Mese: Novembre 2014

L’Esperimento/ cortometraggio sul tradimento

esperimentoIl cinema Gloria ha ospitato, martedì 25 novembre, la prima nazionale del cortometraggio L’Esperimento di Marco Red Fusari e Alessandro Di Federico. Grande e variegata affluenza di curiosi e sostenitori della cooperativa Attivamente, e forse anche del cinema indipendente. Edoardo Colombo ha introdotto il cortometraggio come un viaggio introspettivo, un cinema reale e antropologico. Proprio questo indagare sulle persone lo rende un cinema da camera. La domanda è una: “la fedeltà ha valore se non si ha l’occasione di tradire?”. La protagonista, interpretata da Alessia Melfi, parte da questo tarlo per poi costruire e accavallare ipotesi che sovrastano realtà. Dal racconto di Jacopo Boschini, lo sceneggiatore, si scopre che L’Esperimento è una vecchia sceneggiatura riveduta e corretta per il grande schermo. La storia di un equilibrio perfetto che viene cambiato in una sola serata. Le regole del gioco Diplomacy, tra negoziazione e tradimento, si confondono con quelle della vita. La voce narrante Roberta Pellini, doppiatrice di Charlize Theron, ci ricorda in chiusura che siamo noi, nonostante tutto, a decidere a che gioco giocare.
Gli attori e la professionalità del cortometraggio sono di buon livello. La storia rischia di apparire una versione semplificata e attuale, lontana dalla complessità di romanzi come Doppio Sogno, e più vicina alle atmosfere urbane presenti negli ultimi film di Polanski. In definitiva, L’esperimento, a giudicare dagli applausi del pubblico, sembra essere riuscito. [Barbara Rizzi, ecoinformazioni]

Video/ Abbecedario contro la violenza maschile

25novembreabbecedarioPiù di cento persone in massima parte donne di ogni età, ma anche alcuni maschi, hanno partecipato la sera del 25 novembre, per la Giornata mondiale contro la violenza alle donne, a Villa Bernasconi a Cernobbio a Abbecedario delle donne, l’iniziativa organizzata da La brigata dei novellatori di Cernobbio, Telefono donna, Cire, Elena Nuozzi, C’est la vie qui danse, gruppo di danza terapia coordinato da Rita Domenichini.  On line sul canale di ecoinformazioni i video della serata che ha saputo mettere in luce, in opposizione alla cultura maschilista che esclude le donne e quindi prepara le condizioni per la violenza contro di loro, un alfabeto di donne, spesso oppresse, talora uccise, mai vinte, che hanno dato e danno un contributo essenziale allo sviluppo della società umana nei più diversi campi.

 

28 novembre/ Vini e vinili 33 giri di rosso

VinieViniliPresentazione del volume di Maurizio Pratelli, l’autore dialoga con Alessio Brunialti e Davide Cantoni, venerdì 28 novembre alle 18 alla Feltrinelli di Como, in via Cesare Cantù 17, organizzata con Parolario.

 

«Avete mai gustato una canzone di Leonard Cohen insieme a un buon bicchiere di Barbera? Scoperto i sentori e il retrogusto di un Montepulciano ascoltando Nick Cave? Trovato in un album di Bob Dylan la stessa poesia di un Amarone? Attraversato le atmosfere che pervadono Tupelo Honey di Van Morrison in compagnia di un Brunello? O i paesaggi evocati da Sky Blue Sky dei Wilco insieme a un Dolcetto? – si chiede la presentazione – Questi e tanti altri sono i duplici oggetti del piacere di Vini e Vinili, una guida all’ascolto di alcuni dei più grandi classici del rock d’autore abbinati a una collezione di vini naturali prodotti con genio e poesia dalle piccole grandi aziende del nostro Paese».

Per informazioni tel. 031.278109, e-mail Como@lafetrinelli.it. [md, ecoinformazioni]

28 novembre/ Parole essenziali. Un sillabario

Tesio, Parole essenziali 180Presentazione del volume di Giovanni Tesio (Interlinea, 2014), l’autore dialoga con E. Broli e L. Garavaglia, venerdì 28 novembre alle 20.45 all’Associazione Carducci, in via Cavallotti 7 a Como. Per informazioni e-mail lacasadellapoesiadicomo@gmail.com.

Como: candidature per la Commissione pari opportunità

parita-di-genereEntro il 9 dicembre devono essere nominate/i 1 rappresentante per la scuola, l’università e la cultura, 1 per il volontariato, il sociale e la cooperazione, 6 per le associazioni, le organizzazioni e i movimenti femminili e 2 esperte/i.

 

«Scadono il prossimo 9 dicembre alle ore 12 i termini per la presentazione delle candidature per la Commissione per le pari opportunità uomo-donna – ricorda il Comune di Como –. Come previsto dal regolamento della Commissione, approvato dal Consiglio comunale, devono essere nominati 1 rappresentante del mondo della scuola, dell’università e della cultura; 1 rappresentante del mondo del volontariato, del sociale e della cooperazione; 6 rappresentanti del mondo delle associazioni, delle organizzazioni e dei movimenti femminili, anche multiculturali, attivi sul territorio comunale; 2 esperte/i con comprovata competenza ed esperienza nel campo delle iniziative in favore delle donne, della parità e delle pari opportunità, nei vari settori». La partecipazione alla Commissione è a titolo gratuito

«Ai fini della valutazione, ogni candidatura dovrà essere correlata da: manifestazione di disponibilità, curriculum vitae, fotocopia della carta d’identità – precisa il Notiziatio comunale –. Per le candidature delle associazioni/organizzazioni/movimenti femminili, la cui sede operativa dovrà essere sul territorio del Comune di Como, andrà allegata anche la copia dello Statuto o della documentazione idonea a comprovare l’attività nell’ambito delle pari ppportunità e a sostegno/promozione della parità di genere. L’elenco delle candidature pervenute sarà presentato alla Commissione  consiliare I “Affari generali ed istituzionali, bilancio e programmazione, personale” che provvederà ad individuare i nominativi delle/dei componenti da proporre al Consiglio comunale, anche tenendo conto dell’opportunità di garantire un quadro il più ampio possibile delle diverse professionalità ed esperienze».

Per informazioni tel. 031.252637, Internet www.comune.como.it Albo Pretorio on-line/Avvisi. [md, ecoinformazioni]

Consumo di suolo

cementificazioneNuova legge regionale: per Patelli «Nessun passo avanti, forse qualcuno indietro», per Gaffuri «Una legge mangia suolo», contrattaccano Maroni e Beccalossi: «Dire che aumenterà la cementificazione è falso».

 

«Ad essere ottimisti si può concludere che la nuova legge è un’occasione mancata e non introduce misure efficaci per limitare il consumo di suolo e promuovere il recupero e la rigenerazione degli spazi urbani degradati, sottoutilizzati o dismessi. Nella peggiore delle ipotesi, assai realistica, questa norma rischia di essere perfino profondamente peggiorativa del quadro attuale – afferma Elisabetta Patelli, copresidente Verdi della Lombardia –. In un’ottica responsabile, ma realistica, è chiaro che le urgenze drammatiche del giorno d’oggi sono quella ambientale e quella economica: la sfida del secolo appunto esser capaci di conciliare la tutela del territorio con il rilancio dell’economia e della occupazione. Si può? Sì, si può! E parrà strano all’osservatore superficiale, ma sono proprio gli ambientalisti a prospettarne la soluzione da anni: il recupero e il riuso edilizio».

«Uno degli aspetti più evidenti della totale inadeguatezza della nuova legge regionale sta proprio nella rinuncia ad orientare l’edilizia verso il riuso e il recupero del tessuto urbano esistente, che è la prospettiva unica del futuro sia per la salvaguardia dell’ambiente sia per il rilancio economico di un settore edilizio profondamente in crisi: nessuna agevolazione fiscale e nessuna semplificazione normativa è prevista per la rigenerazione urbana, pertanto le aree agricole e il territorio periurbano continueranno ad essere il terreno privilegiato per gli investimenti immobiliari – prosegue l’esponente dei Verdi –. Inoltre la legge lombarda non solo elude qualsiasi limite all’aumento di consumo di suolo (demandato al Piano territoriale regionale, mero documento di indirizzi al quale i Comuni non sono obbligati ad adeguarsi), ma anzi conferma e “sdogana” tutte le scelte di espansione dei Piani urbanistici comunali, senza nemmeno imporne una revisione alla luce delle situazioni di criticità rese evidenti dai recenti disastri climatici».

«In questi termini ha poco senso la riduzione della moratoria da 36 a 30 mesi (per la quale poi non sono escluse possibili proroghe), entro cui sono fatte salve tutte le enormi previsioni dei piani urbanistici vigenti (stimate in Lombardia nell’ordine di 55.000 ettari di nuove urbanizzazioni su suoli agricoli!): in questo periodo si può provvedere al convenzionamento degli interventi attuativi, a cui per di più vengono concessi strumenti inediti di agevolazione (rateazione degli oneri urbanistici) e accelerazione procedurale, prevedendo anche una straordinaria facoltà di ricorso ad interventi sostitutivi in caso di mancato rispetto dei ristretti tempi di istruttoria comunale – aggiunge la copresidente dei Verdi –. Se una parte è bene l’introduzione nel computo del consumo di suolo anche le infrastrutture pubbliche e di interesse pubblico, ma dall’altra risulta inefficace dal la maggiorazione del contributo di costruzione (fino al 30%) su suoli liberi: forse disincentivo per i piccoli privati e troppo blando per le imprese organizzate per la relativa incidenza di questo onere sul costo finale dell’edificio. Grande incentivo invece per le magra casse di molti Comuni, che confidano di tornare a far cassa sulla svendita del territorio. Ciò si traduce nel risultato di fornire un formidabile impulso alla concretizzazione di diritti edificatori, peraltro in una contingenza di mercato in cui molte imprese rischiano con ciò di incorrere in una sovraesposizione debitoria e in un conseguente elevato rischio di fallimento e abbandono dei cantieri. Paradossalmente potrebbero invece avvantaggiarsi le imprese che gravitano nella contiguità della criminalità organizzata, le uniche in grado di disporre di immediata provvista finanziaria».

Tranchant il consigliere regionale del Partito democratico Luca Gaffuri: «La maggioranza ha approvato la sua legge mangia suolo. Un provvedimento sbagliato che non ferma l’erosione del paesaggio e non combatte il dissesto idrogeologico nonostante la cronaca degli ultimi giorni richiedeva ben altro».

«Per noi questa è una pessima legge che tradisce gli obiettivi di mandato della Giunta Maroni, frutto di una mediazione al ribasso all’interno di una maggioranza sempre più instabile – prosegue il consigliere –. Nessuno si dovrà stupire se nei prossimi anni il consumo di suolo aumenterà. La legge non ferma da subito il consumo di suolo e di aree agricole e consente, anzi incentiva, tutti i privati a presentare nei prossimi 30 mesi nuove richieste di edificazione. Certo costerà un pochettino di più rispetto al passato, così come prevedeva un nostro emendamento, ma non si mettono in campo risorse vere per favorire la rigenerazione urbana e per giunta addossa sulle spalle dei comuni nuovi oneri sia finanziari che organizzativi».

Di tutt’altro parere il presidente della regionale lombardo Roberto Maroni e l’assessora regionale al Territorio, urbanistica e difesa del suolo Viviana Beccalossi «Dire che aumenterà la cementificazione è falso e chi muove queste critiche forse ha letto male la nostra Legge. I rilievi, da oggi, andranno rivolti a chi non ha ancora legiferato in materia, a partire dal Governo centrale e a tutte le altre Regioni».

«Con la nuova Legge sul Consumo di suolo, in Lombardia, le aree agricole e verdi non potranno essere più utilizzate per costruire. Si tratta di una svolta epocale, resa possibile con un provvedimento coraggioso e fortemente voluto dalla nostra Giunta e dalla maggioranza che la sostiene» proseguono i Maroni e Beccalossi.

Per l’assessora: «Regione Lombardia sarà inoltre la prima Regione a inserire nel proprio Ptr (Piano territoriale regionale) il raggiungimento dell’obiettivo europeo del “consumo di suolo Zero”». Una nota regionale sottolinea la «incentivazione, sottoforma di diminuzione dei costi e degli oneri di urbanizzazione, per gli interventi di recupero e ristrutturazione del costruito esistente e della valorizzazione delle porzioni di terreno dismessi». E per Beccalossi «vengono inserite nuove restrizioni e vincoli per i terreni oggi considerati edificabili dai Pgt dei Comuni». «Queste aree – precisa l’assessora – potranno essere trasformate entro e non oltre i prossimi trenta mesi o torneranno a essere considerate per sempre zone verdi. Durante questo periodo transitorio sono comunque previste restrizioni e disincentivi economici, questa volta sottoforma di aumento dei costi di urbanizzazione». [md, ecoinformazioni]

25 novembre/ Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

CIMG7347Palazzo Cernezzi aderisce a Posto occupato e organizza un convegno La donna negata riflessioni e sguardi e una mostra.

 

«L’Assemblea generale delle Nazioni unite ha dichiarato nel 1999 il 25 novembre Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, per ricordare le donne vittime di violenza – rammenta il Comune di Como –. Governi, organizzazioni governative e non, media e società civile sono invitati a sensibilizzare sulla violenza di genere. La data del 25 novembre venne scelta poiché quel giorno furono uccise le tre sorelle Mirabal, militanti domenicane brutalmente assassinate nel 1960 per il loro impegno politico contro il dittatore Rafael Trujillo. Il 25 novembre è diventato così il simbolo dell’atto d’accusa della società civile nei confronti della violenza sulle donne».

«È importante che le istituzioni siano in prima fila e aderiscano a queste iniziative di sensibilizzazione – dichiara la vicesindaca Silvia Magni –. Il femminicidio è una vera e propria piaga sociale che nel nostro paese, in media una volta ogni due giorni, significa morte».

 

Gli eventi che si svolgeranno a Como

posto_occupato.jpg_1010866001– Fino al 1 dicembre a Palazzo Cernezzi, in Sala consiliare e all’Anagrafe, negli uffici di via Italia Libera e in Biblioteca, «ci sarà un “posto occupato”, una sedia su cui sarà posizionata la locandina dell’iniziativa, dedicata alle donne vittime della violenza di un marito, un ex fidanzato, un amante, uno sconosciuto – campagna ideata e promossa da La Grande Testata –. Insieme alla locandina saranno posizionati degli oggetti femminili e questo “posto occupato” sarà riservato e dedicato a loro che, in vita, occupavano un posto a teatro, sul tram, a scuola, in metropolitana, nella società»;

La donna negata: riflessioni e sguardi: il 25 novembre alle 16 a Palazzo Cernezzi, in Sala Stemmi (via Vittorio Emanuele II, 97) si svolgerà il convegno La donna negata: riflessioni e sguardi (Programma del convegno h.16:00 apertura e benvenuto: saluto delle autorità, dr. Claudio Cetti, direttore del Dipartimento di salute mentale, dr.ssa Raffaella Ada Colombo, direttrice Clinica psichiatrica cantonale Mendrisio – Ticino Svizzera; h.16:15 introduzione al percorso figurativo di Paola Maria Colombo e Valentina Eleonora Colombo. Interverranno: dr.ssa Maria Grazia Pariset, responsabile Servizio di assistenza sociale A.O. Sant’Anna, Anna Peverelli, presidente Telefono Donna, dr. Renato Maggi, primario Ginecologia A.O. Sant’Anna. Parteciperanno: Oltre il Giardino Project, NèP, Mauro Fogliaresi. Intervallo musicale; h.17:45 dr.ssa Raffaella Ada Colombo Il corpo e il trauma: neurobiologia di una memoria dolorosa, h.18:15 discussione finale). All’iniziativa, promossa dall’ospedale Sant’Anna con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Como, è abbinata la mostra La Donna negata, che presenta opere digitali di Maria Paola Colombo e fotografie di Valentina Eleonora Colombo. Il 25 novembre l’esposizione sarà aperta dalle 14 alle 19; il 26 novembre la mostra sarà allestita nel cortile antico di Palazzo Cernezzi». [md, ecoinformazioni]

L’abbraccio dell’Arci a Emergency

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arciIl messaggio di solidarietà di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci, all’associazione Emergency.

«Cara Cecilia, care amiche e amici di Emergency,
appresa la notizia che un vostro operatore in Sierra Leone è stato contagiato dal virus dell’Ebola mentre si prodigava per portare aiuto ai malati, desidero non solo chiedervi di inviargli i nostri più sinceri auguri di pronta guarigione, ma anche farvi sapere che siamo convinti che il vostro coraggio e la vostra totale dedizione alla causa della pace, della sopravvivenza e della salute di chi nel mondo vive già in condizioni disperate, rappresenta un insegnamento e un punto di riferimento costante per chiunque si prefigga di agire per lo sviluppo della solidarietà umana. Vi abbraccio con affetto, insieme a tutta l’Arci.» [Francesca Chiavacci]

Dubbi sulla sostenibilità della nuova Villa Olmo

villa olmoMolteni attacca sulle spese di gestione dell’orto botanico e le mostre «Hanno previsto biglietti di ingresso a villa e parco, 55mila visitatori alle mostre, mentre la media delle ultime due è di 20mila.

 

«Leggendo il documento redatto dall’Amministrazione comunale che presenta il progetto di Villa Olmo continuiamo a scoprire dati interessanti sui quali riflettere – scrive Mario Molteni della lista civica Per Como nella propria newsletter –. Una domanda prima di tutto: a Como, considerata la situazione disastrosa delle case comunali (lo dimostrano i 100 appartamenti vuoti da ristrutturare, il Palazzetto di Muggiò in attesa di demolizione e ricostruzione con società costrette a migrare altrove, scuole e impianti sportivi in stato penoso, strade piene di buche, famiglie in stato di necessità, ecc.) la priorità è spendere 3.370.000 euro per Orto botanico, parco e serre di Villa Olmo? In particolare come faremo a mantenere queste opere?»

«Ricordo anche che nel progetto troviamo tra le opere non finanziate dalla Fondazione e quindi a carico delle casse comunali e dei cittadini – prosegue la nota –: Ristorante 950.000; Teatro pulsante 325.000; riqualificazione ex alloggio custode 300.000; riqualificazione casa giardinieri 120.000 euro. Mentre non si fa cenno alla darsena e scalinata a lago (vuol dire che le lasciano in questo stato penoso?)».

Ma il consigliere di Per Como è preoccupato soprattutto del mantenimento della nuova struttura: «Consideriamo che nel piano di sostenibilità economica (qui sotto alcuni spunti) sono stati inseriti anche i costi e le entrate generati dalle mostre e gestione della Villa con ingressi a pagamento, leggete bene i costi del personale che servirà per mantenere orto botanico, parco:

Struttura organizzativa e personale

Spese organizzative per mostre e allestimenti 600.000,00;

Promozione (comunicazione, sito web) 200.000,00;

Direttore (orto botanico e centro di documentazione) 45.000,00;

Responsabile scientifico (orto botanico e centro di documentazione) 35.000,00;

Coordinatore operativo (orto botanico e centro di documentazione) 30.000,00;

Collaboratori occasionali e stagisti 30.000,00;

Tavolo di coordinamento 3.000,00;

Comitato tecnico scientifico 5.000,00;

Spese generali 25.000,00;

Conservatore (in condivisione con la Pinacoteca) 15.000,00;

Segreteria amministrativa 30.000,00;

Responsabile organizzazione mostre 35.000,00;

Responsabile comunicazione 35.000,00;

Personale biglietterie e info point 100.000,00;

Personale di custodia 75.000,00;

Giardinieri (orto botanico) 90.000,00».

Il Piano finanziario, deifnito dal consigliere di opposizione come «dei sogni», invece prevede:

«Entrate derivate da mostre e attività Biglietti mostra + villa (55000 visitatori) 660.000,00;

Canoni di concessione per eventi, cerimonie, mostre, convegni 40.000,00;

Royalties bookshop 40.000,00;

Visite guidate e audio guide 40.000,00;

Sponsorizzazioni 300.000,00;

Biglietti di ingresso alla villa (10.000 visitatori) 50.000,00;

Ingressi con card integrata (20.000 visitatori) 200.000,00;

Biglietti per orto botanico e centro di documentazione (12.000 visitatori) 60.000,00;

Parcheggi 60.000,00».

Ma proprio sul Piano finanziario sorgono i dubbi per Molteni: «Hanno previsto biglietti di ingresso a villa e parco, 55.000 visitatori alle mostre (hanno considerato l’ultima di Gaddi 2012 e la prima di Cavadini 2013 mentre la media delle ultime due 2013/2014 è di 20.000), parcheggi (?). L’assessore dice che sono solo ipotesi… Ha ragione sono solo ipotesi perché l’unica certezza sono i soldi che spenderemo, c’è da riflettere bene… Se non riusciremo ad incassare quanto ipotizzato sopra, il parco e l’orto diventeranno solo erbaccia e avremo buttato milioni di euro». [md, ecoinformazioni]

Riapre via Pannilani a Como

via pannilani«I lavori per consentire la riapertura di via Pannilani sono tuttora in corso e si concluderanno non prima della mattinata di domani, 25 novembre – annuncia Palazzo Cernezzi –. La strada sarà riaperta a senso unico alternato regolato da semafori».

 

«Nella giornata odierna sono state posate le barriere di sicurezza; all’appello manca la rimozione di alcuni sassi ed il collegamento degli impianti semaforici – spiega la nota –. I lavori sono eseguiti dalla ditta incaricata dai privati proprietari del terreno da cui si è verificata la frana. Si viaggia a senso unico alternato con semaforo anche sulla via Bixio, dove proseguono i lavori di messa in sicurezza del versante, privato, franato nei giorni scorsi». [md, ecoinformazioni]

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