Giorno: 19 Giugno 2014

2013 positivo per il tessile

centro tessile sericoL’Osservatorio del distretto tessile di Como organizzato dal Centro tessile serico, con il supporto di Unindustria Como, tira le somme dell’anno passato e si lamenta della concorrenza sleale.

 

«La tessitura serica ha archiviato il 2013 con un risultato positivo, pari al +2% in termini di fatturato, dato questo in controtendenza rispetto alla media dell’industria Tessile-Abbigliamento non solo nazionale (-0,7%), ma anche europea (-1,2%). Per il quarto anno consecutivo, la tessitura serica conferma il trend di crescita. Nel 2013, peraltro, a livello nazionale, solo la nobilitazione, il tessile tecnico e la maglieria hanno sperimentato una dinamica di aumento – spiega un comunicato –. Il Tessile-Abbigliamento della provincia di Como, grazie alla sua spiccata vocazione internazionale e al suo posizionamento, in parte, sulle fasce più alte del mercato, nel 2013 ha assistito ad un aumento delle esportazioni pari al +1,4%, per un valore complessivo di quasi 1,4 miliardi di euro. La componente più tipicamente tessile vede le vendite estere confermare sostanzialmente i livelli del 2012, mentre l’abbigliamento, grazie soprattutto alla performance del foulard, cresce del +4,9%. Il saldo commerciale della provincia di Como raggiunge i 956 milioni di euro, concorrendo al 10% del surplus generato dall’industria italiana del Ta; confrontando il Tessile di Como con gli altri distretti tessili, si rileva come Biella presenti su base annua una crescita dell’export di Ta pari al +1% (con il solo Tessile, tuttavia, in calo del -1,1%), mentre l’export di Prato frena al -0,4% (dove il Tessile arretra però del -1,3%)».

«Nel 2014, sulla base dei dati Istat oggi disponibili e dei risultati dell’Indagine campionaria condotta da Smi [Sistema moda Italia] in collaborazione con Unindustria Como, il Tessile di Como assiste ad una prosecuzione del trend favorevole – prosegue la nota –. Il registro imprese camerale al termine del 2013 segnala l’esistenza nel Tessile-Abbigliamento comasco di 1.285 imprese attive, che rappresentano il 19,2% sul totale delle imprese attive in tutto il manifatturiero comasco (esclusa l’edilizia), una percentuale che rimane sempre ragguardevole e che, in questi anni di severa crisi economica, non tende affatto a ridimensionarsi».

All’incontro di presentazione in Camera di commercio «è stata discussa la necessità di una più decisa lotta alla concorrenza sleale, che risulta ampiamente diffusa, come documentano le indagini di laboratorio realizzate sui distretti di Como e Prato».

Infatti per l’iniziativa Globalizzazione sostenibile 3.0 «sono stati esaminati 80 capi confezionati acquistati sul mercato e confrontati con 52 campioni tessili forniti dalle aziende del distretto, che sono peraltro risultati conformi a norme volontarie ed obbligatorie». «La maggiore preoccupazione – afferma Luigi Zoni, consigliere Gruppo filiera tessile di Unindustria Como – è riconducibile al fatto che risulta elevato il numero delle non conformità rispetto alla legislazione europea (43,8%), non conformità di cui il 77,2% è riconducibile ad articoli provenienti da paesi extra EU e di provenienza non dichiarata».

Una ricerca simile si è tenuta a Prato su «44 capi d’abbigliamento “made in China”. Premesso che al contrario di quanto si ritiene comunemente i parametri ecotossicologici cinesi (GB standard) sono per quasi tutti gli aspetti più restrittivi di quelli europei». «Il rigore cinese vale solo per i prodotti importati nel loro mercato interno ma non per l’export – afferma però Giovanni Moschini, vicedirettore Unione industriale pratese. Ben 13 capi su 44 (il 30%) sono risultati sostanzialmente in linea con le norme europee, ma non conformi allo standard cinese e non potrebbero pertanto essere commercializzati in Cina. Ciò evidenzia la necessità di un rapido intervento dell’Unione europea teso al riequilibrio di questa significativa asimmetria».

Dal punto di vista della salute «il 7-8% delle patologie dermatologiche è dovuto a quanto indossiamo e, soprattutto, che nel 100% dei casi in cui è stato possibile individuare i capi causa di patologie si è trattato di capi di importazione» si rileva dallo studio Chemical substances in textile products and allergic reactions «svolto su richiesta della Commissione europea – Dg Enterprise – e concluso ad ottobre 2012».

Zoni ha aggiunto che «le Pmi tessili europee ed italiane sono penalizzate tre volte: dai vincoli della nostra legislazione ambientale (Regolamento Reach), che incide solo sulla nostra competitività; dalle limitazioni all’export causate da regole molto restrittive e di severi controlli da parte di mercati di sbocco (come la Cina); dall’insalubrità di prodotti di importazione e dalla scarsa affidabilità delle informazioni merceologiche riportate sulle etichette, che danneggiano tutto il settore». «La strada non può che essere – ha terminato Zoni – che quella della reale reciprocità e del funzionamento di un efficace sistema di controlli».

«Questi studi costituiscono un elemento aggiuntivo a sostegno delle nostre richieste di effettuare i necessari controlli sia sulle merci importate che sui prodotti posti in vendita nel mercato interno, per contrastare pratiche gravi che mettono a rischio la sicurezza del consumatore e configurano frodi commerciali dall’effetto dirompente, in quanto in grado di disarticolare la struttura manifatturiera tessile sana e onesta» ha concluso Francesco Marchi, direttore generale Euratex, la Confederazione europea delle imprese del settore tessile abbigliamento, che annuncia «una rinnovata azione di lobby nei confronti dell’Unione europea e dei suoi membri, affinché acquisiscano piena consapevolezza degli effetti dell’attuale situazione, ben documentati dalle indagini effettuate a Como, Prato e tessile e salute». [md, ecoinformazioni]

Spazi per i writers

appareA Como nasce l’albo per writing e street art «distinguendole dal generico vandalismo». Verranno dati da colorare alcuni sottopassaggi e muri cittadini in una sperimentazione di un anno; delle qualità artistiche deciderà una commissione di «docenti del Setificio, dell’Accademia Galli e dell’associazione Per Como pulita», in prima linea per la cancellazione delle scritte sui muri cittadini.

 

«L’amministrazione comunale riconosce il fenomeno dei writers e della street art in genere come una nuova espressione giovanile e vivace di arte metropolitana e sceglie di valorizzarla come espressione culturale all’interno di un regolamento che ne disciplina vincoli e limiti, in spazi pubblici espressamente destinati: aree da riqualificare e caratterizzare grazie ai murales – spiega una nota di Palazzo Cernezzi –. Queste zone sono i quattro sottopassaggi lungo la via Napoleona (piazza San Rocco, via De Cristoforiis, fronte ex-Ospedale, piazza Camerlata); il sottopasso in via Borgovico; il sottopasso in via Bellinzona (zona Piazzetta); muro esterno della palestra in via Magenta; muri di recinzione via Stazzi e via Somigliana; bagni giardinetti di via Anzani; bagni giardinetti di Tavernola, via Traù; bagni e muro giardinetti di via Leoni; muro di cinta magazzino comunale di via Valleggio. Tali spazi potranno essere usati, in via esclusiva e sotto la loro responsabilità, solo da persone che si iscrivano ad un apposito Albo, istituito in via sperimentale per un anno. Su tutti gli spazi non contenuti nell’elenco non è in nessun modo consentita alcuna attività, pena la denuncia all’Autorità giudiziaria, il risarcimento del danno causato e la cancellazione dall’albo se iscritti».

«L’obiettivo è quello di valorizzare una forma d’arte e segnare una cesura con quello che è solo vandalismo, distinguere i due fenomeni – dichiara la vicesindaca e assessora alle politiche giovanili Silvia Magni –. Crediamo anche che sia un modo per abbellire la città: c’è una fascia di giovani che è chiamata a contribuire, collaborando con le istituzioni. Le qualità artistiche dei lavori dei giovani writes, che chiederanno l’iscrizione all’albo, verranno valutate da una commissione composta anche da esperti come docenti del Setificio, dell’Accademia Galli e dell’associazione Per Como pulita». [md, ecoinformazioni]

Fontane di piazza Cavour a nuovo

piazza cavour comoAmici di Como e Consorzio como turistica contribuiranno al ripristino in vista di Expo 2015.

 

«Tornano a zampillare le fontane di piazza Cavour. L’impianto, fermo da tempo, verrà ripristinato grazie una collaborazione fra pubblico e privato che vede in sinergia Consorzio Como turistica, Amici di Como e Amministrazione comunale – Assessorato opere pubbliche e settore reti impianti tecnologici e strade – annuncia un comunicato –. L’operazione, che coincide con l’anniversario della riapertura della passeggiata temporanea del lungolago, rappresenta un nuovo impegno delle due associazioni per favorire il decoro e l’abbellimento della città in vista di Expo 2015 e proprio per questo è stata pensata per il cosiddetto “salotto buono”, uno dei luoghi che, insieme alla passeggiata, è tra i più frequentati e graditi dai cittadini e dai turisti».

Un intervento di ripristino, con il «rifacimento totale delle parti ammalorate: pulizia dei bacini, sostituzione dei filtri, sostituzione delle pompe, sostituzione dei galleggianti, sostituzione dei fari illuminanti, sostituzione dei getti con zampilli tubolari, rispristino del ciottolame, sostituzione dell’orologio che regola il funzionamento», effettuato grazie a «un associato storico di Amici di Como, il presidente onorario Mario Pittorelli – presidente della Bianchi Group – con il contributo di Amici di Como e della rivista Magic Lake».

«È un segnale importante da parte mia e della mia azienda a sostegno dell’impegno che l’associazione continua ad avere per la città in vista di Expo 2015 – afferma Pittorelli –. Un evento per il quale abbiamo in cantiere anche altri importanti progetti. Mi auguro che i cittadini comprendano il grande sforzo dei nostri associati per il bene comune».

«Sono particolarmente contenta delle dimostrazioni di attenzione, disponibilità, senso civico di molte associazioni, cittadini, aziende che stanno contagiando con il loro buon esempio tutti i livelli della comunità cittadina – ha commentato l’assessora al verde e arredo urbano del Comune di Como Daniela Gerosa –. A tutti l’invito a rispettare ciò che è stato donato con generosità». [md, ecoinformazioni]

Abbondino d’Oro: proposte entro il 30 giugno

s. abbondio«Le segnalazioni per le civiche benemerenze devono essere inviate al sindaco – ricorda il Comune di Como – come disposto dall’art. 4 del Regolamento per l’attribuzione delle civiche benemerenze (Abbondino d’oro)» e «corredate dai necessari elementi informativi» entro la fine del mese.

Lascia Sel la deputata comasca Titti Di Salvo

sel-genericoTitti Di Salvo,  deputata eletta nella Circoscrizione di Como, ha deciso di lasciare Sel insieme a Claudio Fava, Gennaro Migliore e Ileana Piazzoni, comunicando oggi, giovedì 19 giugno, al presidente del partito Nichi Vendola e al coordinatore nazionale Nicola Fratoianni la sua decisione irrevocabile. Sulla difficilissima fase in corso in Sel  con una spaccatura della quale non sono ancora definiti i termini quantitativi e che in Lombardia sembrerebbe non coinvolgere gli organismi direttivi regionali e provinciali si è espresso Marco Lorenzini, coordinatore di Sinistra ecologia libertà della provincia di Como: «Le dimissioni del capogruppo alla Camera Gennaro Migliore credo siano giuste perché il compito di chi ricopre questa carica è quello di trovare una sintesi superiore e di articolare sul piano parlamentare, fatte salve le prerogative del singolo eletto, la linea politica espressa, dal congresso. Crediamo che gli organi dirigenti nazionali debbano operare in fretta per sostituire il capogruppo alla Camera e per trovare i modi e le ragioni affinché il dialogo rimanga aperto. In caso contrario, auguriamo a quei parlamentari che dovessero decidere di abbandonare Sel, una serena navigazione politica nelle acque del Pd».

20 giugno/ Moda arte storia società

La Fondazione Antonio Ratti dedica una giornata di studio a Grazietta Butazzi, una delle più importanti storiche del costume e moda italiane del dopoguerra, mancata lo scorso 1° dicembre.

Il convegno Moda arte storia società. Omaggio a Grazietta Butazzi si tiene venerdì 20 giugno 2014, presso la sede della Fondazione Antonio Ratti a Villa Sucota.

Per più di quarant’anni, Grazietta Butazzi si è occupata di storia del costume, spaziando dalle corti cinquecentesche al costume popolare, dalla moda italiana del novecento alla stampa di moda del settecento, con una profonda conoscenza degli aspetti materiali dei manufatti vestimentari, ma con una costante attenzione agli intrecci fra le mode, la società, la cultura, il potere, la quotidiana vita delle donne. Il suo metodo di studio ha contribuito a formare una generazione di ricercatori e a creare le basi di una “scuola italiana” negli studi sulla moda. Al convegno a lei dedicato interverranno, in qualità di moderatori e relatori, i più importati studiosi italiani di storia della moda e museografia, chiamati a raccontare e testimoniare l’importanza delle numerose ricerche che hanno fatto capo a Grazietta Butazzi.

La sessione della mattina, Grazietta Butazzi: un metodo, affronterà da diversi punti di vista l’approccio metodologico alla storia del costume e della moda da lei messo a punto, evidenziandone le potenzialità e i possibili sviluppi.
La sessione pomeridiana, intitolata Ricordando Grazietta, darà spazio alle testimonianze di coloro che hanno lavorato al suo fianco in ricerche, mostre e pubblicazioni.

Questo il programma completo:

Grazietta Butazzi: un metodo
Programma della mattinata

9.00 – Registrazione e Welcome coffee
9.30 – Saluto di Bartolomeo Pietromarchi, direttore della Fondazione Antonio Ratti
9.45 – Claudio Salsi, Soprintendenza Castello, Musei Archeologici e Musei Storici, Milano
Introduzione al convegno

Moderatrice: Alessandra Mottola Molfino, museologa e storica dell’arte

10.00 – Maria Luisa Rizzini, Istituto Marangoni, Milano
Grazietta Butazzi e la storia del costume. Le origini di un metodo
10.15 – Maria Giuseppina Muzzarelli, Università di Bologna
Oltre trent’anni dopo “Moda. Arte, Storia e Società”
10.30 – Aurora Fiorentini, Polimoda, Firenze
La storia delle donne attraverso le fotografie di famiglia. Un metodo di lavoro
10.45 – Lucia Savi, Victoria and Albert Museum, Londra
La Moda Italiana, tra passato e futuro, metodologie a confronto

Coffee break

Moderatrice: Cristina Aschengreen Piacenti, museologa e storica dell’arte

11.30 – Elisa Tosi Brandi, Università di Bologna
Vicende di oggetti e di uomini tra corte e città
11.45 – Francesca Piovan, Storica del tessuto e della moda
La moda a Treviso nei secoli XVI-XVII. Forme e semantica dell’abbigliamento cittadino
12.00 – Roberta Orsi Landini, Fondazione Roberto Capucci, Firenze
e Thessy Schoenholzer Nichols, Polimoda, Firenze
Schedare i costumi

12.30 – Apertura Biblioteca Grazietta Butazzi
Introduzione Beatrice Rumi, Coordinatrice Sistema Bibliotecario Intercomunale di Como

Light lunch

Ricordando Grazietta
Programma del pomeriggio

Moderatrice: Annalisa Zanni, Museo Poldi Pezzoli, Milano

14.00 – Stefania Ricci, Museo Salvatore Ferragamo, Firenze
Una storia di vita: io e Grazietta
14.15 – Marzia Cataldi Gallo, DVJ Centro Studi Tessuto e Moda, Genova
Percorsi di storia del costume con Grazietta dalle uniformi civili alle
fastose vesti seicentesche a quelle povere dei meno abbienti

14.30 – Bruna Niccoli, Università degli Studi di Pisa
Fonti iconografiche e moda tra storia e creatività: la “lectio magistralis” di Grazietta Butazzi
14.45 – Enrica Morini, Università IULM, Milano
Fare storia con le immagini

Moderatrice: Margherita Rosina, MuST, Museo Studio del Tessuto

15.00 – Flavia Fiori, Museo d’Arte Religiosa, Oleggio
L’abito ritrovato
15.15 – Paola Goretti, Università di Teramo – Fondazione Crocetti, Roma
Delle guardarobe illustri: studi di alta epoca
15.30 – Anna Maria Colombo, Università di Torino

Dodici anni al “Sole”. La collaborazione di Grazietta Butazzi per il domenicale del Sole 24 ore

Dieci anni dopo Tom ma insieme a lui/ L’Arci ricorda Benettollo

tom pdoc prove.inddL’Arci  ricorda lo storico presidente nazionale Tom Benettollo, nel decimo anniversario dalla sua prematura scomparsa. «All’alba del 20 giugno del 2004 moriva improvvisamente Tom Benetollo, a soli 53 anni, colto da un malore mentre interveniva a un dibattito pubblico.Sono passati dieci anni da allora e la sua assenza non ha smesso di farsi sentire. La sua morte ha lasciato un vuoto incolmabile. In primo luogo per noi dell’Arci, di cui Tom era presidente nazionale, ma anche per la sinistra e la democrazia del nostro paese. Tom é stato una grande personalità politica e, per tutti noi, una persona speciale – dichiara Francesca Chiavacci, presidente nazionale dell’Arci – Ha segnato irreversibilmente l’identità dell’associazione e il suo cammino verso il futuro ed é stato per la sinistra e la società civile italiane, spesso con discrezione, una mente lucida e visionaria, capace di tessere reti e alleanze, mobilitare, farci vedere lontano. Giornalista, dirigente della Fgci, e’ stato uno grandi animatori della protesta contro l’installazione dei missili a Comiso, che segnò la nascita del movimento pacifista in Europa e in Italia. Arrivato all’Arci nel 1987, contribuisce a fondare l‘Associazione per la Pace, diventa poi presidente di Arci Nova e dal 1997 presidente nazionale dell’Arci. La sua presidenza ha segnato un periodo di grande rinnovamento e  sviluppo dell’associazione, che si è caratterizzata in quegli anni come uno dei soggetti più attivi del movimento pacifista, antiliberista e altermondialista. Ne ha promosso la partecipazione alle grandi manifestazioni di Genova contro il G8 nel 2001, ai Forum sociali mondiale ed europeo, a Porto Alegre, a Mumbay, a Firenze, a Parigi. L’Arci, oltre ad essere una delle più grandi organizzazioni sociali che difende e pratica un’idea di democrazia attiva e partecipata, assume un ruolo sempre più rilevante nella lotta per i diritti (da quelli culturali a quelli dei migranti) e la giustizia sociale, diventa punto di riferimento per lo sviluppo dell’associazionismo, formulando proposte per una nuova legislazione nel settore. La breve vita di Tom ha lasciato un segno indelebile nel cuore di tutte e tutti coloro che lo hanno conosciuto, che hanno avuto la fortuna di lavorare e di percorrere un tratto di strada al suo fianco. L’intera sua opera è stata un argine contro il declino e la degenerazione della politica, rigenerata nell’impegno sociale diretto. La sua grande intuizione politica sul ruolo propulsivo dei movimenti sociali per rinnovare la politica e la democrazia sostanziale è stata confermata dalla realtà, anche di questi ultimi anni che abbiamo dovuto vivere senza di lui. Immaginiamo con quanto interesse Tom avrebbe accolto esperienze come quella per l’acqua pubblica, per la riforma della cittadinanza, per la salvaguardia della nostra Costituzione, o movimenti come OccupyWallStreet o quello degli Indignados spagnoli, per citarne solo alcuni. Caro Tom, sono passati dieci anni, ma la tua voce e il tuo pensiero non ci hanno mai lasciato. [Arci Nazionale]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: