Palazzo Cernezzi con l’Anac

lungolago comoLucini: «Ci siamo conformati alle indicazioni di Anac e abbiamo approvato una proposta per rimodulare la terza perizia di variante. Gli uffici dovranno rielaborarne il progetto tenendo presente le indicazioni avute». Ridimensionati quello che non è opera idraulica e la sorpresa geologica.

Il Comune di Como ha inviato ulteriori comunicazioni all’Autorità nazionale anticorruzione da cui ora ci si aspetta una nuova risposta. «L’ente, a conclusione dell’attività istruttoria avviata sul cantiere del lungolago, ha trasmesso lo scorso luglio a Palazzo Cernezzi le risultanze dell’indagine, muovendo rilievi critici sulla progettazione originaria e sulle conseguenti soluzioni giuridico-amministrative prospettate dalla perizia di variante – ricorda Palazzo Cernezzi –. I termini per presentare le controdeduzioni scadevano ieri 5 ottobre. E ieri il Comune ha trasmesso la propria documentazione, scegliendo, appunto, di “conformarsi” alla linea indicata».

«I tempi? Stiamo facendo in modo che i tempi siano stretti ma non posso fare previsioni – dichiara il primo cittadino Mario Lucini –. Dal primo giorno del mio mandato, ogni giorno il lungolago è il primo pensiero e quello che ho messo davanti a tutto è sempre stato l’interesse collettivo e pubblico».

Entrando nei particolari: «Il percorso di adeguamento prevede da un lato uno stralcio più cospicuo delle lavorazioni non direttamente inerenti gli aspetti idraulici e strutturali da appaltare a parte (per un ammontare di circa tre milioni di euro) e una diversa allocazione delle voci di variante con un significativo ridimensionamento di quelle originariamente attribuite alla “sorpresa geologica”». «Con le modifiche previste intendiamo recepire le indicazioni volte a rispettare i limiti quantitativi e qualitativi previsti dalle norme per le perizie di variante» precisa Lucini.

Gli errori progettuali sono sempre un punto centrale e la loro entità «sarà meglio definita nel percorso di rielaborazione della perizia». «Nei confronti della società che aveva validato il progetto sono già state intraprese le debite iniziative – precisa Lucini –. Per i progettisti ed eventuali altri soggetti, l’attivazione di azioni di responsabilità è rinviata a successivi e separati provvedimenti dopo l’approvazione della variante».

Per il futuro: «Per poter ripartire dovremo aspettare la chiusura dell’istruttoria. Gli uffici da oggi possono cominciare ad apportare le modifiche prospettate ad Anac ma è evidente che prima di approvare la perizia di variante dovremo aspettare le loro indicazioni – aggiunge il sindaco comasco –. È importante distinguere due aspetti: il primo è legato alla risoluzione del problema e al riavvio dei lavori, l’altro è legato alla questione giuridica su quanto è avvenuto nel passato. Meno si sovrappongono le due cose meglio è. La fondatezza, correttezza e necessità dei contenuti tecnici da noi apportati è riconosciuta da Anac. Azzerare tutto e ripartire da zero era meglio? Nell’interesse della città non sarebbe stata la scelta giusta. Azzerare tutto avrebbe, infatti, comportato un aumento di costi e tempi. A parità di scelte, legittime, era ed è nell’interesse pubblico individuare un percorso per chiudere quanto prima i lavori». [md, ecoinformazioni]

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