Mobilitazione per Como S. Giovanni

como s. giovanniL’assessora Gerosa chiede alla Regione di intervenire contro la diminuzione degli Eurocity, mentre Braga e Guerra presentano in tal senso un’interrogazione alla Camera

«In base a quanto riportato dalla stampa risulta che Regione Lombardia avrebbe partecipato ad un tavolo di confronto italo-svizzero nell’ambito del quale è stata assunta dalle ferrovie elvetiche la decisione di ‘declassare’ la fermata internazionale di Como, diminuendo drasticamente il numero di corse Eurocity Milano-Zurigo che faranno scalo in città a partire dal 2014 e sostituendo di fatto lo scalo di Como con quello di Chiasso» riassume così il futuro prospettato per la stazione comasca l’assessora alla Mobilità e ai trasporti del Comune di Como Daniela Gerosa all’omologo, alle Infrastrutture e alla mobilità Maurizio Del Tenno.

«Il diradamento dei collegamenti con Zurigo avrebbe l’immediato effetto di ridurre drasticamente il flusso di passeggeri (turisti, lavoratori) con pesanti ripercussioni sul turismo e sul lavoro a scala regionale» ricorda Gerosa, sorpresa dalla notizia anche dopo le assicurazioni ricevute da Rfi per interventi di riqualificazione dell’impianto per 4 milioni di euro.

Di qui la «totale opposizione della città di Como di fronte ad una simile previsione», visto anche il futuro appuntamento di Expo 2015 con cui il capoluogo comasco perderebbe un collegamento (la lettera).

Una posizione condivisa dai parlamentari comaschi de Pd Chiara Braga e Mauro Guerra che hanno presentato un’interrogazione urgente al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Maurizio Lupi.

«Il rischio concreto è di vedere Como e tutto il territorio comasco tagliato fuori dai maggiori collegamenti internazionali – dice Braga –. Se ciò accadesse le conseguenze per il nostro territorio sarebbero davvero pesanti con ricadute negative sia nel settore turistico, su cui si concentrano buona parte degli sforzi e dello sviluppo economico lariano, sia nei riguardi dei viaggiatori pendolari e turisti da e verso l’Europa, costretti a subire disagi sempre più rilevanti, ma anche e soprattutto per il ruolo e la capacità attrattiva, reale e potenziale, che Como è in grado di esprimere, anche in vista della manifestazione universale dell’Expo 2015».

«Chiediamo al Governo quali misure intenda adottare per garantire agli utenti del trasporto ferroviario collegamenti e servizi adeguati in linea con la logica di un sistema dei trasporti integrato tra corse regionali, nazionali e soprattutto internazionali – precisa Guerra – anche in considerazione della vocazione turistica della città di Como e del ruolo internazionale sino ad ora riconosciuto alla stazione di S. Giovanni».

«Non si comprende come Rete ferroviaria italiana da un lato evidenzi e valorizzi il carattere internazionale della stazione S. Giovanni disponendo interventi di ristrutturazione e riqualificazione per un importo pari a 4 milioni di euro – proseguono i due parlamentari democratici –, e dall’altro prenda accordi con Ffs per ridurre drasticamente i collegamenti nella direttrice Nord-Sud dell’Europa, escludendo Como dagli scambi internazionali».

«Abbiamo chiesto che ai numerosi utenti della stazione di S. Giovanni venga garantito il diritto ad un servizio pubblico efficiente, in modo particolare per quel che riguarda il servizio di biglietteria, di modo che la principale stazione della provincia di Como possa rispondere adeguatamente alle esigenze dei suoi utilizzatori» concludono Braga e Guerra rilevando le inefficienze e il degrado: «Della principale stazione lariana “non più sopportabili” ai quali si aggiunge la questione degli orari della biglietteria chiusa la domenica e i festivi, con orari ridotti il sabato e con difficoltà nell’utilizzo delle emettitrici informatizzate di biglietti e abbonamenti» (l’interrogazione). [md – ecoinformazioni]

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