Giorno: 30 Luglio 2015

Relazione Anac

lungolago comoLucini afferma: «Non mi interessano le medaglie politiche e poco mi interessa tutelare la mia immagine di sindaco. Ho la responsabilità di risolvere il problema e non di buttare a mare tutto quanto». Il Comune ha 40 giorni per le controdeduzioni.

«Il primo dato consolidato è che nel 2012 non si poteva girare la chiave e far ripartire i lavori. Il progetto aveva delle lacune e dal punto di vista tecnico la strada da noi intrapresa è giusta tant’è che è confermata la fondatezza, correttezza e necessità dei contenuti tecnici da noi apportati» dichiara il sindaco di Como Mario Lucini dopo l’arrivo della relazione dell’Anac a conclusione dell’attività istruttoria sul cantiere del lungolago. Un documento che, ammette Palazzo Cernezzi: «Muove rilievi critici sulla progettazione originaria e sulle conseguenti soluzioni giuridico-amministrative prospettate dalla perizia di variante».

«Politicamente sarebbe stato forse più facile azzerare tutto e ripartire da zero ma nell’interesse della città non sarebbe stata la scelta giusta. Azzerare tutto avrebbe, infatti, comportato un aumento di costi e tempi. A parità di scelte, legittime, era ed è nell’interesse pubblico individuare un percorso per proseguire – prosegue Lucini –. Con i “se” e i “ma” è sempre facile fare tutto. Il lungolago è il mio primo pensiero, ogni giorno e quello che ho messo davanti a tutto è sempre stato l’interesse collettivo e pubblico. Non mi scoraggia questo ulteriore scoglio. A me interessa risolvere la questione per la città; non mi interessano le medaglie politiche e poco mi interessa tutelare la mia immagine di sindaco. Ho la responsabilità di risolvere il problema e non di buttare a mare tutto quanto. Non sarei mai partito con questo cantiere ma sento la responsabilità di arrivare ad una soluzione».

Per questo è escluso l’azzeramento dei rapporti con la ditta appaltatrice: «Mandare a casa Sacaim voleva e vuol dire, bandire una nuova gara con prezzi tutti da aggiornare, aprire contenziosi con l’impresa ma anche con la Corte dei Conti e la stessa Anac».

Ora il Comune di Como può presentare istanza di audizione di fronte al Consiglio dell’Anac, con 40 giorni per la presentazione di controdeduzioni.

«La perizia di variante è stata inviata prima della sua approvazione e quindi ci sono i margini per correggere il provvedimento e legittimarlo» precisa il sindaco, che sottolinea come l’averla mandata prima dell’approvazione sia servito anche per rilevare eventuali criticità, normalmente all’Anac viene mandata a perizia approvata.

«Incontreremo a breve la Regione e insieme si valuterà il percorso giusto per arrivare ad approvare una perizia di variante legittima», infatti il primo cittadino comasco ha contatto il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni: «Ci siamo sentiti per telefono e abbiamo condiviso l’esigenza di continuare a lavorare per trovare una soluzione. Purtroppo raddrizzare una cosa storta è complicato, da noi, in Italia, ancora di più». [md, ecoinformazioni]

Positivo il primo semestre 2015

unindustria comoI dati di Unindustria parlano di una leggera ripresa.

«Dopo un inizio d’anno incerto, soprattutto per alcuni settori produttivi, gli ultimi mesi di questo primo semestre hanno contribuito ad invertire la rotta ed il segno “più” è tornato nelle nostre rilevazioni in particolar modo riguardo all’attività produttiva ed al fatturato – dichiara Francesco Verga, presidente di Unindustria Como –. Merito anche di una miglior performance delle piccole imprese che, seppur timidamente e in maniera non uniforme, iniziano a segnare una crescita della produzione fino ad ora riservata solo alle medio grandi. Apprezziamo lo sforzo del sistema creditizio che ha espresso maggiore disponibilità ad espandere le linee di credito esistenti o ad attivarne di nuove, presupposto indispensabile per cominciare il percorso di una crescita capace di creare quegli anticorpi essenziali per essere indifferenti ai condizionamenti esterni come le situazioni di alcuni paesi vicini. Siamo solo all’inizio di una timida ripresa e dobbiamo continuare sulla strada delle riforme e dell’innovazione per riuscire a competere in ambito globale».

«Il primo semestre del 2015 per le imprese di Como si è chiuso leggermente meglio rispetto ai livelli dell’anno precedente. I primi sei mesi dell’anno sono stati infatti più positivi dell’ultimo semestre del 2014. La recente storia parla di un 2012 e un 2013 con pesanti perdite, seguiti da un buon inizio 2014 per poi proseguire con un affievolirsi di ordini e fatturato nell’ultima parte dello scorso anno – annuncia l’Osservatorio congiunturale I semestre 2015 di Unindustria Como e Confindustria Lecco e Sondrio –. In generale quindi, il segno “più” ritorna sui dati di domanda, attività produttiva e fatturato se si effettua il raffronto tendenziale, quindi rispetto al secondo semestre del 2014. Rispetto al periodo luglio-dicembre dello scorso anno, gli ordini sono cresciuti del 4,1%, segnale anticipatore di una tendenza positiva, mentre l’attività produttiva cresce meno (+2,6%). Meglio le vendite nel raffronto tendenziale: +3,2%. La performance congiunturale è parzialmente legata a caratteristiche stagionali della produzione, riscontrata per poco più del 40% del campione».

Scorporando i dati: «Sono migliori i dati per gli ordini ricevuti da aziende medio-grandi: +5% congiunturale contro il +3,3% fatto registrare dalle aziende piccole. Quest’ultime hanno contemporaneamente riportato una variazione congiunturale della produzione del 3% contro 1,4% delle aziende medio-grandi. Quasi gli stessi risultati invece per le vendite: +3,4% per le piccole imprese e +3% per le grandi. Le previsioni per la seconda parte del 2015 sono orientate all’ottimismo, infatti ci si aspetta una crescita di ordini e vendite poco sotto il 2% rispetto al semestre appena conclusosi».

«L’utilizzo della capacità produttiva mediamente impiegata risulta stabile e comunque superiore rispetto ai livelli molto bassi riscontrati nel 2012. Anche se dopo quattro semestri consecutivo di stabilità o incrementi, il dato si attesta al 67,9% (era 73,1% sei mesi fa). Il calo dell’indice è attribuibile in larga parte alle piccole imprese – prosegue l’analisi –. La propensione all’export delle imprese monitorate nel complesso è buona, si supera il 40% del fatturato realizzato al di fuori dei confini nazionali, sebbene la maggior parte delle esportazioni, quasi la metà, siano effettuate in Europa occidentale. Le imprese del campione continuano a vivere criticità nei loro rapporti con gli Istituti di Credito ma il dato è stabile da più semestri. La situazione occupazionale conferma quanto sperimentato nelle rilevazioni precedenti, nella maggioranza dei casi si ha stabilità (poco meno dell’80%), nel 13% invece miglioramenti».

Per quanto riguarda gli ordini: «L’indicatore associato agli ordini mostra un aumento nel primo semestre del 2015. Il confronto con la seconda metà dello scorso anno si attesta a +4,1%, anche il parallelo con il primo semestre del 2014 è positivo: +4,1%. Le previsioni per i prossimi sei mesi sono anch’esse buone, si prevedono ordini in aumento per l’1,8%. Il buon andamento della domanda è rilevabile particolarmente per le aziende medio-grandi (rispettivamente +5,0% e 3,3% per la variazione congiunturale)».

«Sul fronte dell’attività produttiva – invece – si riscontrano variazioni e andamenti differenti a seconda delle dimensioni considerate. Infatti, se il dato dell’attività produttiva delle imprese nel complesso è pari a +2,6% (dato congiunturale), la produzione per le imprese medio-grandi è aumentata dell’1,4% mentre del 3,5% per le imprese piccole. Analogo andamento per il dato tendenziale (confronto con il primo semestre dell’anno precedente: il 2014). Le medie imprese hanno un’attività produttiva in aumento rispetto a dodici mesi prima (+1,5%), le imprese piccole invece rilevano +1,3%. Le aspettative per i prossimi sei mesi del 2015 risultano invece positive indipendentemente dalle dimensioni e dal settore. L’analisi della capacità produttiva mediamente impiegata dalle imprese con oltre 50 occupati esprime una stabilità: il tasso passa infatti da 72% al 73%. La differenza con quanto comunicato dalle imprese più piccole è nuovamente in crescita (lo scorso semestre la forbice si era invece ridotta). Per quest’ultime il tasso di utilizzo della capacità produttiva registrato è pari al 64% (era 74% sei mesi fa e 67% un anno fa)».

«La rilevazione del primo semestre 2015 ha riscontrato un fatturato in aumento più marcato rispetto alla rilevazione precedente (+3,2%) mentre una variazione più moderata, dell’1,5% rispetto a inizio 2014 – si precisa –. Analogamente alle considerazioni tratte per produzione e ordini, anche il dato complessivo sulle vendite risente di andamenti differenti tra piccole imprese e medie imprese, se si analizzano i cambiamenti rispetto ad un anno fa. Le imprese piccole sperimentano +0,6% nelle vendite contro il 2,6% delle aziende grandi. Nel confronto tendenziale invece, le differenze tra dimensioni aziendali sono più sfumate: +3,4% per le imprese piccole e +3,0% per le imprese con più di 50 addetti. Le vendite sul mercato italiano sono in aumento per un’impresa su tre, in calo per un’impresa su sei e stabile per un’impresa su due. L’export invece aumenta per il 40% del campione, cala per il 16% ed è stabile per la restante parte (44% degli intervistati). Suddividendo il fatturato in base al Paese di destinazione si evince che c’è una buona propensione ad esportare i propri prodotti anche se la metà del fatturato fuori dai confini nazionali riguarda mercati consolidati come l’Europa Occidentale. Riassumendo: il 57,9% delle vendite avviene in Italia, il 25,1% in Europa Occidentale, il 2,8% nei BRICS, il 3,3% negli Stati Uniti e il 3,8% in Europa dell’est. La restante parte è divisa tra Asia, America centro-meridionale e altri Paesi. I giudizi sul futuro prossimo sono improntati all’ottimismo e alla fiducia; in media il fatturato è previsto crescere dell’1,9%».

A proposito del credito: «Le condizioni praticate dagli istituti di credito riguardo spese e commissioni bancarie, richiesta di garanzie e tassi d’interesse applicati risultano in miglioramento per il 21% delle imprese. Anche la disponibilità ad espandere linee di credito esistenti o ad attivarne di nuove è in miglioramento negli ultimi sei mesi».

Mentre l’occupazione non desta preoccupazione: «La stabilità è il giudizio che si riscontra da tempo; lo scenario occupazionale risulta infatti caratterizzato da un mantenimento dei livelli per il 79% del campione. Dopo numerosi semestri, il saldo tra chi aumenta gli occupati e chi diminuisce ritorna positivo, rispettivamente: 13,4% e 7,9% del campione».

L’analisi prosegue: «La capacità produttiva mediamente impiegata rivela un tasso del 66,5%, dato che conferma la distanza ancora esistente rispetto ai livelli pre-crisi, considerando il 2007-2008 come periodo di saturazione degli impianti produttivi. La produzione non realizzata internamente ma affidata a subfornitori, in prevalenza a soggetti operanti entro i confini nazionali, contribuisce per un ulteriore 8%».

«In media, per le aziende delle tre province il contributo delle esportazioni sul totale del fatturato si è rivelato superiore al 40%, a riconferma della forte propensione delle imprese verso il commercio internazionale – si rileva –. Più della metà dell’export continua ad essere destinato ai mercati dell’Europa Occidentale che rappresenta la prima area estera di riferimento (oltre il 22% del fatturato totale realizzato). Sul versante dei costi associati all’approvvigionamento delle materie prime non vi sono particolari elementi di criticità; in media è stato riscontrato un lieve incremento, sia rispetto ai listini della prima metà del 2014 sia in confronto ai livelli dello scorso dicembre; in entrambi i casi, infatti, la variazione si è attestata a circa +1,5%».

«Le imprese di medie dimensioni (con oltre 50 occupati) indicano di utilizzare mediamente il 75% della propria capacità, mentre le aziende più piccole rivelano un tasso del 59,6% – prosegue lo scritto –. Il confronto settoriale mostra invece un più elevato utilizzo per le imprese del settore metalmeccanico (72%) mentre le imprese tessili risultano più penalizzate (56,5%). Nel caso degli altri settori il dato si attesta al 67%. Il contributo alla produzione determinato mediante pratiche di outsourcing è di circa l’8%; le imprese del campione comunicano di rivolgersi in prevalenza a soggetti operanti sul mercato domestico (6,1%) mentre il contributo dei subfornitori esteri risulta inferiore (1,5%). Le previsioni per il secondo semestre dell’anno risultano in linea con quanto rilevato tra gennaio e giugno; il dato medio risulta pari a +2,3%».

Si lavora con l’estero, ma con chi? «Il principale mercato estero di riferimento è rappresentato dai paesi dell’Europa Occidentale che assorbe oltre la metà delle esportazioni (il 22,6% del fatturato totale) mentre verso l’Europa dell’Est è diretto il 3,9% delle vendite. Ulteriori aree di interesse riguardano gli Stati Uniti (3,3%), i BRICS (3,0%), l’Asia Occidentale (2,7%) e l’America Centro-Meridionale (1,4%). La quota di fatturato generato sul mercato domestico è pari al 59%. All’interno del campione le imprese mostrano attitudini diverse nei confronti dell’export. Le imprese di medie dimensioni (oltre i 50 occupati) fanno emergere una maggior propensione all’export, con un 50% del fatturato totale realizzato oltre i confini domestici. Per le aziende di minori dimensioni l’export contribuisce invece a determinare il 34% delle vendite. Considerando il settore merceologico, le aziende più attive risultano essere quelle metal meccaniche, con un export pari a circa il 51% del fatturato; le imprese tessili e quelle degli altri settori mostrano comunque una grande attenzione agli scambi internazionali rispettivamente con una percentuale del 35% e del 37%». [md, ecoinformazioni]

Una petizione dei pendolari

#firmapendolareRaccolta firme indirizata a Maroni e all’assessore ai Trasporti Lombardo Sorte: «Per chiedere una vera svolta nella gestione della politica del Tpl in Regione e in particolare di quello ferroviario».

«La percezione costante è quella di un sistema che ha ancora e da molti anni falle che sembrano incolmabili ma che, soprattutto, negli ultimi mesi sembra stia pericolosamente virando verso una netta intenzione rivolta al taglio di servizio – scrivono Matteo Mambretti, Lucia Ruggiero e Simone Verni, rappresentanti regionali del Viaggiatori del trasporto pubblico locale –. Questa percezione si aggiunge alla tangibile situazione di disagio che ogni giorno i viaggiatori del trasporto regionale devono incontrare: guasti, treni in ritardo, treni soppressi, mancanza costante di informazione a bordo e in stazione, condizioni di viaggio a volte al limite della sopportazione».

«Su iniziativa del Comitato pendolari Bergamaschi – proseguono –subito raccolta dai Rappresentanti regionali dei viaggiatori del Tpl, alla quale si sono aggiunti via via diversi comitati lombardi, la raccolta firme – che durerà fino all’autunno – sarà un modo per raccogliere davvero la voce dei viaggiatori lombardi, che siano essi pendolari o viaggiatori occasionali, per chiedere che Regione Lombardia prenda con forza in mano la situazione e che intervenga per rispondere alle richieste di miglioramento che da anni le arrivano dai viaggiatori e quindi dai suoi contribuenti ed elettori».

Sostengono l’iniziativa: Comitato Pendolari Bergamaschi, Coordinamento dei viaggiatori linea Cremona-Brescia; Comitato spontaneo pendolari Alessandria-Mortara-Milano, Comitato viaggiatori e pendolari della Milano-Asso S2-S4, Comitato viaggiatori S9 e S11, Comitato pendolari Gallarate-Milano, Comitato pendolari del Meratese, Marco Longoni – Gmmb, Coordinamento provinciale pendolari Pavesi, Pendolari Como, Associazione pendolari “In Orario” Brescia, Cpc – Comitato pendolari Cremaschi, Comitato pendolari Linea S6 Milano-Novara, Comitato pendolari Como-Lecco.

L’hashtag per la condivisione social è #firmapendolare e la raccolta firme è su Change.org (la petizione). [md, ecoinformazioni]

In ricordo della Famiglia Mauri

parole come memoriaUno spazio a Tavernola, il quartiere dove erano residenti, per la famiglia comasca che perse la vita nell’attentato di Bologna il 2 agosto 1980.

Il piazzale antistante l’Unione sportiva di Tavernola, tra le vie Adamello e Brennero verrà dedicato alla Famiglia Mauri che «abitava in via Polano vicino proprio a questo piazzale – ricorda l’assessore del Comune di Como Marcello Iantorno –. Sono 35 anni che la città aspettava e sono orgoglioso di poter dire che finalmente la città intitola un piazzale, nel quartiere dove la famiglia Mauri aveva vissuto. Era un atto doveroso per mantenere vivo il loro ricordo e il ricordo di tutte le vittime della strage di Bologna. Questa intitolazione contribuirà a rinnovare in ognuno di noi il necessario impegno civile e a risvegliare e sollecitare il diritto di conoscere la verità e avere giustizia».

«La targa che sarà posizionata riporterà la seguente dicitura “Piazzale Famiglia Mauri Carlo, Anna Maria e il piccolo Luca, vittime della strage di Bologna 2 agosto 1980” – precisano da Palazzo Cernezzi –. La pratica sarà ora sottoposta alla Prefettura per le necessarie autorizzazioni».

Il Comune di Como ricorda: «La strage di Bologna Il 2 agosto 1980, alle ore 10.25, una bomba esplose nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna. Lo scoppio fu violentissimo, provocò il crollo delle strutture sovrastanti le sale d’aspetto di prima e seconda classe dove si trovavano gli uffici dell’azienda di ristorazione Cigar e di circa 30 metri di pensilina. L’esplosione investì anche il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario. Nell’attentato persero la vita 85 persone, provenienti da 50 città italiane e straniere; i feriti furono 200. Tra gli scomparsi, anche la famiglia Mauri, residente a Tavernola, composta dalla mamma Anna Maria Bosio (28 anni), il babbo Carlo Mauri (32 anni) e il piccolo Luca Mauri (6 anni). Anna e Carlo erano vissuti fino al matrimonio in centro città ed erano cresciuti nella parrocchia di San Fedele. Partiti in auto e diretti a Marina di Mandria in provincia di Taranto, i Mauri subirono un tamponamento alle porte di Bologna. Trainati da un carro attrezzi fino ad un’officina di Casalecchio dovettero lasciare l’auto dal meccanico e decisero così di raggiungere Brindisi in treno e da lì di farsi accompagnare a Taranto in auto. Arrivarono alla stazione di Bologna poco prima dell’esplosione e morirono tutti e tre tra le macerie del primo binario».

Proprio per l’anniversario della scomparsa sono state organizzate diverse iniziative su due giorni: «Sabato 1 agosto alle 15 in Biblioteca comunale, su iniziativa dell’assessorato alla Legalità del Comune di Como, verrà proiettata La linea gialla, una docufiction sulla strage, prodotta da Repubblica e Movie Movie, diretta da Francesco Conversano e Nene Grignaffini, con Valentina Lodovini. Domenica 2 agosto, dalle 9 alle 21, piazza San Fedele ospiterà Letture, Ricordi, Silenzi, Suoni. L’evento, promosso dall’Università popolare di Como Auser in collaborazione con l’associazione Memoria condivisa, con Memoria e verità e con Nodo Libri e patrocinato dal Comune, prende il titolo dal libro scritto da Gerardo Monizza 2 agosto 1980 Bologna Como – Diario doloroso ed è proposto per mantenere viva la memoria dei fatti e delle persone coinvolte, di tutte le vittime, soprattutto delle tre vittime comasche. Nella piazza verranno posizionati, a guisa di coro circolare, dei leggii dove sarà posizionato il volume e i passanti potranno fermarsi e leggere». [md, ecoinformazioni]

Profughi in rivolta?

salesianum tavernolaUna bufala. Nessuna protesta a Tavernola per i vestiti come scritto dal Giornale d’Italia smentita dall’associazione Il Focolare.

«Nei giorni scorsi Il Giornale d’Italia, giornale on-line fondato e diretto da Francesco Storace, ha pubblicato una notizia intitolata Neanche i vestiti vanno bene. E li gettano in strada. A Como l’ennesima “azione di protesta” dei sedicenti profughi che l’Italia accoglie. I residenti: ‘Potrebbe scoppiare una bomba sociale – precisa il Comune di Como –. Quanto riportato dal quotidiano – che fa riferimento ad una struttura di un ente religioso in un quartiere a nord di Como – è smentito dall’associazione Il Focolare, l’ente che in collaborazione con Caritas Como per conto della Prefettura si occupa della gestione dei profughi e che da sei giorni gestisce la struttura di proprietà dei Salesiani a Tavernola».

«È una notizia falsa e priva di alcun fondamento – dichiara Giovanni Mazzoleni dell’associazione Il Focolare –. Quello che succede da sempre, dappertutto, è che per motivi igienici i vestiti con cui i profughi arrivano, vengono tutti buttati. I sacchi, però, non vengono messi in strada, mai. Qui a Tavernola [dai Salesiani] li abbiamo portati nella nostra area di raccolta rifiuti, che è all’interno del parco. Nessuna azione di protesta, quindi e nessun vestito gettato in strada. Quanto alle persone che sono state viste in giro si recano, a piedi, in Questura per i documenti e all’Asl per le vaccinazioni».

L’assessore alla Politiche sociali di Palazzo Cernezzi aggiunge: «Premesso che la gestione dei profughi è in capo alla Prefettura e non al Comune, l’associazione ci ha confermato che è normale prassi che all’arrivo nei centri di riferimento, accoglienza e smistamento, per motivi igienico-sanitari i vestiti dei profughi siano buttati. Quanto alle bombe sociali, la civiltà, la cultura e il senso di responsabilità dei nostri concittadini non ci lasciano immaginare questi scenari ma piuttosto gesti di attenzione e solidarietà». [md, ecoinformazioni]

3 agosto/ Dopo Sdrive-in arrivano le notti da Oscar

Lunedì 27 luglio si è concluso il viaggio della prima rassegna cinematografica dell’estate 2015, la novità a quattro tappe che ha portato i comaschi in riva al lago a Villa Geno per tutti i lunedì di luglio con i cult movies Animal House, Paura e delirio a Las Vegas, I guerrieri della notte e Il Grande Lebowski. Partecipatissima ogni serata, in un crescendo di entusiasmo e di convivialità.

Sdrive-in si spera tornerà la prossima estate, ma l’appuntamento del lunedì con il grande cinema di Xanadù rimane segnato in agenda! Il viaggio continua, e si sposta dall’Open lido di Villa Geno a piazza Martinelli: dal 3 agosto cinque tappe per le Notti da Oscar sotto il cielo: Grand Budapest Hotel di Wes Anderson e a seguire, Birdman, Still Alice, sdriveWhiplash e The Imitation Game, tutti in lingua originale sottotitolati in italiano.

Cinema sotto le stelle, quindi, ancora per tutto il mese di agosto: i lunedì affiancheranno le serate del mercoledì e del giovedì di 35mm sotto il cielo, la storica rassegna dell’estate comasca sempre in piazza Martinelli. Ancora cinque gli appuntamenti: La teoria del tutto il 5 e 6 agosto, Birdman il 12 e il 13, L’amore bugiardo il 19 e il 20 e, per il gran finale del 26 e 27 un film a sorpresa. Il programma delle rassegne è consultabile all’indirizzo www.spaziogloria.it [Marisa Bacchin, ecoinformazioni]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: