Approvato il Regolamento per il suolo pubblico

COMO COMUNE 3Inizia poi a Palazzo Cernezzi la discussione sulle alienazioni.

 

Preliminari

Nelle preliminari al Consiglio comunale di Como di lunedì 30 marzo Giampiero Ajani, Lega, si è lamentato per non aver avuto risposta ad una interrogazione sulla frana di Civiglio «presentata il 30 gennaio», e ha rimarcto la situazione di via Tentorio, assurta alle cronache nazionali per i tantissimi cartelli di interruzione della pista ciclabile a causa dei passi carrai, Ada Mantovani, Adessso Como, ha chiesto invece una Commissione speciale sulle concessioni cimiteriali dopo lo scandalo della gestione “naif” avuta sinora, e rilevato la pericolosità dell’attuale situazione del cantiere per la risistemazione della viabilità in viale Giulio Cesare, per ultimo Diego Peverelli, Lega, è tornato a parlare del battello spazzino e la pulizia del lago: «Il Comune è un benefattore, spetta alla provincia pulire il bacino».

 

Occupazione di suolo pubblico

Con le ultime dichiarazioni di voto di Luca Ceruti, M5s, e Vincenzo Sapere, Paco-Sel, si è poi andato a votare il provvedimento. Scontato il voto contrario dell’opposizione, astenuti solo Peverelli e Roberta Marzorati, Per como, a favore la maggioranza.

 

Alienazioni

Dati i magri risultati degli ultimi anni l’assemblea ha quindi dovuto affrontare nuovamente una proposta di dismissione degli immobili commerciali dell’ente presentato dall’assessore alla partita Marcello Iantorno. Una situazione orami imbarazzante per la compagine di centrosinistra che guida il capoluogo lariano dato il fallimento del piano di dismissioni approvato negli ultimi tre anni. Su una previsione dal 2012 ad oggi erano previsti introiti per la casse comunali per poco più di 6milioni e 700mila, ma sono entrate solo 640mila euro per il chiosco a lago (ex Speak Easy) e un parrucchiere in via Milano alta; «meno del 10 per cento di quanto previsto» ha ammesso l’assessore.

Infatti gli immobili in vendita per il 2015 sono arrivati alla terza o alla quarta asta.

Di qui le polemiche dell’opposizione che si sono scagliate contro la maggioranza e contro Iantorno, fra tutti Peverelli ha attaccato a spada tratta: «È la quarta volta che parliamo del nulla! L’assessore è inadeguato! Lo rimuova sindaco!» Parole che hanno alterato il diretto interessato che ha iniziato a rispondere al consigliere leghista prima di essere accompagnato fuori dall’dal dal sindaco Mario Lucini. «È la mi opinione personale, posso dirla?» ha chiosato Peverelli.

«L’avevamo detto che erano stime troppo ottimistiche» ha affermato Marco Butti, Gruppo misto, «come si fa a venderle senza certificazione energetica e catastale?» ha chiesto Alessandro Rapinese, Adesso Como, che ha votato contro al provvedimento già in Commissione, «Viene disfatto il patrimonio e non si sono viste opere. Neanche quelle di riqualificazione delle piazze della Ztl» ha aggiunto Laura Bordoli, Ncd., che ha aggiunto «sono stati venduti immobili che rendevano il 4/5 per cento». «Sono tre anni che il mercato non li accetta» ha rincarato Ceruti, «qual è la strategia dell’Amministrazione, perché spogliarsi di qualcosa che dà ancora del reddito?» ha affermato Mantovani riferendosi a quegli immobili per cui è ancora in corso un contratto di locazione.

Dalla maggioranza i toni si sono fatti più concilianti rispetto alle scorse discussioni sulla vendita della ex Scuola all’aperto di via Binda per Luigi Nessi, Paco-Sel, «ormai si è deciso di venderla, spero venga controllato quanto si costruirà dopo», ma Italo Nessi, Como civica, ha chiesto di tenere presente il significato della parola valorizzazione, del patrimonio comunale, nel titolo del documento in discussione.

Dopo una mezz’ora di sospensione chiesta da Rapinese per presentate emendamenti, alla fine saranno 38 di più esponenti di opposizione, la seduta è ripresa con la replica dell’assessore Iantorno. «Le aste non sono andate nel modo sperato – ha ammesso – e al di sotto delle previsioni». «Il mercato è prevedibile, ma non certo» ha aggiunto ricordando il tentativo di alienare il patrimonio pubblico, «che è enorme», da parte di tutte le amministrazioni dello stato: «Ne abbiamo acquisito gradatamente alcuni anche interessanti». Ma per l’assessore vi è la «necessità di reperire risorse, che ci necessitano come l’aria» e per quanto riguarda «via Binda e via Tommaso Grossi noi non abbiamo le risorse per investire in quei compendi». Quanto incassato dal Comune servirà nel «Programma del piano triennale delle opere pubbliche per il recupero di patrimonio pubblico, palestre, scuole, ma anche edilizia residenziale pubblica». «Non si svende, si cerca di vendere» ha concluso. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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