento ai caduti. Bruni ha assicurato la pulizia della statua, «l’architetto Pappalardo sta già pensando alla ristrutturazione», ma la piazza non è un apriorità. Non è stato poi accettato l’emendamento per la ristrutturazione del centro civico di via Giovane Italia «un intervento che pur essendo necessario, non è tra le priorità» ha spiegato il sindaco, che non si è espresso sulla contrarietà all’acquisizione della ex chiesa di San Lazzaro da parte del Comune. Un intervento che da un paio di anni è indicato come all’interno ad un piano di riqualificazione della zona che però non si è ancora attivato. Non è passata la proposta di risparmiare sulla stampa de Il cittadino, giudicato in maniera molto critica da Lucini «in assenza di contradditorio si magnificano le sorti progressive del Comune di Como», e destinare i soldi risparmiati ad incrementare il fondo anticrisi. «La demagogia regna sovrana in questo emendamento – è stata la risposta di Bruni, che ha aggiunto – difendo questo strumento di comunicazione che può essere migliorato, ma per cui ci siamo impegnati contrattualmente anche con altre istituzioni». Unico dibattito sulla proposta di Roberta Marzorati, Per Como, di istituire dei buoni libro per le famiglie dei ragazzi che iniziano le scuole medie. «Ad esempio a Casnate vengono dati 120 euro a tutti quelli che iniziano le medie e 180 a quelli che vanno in prima superiore» a portato ad esempio la consigliera. Supino ha dichiarato che si sarebbe astenuto per dissociarsi dalle argomentazioni della proponente che aveva citato il fatto che parte dei fondi per le famiglie in difficoltà vadano a famiglie extraconunitari creando risentimento in alcune frange della popolazione italiana. «Verranno promossi e sostenuti i progetti di vita indipendente della persona con disabilità finanziati mediante le risorse rese disponibili dalla legge 162/98» questo è l’unico suggerimento accolto da tutto il Consiglio come modifica alla Relazione revisionale, presentato da Magatti, per cui la Giunta ha lasciato libertà di voto, «in parte è già stato attuato» ha comunque voluto precisare il vicesindaco Cattaneo. La discusione sul bilancio proseguirà lunedì sera prossimo per affrontare quattro ordini del giorno. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 16 aprile 2009

 

cernezziLa maggioranza non concorda su un ordine del giorno delle opposizioni per gli aiuti ai terremotati in Abruzzo. Ricompaiono 50mila euro per i buoni libro.

Anche il Consiglio comunale si è interessato dai presunti volontari violenti che nei giorni scorsi hanno aggredito un ragazzino nel centro di Como con una preliminare del consigliere Mario Molteni, Per Como, che ha chiesto maggiore vigilanza nel Consiglio comunale di giovedì 16 aprile. Solidarietà al vignettista Vauro è stata espressa da Donato Supino, Prc.

La discussione è poi proseguita sul Bilancio comunale con Marcello Iantorno, Pd, che ha riproposto il tema della vendita della Ticosa, che blocca le spese previste fino all’effettiva vendita e chiesto che con le vendite programmate di immobili comunali vengano acquisite nuove abitazioni per il fabbisogno di case popolari della città.

Emanuele Lionetti, Lega nord, ha invece ricordato come gli esercizi fino ai 250 metri quadri «possono stare aperti quando vogliono, a parte 5-6 domeniche all’anno» entrando quindi nella polemica per le aperture al 25 aprile ed al primo maggio.

Alessandro Rapinese, Area 2010, ha invece chiesto se ci siano dei conflitti di interessi per quanto riguarda il bilancio e le opere che vi sono previste.

«La mozione sui buoni libro è stata stravolta – ha affermato Molteni che ha chiesto agli esponenti della maggioranza un moto d’orgoglio – l’avete votata anche voi» mentre la sua compagna di gruppo Roberta Marzorati ha aggiunto «Tutti hanno letto sul Cittadino che ci sarebbero stati i buoni libro ed ora ci chiedono spiegazioni».

Il sindaco nelle risposte ha così precisato che dei 500mila euro per affrontare la crisi 50mila andranno ai buoni libro: «qualcosa si potrà fare. Stiamo valutando con l’assessore Veronelli come distribuire questi buoni pensando soprattutto al passaggio dalla quinta elementare alla prima media».

Una sospensiva, per una riunione dei capigruppo per discutere di un ordine del giorno preparato dalle opposizioni per definire atti di solidarietà per i terremotati in Abruzzo, ha solo aumentato le divisioni.

La maggioranza non ha aderito alla proposta «non è che non siamo intenzionati ad agire in tal senso» ha precisato Marco Butti, An, ritenendola, come ha precisato Bruni, «una forzatura» auspicando il «consenso per un percorso condiviso e rapido per portare aiuto alle regioni del centro Italia».

Alla fine della serata il sindaco ha risposto alle domande rivoltegli piccato per gli attacchi di Rapinese, che aveva posto in forse anche l’utilità delle figure di portavoce del sindaco e di capo di gabinetto. «Tutti i capoluoghi di provincia hanno un portavoce del sindaco ed il capo di gabinetto c’è sempre stato in questo Comune» ha risposto il primo cittadino.

Sulla vendita delle scuole di via San Bernardino ha risposto invece l’assessore Cenetiempo come si sia seguito il parere del settore istruzione del Comune che le ha ritenute troppo piccole, avendo la possibilità di ospitare solo una sezione.

Concluse le repliche il Consiglio si ritroverà lunedì prossimo per iniziare ad affrontare 29 emendamenti proposti al Bilancio e 4 ordini del giorno. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

I Consiglio comunali di Como del 7 e 8 aprile 2009

Nei consigli comunali di lunedì 6 e martedì  e 7 aprile si è aperta la discussione sul Bilancio comunale. Ma gatti denuncia: «A pagina 48 del Bilancio è scritto di attuare un maggiore coordinamento fra polizia locale e altre forze dell’ordine per evitare nei parchi pubblici assembramenti di extracomunitari». 

 

Polemiche sulla chiusura festiva per il 25 aprile ed il Primo maggio. Pasquale Buono, Fi: «In quale città turistica nei giorni festivi si trova tutto chiuso? Non è un bel biglietto da visita». «Per le due festività c’è un regolamento regionale – ha ribadito Donato Supino, Prc – se si vuole fare qualcosa di più deve essere una cosa condivisa».

Un minuto di silenzio, chiesto dalla consigliera Silvia Magni, Pd, è stato osservato per le vittime del terremoto in Abruzzo.

L’occasione del Bilancio comunale permette di dare voce sulla politica economica e sociale cittadina a tutti i consiglieri, «se non ora quando noi peones della politica possiamo far sentire la nostra voce» ha chiaramente dichiarato Bruno Saladino, Pd. Infatti le domande di chiarimento e la discussione, che prevede 30 minuti di intervento per consigliere, danno modo soprattutto agli esponenti delle minoranze di esprimere il proprio parere sugli indirizzi del governo cittadino.

I membri della maggioranza, salvo la Lega, sono stati per il momento restii a esprimersi, anche a favore, della deliberazione di Bilancio. Alcune riunioni prima dei consigli hanno visto dibattiti accesi fra i consiglieri che sostengono la Giunta Bruni che non si sono presentati in massa per la discussione del documento principale dell’amministrazione comunale tanto che il 7 aprile ad una verifica del numero legale richiesta da Mario Lucini, Pd, si sono trovai in aula, compreso l’esponente del Pd, solo in 22.

Una querelle sulla consegna di alcuni documenti, aperta dalle minoranze, è sorta nel copro delle due serate ed è stata chiarita solo nella seconda con la disponibilità alla consegna quanto prima.

Dalle opposizioni è stato rilevato come il bilancio sia legato alla vendita delle Ticosa «le risorse non ci sono» ha detto Vittorio Mottola, Pd.

«Si potrebbero rinegoziare i mutui» ha proposto Mario Molteni, Per Como, a cui ha risposto Domenico Serrentino, Fi, «verrebbero cambiati solo con la vendita della Ticosa e quindi verso la fine dell’anno non permettendo di avere introiti per finanziare opere».

Tutto è quindi legato all’area dell’ex Tintoria comense che non dovrebbe essere venduta questo autunno. Soldi, se arrivano, «di cui potremmo disporre solo negli ultimi tre mesi dell’anno» ha sottolineato Lucini. Infatti sono previste alienazioni come quella dell’asilo di via San Bernardino «proprio quando verrà fatto un nuovo insediamento all’ex Consorzio, dove andranno allora i bambini dei futuri residenti?» si è chiesto Lucini.

Una situazione aggravata dal fatto, per Dario Valli di Area 2010, che «stiamo prevedendo solo opere manutentive e riparative, senza un progetto più grande».

In attesa di una svolta, Supino ha parlato anche di lavori socialmente utili per superare la crisi. Il consigliere comunista si è detto pronto ad accantonare le molte riserve sul bilancio «se ci fosse un aiuto sostanziale alle famiglie».

Sulla futura erogazione dei contributi anticrisi ha chiesto chiarimenti Franco Fragolino, Pd, «sarà come il bonus regionale attribuito solo, per gli stranieri, a chi è in possesso della carta di soggiorno e non il permesso di soggiorno, per cui è in corso un ricorso al Tar».

Sui buoni scuola stanziati dal Consiglio comunale e eliminati dal bilancio, i fondi da loro destinati sono stati inglobati nei 500mila euro anticrisi, è ritornata Roberta Marzorati, Per Como, «Come possiamo dire alla gente che il Consiglio comunale non è sovrano?». Sulla riforma Gelmini poi la consigliera ha aggiunto «diminuendo il tempo scuola, tranne in via Fiume, il periodo pomeridiano verrà sostituito con il doposcuola a pagamento un aggravio per le famiglie».

Di opere annunciate già dal bilancio dell’anno scorso, e non fatte, hanno parlato sia Magni che Lucini, per la ristrutturazione del centro civico di Albate.

Il Politeama è stato citato da Emanuele Lionetti, Lega, che ha anche auspicato la depurazione e la balneabilizzazione del primo acino del lago.

Critiche al piano di alienazione del patrimonio immobiliare comunale sono giunte da Bruno Magatti, Paco, contrario alla vendita delle proprietà residuali di condominio «contro la ghettizzazione dell’edilizia residenziale pubblica». Il consigliere ha infatti sostenuto «una ridistribuizione all’interno di strutture di maggiore qualità e diversa composizione sociale».

«Evitiamo almeno cadute di tono – ha poi aggiunto – quando per la sicurezza a pagina 48 del bilancio è scritto di attuare un maggiore coordinamento fra polizia locale e altre forze dell’ordine per evitare nei parchi pubblici assembramenti di extracomunitari. Cosa si farà per le badanti moldave che si trovano nei giardinetti lungo le mura?»

La discussione non è ancora finita d è stata rimandata a giovedì 16 aprile agli atti resterà una frase di Saladino «Per che cosa verrà ricordato il sindaco Bruni, primo sindaco del nuovo secolo?». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

In Provincia non c’è democrazia

Viva protesta dei consiglieri di opposizione nel Consiglio provinciale per una gestione antidemocratica della discussione sul bilancio. 1.100 ragazzi non avranno più sconti per i trasporti. Ostruzionismo forse a rischio i lavori della commissioni provinciali.

Lunedì sera i consiglieri di minoranza a Villa Saporiti hanno abbandonato l’aula, e la discussione sul Bilancio, per protesta contro l’atteggiamento tenuto dalla maggioranza: «Durante la votazione del nono emendamento (presentato dall’opposizione) riguardo il ripristino e il potenziamento della spesa per il trasporto degli studenti delle scuole superiori – si legge in un comunicato stampa del Pd – la maggioranza ha sottolineato il fatto che la copertura presentata prevedesse l’utilizzo di 10mila euro già stanziati per il Monte Goi (emendamento precedentemente passato), chiedendo ai consiglieri di presentare un subemendamento ad hoc, la cui presentazione avrebbe dovuto essere ammessa dal revisore dei conti. Revisore dei conti che non era presente alla discussione». Per questo non è stato discusso divenendo la goccia che ha fatto traboccare il vaso per la pazienza delle minoranze che si sono viste bocciare gli emendamenti al Bilancio salvo poi ritrovarsene tre tramutati in ordini del giorno proposti dalla maggioranza: per uno stanziamento di 150mila euro al Cfp di Monte Olimpino, per un aumento dell’organico del Centro per l’impiego e per un aumento dei fondi per la cultura.

«Al di là dei singoli episodi è evidente che non ci fosse la volontà di discutere il bilancio provinciale dove, è bene ricordarlo, non sono previsti precisi stanziamenti per fare fronte alla difficile congiuntura economica, mentre per la cultura sono stanziati solo 0,30 centesimi per cittadino» ha dichiarato Mauro Guerra, Pd.

«In un momento di crisi sono stati tolti i sussidi per i trasporti degli studenti – ha aggiunto Renato Tettamanti, Prc – erano previsti sconti fino al 40 per cento, per 1.100 ragazzi».

«Il problema è anche quello del ruolo del Consiglio provinciale – ha proseguito Tettamanti – che viene esautorato dei suoi poteri tramutando degli emendamenti vincolanti in ordini del giorno che danno solo un indirizzo».

Per questo i consiglieri di opposizione hanno annunciato che, per protesta, si asterranno dal presentarsi alle Commissioni, «escluse quelle di rilevanza particolare per il territorio»; una forma di ostruzionismo che potrebbe mettere in difficoltà la maggioranza di cui non si potrà ammalare nessun esponente o verrà a mancare il numero legale nelle stesse.

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